mercoledì 28 ottobre 2026

Nicko McBrain - HELLO BOYS AND GIRLS! - Il Castello


Nicko McBrain
HELLO BOYS AND GIRLS!
(titolo originale Hello Boys and Girls!, HarperCollins Publishers, 2026)  
traduzione di Raffaella Rolla ed Elias Leonardo Vecchio
Il Castello editore
collana Chinaski
ottobre 2026
pp. 346, € 22,00
ISBN 9788827606193


“Hello Boys And Girls” è il titolo dell’autobiografia di Nicko McBrain, storico batterista degli Iron Maiden, disponibile in Italia dal 28 ottobre per Il Castello, nella collana Chinaski. Un libro ricco di argomenti, dal tono schietto e irriverente, in cui McBrain ripercorre la storia degli Iron Maiden attraverso la propria esperienza, soffermandosi sui rapporti all’interno della band, sui valori dell’amicizia e della lealtà, sul proprio stile e sull’evoluzione del sound e della scena musicale dagli anni Settanta a oggi.
Dagli inizi come turnista prende forma una carriera costellata di avventure e disavventure, risse, arresti, bevute ed eccessi. Un carattere irrequieto, descritto in modo lapidario dall’amico Lemmy dei Motörhead: «Chi cazzo ti ha licenziato questa volta, Nick? Devi imparare a tenere la bocca chiusa».
Il racconto procede tra episodi surreali e incontri memorabili, da Jimmy Page e Robert Plant che gli chiedono della droga durante un volo di ritorno in Inghilterra, ai Genesis che si ritrovano a suonare come gruppo spalla a un suo concerto, fino al suo ingresso negli Iron Maiden, introdotto da un ricordo emblematico: «La prima volta che incontrai Steve Harris, pensò che fossi un pappone». Il precedente batterista, Clive Burr, fu allontanato dalla band, ma i rapporti rimasero sempre cordiali e la band continuò a sostenerlo negli anni della malattia, raccogliendo fondi per le sue cure fino alla sua morte.
Da quel momento prende avvio una carriera lunga quasi quarant’anni, colma di grandi successi e premi. Il contributo di McBrain si rivela fondamentale per il suono della band:
le sue radici jazz, blues e funk rappresentano un valore aggiunto nel passaggio dall’hard rock al metal.
Decine di album e tournée mettono alla prova i rapporti tra i membri della band. Ed è proprio nelle dinamiche interne che il libro trova uno dei suoi filoni più interessanti. Steve Harris emerge come un leader meticoloso e intransigente, ma anche corretto e democratico. Dave Murray gli ricorda un gatto sornione, sempre pronto a osservare tutto con un sorriso, mentre McBrain sottolinea l’energia di Janick Gers, entrato dopo l’uscita di Adrian Smith nel 1990.
Uno spazio a parte è dedicato a Bruce Dickinson. Il suo abbandono nel 1993 provocò forti attriti con il batterista, ma le tensioni furono superate grazie alla capacità di entrambi di mettere da parte i risentimenti: «L’esserci detti che ci volevamo bene ha cancellato ogni vecchio rancore», racconta McBrain.
Il cambio di formazione e l’arrivo del frontman Blaze Bayley segnano uno spartiacque nella storia del gruppo. Pur dimostrando nei suoi confronti lealtà e ammirazione, McBrain non nasconde le difficoltà del periodo: la band vendeva sempre meno dischi e si esibiva davanti a un pubblico esiguo. «Se Bruce non fosse tornato, forse avremmo gettato la spugna», ammette. Il ritorno di Dickinson e Smith inaugura una nuova fase, culminata nel rinnovato successo degli anni successivi: «Quando Bruce e Adrian sono tornati, eravamo tutti più vecchi e più saggi».
Il volume è disseminato di curiosità e aneddoti. A metà anni Novanta, McBrain si avvicina alla religione dopo un’esperienza spirituale dove Gesù entra nella sua vita. Ormai cittadino statunitense, esprime preoccupazione per il futuro del Paese, dichiarandosi «Preoccupato soprattutto a causa di quel buffone che lo governa». Non mancano gli episodi più irriverenti: Ace Frehley dei Kiss che lo accusa di copiargli il look; una rissa sfiorata con Tico Torres dei Bon Jovi per una bottiglia di champagne; Keith Moon che lo caccia da un locale; Tommy Lee dei Mötley Crüe che fa pipì addosso a Bruce Dickinson, e persino ossa di pollo lanciate sulla testa di Axl Rose.
Nel 2023, dopo essere stato colpito da un ictus, McBrain decide di lasciare gli Iron Maiden a causa delle conseguenze che non gli consentono più di esprimersi al meglio. Una decisione che non significa un addio definitivo alla famiglia della band: «Faccio ancora parte della famiglia degli Iron», tiene a precisare. A completare il volume, una ricca fotogallery con immagini tratte dalla vita privata del batterista e dai momenti più significativi della sua lunga avventura con gli Iron Maiden.

