mercoledì 16 settembre 2026

Ahmed Zein - FRUTTA PER I CORVI - emuse

 

Ahmed Zein
FRUTTA PER I CORVI
(titolo originale Fākihat lil-ghurbān, Edizioni Al-Mutawassit, gennaio 2020)
traduzione di Enrica Fei
emuse
collana Notturnali | 15
settembre 2026
pp. 272, € 18
ISBN 9791282248341


Nella Aden socialista degli anni successivi alla fine del colonialismo britannico, tra ville espropriate e uffici del partito, in un’atmosfera densa del fumo di sigarette imperialiste e di canzoni rivoluzionarie, Ahmed Zein ricostruisce il sogno e la rovina di una stagione politica che aveva fatto dello Yemen del Sud un centro simbolico del comunismo arabo.
La città, attraversata da militanti, funzionari, esuli e combattenti venuti dallo Yemen, dalla Palestina, dall’Iraq e da altri luoghi del mondo arabo, diventa il teatro di un’utopia che prometteva liberazione, giustizia e futuro, ma che si trasforma in lotta interna, delazione, violenza.
Al centro del romanzo il rapporto tra Nura, enigmatica donna di estrazione borghese che ha preso parte alla lotta, e Salah, cresciuto nel mito della militanza e della purezza ideologica, deciso a ritagliarsi un ruolo nella nuova gerarchia e tuttavia attraversato da insicurezze e contraddizioni. Nel legame teso e disallineato che si apre tra loro prende forma il racconto di un passato spezzato, al tempo stesso individuale e collettivo.
Frutta per i corvi compone un mosaico visionario di un sogno e del suo fallimento, e interroga il lettore sul prezzo umano delle grandi speranze storiche e su ciò che sopravvive, nelle vite private, quando una promessa di cambiamento si spezza contro la realtà.
«Al tempo, dopo la partenza dell’ultimo soldato britannico, non camminavamo più sulla terra: ci eravamo staccati dal suolo,
ci erano spuntate le ali e volavamo sempre più in alto. Sognavamo una rivoluzione permanente…»

Ahmed Zein
è uno scrittore e giornalista yemenita, nato ad al-Hudaydah. Vive in Arabia Saudita, dove lavora come giornalista culturale. Autore di numerosi, nella sua opera, oggetto di studi accademici e dell’attenzione di importanti critici arabi, esplora con finezza le tensioni sociali e politiche del mondo arabo contemporaneo.
Frutta per i corvi è stato selezionato nella longlist dell’International Prize for Arabic Fiction 2021 ed è il suo primo romanzo tradotto in italiano.






Enrica Fei
è arabista e traduttrice, ha lavorato per anni come ricercatrice universitaria e analista in geo-politica e nella primavera 2025 difenderà la sua tesi di dottorato in Relazioni Internazionali su Iraq, Iran e identità sciita.
Sue traduzioni, revisioni e curatele sono state pubblicate o in via di pubblicazione per Oscar Mondadori, Giaconi Editore e riviste letterarie e di divulgazione, tra le quali The Passenger, Arabpop, Lo Spazio Letterario.
Dal 2024 collabora con la casa editrice emuse sulla traduzione di diverse opere.


Gianni La Corte - NESSUNO - La Corte editore

 
Gianni La Corte
NESSUNO
La Corte editore
collana Underground, 41
settembre 2026
pp. 416, euro 20
ISBN 9791282636094
 

1999. Per Martino e i suoi amici doveva essere l’ultima estate dell’innocenza. Invece, in una sera di follia e violenza, il destino strappa loro tutto: uno dei ragazzi del gruppo scompare nel nulla tra le ombre dei boschi. Restano solo una scarpa sporca di sangue e delle ferite che, per venticinque anni, Martino ha cercato invano di dimenticare.
2024. Martino Falconi è un giornalista investigativo costretto a vivere sotto scorta e, contro ogni previsione, ha appena visto rilasciare la famiglia mafiosa che lo ha minacciato di morte. Ma mentre la giustizia ordinaria fallisce, un’ombra digitale emerge dal web per trasformare la rete in un tribunale senza pietà: si fa chiamare Nessuno.
Nessuno non è un semplice criminale, ma un manipolatore che usa l’intelligenza artificiale e il deepfake per mettere in scena macabre “giustizie” che incendiano l’opinione pubblica. A indagare sul caso c’è Sunday Taiwo, il primo commissario nero della questura di Torino, un uomo che deve dividersi tra una carriera sotto esame e il dramma di un figlio malato.
Mentre la sfida a Nessuno diventa una corsa contro il tempo, la polizia è costretta a coinvolgere Martino: ogni tassello di questo caso sembra, infatti, riportare a quel maledetto 1999. Falconi dovrà rimettere in discussione tutto il suo passato, perché la verità sepolta nei boschi di Tredenti non è quella a cui ha sempre creduto.
Un thriller ad alta tensione sulla manipolazione della realtà. Come si ferma qualcuno che non ha volto?

