lunedì 12 ottobre 2026

Diego Fusaro - CONSUMO, DUNQUE SONO - Guerini e Associati

 
Diego Fusaro
CONSUMO, DUNQUE SONO
Guerini e Associati
ottobre 2026
pp. 456, euro 22,50
ISBN 9791258100017


Cogito, ergo sum: con questa formula Cartesio inaugura il soggetto moderno, l’io che pensa e che, così facendo, esiste. Ma quell’io, distillato in secoli di storia, è diventato altro: non più pensiero, ma volontà di possesso e di consumo.
Dal Discorso sul metodo alle Meditazioni, dalle lettere private ai trattati inediti, Fusaro mostra come la filosofia cartesiana non sia soltanto la culla della scienza moderna, ma la prima, decisiva fondazione teorica del capitalismo nella sua fase nascente. Dietro la maschera del filosofo che avanza sempre «mascherato», per non urtare i poteri del suo tempo, si nasconde l’architetto di un mondo ridotto a materia calcolabile e sfruttabile.
Un percorso rigoroso e spesso spiazzante, che intreccia storia della filosofia e critica del presente e restituisce a Cartesio un ruolo che i manuali non gli hanno mai attribuito: non solo padre del dubbio metodico, ma padre nascosto dell’homo capitalisticus.

Diego Fusaro
insegna Storia della filosofia a Milano, presso l’Istituto Alti Studi Strategici e Politici (IASSP), dove è anche direttore del dipartimento di Filosofia politica. È studioso della storia del marxismo e dell’idealismo tedesco e italiano, nonché interprete controcorrente del presente. Tra i suoi più famosi volumi: Demofobia. Destra e sinistra: la finta alternanza e la volontà di schiacciare il popolo (2023), Sinistrash. Contro il neoliberalismo progressista (2023), La fine del cristianesimo. La morte di Dio al tempo del mercato globale e di Papa Francesco (2023). Collabora abitualmente con Il Fatto Quotidiano e Il Giornale d’Italia.

Violaine Bérot - COME ANIMALI - La Nuova Frontiera

 

Violaine Bérot
COME ANIMALI
(titolo originale Comme des bêtes © Buchet/Chastel, Libella, Paris, 2021)
traduzione di Camilla Diez
La Nuova Frontiera
collana Liberamente
marzo 2026
pp. 128, euro 17
ISBN 9788883735059


In un borgo incastonato nei Pirenei francesi la vita scorre tranquilla, avvolta da leggende e antichi misteri. Qui, in una casa isolata, vive Mariette insieme al figlio, un ragazzo dalla forza sovrumana che tutti chiamano l’Orso, dotato di un dono straordinario: comunicare con gli animali e curarli.
Un giorno, nel bosco compare una bambina nuda di cui nessuno conosce l’identità e il fragile equilibrio di quel mondo appartato si spezza. Chi è? Da dove viene? E quale verità si nasconde tra i silenzi della montagna e le storie della gente del posto?
Come animali è un romanzo magnetico e polifonico in cui voci, sospetti e interrogatori si intrecciano nelle testimonianze degli abitanti e nelle canzoni di un misterioso coro, come in una tragedia greca. Violaine Bérot – che da vent’anni vive e scrive tra le montagne dei Pirenei – immagina un’altra vita possibile, e ci interroga sulla marginalità e la vulnerabilità di chi sceglie di esistere fuori dalla norma, in una società che teme il diverso e l’ignoto.

L'incipit
Ce l’ho avuto come studente. Sarà stato vent’anni fa. In una classe con alunni di età diverse. Alle elementari.
Era davvero altissimo. Molto più alto di quelli della sua età. Perfino – mi sembra – più alto di sua madre. Ma posso pure sbagliarmi, forse era solo l’impressione che dava. Era molto robusto per un bambino di quell’età. Con le spalle squadrate, larghissime. Ma soprattutto – sì lo so mi ripeto, mi scusi – davvero alto.
No, non le ha finite le elementari. È andata – come dire –, è andata male. Non con lui, no, alla fine con lui era abbastanza semplice. Ma con sua madre. Non ha voluto accettare. Non ha voluto seguire le nostre raccomandazioni. Ha rifiutato il percorso proposto, quello che si fa in questi casi. Si è irrigidita, si è opposta categoricamente. Da quel giorno lui non è più tornato. Non è mai più venuto a scuola.
No, la scuola non gli piaceva – oddio, non so se è giusto dire così. Diciamo piuttosto che aveva paura degli altri bambini. Credo anche di me. Aveva proprio paura – o quantomeno è il mio punto di vista, per via delle reazioni che poteva avere. Lo avevo messo a sedere all’ultimo banco, da solo. Per lui era importante stare da solo. Con gli altri bambini avevamo fatto un patto. Non bisognava avvicinarsi, bisognava rispettare la sua solitudine. Perfino io andavo da lui il meno possibile. Se lo lasciavamo all’ultimo banco, da solo, se ci dimenticavamo di lui – cioè, voglio dire, se facevamo finta di dimenticarci di lui – era più facile. E avremmo potuto scordarcelo per davvero. Non faceva rumore e non parlava. Non ha mai parlato. Mi sa che era così dalla nascita. Ma è sempre stato complicato ottenere informazioni su di lui. La cosa particolare era che se ci avvicinavamo lui cominciava a ringhiare. Ringhiava come un cane – mi dispiace, è terribile dirlo in questo modo, ma era la sensazione che avevamo, come un cane. Ci avvicinavamo e lui ringhiava. Allora indietreggiavamo, così si calmava. E anche per istinto, per proteggerci. Indietreggiavamo come davanti a un cane – mi dispiace raccontarlo in maniera così dura ma è veramente l’impressione che mi ha lasciato. Non appena ci allontanavamo lui si calmava. Aveva bisogno di un raggio di sicurezza. C’era un limite da non oltrepassare. Se ci avvicinavamo troppo, sembrava vivesse la nostra presenza come un’intrusione. Come una provocazione.

