lunedì 14 settembre 2026

Roberto Gasparotti con Paola Zanca - IL REGISTA DI BERLUSCONI - Paper First

 
Roberto Gasparotti con Paola Zanca
IL REGISTA DI BERLUSCONI
I segreti dei miei trent'anni con Silvio

prefazione di Marco Travaglio
Paper First
settembre 2026
pp. 160 , euro 16,00
ISBN 9791255431732

 
L’Italia è il Paese che amo”.
Tutti ricordano il discorso con cui Silvio Berlusconi rivoluzionò la politica italiana nel 1994. Dall’altra parte della telecamera a guidare le luci, l’inquadratura e l’estetica di quel momento storico c'era Roberto Gasparotti  il “regista” personale che per oltre un ventennio ha curato ogni singola apparizione pubblica, comizio e intervento televisivo del Cavaliere.
Oggi, con una scelta editoriale dal forte valore simbolico, che diventa essa stessa notizia, Gasparotti sceglie Paper First - la casa editrice de Il Fatto Quotidiano - per raccontare in esclusiva il dietro le quinte dell’uomo che per quasi trent’anni ha dominato la comunicazione, l’editoria e la televisione italiana. Scritto a quattro mani con la cronista parlamentare e caporedattrice centrale del Fatto Quotidiano Paola Zanca, il volume offre uno sguardo mai visto prima sulla costruzione dell'immagine berlusconiana.
Dalle canzoni-inno ai palchi bianchi, dal divieto assoluto di far avvicinare ospiti al podio all'uso del prompter, fino ai bigliettini delle fan tenuti in tasca, la cura dei capelli, del trucco e dell’altezza: Gasparotti è stato l'ombra di Berlusconi dalla discesa in campo e per tutti i lunghi anni trascorsi tra Arcore, Palazzo Chigi e Palazzo Grazioli, fino al periodo più buio della condanna per frode fiscale e della decadenza politica.
Il libro raccoglie la viva voce di chi c’era sempre: un racconto intimo e documentato che svela gli scivoloni, le innumerevoli insicurezze e i tic di un protagonista della storia recente che ha trasformato la propria immagine in un’opera di comunicazione.

Roberto Gasparotti
ha cominciato a lavorare come operatore di ripresa per le reti Fininvest negli anni '80. Ha seguito come troupe esterna i principali programmi di approfondimento del Biscione. Dal 1993 ha iniziato a collaborare con Silvio Berlusconi, curando la realizzazione del famoso video della discesa in campo. Da lì è iniziata la sua lunga esperienza di lavoro tra Arcore e palazzo Chigi, come “assistente alla persona” del leader di Forza Italia, quattro volte presidente del Consiglio.

Paola Zanca
, giornalista, ha iniziato nei primi anni Duemila con uno stage al sito web del quotidiano l’Unità. È caporedattrice centrale al Fatto Quotidiano, dove lavora dalla sua fondazione e dove è stata prima cronista parlamentare e poi capo del servizio Politico. 



