giovedì 22 ottobre 2026

CHOPIN, L’INATTESO - Sandro Cappelletto e Marco Scolastra raccontano il grande compositore polacco in un nuovo progetto tra musica e narrazione

 
Da quale angolo del mondo, improvvisamente, è apparso Chopin? È da questa domanda che prende forma Chopin, l’inatteso, il nuovo progetto di Sandro Cappelletto e Marco Scolastra, che debutta in prima assoluta venerdì 23 ottobre (ore 21), all’Auditorium San Domenico di Foligno, nell’ambito della stagione 2026 degli Amici della Musica.
Scrittore, giornalista e storico della musica, Sandro Cappelletto torna ad affiancare il pianista Marco Scolastra in un sodalizio artistico ormai consolidato, che dura da quasi vent’anni. Al centro del progetto, un ritratto inedito di Fryderyk Chopin (1810-1849), compositore capace di lasciare un segno inconfondibile nella storia della musica nonostante una vita breve, facendo del pianoforte l’esclusivo strumento della propria espressione artistica.
Sul palco, la parola e la musica si intrecciano in un racconto che ripercorre la vicenda umana e creativa del compositore, dai giovanili, e determinanti, anni polacchi, al breve periodo viennese, fino all’arrivo e alla scomparsa a Parigi e al quasi inconcepibile viaggio del suo cuore da Parigi a Varsavia.
Scolastra, pianista raffinato ed estroso, con oltre mille concerti in quattro continenti, interpreta alcune delle sue pagine più significative: mazurche, studi, polacche, valzer e preludi composti nell’arco di meno di vent’anni. La musica diventa così la fondamentale altra voce della narrazione, capace di evocare il mondo interiore di Chopin e di restituirne le molteplici sfumature.
Cappelletto, autore di programmi radiofonici e televisivi per la Rai, firma il testo e la drammaturgia dello spettacolo. Il progetto anticipa anche il suo nuovo libro omonimo, Chopin, l’inatteso, in uscita per Einaudi nella primavera 2027. Recentemente, l’autore ha inoltre registrato per Rai Radio3 le dieci puntate del programma Chopin, l’inafferrabile.
Dopo il debutto a Foligno, lo spettacolo sarà replicato domenica 25 ottobre (ore 11), all’Auditorium Pollini di Padova, nell’ambito della stagione dei Solisti Veneti, e sarà presentato in altre città italiane nei prossimi mesi.

M. Bianchini, S. Firpo, V. Miscischia - FRAGILITA' D'ACCIAIO - Olschki

 
Margherita Bianchini, Stefano Firpo, Valentina Miscischia
FRAGILITA' D'ACCIAIO
Il racconto dell'ILVA fra transizione ambientale e politica industriale

Olschki editore
collana Studi della Fondazione Luigi Einaudi | 62
2026
pp. viii-178, € 26,00
ISBN 9788822295613

“Fragilità d’acciaio” è il racconto di un capitolo importante della storia industriale del Paese e delle luci e ombre dell’intervento dello Stato nell’economia, ma è anche il racconto delle sfide di sostenibilità e innovazione che riguardano l’economia contemporanea e gli ordinamenti nazionali. Il saggio narra le vicende dell’ILVA dalla costituzione alle amministrazioni straordinarie, ancora in corso e in cerca di un player internazionale che assicuri il rilancio di un’impresa strategica.

Margherita Bianchini, avvocato, è condirettore generale Assonime e direttore area Diritto societario e Attività d’impresa.

Stefano Firpo, direttore generale Assonime e Cavaliere dell’ordine al merito della Repubblica Italiana, è stato capo di gabinetto del Ministro per l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale, Vittorio Colao.

Valentina Miscischia, avvocato e dottore di ricerca in Diritto dell’economia e dell’impresa, si occupa per Assonime di studi tematici sull’ordinamento societario, con particolare attenzione ai temi dell’organizzazione e della compliance, responsabilità amministrativa degli enti e crisi d’impresa.



Dino Cassone - MERAVIGLIOSA VITA DI ANNA - Les Flâneurs

Dino Cassone
MERAVIGLIOSA VITA DI ANNA
Les Flâneurs Edizioni
novembre 2026
pp. 232, euro 17
ISBN  9791254512623


Ci sono vite che sembrano destinate a essere osservate da lontano, giudicate, trasformate in spettacolo.
E poi ci sono persone capaci di andare oltre gli sguardi degli altri, di trasformare ciò che il mondo considera una stranezza in una possibilità, di conquistare il proprio posto nella vita senza rinunciare a essere sé stesse.
Canada, 1846. Anna Haining Swan nasce dopo un parto difficile. È una bambina sana, ma le sue dimensioni eccezionali suscitano immediatamente stupore e diffidenza. In paese si diffonde la voce che sia nato un «mostro» e Anna impara presto a convivere con la curiosità, i pregiudizi e gli sguardi indiscreti.
Crescendo, raggiungerà l'incredibile altezza di due metri e quarantasei centimetri. Ma dietro quella figura imponente si nasconde una giovane donna colta, raffinata, sensibile, desiderosa di conoscere il mondo e di essere amata per ciò che è.
La sua vita cambia quando incontra l'universo straordinario di P.T. Barnum, l'impresario che a New York ha creato l'American Museum: un luogo popolato da giganti, nani, donne barbute e personaggi che la società considera diversi.
Da quel momento Anna intraprende un viaggio che la porterà sui palcoscenici più prestigiosi d'America e d'Europa, fino a conquistare le simpatie della regina Vittoria. Tra spettacoli, amicizie inattese e incontri destinati a cambiarle la vita, scoprirà anche l'amore e il valore profondo dei legami umani.
Con Meravigliosa vita di Anna, Dino Cassone restituisce voce e dignità a una figura realmente esistita, raccontando una storia di coraggio, riscatto e libertà. Un romanzo che ci invita a riflettere su quanto spesso la vera diversità risieda nello sguardo di chi osserva, piuttosto che in chi viene osservato.

Dino Cassone
è un giornalista pugliese e autore di numerosi romanzi pubblicati con il Gruppo Editoriale Les Flâneurs, tra cui La bugiarda, uscito anche in Spagna nel 2023, Un gelato buono da morire, Aperitivo fatale, Le predestinate, Il carosello degli inganni e FM. Frequenze misteriose. Scrive inoltre testi per il teatro sociale. Con Meravigliosa vita di Anna si confronta con una vicenda storica realmente accaduta, dando vita a un romanzo in cui spettacolo, emozione e riscatto umano si intrecciano.

Lily King - IL PADRE DELLA PIOGGIA - Fazi

 
Lily King
IL PADRE DELLA PIOGGIA
(titolo originale Father of the Rain, Atlantic Monthly Press, luglio 2010)
Traduzione di Manuela Francescon
elaborazione grafica di copertina di Flavia Remotti
Fazi editore
collana Le strade | 636
novembre 2026
pp. 408, € 19,00
ISBN 9791259679321


Quando i suoi genitori si separano, Daley Amory, undici anni, si ritrova catapultata in un mondo fatto di rivalità, eccessi e manipolazioni. Incapace di scegliere da che parte stare, si muove con cautela lungo la linea che separa due stili di vita ormai incompatibili: tanto la madre è generosa, liberale e socialmente impegnata, quanto il padre è irascibile, conservatore e attratto dall’alcol. Ma quando la presenza rassicurante della moglie viene meno, l’uomo si abbandona ai suoi impulsi più bassi e, nonostante lo ami ancora profondamente, la figlia preferisce allontanarsi da lui. Diventando adulta, Daley rifiuta in maniera convinta la cultura che ha alimentato le fobie e i vizi di suo padre, e cerca di vivere al di fuori della sua influenza. Finché lui non tocca il fondo. Forse è l’ultima occasione per tentare di liberarlo da decenni di dipendenza, ma Daley dovrà decidere se la possibilità di recuperare il rapporto con lui valga il rischio di perdere ciò che più le sta a cuore: non solo i suoi sogni professionali, ma anche l’amore della sua vita, Jonathan, che rappresenta gran parte di ciò che il padre sostiene di odiare e che le ha dato tutto quello che lui non è stato mai capace di darle.
Il padre della pioggia, terzo romanzo di Lily King finora inedito in Italia, è il racconto magistrale dell’ostinata lealtà di una donna verso il proprio padre: un affascinante viaggio nella complessità emotiva di quel gorgo magnetico e mutevole che può essere la famiglia.
Quest’edizione contiene una lettera dell’autrice alle lettrici e ai lettori italiani.