L'incipit
TREDENTI, 04/06/1999 

Stava correndo come non aveva mai fatto. Le falcate svelte, i muscoli tesi, il fiato corto. Vestiva dei calzoncini cachi e una maglietta amaranto con uno squarcio sulla spalla e il logo di Jurassic Park sbiadito sopra. In mano stringeva il suo cappellino bianco e blu.
Si guardò indietro, ma non vide nessuno.
Eppure si sentiva braccato, un topo in trappola.
Avvertì diverse sirene riecheggiare e il suono acuto iniziò a coprire ogni altro rumore. Era come essere diventati sordi all’improvviso.
Provò paura, lo stomaco si contrasse.
Dove poteva fuggire?
Nel bosco, pensò. Lo conosceva bene e nessuno sarebbe riuscito a raggiungerlo. Si ricordava di un capanno abbandonato, forse poteva rifugiarsi lì.
Si voltò ancora e stavolta perse l’equilibrio.
Cadde, sbucciandosi un ginocchio.
Il sangue sui pantaloni, la terra che sporcava la ferita.
Si rialzò immediatamente e, ignorando il male, riprese a correre. I castagni lo fissavano torvi, il buio sembrava volerlo inghiottire. Era stato tra quegli alberi un milione di volte insieme ai suoi amici, eppure questa volta era diverso.
Le sirene ora erano lontane e il bosco risuonava sinistro. Gli scricchiolii dei rami spezzati al suo passaggio sembravano minacciarlo, mentre il frinire dei grilli pareva avvertirlo che non era solo tra quelle ombre.
 
Gianni La Corte
, nato a Torino, dal 2008 dirige La Corte Editore, casa editrice che ha fondato. Tra le sue tante esperienze ci sono quelle di editor, ghostwriter e traduttore. Ha pubblicato alcuni romanzi, uno dei quali ha vinto la menzione speciale al premio Il Molinello. Ha anche gestito una libreria, insegnato in diversi corsi di scrittura, diretto e condotto il Festival Letterario Buona Lettura e lavorato per anni nel mondo della comunicazione. Considera Nessuno il suo vero esordio letterario.






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Gad Saad - EMPATIA SUICIDA - Liberilibri

 
Gad Saad
EMPATIA SUICIDA
Morire per essere gentili

(titolo originale Suicidal Empathy: Dying to Be Kind, HarperCollins Publishers, giugno 2026)
traduzione di Stanislao Leone
Liberilibri
collana Altrove
settembre 2026
pp. 322, euro 19.00
ISBN 979128044743


Esce oggi in tutte le librerie italiane Empatia suicida. Morire per essere gentili di Gad Saad, un libro pubblicato da poco negli Stati Uniti e già divenuto un best seller.
L’autore, psicologo canadese di origine libanese, docente alla Concordia University di Montréal e creatore del seguitissimo podcast “The Saad Truth”, attacca senza mezzi termini un altruismo distorto che, invece di migliorare la convivenza civile, ne sovverte i fondamenti, provocando un rovesciamento radicale della nostra scala dei valori: la verità viene subordinata alla sensibilità, la responsabilità sacrificata sull’altare dell’autocommiserazione, mentre politiche sbagliate si legittimano in nome di una compassione cieca.
La nostra società ha innalzato il vittimismo a virtù morale e considera la punizione un atto di crudeltà, segno di una patologia culturale che sta ormai corrodendo dall’interno l’Occidente: l’empatia suicida. È l’empatia che perde il contatto con la realtà e diventa un meccanismo perverso che impedisce di vedere le cose come stanno in nome di un umanitarismo ideologico. Ma attenzione, ricorda l’autore, «una società muore quando si preoccupa più di mostrare tolleranza ed empatia infinite che di invocare il proprio istinto di sopravvivenza».
In questo libro Saad espone i meccanismi teorici ed evolutivi che corrispondono al malfunzionamento dell’empatia, passando poi in rassegna un’ampia gamma di casi a livello nazionale e internazionale di empatia suicida. Dimostrando come il comunismo, il socialismo, il progressismo liberal e gli Stati assistenziali e paternalistici affondino le loro radici in varie forme di empatia suicida, offre alla fine comunque una sorta di vaccino per immunizzarsi dalle sue minacce esistenziali.
Il libro rappresenta un avvertimento, senz’altro un invito a riconoscere i limiti dell’empatia quando degenera in ideologia, e a recuperare lucidità prima che una morale capovolta finisca per minare le basi stesse della libertà e della sicurezza: «L’empatia suicida – scrive Saad – è un contagio mortale di una delle nostre virtù più nobili. Se non viene adeguatamente contenuta, distruggerà l’Occidente».
 
