Fëdor Dostoevskij
POVERA GENTE
titolo originale Бедные люди (Bednye ljudi) San Pietroburgo, 1846
nuova traduzione di Verdiana Neglia
introduzione di Paolo Nori.
Neri Pozza
collana Biblioteca
ottobre2026
pp. 192, € 15,00
ISBN 9788854534667
Cinquantaquattro sono le lettere che i protagonisti del primo romanzo di Fëdor Dostoevskij si scambiano nel corso di un’estate. Lettere di riflessioni, dettagli quotidiani, speranze, sogni, sacrifici, preghiere. Cinquantaquattro lettere d’amore, fra Makar Alekseevič Devuškin, impiegatuccio quarantasettenne di ben modeste sostanze, e Varvara Alekseevna Dobroselova, giovane orfana, sua protetta nonché lontana cugina, dirimpettaia in un palazzo di San Pietroburgo. Un amore sbocciato nella miseria, in stanze fredde e male illuminate, dove la malattia è l’araldo della morte e la vita si consuma lavorando, in silenzio, con umiltà. E tuttavia, un amore. Struggente, tenero, reale, fra un uomo mite e dal cuore buono e una ragazza inquieta e malinconica, «un po’ pallidina, sì, ma pur sempre in fiore». A unirli non è soltanto la povertà, la fatica dell’esistere, ma una bruciante passione per la letteratura, la speranza in un futuro più roseo, insieme. Finché non sarà proprio la ricchezza a squarciare il loro cielo. Povera gente, qui in una nuova traduzione di Verdiana Neglia, scava sotto lo splendore della leggendaria capitale di Pietro il Grande, città «che esala vapori, ribolle, rumoreggia», e già rivela l’inconfondibile capacità del suo autore di scorgere le anime torbide degli uomini, osservarle per quello che sono. Prima di portarle alla luce.
«Nekrasov va da Belinskij col manoscritto di Povera gente e gli dice: Ho trovato un nuovo Gogol’. Sembra che Belinskij gli risponda: Da voi i nuovi Gogol’ crescono come i funghi, ne trovate uno a settimana». Dall’introduzione di Paolo Nori

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