Lily King, nata nel 1963 e cresciuta nel Massachusetts, dopo aver ottenuto una specializzazione in Scrittura creativa comincia a insegnare in diverse università statunitensi coltivando al contempo la passione per la letteratura. Sebbene il suo primo romanzo risalga al 1999, è solo nel 2014, con Euforia, che ottiene il plauso della critica e il favore dei lettori. Con Scrittori e amanti, pubblicato da Fazi Editore nel 2021, conferma appieno il proprio talento e mostra il completo conseguimento di un’incontestabile maturità narrativa. Con il suo ultimo romanzo, Cuore l’innamorato (Fazi Editore, 2025), si attesta definitivamente come una delle più importanti scrittrici statunitensi di oggi. Il padre della pioggia, pubblicato negli Stati Uniti nel 2010, è il suo terzo romanzo. Fazi Editore ha pubblicato anche la raccolta di racconti Cinque martedì d’inverno nel 2022.


mercoledì 21 ottobre 2026

AA.VV. UOMINI CON LA CODA - Fefè editore

AA.VV.
UOMINI CON LA CODA
4 storie e 6 saggi su donne nel mirino di uomini

a cura di Luciana Crucitti e Consolato Minniti
prefazione di Federica Sciarelli
Fefè editore
collana Pagine Vere / 69
ottobre 2026
pp. 186, € 20,00
ISBN 9791282383134


"Noi donne non siamo steli da abbattere, ma foreste di alberi in fiore. L’amore non ha la coda!".
Questo libro è uno studio contro la violenza sulle donne ad opera del maschio involuto e con la “coda” nascosta. Fa parte del progetto di rivoluzione epocale proposto da "Le Penne Rosse" che intende rappresentare la ribellione delle donne vittime di violenza. Con questa analisi multidisciplinare, ci auspichiamo di diventare una guida e un supporto alle donne che vivono relazioni difficili, e di riuscire a distinguere per tempo la sofferenza fisiologica da quella pericolosa e patologica.

I Curatori
Luciana Crucitti – Criminologa investigativa e grafologa giudiziaria. Laureata in Pedagogia all’ateneo di Parma, ha frequentato il Master in Scienze Criminologiche e Forensi di II livello Internazionale all’Università “La Sapienza” di Roma. Già dipendente della Polizia di Stato-Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica (Sezione Indagini Grafiche). E' Consulente Tecnico d’Ufficio e Perito Grafologo per l’Autorità Giudiziaria. Esperto nella rilevazione dell’abuso e del maltrattamento sessuale nei confronti dei minori. Autrice di diverse pubblicazioni. Ha ideato il Progetto Le Penne Rosse, che è diretto da Marina Baldi. E' autrice di alcuni racconti all'interno del volume.
Consolato Minniti – Già appartenente all’Arma dei Carabinieri, giornalista professionista e abilitato all’esercizio della professione forense, è attualmente direttore responsabile della rivista giuridica Ratio Iuris. E' autore di un racconto all'interno del volume.
La Prefatrice
Federica Sciarelli – Giornalista e conduttrice televisiva italiana, cronista parlamentare e consigliera dell’Ordine dei giornalisti del Lazio. Già redattrice e conduttrice del TG3 e di moltre trasmissioni della Rete, ha condotto dal 2004 a giugno 2026 su RAI3 Chi l’ha visto? storico programma di ricerca di persone scomparse.
Gli Autori
• Giacomo Romeo - Medico specialista in psichiatria.
• Marina Baldi - Biologa specializzata in genetica medica e forense. Dirige il Progetto Le Penne Rosse.
• Giuseppe Colapietro - Medico veterinario buiatra. Addestratore di cani da utilità e difesa.
• mons. Pasqualino Catanese - Presbitero della Diocesi di Reggio Bova dal 21 agosto 1977. Dal 1 settembre 2021 è Vicario Generale della stessa Diocesi.
• Ilenia Ruizzo - Avvocato del Foro di Santa Maria Capua Vetere (Caserta).
• Anna Traglia - Dipendente del Ministero dell’Interno dal 1996, con un’esperienza trentennale nella gestione amministrativa degli atti di polizia.

Sia il libro che il Progetto saranno presentati al pubblico sabato 24 ottobre 2026 a CAMPAGNANO DI ROMA (Rm), alle ore 17, nella sala consiliare del comune. Saranno presenti gli Autori e i Curatori. Introdurrà il Sindaco Alessio NISI. Parteciperanno, tra gli altri: l'Assessore alla Cultura Elisabetta Cecchitelli e l'Assessore alla Sanità e Prevenzione Anna Lorenzetti. Sarà presente anche la giornalista Federica SCIARELLI.
Alla conclusione della presentazione, dalla piazza del Comune partirà un corteo lungo il corso principale, fino ad una panchina rossa all'ingresso della Biblioteca comunale. Qui sarà apposta una targa con la seguente frase dal libro Uomini con la coda: "Noi donne non siamo steli da abbattere ma foreste di alberi in fiore. L'amore non ha la coda". Seguita dal simbolo del vortice rosso adottato da LE PENNE ROSSE.



Alistair MacLeod - LA TERRA DEGLI ALBERI - La Nuova Frontiera

 
Alistair MacLeod
LA TERRA DEGLI ALBERI
(titolo originale No Great Mischief, 1999)
traduzione di Elvira Grassi
La Nuova Frontiera
collana La frontiera selvaggia
ottobre 2026
pp. 320, euro 21,50
ISBN 9788883735240

 
“Questi sembrano essere i fatti, quantomeno alcuni; le fantasie, invece, sono tutte mie. E come nel caso delle canzoni gaeliche, non sono io a decidere di riportarli a galla, né mi impongo di farlo. Sono lì e basta, appartengono a quello che, perfino nella mia vita relativamente breve, sembra già un passato lontanissimo.”
Highlands scozzesi, 1779. Costretto a lasciare la sua terra, Calum MacDonald salpa con la numerosa famiglia verso il Nuovo Mondo. Dopo un lungo viaggio, approdano in quella che chiamano “la terra degli alberi”: la Nova Scotia. Qui i MacDonald danno vita a un clan coeso e inconfondibile, custode di un’identità tenace, destinata ad attraversare i secoli.
Duecento anni più tardi, è Alexander MacDonald a raccoglierne l’eredità. Sopravvissuto da bambino a una tragedia che lo ha reso orfano, Alexander ha costruito lontano da Cape Breton una vita apparentemente stabile. Il fratello maggiore, Calum, è invece rimasto indietro, ai margini di una Toronto segnata dalla povertà. Eppure, per entrambi, il passato non smette di farsi sentire.
Alistair MacLeod firma uno dei romanzi più amati della letteratura canadese: una profonda riflessione sull’eredità, sulla lealtà e sui legami di sangue che, al di là del tempo e della distanza, continuano a definirci.