Nicko McBrain
è entrato a far parte dei leggendari Iron Maiden nel 1982, e ha trascorso oltre quarant’anni come loro batterista. Grazie al suo stile potente, alla sua precisione e alla sua energica presenza scenica,è diventato un’icona del rock e un punto di riferimento per i batteristi di tutto il mondo. Prima degli Iron, McBrain era un musicista turnista molto richiesto e ha suonato con gli Streetwalkers, Pat Travers e i Trust. È nato e cresciuto a nord di Londra e ora vive in Florida, negli Stati Uniti, con sua moglie Rebecca, la loro gatta Lola e due Yorkshire Terrier, Tigerlily e Tinkerbell.

Andrea Locci - L'ILLUSIONE DELLA TRADIZIONE - Iskra

 
Andrea Locci
L'ILLUSIONE DELLA TRADIZIONE
Il folklore sardo fra mito, cambiamenti e nuove responsabilità culturali

prefazione di Fiorenzo Caterini
ISKRA
Marzo 2026
pp. 152, euro 15,00
ISBN 9791280965424


Quello che chiamiamo tradizione è davvero quello che pensiamo sia? L'illusione della tradizione è un viaggio attraverso la storia del folklore sardo - dalle strumentalizzazioni del Novecento fino al cambiamento reale che, negli ultimi anni, sta trasformando il modo di intendere e praticare le tradizioni popolari. Un percorso che racconta la nascita di una nuova consapevolezza maturata dal basso: studiosi, ricercatori, sarti, musicisti e gruppi folklorici che hanno scelto il rigore al posto della facciata, la responsabilità al posto dello spettacolo. Attraverso strumenti storici e teorici, il libro aiuta a distinguere tra tradizione e sua illusione, mostrando come il patrimonio culturale possa tornare a essere un racconto vivo delle comunità. Un cerchio che, dopo anni di rappresentazioni e fraintendimenti, sta lentamente riprendendo a narrarsi con voce autonoma.


Nella bella cornice di Casa Cogoni — cultura e ospitalità, davvero! — domenica 8 novembre alle 11.00 presenteremo il mio libro L'illusione della tradizione.
Il folklore sardo fra mito, cambiamenti e nuove responsabilità culturali (Iskra, prefazione di Fiorenzo Caterini).
Ho accettato con grande piacere l'invito degli amici Francesco e Simonetta. È un luogo che mi piace, dove le cose si fanno con calma e con senso.
Avrò l'onore di dialogare con Fiorenzo Caterini e Matteo Atzeni, due persone con cui da anni condivido domande, dubbi e ricerche sul nostro folklore. Non una presentazione formale, ma un confronto fra noi e il pubblico.
Per la locandina ho voluto questa immagine: non un libro in vetrina, ma un libro lasciato sui gradini di casa, tra i vasi, i limoni e la pietra. Perché è lì, nelle case e non nei musei, che la tradizione continua a vivere. E studiarla non è spegnerla, ma toglierle di dosso l'illusione.
A seguire, come si fa nelle case, pranzo condiviso. Ognuno porta qualcosa da mangiare e da bere.
I posti sono limitati, è necessaria la prenotazione.
Vi aspettiamo.
A Casa Cogoni, Via del Redentore 160, Monserrato.
Andrea Locci

domenica 25 ottobre 2026

AA. VV. - ABITARE LA CITTA' - Florence Art Edizioni

 
AA. VV.
ABITARE LA CITTA'
Racconti.

