Eraldo Baldini
COME IL LUPOFernandel
ottobre 2026
pp. 220, € 15,00
ISBN 9788832207934
In una valle isolata dell’Appennino
romagnolo, Nazario Minghetti, maresciallo della Forestale, cerca
rifugio da un dolore privato che sembra non avere rimedio. Uomo
schivo, amante dei boschi e dei lupi, simboli di una natura selvaggia
che sente profondamente propria, viene accolto con diffidenza dagli
abitanti della Valchiusa.
In questa comunità appartata, che
custodisce un segreto antico quanto le sue montagne, il ritrovamento
di alcune ossa umane riporta alla luce una leggenda sepolta nel
tempo: quella di un vino rarissimo e prezioso, nato, si dice, da riti
oscuri tramandati nei secoli. Ma è soprattutto il legame tra la
figlia epilettica di Nazario e la misteriosa nonna Vera, custode
delle credenze della valle, a trascinare il maresciallo in un mondo
governato da leggi arcaiche, dove il confine tra giustizia,
superstizione e necessità diventa ambiguo e inquietante.
Con la sua scrittura coinvolgente,
capace di descrivere luoghi e tradizioni di un mondo perduto, Eraldo
Baldini – considerato uno dei maestri del gotico rurale e tra i
precursori del folk horror italiano – costruisce un romanzo sospeso
fra mistero, memoria e forze ancestrali.
Come inizia
I quattro uomini che in fila indiana
scendevano il sentiero, attenti a non scivolare su concrezioni vitree
di ghiaccio, sbuffavano un fiato bianco e denso che rimaneva sospeso
nell’aria.
Solo i loro passi, il loro ansimare pesante, le
imprecazioni che lanciavano sottovoce a ogni scivolone e qualche
grido di corvo rompevano il silenzio del bosco. Gli alberi, le rocce
intaccate dai muschi, la terra indurita dal gelo, i cespugli
imprigionati nella brina, tutto era fermo, come morto, o come
bloccato dal timore di quel transitare rumoroso e invadente. Il monte
dormiva il suo sonno invernale, o forse aspettava.
Non c’erano
colori, solo un variare dal nero dei tronchi al biancastro delle
chiazze di neve, sotto un cielo di un grigio uniforme. Quando, a una
svolta del sentiero, il Bastardo vide esplodere il rosso di bacche
fitte e brillanti, non seppe resistere alla tentazione di
raccoglierne una manciata.
«Se mangi quelle», gli disse Orso,
«strillerai per il mal di pancia e vomiterai fiele».
Il giovane
le gettò via e abbassò la testa. «Non volevo mangiarle», disse.
«Lo so che non sono buone».
In testa alla fila, il Rosso si
bloccò e si voltò indietro. «Fermiamoci qui», ordinò.
Per un
po’ rimasero immobili, in piedi a bocca aperta, a normalizzare il
respiro. Poi, come a un segnale, tutti e quattro si liberarono delle
bisacce che tenevano a tracolla e delle picche con la punta di ferro
che portavano appoggiate sulle spalle, e si sedettero. [...]
Eraldo Baldini (Russi, 21 dicembre 1952) ha iniziato a dedicarsi alla
narrativa dalla fine degli anni ottanta, dopo essersi specializzato
in antropologia culturale ed etnografia ed averne scritto diversi
saggi. La sua prima produzione mystery è la raccolta di racconti
Nella nebbia pubblicata dallo stesso editore degli studi sul folklore
romagnolo; la rinomanza di Baldini cresce poi gradualmente da quando,
nel 1991, vince il Mystfest di Cattolica con il racconto Re di
Carnevale. Per la sua narrativa viene coniato il termine di «gotico
rurale» perché Baldini è riuscito a trasporre un genere
tipicamente anglosassone e d'ambientazione urbana, nei siti a lui
familiari della campagna romagnola.
Oltre ad essere un romanziere affermato in Italia e all'estero,
Eraldo Baldini è anche sceneggiatore, autore teatrale e
organizzatore di eventi culturali. Nei giorni 14 e 15 aprile 2009
viene trasmessa su Rai Uno la fiction Mal'aria, tratta dall'omonimo
romanzo.
Vive a Ravenna.
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Prima
presentazione: Ravenna, Libreria Feltrinelli, giovedì
19 novembre ore 18,00. Insieme all’autore ci sarà il
giornalista e scrittore Matteo Cavezzali.