Come comincia
Mentre do inizio a questo racconto, qui nell’Ontario sudoccidentale è il dorato mese di settembre. Nello splendido sole autunnale la generosità della terra è quasi travolgente, come se prendesse corpo una poesia di Keats. I banchetti lungo la Highway 3 sono carichi di cesti di prodotti agricoli e composizioni di piante e fiori. I cartelli invitano a “fare la propria raccolta” e si vedono intere famiglie dedite proprio a questo: c’è chi si china e chi si raddrizza, chi barcolla reggendo canestri traboccanti e chi si arrampica su scale a pioli infilate tra i rami di meli e peri. Nelle aziende agricole più estese, il grosso della raccolta è affidato a braccianti stranieri, anche loro, spesso, con le famiglie al seguito. Non “fanno la propria raccolta” loro, ma quella che gli garantirà un salario da portarsi via al momento di ripartire. Questa non è la loro terra. Molti arrivano dai Caraibi, altri sono mennoniti del Messico, altri ancora canadesi francofoni del New Brunswick e del Québec. Nei terreni già setacciati, i trattori attraversano i campi che imbruniscono, rivoltando le vecchie colture per preparare il suolo alle nuove. Stormi di gabbiani fiduciosi e riconoscenti li seguono con i loro gridi rauchi. Una volta, nei dintorni di Leamington, mia nonna, che in quel periodo era venuta a trovarci, scoppiò in lacrime alla vista dei pomodori scartati e troppo maturi che venivano interrati dall’aratro. Pianse per quello che definiva “uno spreco terribile” e dovemmo quasi bloccarla per impedirle di correre nei campi a “salvare” i pomodori dal loro destino tra i solchi in avanzamento. Si trovava a duemilaquattrocento chilometri dal suo pentolone per le conserve, lei che per decenni aveva passato i mesi estivi e autunnali ad accudire le sue preziose pianticelle in un terreno roccioso e in stagioni vegetative assai brevi. In autunno raccoglieva gli sparuti pomodori verdi superstiti, li disponeva sui davanzali e di tanto in tanto li girava nella speranza che maturassero al pallido sole che filtrava di sbieco dai vetri. Per lei erano preziosi, rari, e sofferti. Quei pomodori sacrificati che aveva visto nei dintorni di Leamington la gettarono nello sconforto per giorni. Non poteva farci nulla, immagino. Talvolta è difficile scegliere, o non scegliere, le cose da cui lasciarsi scuotere nei momenti meno opportuni. (...)

Alistair MacLeod
(1936-2014) è stato uno dei grandi maestri della narrativa canadese contemporanea. Nato a North Battleford, in Saskatchewan, da una famiglia di origini scozzesi e cresciuto a Cape Breton (Nova Scotia), ha trasformato quel paesaggio aspro e memorabile nel centro poetico e simbolico della sua intera opera. La terra degli alberi (1999) è considerato un capolavoro assoluto della letteratura canadese moderna. Tra i riconoscimenti ricevuti dall’autore: l’International Dublin Literary Award (2001), il Lannan Literary Award for Fiction (2003), il PEN/Malamud Award for Short Fiction (2009) e l’onorificenza di Officer of the Order of Canada (2008).


Paolo Costa - DALLA PARTE DI HEIDI - Bottega Errante

 
Paolo Costa
DALLA PARTE DI HEIDI
Pensare la montagna attraverso l'amore

Bottega Errante Edizioni
collana Camera con vista / 68
2026
pp. 256, € 18,00
ISBN 9791255671640


Davvero l’amore per la montagna è un’invenzione romantica? L’alpinismo è una fiera della vanità tipicamente maschile? Che cosa dovrebbe prevalere fra i monti: la natura selvatica o il paesaggio addomesticato dall’operosità umana? Stiamo assistendo a un rinascimento delle Terre alte o la loro decadenza è inarrestabile? Chi spera di trovare in montagna un’altra vita è soltanto un povero illuso? E come la mettiamo col turismo? Esiste un turismo “buono” e uno “cattivo” o il turismo di massa non può che produrre desertificazione fisica e sociale?
A partire dai monti sorridenti di Heidi, passando per i boschi selvatici di Rigoni Stern, giungendo poi alle montagne crude di Cognetti, Costa prova a rispondere a queste e altre domande per raccontarci la funzione salvifica e rivelatrice della natura. La ricerca dell’essenziale, le dimensioni recondite del tempo, il delicato equilibrio tra libertà e necessità; Dalla parte di Heidi ci mostra i passi da compiere per sconfiggere il più grande incubo dell’uomo moderno: un presente privo di futuro.
 
Paolo Costa
, filosofo e saggista, è ricercatore della Fondazione Bruno Kessler di Trento. Oltre ad avere curato, fra l’altro, l’edizione italiana di opere di Charles Darwin, Hannah Arendt, Charles Taylor, Martha Nussbaum, è l’autore di Un’idea di umanità (EDB 2007), La ragione e i suoi eccessi (Feltrinelli 2014) e La città post-secolare (Queriniana 2019; traduzione inglese 2022). Da alcuni anni si occupa dei significati filosofici della montagna organizzando eventi e pubblicazioni che indagano il valore spirituale che molte persone attribuiscono oggi alla loro passione per le Terre alte. Per Bottega Errante Edizioni ha pubblicato L’arte dell’essenziale.


Andrew Rader - NATI PER ESPLORARE - Liberilibri

 
Andrew Rader
NATI PER ESPLORARE
La strada dell'uomo dalle caverne alle stelle

(titolo originale Beyond the Known: How Exploration Created the Modern World and Will Take Us to the Stars, Scribner, novembre 2019)
traduzione redazionale
Liberilibri
collana Altrove
2026
pp. XIV-488, euro 20.00
ISBN 9791282679008.

 
Arriva in libreria Nati per esplorare. La strada dell'uomo dalle caverne alle stelle di Andrew Rader. L’autore, scrittore e ingegnere aerospaziale di origine canadese che lavora come Mission Manager presso SpaceX di Elon Musk, ripercorre in questo libro la storia dell’uomo, mostrando come sia stata la storia di un viaggio inarrestabile. Il nostro destino, sin da quando i primi esseri umani hanno lasciato la Rift Valley africana alla scoperta di altre terre, è sempre stato quello di muoverci, cercare, esplorare, e spingerci oltre i limiti del mondo conosciuto.
Nati per esplorare è dunque il racconto di questa avventura straordinaria, dalle prime migrazioni preistoriche alle rotte dei Polinesiani, dal Mediterraneo antico ai Vichinghi, da Colombo a Magellano, dagli imperi commerciali alla conquista dei cieli, fino alla recente corsa allo spazio e alla prossima frontiera di Marte.
Rader costruisce una grande narrazione dell’esplorazione come forza creatrice della civiltà: ogni passo compiuto al di là dell’orizzonte ha aperto nuove strade, unito mondi separati, generato commerci, conoscenze, tecnologie, possibilità. Ma l’uomo non si è accontentato di abitare la Terra: dopo averla scoperta e misurata, l’ha collegata e infine trasformata, inventando navi, mappe, strumenti, aerei, razzi per andare sempre oltre se stesso e i confini di ciò che appariva insuperabile.
Questo libro rappresenta un inno all’audacia, alla curiosità, all’intelligenza tecnica, rivelando come la strada dell’umanità sia ancora carica di aspettative. «In definitiva», scrive Rader, «ogni esplorazione è un investimento sul nostro futuro», e «ponendoci all’avanguardia di ciò che è possibile, creiamo incentivi per risolvere problemi che non sono mai stati risolti prima, spesso con applicazioni impreviste».
Il volume fa parte della collana realizzata da Liberilibri in collaborazione con Autostrade per l’Italia, per raccontare il legame profondo tra libertà e movimento, perché, come si legge nella Nota introduttiva, «essere liberi significa poter scegliere dove andare. E poter andare significa avere strade, mezzi, tecnologie, conoscenze e soprattutto non considerare il confine come una barriera definitiva». Il movimento è una delle forme più alte della libertà umana, là dove c’è una frontiera c’è anche una promessa, là dove esiste un limite, nasce il desiderio di superarlo, in una costante tensione verso il progresso e il miglioramento della condizione umana.