PROSPETTIVA DANTE: SCELTI I DIECI FINALISTI DEL NUOVO CONCORSO DI NARRATIVA GIALLO DANTE


Dante si è… tinto di giallo per il nuovo concorso di narrativa lanciato da Prospettiva Dante. Il solo festival interamente dedicato al Poeta, promosso e sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, si appresta a tornare in scena nella città dantesca, dal 16 al 20 settembre, e sono già stati selezionati i dieci racconti finalisti di Giallo Dante, tra gli oltre quaranta pervenuti per il concorso dedicato a racconti gialli e polizieschi. Saranno inclusi nell’antologia pubblicata da Delos Digital, una “mappa” di amore per Dante e la sua opera che va da Torino a Palermo, include ovviamente la Toscana e Ravenna e spazia da autori più maturi alla Gen Z e ai Millennial. I loro nomi sono Laura Baldini, Anna Bonazza, Giorgio Fois, Carlotta Federica Leone, Graziano Lonardi, Elena Benedetta Ornaghi, Carlo Parri, Emanuele Ricci, Enzo Ronco e Aurora Grazia Maria Sciascia.
Perfettamente in linea con lo spirito da sempre proposto e sviluppato da Prospettiva Dante, il concorso ha incoraggiato un approccio al Poeta diverso da quello più tradizionale e frequentato; i racconti sono infatti tutti collegati alla figura di Dante, al Trecento fiorentino o a personaggi e situazioni della Commedia, con ambientazione e riferimenti danteschi ben delineati, ma ricollocati in un genere originale e di fatto straniante e attualizzante. 
La selezione dei dieci finalisti è stata operata da insegnanti di materie letterarie in ogni parte d’Italia. Questi dieci racconti sono stati quindi sottoposti alla giuria guidata dal celebre autore di Romanzo criminale Giancarlo De Cataldo e composta da Nicoletta Maraschio, presidente onoraria dell’Accademia della Crusca, Domenico De Martino, direttore del festival Prospettiva Dante, gli scrittori Marco Vichi e Roberto Riccardi, il direttore della manifestazione ravennate GialloLuna NeroNotte Nevio Galeati e la giornalista e traduttrice Federica Angelini. 
«È stata per tutti noi una bella sorpresa – sottolinea De Cataldo (nella foto) a nome di tutta giuria – Una sorpresa doppia, potrei dire. Da un lato la capacità di molte autrici e autori, provenienti da tutt’ Italia, di inserire nei racconti, con una bella competenza e spesso con eleganza, personaggi della Commedia o legati alla biografia di Dante; dall’altro i raccordi con la contemporaneità, che attualizzano l’universo dantesco.». 
 
La premiazione dei tre vincitori è in programma ai Chiostri Danteschi alle 21 di mercoledì 16 settembre, giornata inaugurale di questa XV edizione. 
Tutti gli appuntamenti di Prospettiva Dante sono a ingresso libero, fino a esaurimento posti disponibili. In caso di pioggia, gli eventi saranno ospitati al Teatro Alighieri

domenica 13 settembre 2026

Presentazione del catalogo della mostra LE TARBOUCHE presso il Museo di Palazzo Mocenigo, Venezia

 
A cura di Roberta Semeraro
LE TARBOUCHE
Opere di Mouna Rebeiz
Maretti editore / Manfredi edizioni
settembre 2026
pp. 96, euro 30


Seguendo l’etimologia della parola “tarbouche” si arriva sino all’antica Persia, dove sono ambientate le descrizioni che Marco Polo fa nel Milione dei popoli che incontra sulla via della seta, tra cui la leggenda dei Magi, che partirono dalla città di Saba per andare ad adorare Gesù Bambino in Palestina. Non sorprenderebbe quindi apprendere che il grande navigatore veneziano abbia indossato o magari visto questo particolare copricapo nel mercato di Baghdad, crocevia di
tutti i commerci di sete, spezie e altre rarità preziose lungo le rive del Tigri e dell’Eufrate.
Marco Polo, che con la sua forza visionaria diede avvio alla conoscenza scientifica e rappresentazione cartografica del continente asiatico, influenzò la pittura veneziana dei secoli a venire. Grazie alla stessa ricchezza e vivacità narrativa, si distinse a Venezia tra il Quattrocento e il Cinquecento Vittore Carpaccio, che divenne per eccellenza il cronachista di storie. Nella presentazione della mostra monografica “Vittore Carpaccio. Dipinti e disegni” del 2023 i Musei Civici Veneziani hanno affermato che “La pittura di Vittore Carpaccio celebra fantasticamente Venezia al volgere del XV secolo, quando la Serenissima dominava un vasto impero marittimo-commerciale e fioriva come grande centro di cultura. Infatti Carpaccio, regista-scenografo, con
la sua particolare propensione per il poetico e il fantastico, trasporta le storie sacre dei cicli narrativi realizzati per varie confraternite nella vita vera, all’interno di fantastici scenari arricchiti di infiniti dettagli e riferimenti contemporanei all’ambiente e alla società della sua straordinaria città”.
Pertanto, seguendo anche il consiglio di Augusto Gentili, uno dei maggiori esperti di pittura veneziana, recentemente scomparso, che mi diceva che qualunque cosa avessi mai voluto cercare nella pittura l’avrei trovata nei teleri del Carpaccio, sono risalita nella Scuola Grande dei Dalmati a quella che forse è stata la prima rappresentazione del tarbouche. I Dalmati, che erano popolo di stirpe illirica insediatosi lungo le coste dei Balcani, conosciuti soprattutto per l’estenuante resistenza che opposero ai romani durante le guerre puniche, avevano una grande comunità a Venezia, tant’è che nel 1451 decisero di istituire la loro Confraternita. Nacque così la Scuola Grande dei Dalmati o Schiavoni da “slavoni”. I loro Santi protettori erano San Giorgio, Trifone e Girolamo.
Roberta Semeraro