a cura di Andrea Falcioni
Il volume raccoglie racconti di: Simone Bellucci, Massimo Berti, Barbara Casanova, Maria Domenica Ciriello, Silvia Coppini, Lucia Di Pietrogiacomo, Andrea Falcioni, Antonella Fanfani, Rosanna Fedi, Elisabeth Gerst, Brunetta Lugioli, Maria Rosanna Malagrinò, Sara Maruca, Daniela Monami, Carlo Nottoli, Maria Teresa Nottoli, Sandra Pacciani, Barbara Pieri, Lena Vuono, Rosalba Zubcich
Florence Art Edizioni
collana I Libri di Pan
ottobre 2026
pp. 86, € 14,00
ISBN 9788899111144

 
“Abitare una città” significa avere relazioni e rapporti di vicina-lontananza con mura spesse che separano gioie e tragedie, dove si consumano e proliferano le virtù e le miserie umane ma anche le possibilità, gli incontri, la cultura da assorbire o produrre.
Una risorsa da perseguire con tenacia.
In questa raccolta le “voci” delle autrici e autori sono la concreta espressione di come la scrittura possa ambire a diventare un “coro” multicolore di socialità e scoperta di sé attraverso il confronto e la condivisione con “gli altri”. Ciò è stato possibile grazie al Laboratorio Linea d’Ombra al quale essi hanno partecipato. Gli incontri si sono tenuti, e proseguono tutt’oggi, alla BiblioteCanova del Quartiere 4 nella Città Metropolitana di Firenze.
Nel 2025 il Laboratorio di scrittura creativa a cura di Andrea Falcioni (nella foto a sinistra). ha aderito alla rassegna Dialoghi Urbani che aveva per tema la “casa” nelle sue molteplici declinazioni. Il frutto di quella esperienza laboratoriale è confluita in questo libro, prima tappa di futuri progetti più articolati e complessi perché, come insegna Sepúlveda, “vola solo chi osa farlo”.


Ilda Cádiz Ávila - MEMORIE DELLA QUINTA ERA GLACIALE - Edicola edizioni

 
Ilda Cádiz Ávila
MEMORIE DELLA QUINTA ERA GLACIALE
e altri racconti dell'insolito

(titolo originale Ficciones de la Quinta Era Glacial y otros relatos insólitos, Imbunche, 2022)
traduzione di Marta Rota Núñez
Edicola edizioni
collana ñ
ottobre 2026
pp. 168, € 16,00
ISBN 9791281860100


La Terra precipita in una nuova era glaciale e, mentre il mondo scompare sotto i ghiacci, gli ultimi esseri umani cercano rifugio nelle Ande. La raccolta di racconti di Ilda Cádiz Ávila si apre con una fantascienza visionaria che anticipa di decenni le nostre paure climatiche e prosegue affrontando temi di grande contemporaneità come il confine tra umano e artificiale, i limiti etici della scienza, la perdita d’identità e l’emancipazione femminile.
Esseri umani in trasformazione, viaggi astrali nel tempo, orrendi crimini spaziali, inquietanti verità nascoste nell’inconscio, robot umanoidi capaci di destabilizzare i rapporti familiari, esperimenti genetici falliti, la memoria di un amore ancestrale che sopravvive ai millenni.
Scritti tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Ottanta, in parte durante una dittatura che restrinse al massimo gli spazi di libertà e pensiero critico, i racconti di Cádiz Ávila mettono in discussione la realtà e immaginano scenari alternativi e mondi paralleli, trasformando la letteratura speculativa e l’insolito in una forma di resistenza simbolica.

Ilda Cádiz Ávila
(1911-2000, Cile) lavorò tutta la vita come segretaria bilingue di una compagnia aerea. Nel frattempo, sotto lo pseudonimo di Dolores Espina, pubblicò racconti, poesie, rubriche e cronache di viaggio su riviste e quotidiani. Aveva quasi 60 anni quando autofinanziò la pubblicazione del suo primo libro, "La Tierra dormida y otros cuentos" (1969). Seguirono la raccolta di racconti "La casa junto al mar" (1984) e il romanzo storico "La pequeña Quintrala de Joaquín Toesca" (1993). Nel 1975 fu tra le fondatrici del Club Chileno de Ciencia Ficción.