Andrew Alan Rader
è uno scrittore e ingegnere aerospaziale canadese. Ha frequentato la Carleton University dal 1999 al 2005, conseguendo lì la laurea e il master in ingegneria aerospaziale. Ha trascorso i successivi quattro anni studiando ingegneria aeronautica e astronautica al MIT, specializzandosi in voli spaziali di lunga durata, e ha conseguito il dottorato di ricerca nel 2009. Ha lavorato come ingegnere ricercatore presso il Consiglio nazionale delle ricerche del Canada dal 2003 al 2005. Dopo essersi trasferito negli Stati Uniti, ha lavorato come ingegnere ricercatore presso il MIT dal 2005 al 2010.  Dopo essersi laureato al MIT, Rader ha lavorato come ingegnere di sistemi spaziali presso COM DEV dal 2010 al 2014. Nel 2014, si è trasferito a Los Angeles per lavorare presso SpaceX , dove ora ricopre la posizione di responsabile di missione.  Ha pubblicato autonomamente i suoi primi cinque libri tramite campagne di crowdfunding di successo su Kickstarter. Il suo primo libro pubblicato da una casa editrice importante è la cronaca non-fiction dell'esplorazione umana, Beyond the Known: How Exploration Created the Modern World and Will Take us to the Stars , pubblicato da Simon & Schuster il 12 novembre 2019.  


martedì 20 ottobre 2026

Laudomia Bonanni - CITTA' DEL TABACCO - Cliquot

 
Laudomia Bonanni
CITTA' DEL TABACCO
prefazione di Antonella Cilento.
illustrazione di copertina di Silvia Franchini
Cliquot
ottobre 2026
pp. 22, euro 18
ISBN  9788899729882
 

«A volte ho l’impressione» scrive Antonella Cilento «che entrare nei racconti di Laudomia Bonanni sia come entrare di lato dentro un quadro molto complesso, meravigliosamente articolato, di cui vorresti assaporare ogni minimo dettaglio sensoriale, la lingua che materializza percezioni squisite e terribili, quando tutto, di colpo, precipita. E solo allora ti accorgi che sei entrata nel quadro mentre tutto, da tempo, stava già precipitando». 
Questo rovinare, senza possibilità di appiglio, è forse il filo conduttore dei diciannove racconti di Città del tabacco, nati nell’arco di quasi trent’anni e riuniti per la prima volta in volume nel 1977. 
Origine e causa della caduta è sempre la guerra, talvolta vicina, talvolta lontana (nello spazio e nel tempo: alcuni racconti sono ambientati anche molto dopo la fine del Secondo conflitto), ma comunque sconvolgimento supremo del mondo materiale e della coscienza interiore, stravolgimento dei rapporti umani. 
E leggere di contadine, madri, mogli, prostitute, zingare o sfollate, vivide protagoniste di queste storie, ciascuna con il suo unico e gravoso carico umano, eppure comparse insignificanti nel grande teatro della Storia con la S maiuscola, serve a ricordarci che il rovinare senza appigli di una vita senza voce è, in definitiva, il rovinare stesso dell’umanità. 

Laudomia Bonanni
(L’Aquila 1907 – Roma 2002), lettrice vorace fin da piccola, a diciassette anni è già maestra e insegna in diversi paesini dell’Abruzzo montano. Spinta dalla madre, partecipa con i racconti de Il fosso a un premio per inediti indetto dagli Amici della Domenica, che vince. In una recensione sul “Corriere d’informazione” del 1949 Montale paragona la sua prosa a quella del Joyce di Gente di Dublino.
A lungo consulente presso il Tribunale per i minorenni, nel 1960 pubblica per Bompiani il primo romanzo, L’imputata, che ottiene il premio Viareggio e che la fa scoprire anche all’estero. Con L’adultera, il suo libro di maggior successo commerciale, vince il premio Selezione Campiello nel 1964.
Trasferitasi a Roma nel 1969 per essere più vicina al mondo letterario, frequenta, senza mai integrarsi del tutto, gli scrittori e i critici letterari che animano il salotto di casa Bellonci. Dopo un lungo periodo di silenzio, nel 1974 torna con un libro-saggio, Vietato ai minori, e con i racconti di Città del tabacco (1977). E Nel 1979 con Il bambino di pietra arriva in finale al premio Strega. Nel 1982 esce Le droghe, caduto nell’indifferenza di un mondo letterario ormai radicalmente diverso da quello dei suoi esordi, e dopo il rifiuto del suo editore di pubblicare La rappresaglia, uscito postumo nel 2003, Bonanni, delusa, interrompe la sua esperienza di scrittrice.

Ferdinando Scianna - BAR AURORA - Henry Beyle | Una presentazione a Milano

 
Ferdinando Scianna
BAR AURORA
Edizioni Henry Beyle
H B Opere Brevi - volume XXXV
2026
pp. 52, dieci immagini applicate a mano
Euro 30,00
Carta Tatami - Sovraccopertina carte Amatruda di Amalfi, Hahnemühle
Wibalin Stria
caratteri Baskerville corpo 11
formato cm 15 x 15  
Tiratura 450 copie 


La pasticceria poi era inarrivabile. Le cassate, i cannoli, le sfince di san Giuseppe, le torte, i pasticcini ripieni, gli eterei choux, di nocciola, caffè, cioccolata, crema e panna, i friabilissimi taralli, i biscotti di San Martino, i bocconcini di pinoli e quelli di pistacchio, le bombe di gelato.
La memoria di un ritrovo imprescindibile, oggetto di resoconti divenuti leggendari, apre a un piccolo repertorio di bar del mondo, immagini tra loro diverse e lontane, a rendere universali luoghi che erano prima soltanto di pochi.

Ferdinando Scianna
(Bagheria, 4 luglio 1943) è un fotografo e fotoreporter italiano.
Fu il primo fotografo italiano a far parte dal 1982 dell'agenzia fotografica internazionale Magnum Photos







Gianni Barone intervista Flor Canosa

 

Buongiorno Flor, finalmente i nostri lettori possono fare la tua conoscenza, anche se per ora soltanto a distanza.
Puoi fare in poche parole una presentazione di te stessa, come scrittrice e come donna impegnata anche in altre attività?

Buongiorno, è un piacere salutare i lettori della bella casa editrice Il ramo e la foglia edizioni, che ringrazio molto per avermi aperto le porte.
Credo che, come scrittrice e donna lavoratrice, affronto come tutti le sfide della mia generazione e della mia classe sociale. Forse tutti noi autori nutriamo il sogno o la fantasia di poterci dedicare esclusivamente alla scrittura, ma è evidente che per la maggior parte di noi questo non è possibile. Perciò dobbiamo adattarci e rendere compatibili le ore che dedichiamo alla scrittura e alla lettura al nostro lavoro e non solo: ci sono anche gli impegni familiari e il tempo da dedicare alle amicizie. Nel mio caso, lavoro come docente all’Università di Buenos Aires da più di venti anni e, in questo senso, mi ritengo molto fortunata perché mi trovo nel contesto del mondo delle idee e perché mi rimane molto tempo libero per la mia attività di scrittrice. E aggiungo che “tempo libero” è un elemento fondamentale per noi scrittori, perché possiamo continuare a scrivere e a leggere; ciò è essenziale per il nostro lavoro anche se non lo possiamo considerare un tempo remunerato. In particolare questo vale per noi scrittori nati e operanti in regioni del mondo instabili e martoriate, dove sono molto pochi gli autori che hanno ottenuto la “professionalizzazione” della propria scrittura.
Completo le informazioni su me stessa dicendo che sono madre e che in questo momento mio figlio è entrato nella maggiore età. Devo però aggiungere che per molti anni la cura e l’educazione del figlio erano altri fattori che hanno aggiunto complessità alla pratica della professione. Comunque la scrittura possiede la forza per farsi spazio e per superare ogni ostacolo. Si dorme di meno, si rubano ore al lavoro: è una pulsione che, parlo per me, non potrei tenere a freno. Il mio primo libro è stato pubblicato nel 2015 grazie a un concorso letterario che avevo vinto con il mio romanzo “Tette”, ma posso dire di essermi dedicata alla scrittura da una vita, senza sapere se sarei mai riuscita a farmi pubblicare. Ci sono molti preconcetti sull’immaginario dello scrittore, per esempio che vive in un mondo di privilegi, di considerazione e riconoscimenti, ma non sempre è così. In questo mondo bisogna stare sul pezzo e lottare giorno dopo giorno. Eppure, nonostante tutto, non riuscirei mai a immaginare un mondo senza libri.