Presentazione del catalogo della mostra Venerdì 18 Settembre alle ore 17:30, 
presso il Museo di Palazzo Mocenigo, Venezia
Con la partecipazione della scrittrice e giornalista Valeria Paniccia
Alla presenza di Paola Buratto Caovilla, Alberta Ferretti, Elie Saab, Antonia Sautter, Souraya, Silvia Ventarini Fendi, Diane von Furstenberg

KASA DEI LIBRI. Prendi un libro e scappa - 16 settembre dalle 18.30

 

Prendi un libro e scappa!
Vieni a scegliere la tua prossima lettura tra i doppi della Kasa, 
mercoledì 16 settembre dalle 18.30 alle 20
Le vacanze estive sono terminate e con loro anche le letture che abbiamo portato con noi.
Una domanda incupisce i nostri pensieri:
e ora che si legge? 
Che i vostri preferiti siano gialli, romanzi storici, saghe familiari, o magari cataloghi illustrati ci pensa la Kasa con tutti i suoi doppi, volumi arrivati qui in più di una copia, che rimettiamo in distribuzione gratuitamente. Al sesto piano non troverete infatti solo una piccola selezione ma una distesa di libri tra cui potrete scegliere il vostro preferito: prendetelo e portatelo a casa con voi.
Vi servirà solo una sportina per accogliere il malloppo e tanta voglia di rovistare alla ricerca di quello giusto.
Con l'occasione potrete visitare anche il piano della kollezione permanente con i nostri 40 mila volumi (quelli però restano qui...)
Non serve prenotazione. 
Vi aspettiamo,
Arianna, Chiara, Claudia e Margherita


Filippo Fenech - POPOLARISSIMO - Cronache Ribelli

 

a cura di Filippo Fenech
POPOLARISSIMO
Almanacco del calcio popolare in Italia
Cronache Ribelli
2026
pp. 144, €20,00


Che cosa intendiamo esattamente quando parliamo di calcio popolare? E se il calcio dal basso non fosse solo popolare, cosa sarebbe? La risposta è semplice: sarebbe POPOLARISSIMO.
Questo almanacco nasce per mappare e indagare lo sport dal basso attraverso le storie di 61 realtà italiane che ogni giorno segnano un punto di rottura netto con il calcio moderno e commerciale. In un sistema che ha trasformato lo sport in pura merce, il calcio popolare fa l'opposto: riprende il pallone e lo riporta nei quartieri e tra la gente, rimpiazzando i presidenti-padroni con la gestione condivisa e il profitto ad ogni costo con il diritto di giocare.
Attraverso foto, loghi e testimonianze dirette, POPOLARISSIMO raccoglie un patrimonio collettivo che parla di integrazione e riscatto sociale. Un progetto editoriale aperto, pensato per ispirare chiunque voglia restituire allo sport la sua funzione più alta: creare comunità.