lunedì 19 ottobre 2026

Gioacchino Strano - GIOVANNI ZIMISCE - Graphe.it

 
Gioacchino Strano
GIOVANNI ZIMISCE
Diplomazia e grandezza militare nella Bisanzio del X secolo

Graphe.it edizioni
collana I Condottieri | 20
ottobre 2026
pp. 154, euro 15,00
ISBN 9788893722841


Nella lunga storia dell'impero bizantino, pochi sovrani incarnano con altrettanta nitidezza la contraddizione tra violenza del potere e grandezza di governo quanto Giovanni Zimisce. Salito al trono nel 969 attraverso la congiura e l'assassinio dello zio Niceforo II Foca, egli avrebbe potuto restare nella memoria come un usurpatore. Invece la storia lo consegna tra i più abili condottieri e diplomatici che Costantinopoli abbia mai espresso.
In questo saggio, Gioacchino Strano ricostruisce con rigore e fluidità narrativa un regno breve ma denso — sette anni (969–976) — durante i quali l'impero si espanse tanto in Occidente quanto nel Vicino Oriente, portando le armate bizantine fin quasi alle porte di Gerusalemme. Il profilo che emerge non è quello del semplice guerriero: Zimisce si rivela stratega politico capace di tessere alleanze con la Chiesa e con la grande aristocrazia, mentre sul campo di battaglia esprimeva una tattica militare di rara efficacia.
Un libro che invita a rileggere il Medioevo orientale attraverso la figura di un protagonista spesso trascurato dalla saggistica italiana — e che dimostra quanto la Bisanzio del X secolo fosse un laboratorio politico di straordinaria modernità.

L'attività di ricerca di Gioacchino Strano si concentra sui legami fra retorica e politica nella cultura bizantina. Si è interessato di agiografia, di omiletica, di poesia e di epistolografia, pubblicando, fra gli altri lavori, l’edizione critica della Corrispondenza di Leone Choirosphaktes (IX-X secolo) (Catania 2008), l’edizione critica del Carme apologetico di Nicola Muzalone (XI-XII secolo) (Acireale-Roma 2012), il poema di Nicola, vescovo di Corcyra, fonte importante sul ruolo di Corfù nelle relazioni fra l'area epirotica e il Mezzogiorno d'Italia (Tessalonica 2020). Nell'ottobre 2023 è uscita l'edizione critica, per la Bibliotheca Teubneriana Graeca et Latina, delle opere di Costantino Rodio (in collaborazione con Claudio De Stefani).
Altri suoi campi d’indagine sono i rapporti fra centro e periferia nell’Impero bizantino, le relazioni fra Bisanzio e l’Armenia e la storia sociale e culturale dell'Italia meridionale bizantina e postbizantina.


Riccardo Lupi - ERBA GRAMA - Accento

 
Riccardo Lupi
ERBA GRAMA
Accento edizioni
collana Acuto
ottobre 2026
pp. 248, euro 19
ISBN 9791281055735


All’apparenza Jacopo è un professionista di successo. È dentista in un prestigioso studio cittadino, uomo brillante e con un’intensa vita sociale. Ma sotto la superficie si agita una pericolosa tendenza autodistruttiva, tra sesso casuale, alcol e droga. A interrompere questo ciclo arriva però un imprevisto: la morte di sua madre, che lo costringe a tornare nel suo paese d’origine per partecipare al funerale.
Nella casa di famiglia lo attende sua sorella Selene (che non sente da mesi e che ha una grossa novità da rivelargli), e ritrova anche l’infanzia ingombrante che per oltre vent’anni ha provato a seppellire: le crisi depressive della madre, i maldestri tentativi di affrontarle del padre e, soprattutto, la presenza disturbante di zia Conny. Che sia finalmente arrivata per Jacopo l’occasione di fare i conti col passato e di guardare in faccia i propri mostri?
Con Erba grama Riccardo Lupi regala al lettore una storia di formazione distorta e compromessa, nella quale gli eccessi alla Bret Easton Ellis incontrano la palude della provincia italiana, per raccontare gli scheletri e i peccati di famiglia che possono nascondersi dietro all’ironia più cinica e a una vita dissoluta.