Grazie. Per concludere, puoi sintetizzare la trama e la poetica del romanzo “Gli accidenti geografici” che Il ramo e la foglia sta per pubblicare e dirci come si colloca rispetto ai tuoi lavori già usciti in Italia? (“Tette”, “La seconda lingua madre”, “Polpa”)

“Gli accidenti geografici” è un romanzo che parla dell’amore e delle relazioni umane, ma non in chiave realistica. Ho immaginato una specie di multiverso, dove una stessa coppia si conosce o procede nella propria relazione in differenti geografie. Oslo, Roma, Buenos Aires e Manta in Ecuador. Il clima, la geografia e la società modificano le maniere per costruire un vincolo. È un romanzo sulle infinite possibilità e allo stesso tempo una storia di Doppelgänger, di chi siamo agli occhi dell’altro.
Nella mia letteratura cerco sempre di proporre contenuti differenziati. Amo particolarmente esplorare i generi e forse questa inquietudine nasce dalla mia formazione cinematografica. Per questo, benché tutti i miei libri abbiano in comune una certa ossessione legata al corpo e alle relazioni, “Tette” è un romanzo realista e pop, quasi una commedia drammatica, mentre “Polpa” è una distopia di body horror e sessualità esplicita in una società che proibisce il dolore, e “La seconda lingua madre” è una storia cyberpunk su una maternità mostruosa e malata. Tre miei romanzi sono stati tradotti in italiano da Giovanni Barone, ormai esperto della mia scrittura e dotato di intelligenza e sensibilità enormi. Con i quattro romanzi tradotti in italiano, credo che ci si possa fare un’idea abbastanza completa del mio lavoro e della mia ricerca creativa.

Grazie Flor, ti auguriamo un percorso letterario ricco di contributi sempre più importanti e speriamo che il filo che ci unisce alla tua scrittura sia sempre più forte e stimolante e anche di poter leggere in futuro altre tue opere.
Grazie di cuore e buona lettura a chi vorrà confrontarsi con i suggestivi contenuti del tuo romanzo “Gli accidenti geografici”.


Sono io che ringrazio voi e tutti i lettori italiani. Per me è un onore immenso che la letteratura argentina possa essere letta nel vostro paese, al quale mi legano lacci familiari e che, come viaggiatrice, amo profondamente. Verranno altri libri senz’altro; è un impulso per me impossibile da trattenere.




Enzo Bianchi - VIVERE LA MORTE - EDB

 
Enzo Bianchi
VIVERE LA MORTE
Nuova edizione
EDB
settembre 2023
pp.400, euro 36,00
ISBN 9788810977620

 
Nella nostra esistenza la morte resta l’evento ineluttabile per eccellenza, anche se oggi si vive come se si fosse immortali. La morte viene rubata all’uomo, come se fosse qualcosa di osceno, e la nostra vita rischia di non avere più un confronto con il momento della propria finitudine. Il libro è una forte – e insieme consolante – reazione alle ideologie dell’edonismo che confina l’esperienza della morte nello spazio degli emarginati o della incoscienza.

Enzo Bianchi
(Castel Boglione, 3 marzo 1943 – Torino, 1º settembre 2026) è stato un monaco cristiano e saggista italiano, fondatore della Comunità monastica di Bose, a Magnano, della quale è stato priore fino al 2017. ha insegnato teologia biblica alla facoltà di filosofia dell’Università San Raffaele di Milano e collaborato con La Stampa , La Repubblica, Avvenire e Jesus . Tra i suoi testi, che coniugano spiritualità cristiana e cammini di umanizzazione, ricordiamo i più recenti: Una lotta per la vita. Conoscere e combattere i peccati capitali , San Paolo, Cinisello Balsamo 2011; Perché avete paura? Una lettura del Vangelo di Marco , Mondadori, Milano 2011; Le vie della felicità. Gesù e le beatitudini , BUR, Milano 2011; per EDB, insieme a Luigi Ciotti ed Ernesto Olivero, ha pubblicato Michele Pellegrino. Padre della Chiesa padre della città (2012).


Réginald Grégoire - I SANTI ANOMALI - EDB


Réginald Grégoire
I SANTI ANOMALI
EDB
novembre 2013
pp. 248, euro 25,00
ISBN  9788810241257


Santi che reggono la propria testa dopo essere stati decapitati, stiliti che vivono sulle colonne per isolarsi dal mondo, asceti che conducono una vita di preghiera e penitenza in capanne sugli alberi. Ma anche «pazzi di Cristo» per umiltà e ascesi, virtuosi che scelgono la nudità e la rinuncia come forme di povertà o che cantano ininterrottamente i salmi giorno e notte, martiri volontari, uomini trasformati miracolosamente in donne e donne in uomini per scongiurare il pericolo di violenze. Questo originale repertorio di santi anomali, spesso famosi e popolari, in alcuni casi ancor oggi venerati nella Chiesa cattolica, testimonia l’esistenza di forme inconsuete e singolari di vita cristiana. Lontani dai modelli più comuni della santità, questi personaggi sono talvolta inquadrabili in situazioni agiografiche fragili e confuse, incerte e poco chiare, ma hanno il pregio di testimoniare l’effervescenza della vita spirituale e della devozione popolare.

Réginald Grégoire
(1935-2012), monaco benedettino belga dell’abbazia di Clervaux (Lussemburgo), venne chiamato a Roma nel 1957 per collaborare all’edizione critica della Vulgata, presso la Pontificia Abbazia di San Girolamo in Urbe. Laureato in Teologia al Pontificio Ateneo di Sant’Anselmo sotto la guida di dom Benedetto Calati con una tesi su san Bruno di Segni (premio Centro italiano di studi sull’alto Medio Evo di Spoleto), sotto il pontificato di Paolo VI ha prestato servizio presso la Segreteria di Stato vaticana. È stato docente a Roma (Sant’Anselmo, Augustinianum, Regina Mundi), all’Istituto Teologico Marchigiano di Ancona e nella Scuola Teologica Diocesana di Fabriano. Dal 1974 è stato professore nelle Università statali di Pisa, Pavia e Urbino, dove nella Facoltà di Scienze politiche ha assunto anche l’incarico di decano e direttore dell’Istituto storico politico. È autore di oltre 650 pubblicazioni di agiografia, storia della Chiesa e della spiritualità, liturgie occidentali e orientali, diritto monastico e canonicale medievale. Con EDB ha pubblicato La teologia monastica. Spiritualità della Sacra Pagina (2013).

lunedì 19 ottobre 2026

Gioacchino Strano - GIOVANNI ZIMISCE - Graphe.it

 
Gioacchino Strano
GIOVANNI ZIMISCE
Diplomazia e grandezza militare nella Bisanzio del X secolo

Graphe.it edizioni
collana I Condottieri | 20
ottobre 2026
pp. 154, euro 15,00
ISBN 9788893722841


Nella lunga storia dell'impero bizantino, pochi sovrani incarnano con altrettanta nitidezza la contraddizione tra violenza del potere e grandezza di governo quanto Giovanni Zimisce. Salito al trono nel 969 attraverso la congiura e l'assassinio dello zio Niceforo II Foca, egli avrebbe potuto restare nella memoria come un usurpatore. Invece la storia lo consegna tra i più abili condottieri e diplomatici che Costantinopoli abbia mai espresso.
In questo saggio, Gioacchino Strano ricostruisce con rigore e fluidità narrativa un regno breve ma denso — sette anni (969–976) — durante i quali l'impero si espanse tanto in Occidente quanto nel Vicino Oriente, portando le armate bizantine fin quasi alle porte di Gerusalemme. Il profilo che emerge non è quello del semplice guerriero: Zimisce si rivela stratega politico capace di tessere alleanze con la Chiesa e con la grande aristocrazia, mentre sul campo di battaglia esprimeva una tattica militare di rara efficacia.
Un libro che invita a rileggere il Medioevo orientale attraverso la figura di un protagonista spesso trascurato dalla saggistica italiana — e che dimostra quanto la Bisanzio del X secolo fosse un laboratorio politico di straordinaria modernità.