Gad Saad
(Beirut, 13 ottobre 1964) è uno psicologo libanese naturalizzato canadese. È attivo nel campo della psicologia evoluzionista applicata al marketing e al comportamento d'acquisto. Una linea di ricerca che Saad sta esplorando è il modo in cui gli ormoni influenzano i consumatori e le decisioni che essi prendono. Esempi di questa ricerca includono lo studio di come i prodotti appariscenti influenzano i livelli di testosterone, come i livelli di testosterone influenzano varie forme di assunzione del rischio, e come gli ormoni nel ciclo mestruale influenzano le decisioni di acquisto.Un'altra linea di ricerca ha coinvolto lo studio del dono a livello psicologico, compreso il modo in cui gli uomini e le donne si differenziano nei motivi che spingono loro a donare.


martedì 15 settembre 2026

TRAME DI SPAGNA - Romanzi da leggere, discutere, attraversare

 

Les Flâneurs apre le porte a Trame di Spagna, un nuovo gruppo di lettura dedicato alla letteratura e alla cultura spagnola.
Tre appuntamenti per attraversare la Spagna attraverso storie, persone e idee, mettendo i libri al centro di un confronto aperto tra lettori.
Il gruppo sarà condotto da Antonella Sardelli (Università di Foggia) e Annachiara Biancardino (Les Flâneurs).

15 ottobre
Carmen de Burgos, L’uomo nero e altri racconti
traduzione di Rossana Sidoti · Puerta del Sol Ediciones

12 novembre
Hildegart Rodríguez, La rivoluzione sessuale
traduzione di Stefano Morabito · Puerta del Sol Ediciones

17 dicembre
Carmen Laforet, Nada
qualsiasi edizione, in italiano o in spagnolo

Gli incontri si terranno alle 18:30 presso la sede di Les Flâneurs Edizioni, Via Gaetano Postiglione 6, Bari.
La partecipazione è aperta a tutte e tutti, con prenotazione.
 Per partecipare, scrivi a info@lesflaneursedizioni.it
Non è una lezione e non servono competenze particolari: basta aver voglia di leggere, confrontarsi e lasciarsi portare, per qualche ora, dall’altra parte del Mediterraneo.
Tre libri. Tre incontri. Una Spagna da attraversare insieme.


Ilan Pappé - LA FINE DI ISRAELE - Fazi


Ilan Pappé
LA FINE DI ISRAELE
Il collasso del sionismo e la pace possibile in Palestina
(Titolo originale: Israel on the Brink and the Eight Revolutions that Could Lead to Decolonization and Coexistence)
traduzione di Nazzareno Mataldi
progetto grafico della copertina di XXY Studio
Fazi editore
collana Le Terre | 289
ottobre 2025
pp. 288, euro 18,50
ISBN 9791259677273

 
«Stiamo assistendo all’inizio della fine dello Stato di Israele». Dopo il 7 Ottobre e il genocidio a Gaza, il progetto sionista in Palestina – il tentativo secolare dell’Occidente di imporre uno Stato ebraico in un paese arabo – è destinato a una «disintegrazione inevitabile». È la tesi del celebre storico israeliano Ilan Pappé che, dopo opere considerate pietre miliari nella storiografia del conflitto israelo-palestinese, in questo nuovo volume sposta lo sguardo sul futuro di Israele e della Palestina. Diviso in tre parti, nella prima – Il collasso – Pappé esamina il fallimento del cosiddetto “processo di pace” ed evidenzia le fratture profonde che minacciano la stabilità di Israele: l’ascesa del sionismo religioso, le crescenti divisioni all’interno della società israeliana, l’allontanamento dei giovani ebrei dal sionismo, il sostegno dell’opinione pubblica mondiale alla causa palestinese, la crisi economica e la messa in discussione dell’invincibilità militare di Tel Aviv. Nella seconda parte – La strada per il futuro – l’autore delinea sette mini-rivoluzioni cognitive e politiche necessarie per costruire un avvenire migliore per tutti gli abitanti della Palestina storica: da una nuova strategia per il movimento nazionale palestinese alla giustizia transitoria e riparativa sul modello sudafricano, dal diritto al ritorno dei rifugiati palestinesi alla ridefinizione dell’identità collettiva ebraica. Nella terza parte – La Palestina del dopo-Israele, anno 2048 – Pappé offre una preziosa visione di speranza e riconciliazione. Immagina un domani in cui le mini-rivoluzioni hanno avuto successo e descrive come potrebbe essere la vita in uno Stato palestinese democratico e decolonizzato, con il ritorno dei rifugiati, la coesistenza di ebrei e palestinesi come cittadini con pari diritti e la guarigione delle ferite del passato. Summa dell’analisi storico-politica di Pappé, La fine di Israele è un contributo fondamentale per comprendere l’insostenibilità del progetto sionista e la via possibile per la pace in Palestina.
 
Ilan Pappé
è professore di Storia all’Istituto di studi arabi e islamici e direttore del Centro europeo per gli studi sulla Palestina presso l’Università di Exeter, nonché autore di oltre una dozzina di libri tra cui il bestseller La pulizia etnica della Palestina (Fazi Editore, 2008), tradotto in quindici lingue. Fazi Editore ha inoltre pubblicato Palestina e Israele: che fare?, scritto insieme a Noam Chomsky (2015), La prigione più grande del mondo. Storia dei Territori Occupati (2022), Brevissima storia del conflitto tra Israele e Palestina (2024) e La fine di Israele (2025).