Marta Rota Núñez
traduce narrativa, poesia e libri per l’infanzia dallo spagnolo e dal portoghese per diversi editori italiani. Si occupa di formazione per traduttori, è membro del comitato di lettura del Premio Italo Calvino e coautrice di testi scolastici di lingua e cultura spagnola. Le sue traduzioni hanno ottenuto vari riconoscimenti, tra cui il Premio LETRA-ANDALO per Storia della mia lingua di Claudia Apablaza e il Premio AISI per La casa sul cartello di María José Ferrada. Con Edicola ha dato voce a María José Ferrada, Lola Larra, Orlando Echeverri Benedetti, Claudia Apablaza, Nina Avellaneda, Sebastián Martínez Daniell e Ilda Cádiz Ávila.  

Luca Ricci - FOGLIE D'ACERO - Racconti edizioni

Luca Ricci
FOGLIE D'ACERO
illustrazione di copertina di Simone Mostacci
Racconti edizioni
2026
pp. 308, € 18.00
ISBN 9791280854179


Come le foglie d’acero del titolo, che raggiungono il culmine della loro bellezza proprio quando stanno per staccarsi dal ramo, anche questi racconti trovano la loro compiutezza nell’istante che precede la caduta.
Amore, autunno, racconto. Le triangolazioni tra questi tre elementi possono essere infinite perché parlano della stessa cosa. Ogni amore nasce con la fine inscritta nel principio; ogni autunno non è solo una stagione bensì una riflessione sulla finitudine umana; ogni racconto sa che tra poco finirà. Che siano realistici o fantastici – o preferibilmente l’uno e l’altro insieme – questi racconti stanno su una soglia ombrosa: un legame che cambia natura, una promessa infranta, un’esistenza che tocca il limite. Perché ogni fine, prima ancora di essere un evento, è il modo di trovare un senso.
I racconti di Luca Ricci, una delle voci italiane più autorevoli della misura breve, possiedono la precisione del gesto inevitabile, hanno la stessa grazia malinconica dell’autunno. Sono da leggere con un tè caldo davanti, o una cioccolata bollente, o un vin brulè fumante, in una giornata ventosa e piena di foglie che cadono. Ciascun racconto unico nella sua forma, ciascuno destinato a posarsi nella memoria del lettore dopo un breve volo.

Luca Ricci
è nato a Pisa nel 1974 e vive a Roma. Ha scritto molti libri con Einaudi, Rizzoli, Laterza e La nave di Teseo, l’ultimo dei quali è Gioco di prestigio (2026). Ritenuto maestro del racconto, è tradotto in diverse lingue.







 
Lunedì 26 ottobre 2026, il Festival Letterature senza esercito propone un nuovo appuntamento di La città invisibile – Cinque scrittori per cinque quartieri, il ciclo di passeggiate narrative che invita a scoprire Roma attraverso lo sguardo di autori legati ai suoi territori.
Protagonista dell’incontro sarà Luca Ricci. Il ritrovo è alle 17.30 presso il Bibliobar di Castel Sant’Angelo, da dove partirà una passeggiata nel quartiere Prati fino a piazza Cola di Rienzo. 
Alle 18.30, sempre presso il BiblioBar, sul Lungotevere Castello, seguirà la presentazione del suo ultimo libro, Foglie d’acero, pubblicato da Racconti edizioni, in dialogo con Pier Paolo Di Mino.
La città invisibile intreccia letteratura e spazio urbano, portando il racconto nelle strade, nelle piazze e nei luoghi della vita quotidiana. Ogni scrittore accompagna il pubblico attraverso una propria geografia della città, fatta di ricordi, incontri, letture e immaginazione.

Ingresso libero. 
Per info sulla partecipazione scrivere a info@festivaletteraturesenzaesercito.it.

Il Festival Letterature senza esercito, in programma a Roma dal 3 ottobre al 21 novembre 2026, è un festival eco-letterario diffuso ideato e organizzato dal Centro Culturale Connessioni – APS Mondoscrittura, con il contributo di Roma Capitale, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.