L'attività di ricerca di Gioacchino Strano si concentra sui legami fra retorica e politica nella cultura bizantina. Si è interessato di agiografia, di omiletica, di poesia e di epistolografia, pubblicando, fra gli altri lavori, l’edizione critica della Corrispondenza di Leone Choirosphaktes (IX-X secolo) (Catania 2008), l’edizione critica del Carme apologetico di Nicola Muzalone (XI-XII secolo) (Acireale-Roma 2012), il poema di Nicola, vescovo di Corcyra, fonte importante sul ruolo di Corfù nelle relazioni fra l'area epirotica e il Mezzogiorno d'Italia (Tessalonica 2020). Nell'ottobre 2023 è uscita l'edizione critica, per la Bibliotheca Teubneriana Graeca et Latina, delle opere di Costantino Rodio (in collaborazione con Claudio De Stefani).
Altri suoi campi d’indagine sono i rapporti fra centro e periferia nell’Impero bizantino, le relazioni fra Bisanzio e l’Armenia e la storia sociale e culturale dell'Italia meridionale bizantina e postbizantina.


Riccardo Lupi - ERBA GRAMA - Accento

 
Riccardo Lupi
ERBA GRAMA
Accento edizioni
collana Acuto
ottobre 2026
pp. 248, euro 19
ISBN 9791281055735


All’apparenza Jacopo è un professionista di successo. È dentista in un prestigioso studio cittadino, uomo brillante e con un’intensa vita sociale. Ma sotto la superficie si agita una pericolosa tendenza autodistruttiva, tra sesso casuale, alcol e droga. A interrompere questo ciclo arriva però un imprevisto: la morte di sua madre, che lo costringe a tornare nel suo paese d’origine per partecipare al funerale.
Nella casa di famiglia lo attende sua sorella Selene (che non sente da mesi e che ha una grossa novità da rivelargli), e ritrova anche l’infanzia ingombrante che per oltre vent’anni ha provato a seppellire: le crisi depressive della madre, i maldestri tentativi di affrontarle del padre e, soprattutto, la presenza disturbante di zia Conny. Che sia finalmente arrivata per Jacopo l’occasione di fare i conti col passato e di guardare in faccia i propri mostri?
Con Erba grama Riccardo Lupi regala al lettore una storia di formazione distorta e compromessa, nella quale gli eccessi alla Bret Easton Ellis incontrano la palude della provincia italiana, per raccontare gli scheletri e i peccati di famiglia che possono nascondersi dietro all’ironia più cinica e a una vita dissoluta.

Riccardo Lupi
nasce nel 1991 a Pavia. Vive in un paese appena fuori Milano. Piccolo, ma con un castello e un fantasma. A otto anni scrive dei racconti. Si prende una pausa di circa vent’anni dalla scrittura, durante la quale: si laurea in Odontoiatria, lavora, viaggia, fa sport, legge, eccetera. Nel 2021 riprende a scrivere e si accorge che gli piace quasi come quando aveva otto anni.

(foto di Elisa Speroni)

Daniele Cellamare - LA CROCE NERA - Les Flâneurs

 
Daniele Cellamare
LA CROCE NERA
I Cavalieri dell'Ordine Teutonico

Les Flâneurs Edizioni 
novembre 2026
pp. 170, euro 16
ASIN B0H9C6KQZ3
 

Nel 1190, in Terra Santa, nasce l’Ordine Teutonico: monaci guerrieri con la croce nera sul mantello bianco, votati alla spada e alla fede.
Con il declino dell’Oriente, i cavalieri si spostano in Europa orientale, dove, al motto di Gott mit uns (“Dio è con noi”), tramandato fino al Terzo Reich, sottomettono e convertono con la forza le popolazioni pagane del Mar Baltico, fondando uno Stato monastico che durerà quasi due secoli.
A tutte le battaglie più importanti, dall’assedio di San Giovanni d’Acri allo scontro con l’Orda d’Oro dello spietato Batu Khan sino al conflitto contro i russi ortodossi guidati dal principe Aleksandr Nevskij, prende parte Lothar von Waldhausen. Entrato nell’Ordine a sedici anni, Lothar attraversa le drammatiche vicende dei cavalieri teutonici, celando dietro il rigore della disciplina il tormento di un segreto inconfessabile. Soltanto nella leggendaria battaglia del lago ghiacciato, tra il fragore delle armi e le pieghe di un destino spietato, egli riuscirà finalmente a riconciliarsi con la propria fede nel Signore e a trovare il definitivo riscatto di una vita inquieta.

L'incipit
Il comandante Hermann von Salza alzò la spada per chiamare intorno a sé gli uomini esausti che si trovavano ancora sugli spalti del lato ovest del castello. Il cielo si era tinto di un rosso intenso e di velature violacee che si increspavano sulla linea dell’orizzonte, unendosi alle nuvole basse e sottili che sembravano ammorbidire la cupa intensità dell’imbrunire. «Cavalieri», esordì von Salza, «sembra che grazie a Dio l’assedio di Acri sia arrivato a conclusione. Riccardo I d’Inghilterra e Filippo II di Francia sono finalmente arrivati, il primo con cento navi e ottomila uomini, il secondo con la sua flotta genovese. Dopo la sanguinosa battaglia di questi ultimi giorni sono state issate sulla città, a nome di tutti i crociati che hanno combattuto al nostro fianco, le bandiere del Regno di Gerusalemme, di Francia, di Inghilterra e d’Austria. La guarnigione musulmana è stata presa prigioniera e sono iniziate le trattative con Saladino. Dobbiamo unirci al contingente imperiale tedesco, agli ordini di re Riccardo, l’unico comandante di rango regale alla testa della Crociata dopo la tragica morte del nostro amato imperatore Federico Barbarossa».

Daniele Cellamare
(1952) è stato docente presso la facoltà di Scienze Politiche della Sapienza di Roma e presso il Centro Alti Studi per la Difesa. È stato direttore dell’Istituto Studi Ricerche e Informazioni della Difesa. Ha collaborato con emittenti televisive nazionali e con diverse testate nazionali e straniere. È stato consulente per le attività culturali dell’Agenzia Generale Treccani di Roma ed è responsabile del gruppo di analisti “Doctis Ardua” per la stesura di saggi di carattere geopolitico. Appassionato di studi sulla Storia Militare, ha pubblicato diversi romanzi storici: La Fortezza di Dio, La Carica di Balaklava, Gli Ussari Alati, Il drago di Sua Maestà, Gli artigli della Corona, Delitto a Dogali, Takeko e Rudolf Diesel.