Violaine Bérot
è nata nel 1967 a Bagnères-de-Bigorre, negli Alti Pirenei ed è laureata in Filosofia. Una sola costante ha attraversato la sua vita: la scrittura.
Dall’esordio nel 1994 con Jehanne ha pubblicato una decina di opere, tra cui Le parole mai dette (Edizioni Clichy, 2016); Nue, sous la lune (2017) e Caduta dalle nuvole (Edizioni Clichy, 2020). I suoi romanzi indagano temi come l’intimità, i legami familiari e le ferite invisibili.

Violaine Bérot in Italia
Perugia | UmbriaLibri
Sabato 17 ottobre | Ore 15:00 | Palazzo Graziani, Sala delle Colonne
In dialogo con Valentina Pigmei
Reggio Emilia | Libreria Coop all’Arco
Lunedì 19 ottobre | Ore 19:00
In dialogo con Annalisa Zilioli
Rovereto | Libreria Arcadia
Martedì 20 ottobre | Ore 19:00
In dialogo con Silvia Turato
Udine | Libreria Moderna
Mercoledì 21 ottobre | Ore 18:00
In dialogo con Elena Commessatti

a cura di Franco Perelli - JON FOSSE - Edizioni di Pagina

 
a cura di Franco Perelli
JON FOSSE
bagliori italiani

Edizioni di Pagina
collana Accènti / 30
2024
pp. 140, euro 15
ISBN  9791256090365
 
 
Il norvegese Jon Fosse, premio Nobel per la letteratura 2023, è nato nel 1959 a Haugesund ed è cresciuto nella regione di Hardanger. La sua prima prova narrativa di rilievo Raudt, svart (Rosso, Nero) è del 1983, ma l’affermazione arriva nel 1989 con il romanzo Naustet (La rimessa). Anche saggista (Gnostiske essays, Saggi gnostici, 1999), poeta e autore di letteratura per l’infanzia, nel 1992, scrive il suo primo dramma Nokon kjem til å kome (Qualcuno arriverà), avviando un’ampia produzione che riscuoterà una larga e prestigiosa attenzione internazionale. I successi teatrali si alterneranno a un’importante produzione narrativa, nell’ambito della quale ricordiamo almeno Melancholia (1995-1996), la trilogia formata da Andvake, Olavs draumar e Kveldsvævd (Insonni, I sogni di Olav’s, Torpore di sera, 2007-2014), Septologien (Settologia, 2019-2021), serie di romanzi avviati dopo una momentanea sospensione della sua attività teatrale e la conversione al cattolicesimo.
Questo volume raccoglie – oltre a una esaustiva intervista allo stesso Fosse – i saggi dei suoi “amici” e interpreti italiani: Manuela Bambozzi, Gian Maria Cervo, Alessandro Machìa, Vanda Monaco, Franco Perrelli e Andrea Romanzi.

Franco Perrelli, già professore ordinario di Discipline dello Spettacolo nelle Università di Torino e di Bari, ha ottenuto il Premio Pirandello 2009 per la saggistica teatrale e, nel 2014, lo Strindbergspris della Società Strindberg di Stoccolma. Per le Edizioni di Pagina ha curato volumi su Strindberg, Lagerkvist e Munk; nel 2018-19, ha tradotto Saggi gnostici e Caldo di Jon Fosse per Cue Press; nel 2024, ha pubblicato un Meridiano Mondadori dedicato ai Drammi borghesi di Ibsen e una storia del Teatro scandinavo per Carocci.