Riccardo Lupi
nasce nel 1991 a Pavia. Vive in un paese appena fuori Milano. Piccolo, ma con un castello e un fantasma. A otto anni scrive dei racconti. Si prende una pausa di circa vent’anni dalla scrittura, durante la quale: si laurea in Odontoiatria, lavora, viaggia, fa sport, legge, eccetera. Nel 2021 riprende a scrivere e si accorge che gli piace quasi come quando aveva otto anni.

(foto di Elisa Speroni)

Daniele Cellamare - LA CROCE NERA - Les Flâneurs

 
Daniele Cellamare
LA CROCE NERA
I Cavalieri dell'Ordine Teutonico

Les Flâneurs Edizioni 
novembre 2026
pp. 170, euro 16
ASIN B0H9C6KQZ3
 

Nel 1190, in Terra Santa, nasce l’Ordine Teutonico: monaci guerrieri con la croce nera sul mantello bianco, votati alla spada e alla fede.
Con il declino dell’Oriente, i cavalieri si spostano in Europa orientale, dove, al motto di Gott mit uns (“Dio è con noi”), tramandato fino al Terzo Reich, sottomettono e convertono con la forza le popolazioni pagane del Mar Baltico, fondando uno Stato monastico che durerà quasi due secoli.
A tutte le battaglie più importanti, dall’assedio di San Giovanni d’Acri allo scontro con l’Orda d’Oro dello spietato Batu Khan sino al conflitto contro i russi ortodossi guidati dal principe Aleksandr Nevskij, prende parte Lothar von Waldhausen. Entrato nell’Ordine a sedici anni, Lothar attraversa le drammatiche vicende dei cavalieri teutonici, celando dietro il rigore della disciplina il tormento di un segreto inconfessabile. Soltanto nella leggendaria battaglia del lago ghiacciato, tra il fragore delle armi e le pieghe di un destino spietato, egli riuscirà finalmente a riconciliarsi con la propria fede nel Signore e a trovare il definitivo riscatto di una vita inquieta.

L'incipit
Il comandante Hermann von Salza alzò la spada per chiamare intorno a sé gli uomini esausti che si trovavano ancora sugli spalti del lato ovest del castello. Il cielo si era tinto di un rosso intenso e di velature violacee che si increspavano sulla linea dell’orizzonte, unendosi alle nuvole basse e sottili che sembravano ammorbidire la cupa intensità dell’imbrunire. «Cavalieri», esordì von Salza, «sembra che grazie a Dio l’assedio di Acri sia arrivato a conclusione. Riccardo I d’Inghilterra e Filippo II di Francia sono finalmente arrivati, il primo con cento navi e ottomila uomini, il secondo con la sua flotta genovese. Dopo la sanguinosa battaglia di questi ultimi giorni sono state issate sulla città, a nome di tutti i crociati che hanno combattuto al nostro fianco, le bandiere del Regno di Gerusalemme, di Francia, di Inghilterra e d’Austria. La guarnigione musulmana è stata presa prigioniera e sono iniziate le trattative con Saladino. Dobbiamo unirci al contingente imperiale tedesco, agli ordini di re Riccardo, l’unico comandante di rango regale alla testa della Crociata dopo la tragica morte del nostro amato imperatore Federico Barbarossa».

Daniele Cellamare
(1952) è stato docente presso la facoltà di Scienze Politiche della Sapienza di Roma e presso il Centro Alti Studi per la Difesa. È stato direttore dell’Istituto Studi Ricerche e Informazioni della Difesa. Ha collaborato con emittenti televisive nazionali e con diverse testate nazionali e straniere. È stato consulente per le attività culturali dell’Agenzia Generale Treccani di Roma ed è responsabile del gruppo di analisti “Doctis Ardua” per la stesura di saggi di carattere geopolitico. Appassionato di studi sulla Storia Militare, ha pubblicato diversi romanzi storici: La Fortezza di Dio, La Carica di Balaklava, Gli Ussari Alati, Il drago di Sua Maestà, Gli artigli della Corona, Delitto a Dogali, Takeko e Rudolf Diesel.