Giancarlo Michellone - NEL CREPUSCOLO DELLA FIAT - Guerini Next

 
Giancarlo Michellone
NEL CREPUSCOLO DELLA FIAT
Un'effimera farfalla
L'innovazione negli anni fra Romiti e Marchionne
Guerini Next
settembre 2026
pp. 296, € 25,00
ISBN 9788868966546


Dai successi planetari firmati Vittorio Ghidella alla profonda crisi finanziaria degli anni Novanta, dalle macerie di Mani Pulite alle dimissioni di Giorgio Garuzzo e di altri dirigenti apicali, fino alla scomparsa di Gianni e Umberto Agnelli. Prima dell’avvento di Sergio Marchionne, il Gruppo Fiat ha attraversato una lunga stagione di lotte di vertice, dismissioni, casse integrazione e improbabili «padri della patria». Un declino che sembrava inarrestabile. A raccontare queste vicende è un testimone di prima mano: il responsabile del Centro Ricerche Fiat (CRF) e, in seguito, membro del GEC al fianco di Marchionne per il rilancio del Gruppo. Con lucido pessimismo e un’impostazione della ricerca rivoluzionaria (a tratti eretica), il CRF diventò una farfalla ostinata a volare controvento, decisa a crescere in controtendenza rispetto al crepuscolo della Fiat. In questo memoir industriale, le grandi strategie aziendali si intrecciano a vicende personali tragiche, surreali e irresistibilmente umoristiche: dal licenziamento in diretta al regalo del Common Rail, dalla damnatio memoriae dell’auto elettrica ZIC fino all’irruzione della Guardia di Finanza per cinquantaquattro presunti crimini di gestione. Sullo sfondo, il complesso e magnetico rapporto con Marchionne.

Giancarlo Michellone
è entrato in Fiat Auto guidando lo sviluppo dell’ABS e il suo trasferimento negli Stati Uniti. Successivamente, all’interno del Centro Ricerche Fiat (CRF), si è dedicato al marketing, al trasferimento tecnologico della ricerca e alla diversificazione verso le energie rinnovabili. Dopo l’esperienza come amministratore delegato della joint venture tra Iveco e Rockwell International è tornato in Fiat Auto su chiamata di Vittorio Ghidella; qui ha fondato la Direzione Innovazione ed è entrato nel Comitato Esecutivo con la gestione dello Sviluppo Prodotto. In seguito all’uscita di Ghidella ha scelto di rientrare nel CRF in veste di amministratore delegato, assumendo parallelamente numerosi incarichi per la Comunità Europea, ministeri nazionali, imprese ed enti pubblici e privati. È stato inoltre sindaco di Cambiano, comune in cui ha realizzato, tra il 1977 e il 1980, il complesso a energie rinnovabili, per alcuni anni, il più grande d’Europa. Per le nostre edizioni ha pubblicato Una Fiat che fu. Quando con i calzoni corti facevamo l’antiskid (2020).


mercoledì 21 ottobre
, ore 18.00
Libreria Feltrinelli, piazza CNL 251, Torino

Giancarlo Michellone presenta
Nel crepuscolo della Fiat. Un'effimera farfalla
L'innovazione negli anni fra Romiti e Marchionne

dialoga con l'autore Vincenzo Zezza, 
direttore dell'ufficio territoriale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) per Piemonte, Liguria e Valle D'Aosta


Mariastella Margozzi - STORIA DI LISA - Gangemi

 

Mariastella Margozzi
STORIA DI LISA
Modella e Musa di Pericle Fazzini

Gangemi editore
collana Arte
2026
pp. 128, euro 24
ISBN 9788849255850
 

Memorie storiche, foto d’autore e opere d’arte raccontano la vita straordinaria di Lisa Schneider e il suo profondo legame con Pericle Fazzini.

Mariastella Margozzi, storica dell’arte, per oltre vent’anni alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna, già dirigente del Ministero della Cultura, si è occupata dei movimenti artistici del XX secolo e in particolare di autori come Sironi, De Chirico, Modigliani.



Martedì 20 ottobre 2026, ore 17.30, Sala Gangemi, via Giulia, 142 – Roma. Presentazione STORIA DI LISA. MODELLA E MUSA DI PERICLE FAZZINI, volume Gangemi editore
intervengono
Mariastella Margozzi
Autrice, Storica dell'Arte,
Esperta dell'Arte del XIX e del XX secolo,
già Dirigente del Ministero della Cultura
e già Direttore dei Musei Statali di Roma
Alessandro Rocchi
Sindaco di Grottammare
Neri Marcorè
Attore e regista


Libby Page - LA GIOIA TROVA SEMPRE LA STRADA - Pienogiorno

 
Libby Page
LA GIOIA TROVA SEMPRE LA STRADA
(titolo originale This Book Made Me Think of You, Viking, gennaio 2026)
traduzione di Valentina Guani
Libreria Pienogiorno
ottobre 2026
pp. 400, € 19,90
ISBN 9791282435277


Tilly rimane sbalordita quando, proprio il giorno del suo compleanno, riceve la più inattesa delle telefonate. Il suo libraio, Alfie, le comunica che suo marito ha lasciato qualcosa per lei nella sua piccola libreria di quartiere: un anno di libri, uno per ogni mese, ciascuno accompagnato da una lettera. Da quando Joe se n’è andato per sempre, sei mesi prima, Tilly non è più la stessa: insieme a lui sembrano essere spariti anche i colori, le cose belle del mondo, e persino il piacere di leggere. Ma ora è Joe stesso a dirle che è arrivato il momento di ricominciare.
Saranno i libri, i libri di Joe, a prenderla per mano, ad aprirle ancora la strada, a trasportarla in nuove avventure: tra le vibranti strade di New York o i boulevard di Parigi, su e giù per le rosse colline della Toscana e lungo le bianchissime spiagge di Bali. Ogni pagina è un invito a vincere la chiusura, ad accogliere una sfida, a viaggiare, a riabbracciare gli amici, a incontrare persone nuove, ad abitare con gioia il presente. È una chiamata a vivere. A sognare. Perfino a innamorarsi.
Un romanzo indimenticabile e contagioso, che ha conquistato le classifiche del mondo. Una lettera d’amore alla vita e, insieme, un inno al potere dei libri e una luminosa celebrazione delle seconde possibilità.

Libby Page vive a Londra. Dopo aver lavorato come cronista per The Guardian, è diventata una narratrice di grande successo, tradotta in oltre 25 lingue. La gioia trova sempre la strada ha conquistato le classifiche dei bestseller in USA, Inghilterra e Germania ed è in corso di pubblicazione in molti altri Paesi.

Linda Dittmar - HOMELANDS - Bordeaux

 
Linda Dittmar
HOMELANDS
Israele e Palestina: viaggio nella terra contesa

(titolo originale Tracing Homelands. Israel, Palestine and the Claims of Belonging, Interlink Books, 2023)
traduzione di Eleonora Di Fortunato
prefazione di Anna Foa
Bordeaux edizioni
ottobre 2026
pp. 320, € 26,00
ISBN 9791259632920

 
Che cosa accade quando un paesaggio che crediamo di conoscere comincia a rivelarci storie che non avevamo mai visto? Da questa domanda prende avvio il racconto autobiografico di Linda Dittmar, una storia che diventa progressivamente indagine critica sulla memoria e sulle narrazioni che contribuiscono a costruire l’identità. Durante una serie di viaggi in Israele, Dittmar inizia a osservare i luoghi della sua infanzia con uno sguardo nuovo e a metterli in dialogo con le tracce fino ad allora non viste della storia palestinese. Il paesaggio – foreste, villaggi, strade, rovine – diventa una vera e propria fonte di interrogazione storica: i luoghi rivelano stratificazioni inattese di memoria, mentre episodi quotidiani, come una deviazione fortuita o la visita a un sito archeologico, si trasformano in momenti di improvvisa consapevolezza. Dietro la superficie emergono le tracce della tragedia nella Nakba, “la catastrofe”, l’esodo forzato dei palestinesi durante la nascita dello Stato di Israele: villaggi scomparsi, comunità disperse, vite cancellate o costrette all’esilio, memorie a lungo rimaste ai margini del racconto dominante. Intrecciando esperienza personale, osservazione culturale e riflessione politica, Dittmar mostra come i paesaggi possano custodire memorie contrastanti e che il confronto con ciò che è stato ignorato o cancellato è parte essenziale di ogni percorso di comprensione.