Mary Villalobos - IL GIORNALISMO SECONDO GARCÍA MÁRQUEZ - Paper First


Mary Villalobos
IL GIORNALISMO SECONDO GARCÍA MÁRQUEZ
Paper First
2026
pp. 448, euro 19
ISBN 9791255430773


Mary Villalobos, per oltre vent’anni corrispondente dall’Italia per le maggiori testate internazionali, firma una straordinaria ricostruzione delle cronache d’assalto di Gabriel García Márquez: un viaggio dietro le quinte che svela la genesi del mito letterario attraverso il giornalismo di campo.
Generazioni di lettori di tutto il mondo sono rimaste incantate dalla magia del romanziere Gabriel García Márquez. Eppure pochi conoscono il giovane squattrinato che, assediato dalla censura e dal coprifuoco, muoveva i primi passi nel giornalismo per compensi irrisori.
Alla macchina da scrivere, battendo con sole due dita, Gabo ha sfidato la povertà, la paura e a volte perfino le proprie convinzioni. Dalla sua prima grande inchiesta sulle tracce di una frana con centinaia di vittime fino all'indagine sulla marina militare colombiana - che portò alla chiusura del suo giornale da parte del generale Gustavo Rojas Pinilla -, la sua fame di racconto non si è mai arrestata.
Ma Gabo non si fermò. Anzi, attraversò l’Atlantico, patì la fame e il freddo dell’Europa, e percorse clandestinamente i Paesi della Cortina di Ferro traendone articoli memorabili. I romanzi e il Nobel arriveranno molti anni dopo, ma la febbre del giornalismo non lo abbandonò mai, regalando ai lettori la cronaca della visita di Giovanni Paolo II a Cuba, i dettagliati e personalissimi reportage su Che Guevara e sull’amico Fidel Castro, oltre a molte esclusive mondiali.
Mary Villalobos sviscera le cronache di García Márquez, ne ricostruisce il contesto e svela le fonti del reporter, regalando un viaggio alla scoperta del Gabo giornalista, prima del mito, e mostrando come il lavoro sul campo sia stato il vero terreno generativo dei suoi più famosi romanzi.

Corrispondente dall’Italia da oltre vent’anni, Mary Villalobos, giornalista colombiana, ha lavorato per importanti testate televisive internazionali, tra cui Cnn en Español, Caracol, Rcn, Ntn 24 (Colombia), Canal 13 (Cile), Univision e Telemundo (Usa), La Sexta (Spagna) e Zdf (Germania). Collabora con alcune delle principali testate italiane, tra cui Domani, il Fatto Quotidiano, Vanity Fair Italia, La Repubblica e il suo inserto culturale Robinson. Nel suo modo di fare giornalismo si riconosce nell’umanesimo informativo lasciato in eredità da Gabriel García Márquez.





Marina Misaghinejad - DIASPORA BASTARDA - Le plurali


Marina Misaghinejad
DIASPORA BASTARDA
Iran, decolonialità e relazioni disobbedienti

prefazione di Cecilia Dalla Negra e Paola Rivetti
Le plurali editrice
ottobre 2026
pp. 304, euro 18,00
ISBN 9791280559760

 
Un saggio autobiografico che, partendo dall’esperienza dell’autrice di origini iraniane, esplora il tema della diaspora. Una diaspora “bastarda” perché rifiuta ogni tentativo di omogeneità: identitaria, ideologica e affettiva. Vivere nella frattura tra mondi diversi permette di vedere la complessità, laddove lo sguardo occidentale preferisce una semplificazione stereotipata e coloniale, che alimenta l’islamofobia.
Al centro del saggio c’è l’attacco all’Iran e la lotta del suo popolo per l’autodeterminazione; il concetto del “salvatore bianco” e il femminismo liberale; la diaspora “utile” e la narrazione distorta in cui  donne e comunità queer diventano “vittime perfette”, pretesti per giustificare la violenza.
A fronte di ciò, l’autrice risponde con una riflessione sulla costruzione di reti di solidarietà e sulla non monogamia come scelta personale e politica, prima di tutto postura ribelle rispetto al potere patriarcale e a una normatività preconfezionata che decide sui corpi e sulle vite.

Marina Misaghinejad
, attivista italo-iraniana, lavora nell’ambito dell’accoglienza per persone migranti. Scrive per testate indipendenti e si occupa di transfemminismo, diaspora e politiche del corpo, con attenzione alle narrazioni occidentali sulle soggettività razzializzate. Facilita e conduce gruppi di autocoscienza femministi e laboratori su non monogamie e pratiche relazionali non normative.






Il volume sarà presentato nelle seguenti date:
3 ottobre alle 19.45 – Campania libri festival, Palazzo reale di Napoli - con l’autrice e Costanza Spina. Modera Lisa Sirignano
21 ottobre alle 18.30 – Biblioteca Cabral, con Gohar P. Ramini in collaborazione con la Libreria delle donne di Bologna
23 ottobre alle 19– Libreria Arcadia di Rovereto
6 novembre alle 18.30 – Libreria Antigone di Roma
27 novembre  – Festival di Passaggio di Genova
12 dicembre alle 17 – Casa delle donne di Firenze