Giancarlo Michellone - NEL CREPUSCOLO DELLA FIAT - Guerini Next

 
Giancarlo Michellone
NEL CREPUSCOLO DELLA FIAT
Un'effimera farfalla
L'innovazione negli anni fra Romiti e Marchionne
Guerini Next
settembre 2026
pp. 296, € 25,00
ISBN 9788868966546


Dai successi planetari firmati Vittorio Ghidella alla profonda crisi finanziaria degli anni Novanta, dalle macerie di Mani Pulite alle dimissioni di Giorgio Garuzzo e di altri dirigenti apicali, fino alla scomparsa di Gianni e Umberto Agnelli. Prima dell’avvento di Sergio Marchionne, il Gruppo Fiat ha attraversato una lunga stagione di lotte di vertice, dismissioni, casse integrazione e improbabili «padri della patria». Un declino che sembrava inarrestabile. A raccontare queste vicende è un testimone di prima mano: il responsabile del Centro Ricerche Fiat (CRF) e, in seguito, membro del GEC al fianco di Marchionne per il rilancio del Gruppo. Con lucido pessimismo e un’impostazione della ricerca rivoluzionaria (a tratti eretica), il CRF diventò una farfalla ostinata a volare controvento, decisa a crescere in controtendenza rispetto al crepuscolo della Fiat. In questo memoir industriale, le grandi strategie aziendali si intrecciano a vicende personali tragiche, surreali e irresistibilmente umoristiche: dal licenziamento in diretta al regalo del Common Rail, dalla damnatio memoriae dell’auto elettrica ZIC fino all’irruzione della Guardia di Finanza per cinquantaquattro presunti crimini di gestione. Sullo sfondo, il complesso e magnetico rapporto con Marchionne.

Giancarlo Michellone
è entrato in Fiat Auto guidando lo sviluppo dell’ABS e il suo trasferimento negli Stati Uniti. Successivamente, all’interno del Centro Ricerche Fiat (CRF), si è dedicato al marketing, al trasferimento tecnologico della ricerca e alla diversificazione verso le energie rinnovabili. Dopo l’esperienza come amministratore delegato della joint venture tra Iveco e Rockwell International è tornato in Fiat Auto su chiamata di Vittorio Ghidella; qui ha fondato la Direzione Innovazione ed è entrato nel Comitato Esecutivo con la gestione dello Sviluppo Prodotto. In seguito all’uscita di Ghidella ha scelto di rientrare nel CRF in veste di amministratore delegato, assumendo parallelamente numerosi incarichi per la Comunità Europea, ministeri nazionali, imprese ed enti pubblici e privati. È stato inoltre sindaco di Cambiano, comune in cui ha realizzato, tra il 1977 e il 1980, il complesso a energie rinnovabili, per alcuni anni, il più grande d’Europa. Per le nostre edizioni ha pubblicato Una Fiat che fu. Quando con i calzoni corti facevamo l’antiskid (2020).


mercoledì 21 ottobre
, ore 18.00
Libreria Feltrinelli, piazza CNL 251, Torino

Giancarlo Michellone presenta
Nel crepuscolo della Fiat. Un'effimera farfalla
L'innovazione negli anni fra Romiti e Marchionne

dialoga con l'autore Vincenzo Zezza, 
direttore dell'ufficio territoriale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) per Piemonte, Liguria e Valle D'Aosta


Mariastella Margozzi - STORIA DI LISA - Gangemi

 

Mariastella Margozzi
STORIA DI LISA
Modella e Musa di Pericle Fazzini

Gangemi editore
collana Arte
2026
pp. 128, euro 24
ISBN 9788849255850
 

Memorie storiche, foto d’autore e opere d’arte raccontano la vita straordinaria di Lisa Schneider e il suo profondo legame con Pericle Fazzini.

Mariastella Margozzi, storica dell’arte, per oltre vent’anni alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna, già dirigente del Ministero della Cultura, si è occupata dei movimenti artistici del XX secolo e in particolare di autori come Sironi, De Chirico, Modigliani.



Martedì 20 ottobre 2026, ore 17.30, Sala Gangemi, via Giulia, 142 – Roma. Presentazione STORIA DI LISA. MODELLA E MUSA DI PERICLE FAZZINI, volume Gangemi editore
intervengono
Mariastella Margozzi
Autrice, Storica dell'Arte,
Esperta dell'Arte del XIX e del XX secolo,
già Dirigente del Ministero della Cultura
e già Direttore dei Musei Statali di Roma
Alessandro Rocchi
Sindaco di Grottammare
Neri Marcorè
Attore e regista