Dalla Prefazione di Anna Foa
Un libro che è al tempo stesso un libro di storia, un libro di memorie, il racconto di un lungo percorso di trasformazione, questo Homelands. Israele e Palestina: viaggio nella terra contesa di Linda Dittmar: la ricerca delle tracce dei villaggi palestinesi distrutti nel 1948; la storia della nascita dello Stato, inframezzata dalle memorie familiari; e il lento percorso attraverso cui una persona nata e cresciuta in Israele ed educata nei suoi miti di fondazione si accorge della nakba, l’esodo forzato dei palestinesi e la loro espropriazione, e cerca di spezzare il silenzio che la circonda. Un libro straordinario, straziante, che tocca al tempo stesso la mente e il cuore. Il libro è uscito negli Stati Uniti nel 2023 e ora ci viene qui presentato nella bella traduzione di Eleonora Di Fortunato, che conserva l’eleganza letteraria del testo originale. Nel frattempo, come sappiamo, molti eventi terribili si sono succeduti, rendendolo ancora più tragicamente attuale. La sua autrice, Linda Dittmar, è cresciuta in Palestina e ha assistito bambina alla nascita dello Stato, alla guerra del 1948 e alla cacciata dei palestinesi. I suoi bisnonni, che venivano da Odessa e sfuggivano ai sanguinosi pogrom della Russia zarista, erano stati fra i primi sionisti a popolare quella che sarebbe poi diventata Israele. La sua famiglia era aperta al rapporto con i palestinesi, e l’autrice ricorda con orgoglio che i suoi genitori aderivano al gruppo pacifista, marginale ma importante, di Brit Shalom. E questo rende ancora più significativo il racconto della sua educazione nelle scuole all’eroismo e alla necessità di battersi per la sopravvivenza, e la sostanziale accettazione, anche nel suo mondo, del silenzio sulla Nakba. I palestinesi cacciati o costretti a fuggire nel 1948 avevano case, villaggi, moschee. E il percorso di cambiamento avviene in Linda Dittmar attraverso l’attenta indagine su quelle tracce. Dopo aver fatto l’esercito, è emigrata negli Stati Uniti, dove ha insegnato, e l’inizio della sua nuova consapevolezza risale agli anni della guerra del Vietnam, ai movimenti di protesta negli Stati Uniti. A un certo punto, con la sua amica, una fotografa non ebrea, inizia il lungo viaggio in Israele alla ricerca delle tracce materiali della Nakba, a partire dai fichi d’India, simbolo della resilienza palestinese. Quattro viaggi fra il 2005 e il 2008 attraverso cui cresce dolorosamente in lei la consapevolezza che l’Israele che considera la sua patria si è costruita sulla distruzione di tutto o quasi ciò che era là prima, che è diventata verde e fertile distruggendo la terra e le case dei suoi abitanti. Il percorso compiuto non si estende mai ai territori occupati, si svolge rigorosamente entro la linea verde del 1949: le terre assegnate ad Israele dall’Onu e quelle conquistate con l’armistizio del 1949. Le case e i villaggi distrutti che cerca sono dentro quella linea. In questi dolorosi viaggi, in questo arrancare nella polvere cercando un pezzo di muro, una casa rimasta in piedi, ci sono anche le persone che vi abitavano: negozianti palestinesi a volte ostili, altre amichevoli, guide di gruppi palestinesi che anch’essi ripercorrono le tracce dei villaggi perduti, e i fantasmi dei morti, in particolare di quelli dei massacri del 1948: Deir Yassin, un episodio rimasto nella memoria di tutti gli israeliani perché all’epoca aveva suscitato molte reazioni negative anche nel governo israeliano, e invece Tantura un episodio negato e cancellato, ora ricomparso alla luce in nuove ricerche e un film del 2022, Tantura, del regista Alon Schwarz. Anche in quel luogo muovono i loro passi Linda e la sua amica Deborah, senza sapere – emergerà solo più tardi – che il parcheggio dove lasciano la macchina copre una fossa comune. E ancora, l’incontro con il gruppo di israeliani che fa il loro stesso percorso, Zochrot, di cui inizialmente ignoravano l’esistenza e a cui si uniscono per un po’. Sono molti, in realtà, quelli che si interrogano, anche se troppo pochi per cambiare il loro mondo. (...)

Linda Dittmar
, scrittrice, insegnante e accademica israelo-americana, è autrice di " Tracing Homelands; Israel, Palestine, and the Claims of Belonging" . In parte saggio storico, in parte diario di viaggio e in parte memorie, è un racconto intrecciato dei primi anni dello Stato di Israele e della Nakba palestinese – la "catastrofe" dell'espulsione di massa – ricordato da una bambina israeliana che cresce fino all'età adulta e da un'adulta che ora vive negli Stati Uniti e che guarda a quella storia con occhi nuovi . Vincitrice di una borsa di studio per artisti del Massachusetts Cultural Council, i suoi scritti sono apparsi su The Massachusetts Review , Jewish Currents , il bollettino della Harvard Divinity School , Consequence e Nowhere magazine.
Linda, ora professoressa emerita, ha conseguito il dottorato di ricerca in inglese presso l'Università di Stanford. Ha insegnato letteratura e studi cinematografici all'Università del Massachusetts a Boston per quarant'anni, ricoprendo anche incarichi di visiting professor in India, all'Università di Tel Aviv, alla Tufts University e all'Università di Parigi. Tra le sue pubblicazioni accademiche figurano i libri " From Hanoi to Hollywood; the Vietnam War in American Film" e "Multiple Voices in Feminist Film Criticism" , oltre a una lunga collaborazione con il comitato editoriale della rivista Radical Teacher . Avendo radici familiari nella Palestina ottomana, continua a visitare spesso Israele.

domenica 18 ottobre 2026

Federica Valente - INFERTILITA' E IMPOTENZA SOCIALE IN GRECIA - Edizioni di Pagina

 
Federica Valente
INFERTILITA' E IMPOTENZA SOCIALE IN GRECIA
tra V e IV secolo a.C.
Edizioni di Pagina
Collana Duepunti, 9
2025
pp. 288, euro 24
ISBN 9791256090822


Approfondire le implicazioni della mancata genitorialità nella Grecia di V e IV sec. a.C. si rivela essenziale per la comprensione della civiltà greca e, a tal fine, riflettere sulla percezione che i Greci avevano dell’infertilità sociale contribuisce a far luce su un problema che attanagliava fortemente l’individuo. Per comprendere come gli uomini e le donne percepissero e vivessero la mancanza di un erede è necessario far interagire le fonti materiali e quelle letterarie; pertanto, all’interno del lavoro sono prese in esame una pluralità di testimonianze affinché si dia il giusto rilievo a una questione ancora poco affrontata.
Lo studio prevede una riflessione sul lessico impiegato per descrivere l’infertilità, l’analisi della percezione, delle implicazioni sociali della suddetta condizione e del rapporto tra l’individuo infertile e il potere divino che sopraintende al concepimento.

Federica Valente (Cassino, 1984), dopo aver conseguito la laurea in Filologia greca e latina presso l’Università di Cassino, ha ottenuto il diploma di dottorato in “Scienze dell’Antichità e Archeologia” presso l’Università di Pisa. Abilitata all’insegnamento del latino e del greco nel liceo classico, è docente di ruolo dal 2016 e membro del “Laboratorio di Antropologia del Mondo Antico”, diretto dal prof. Riccardo Di Donato. Si occupa prevalentemente di condizione e linguaggio femminile nel mondo antico.