lunedì 21 settembre 2026

Alexandra David-Néel, Lama Yongden - IL LAMA DELLE CINQUE SAGGEZZE - Luni

 
Alexandra David-Néel 
Lama Yongden
IL LAMA DELLE CINQUE SAGGEZZE
(titolo originale Le lama au cinq sagesses, 1935)
traduzione e cura di Piero Verni
Luni editrice
settembre 2026
pp. 384, euro 25
ISBN 9788879849791

 
Pubblicato nel 1935, racconta la formazione di Mipam, bambino capriccioso destinato a diventare guida spirituale, in un romanzo che è insieme avventura e itinerario spirituale.
Un affresco del Tibet non ancora contaminato dalla dominazione straniera, attraverso monasteri, carovane e altipiani abitati da monaci, nomadi e mercanti.
Nato dall’esperienza diretta di Alexandra David-Néel e Lama Yongden, restituisce un Tibet reale, vissuto dall’interno, mai ridotto a scenario esotico.
Nella traduzione di Piero Verni, una parabola sulla saggezza che non è privilegio di nascita, ma conquista attraverso esitazioni, amore e perdite.
Quando Mipam viene al mondo, segni straordinari persuadono i genitori che nel bambino sia rinata una grande guida spirituale. Eppure, nei primi anni, nulla sembra confermare l’attesa: è capriccioso, goloso, ostinato, più attratto dalla libertà dei sentieri che dalla disciplina dei monasteri.
Saranno l’incontro con un leopardo e la vicinanza di un eremita ad aprirgli una via diversa.
Da allora il suo destino si intreccia con la ricerca della conoscenza, con i vincoli familiari e religiosi della società tibetana e con la forza, non meno misteriosa, dell’amore. Pubblicato nel 1935, Il Lama delle cinque saggezze è insieme romanzo di formazione, racconto d’avventura e itinerario spirituale che descrive uno straordinario affresco di un Tibet non ancora contaminato dalla “civilizzazione” e dalla dominazione straniera.
Seguendo Mipam dall’infanzia alla maturità, Alexandra David-Néel e Lama Yongden conducono il lettore attraverso monasteri e accampamenti, altipiani, carovane, dimore di mercanti e luoghi di pellegrinaggio. Nato dall’esperienza dei due autori, il romanzo attinge alla memoria narrativa tibetana: qui il Tibet non è uno scenario esotico, ma un mondo reale, abitato da monaci e nomadi, asceti, commercianti, dignitari, viaggiatori e missionari; un universo nel quale prodigio e vita quotidiana, ironia e contemplazione convivono senza fratture.
La vocazione di Mipam non procede in linea retta: passa attraverso esitazioni, desideri, fughe, incontri e perdite.
La saggezza non gli viene concessa come privilegio della nascita; deve essere riconosciuta nel cuore dell’esperienza, là dove libertà personale e destino sembrano contraddirsi. Nella traduzione di Piero Verni, questa storia ritrova la limpidezza di una parabola e il respiro di un viaggio. Senza idealizzare il Tibet né ridurlo a repertorio di misteri, David-Néel e Yongden raccontano la maturazione di un uomo e interrogano ciò che orienta una vita: il richiamo dell’amore, il peso delle aspettative, la disciplina interiore e la conquista di una coscienza capace di vedere oltre le apparenze.

Alexandra David-Néel
(1868-1969), scrittrice, orientalista, viaggiatrice e studiosa del buddhismo, dedicò la vita all’esplorazione dell’Asia e alla conoscenza diretta delle tradizioni tibetane. Celebre per l’ingresso clandestino a Lhasa nel 1924, visse a lungo tra India, Sikkim, Tibet, Cina e Giappone, lasciando opere di viaggio, ricerca religiosa e narrativa.

Lama Yongden (1899-1955), nato nel Sikkim da famiglia tibetana e formato nella tradizione monastica, fu dal 1914 l’interprete, collaboratore e compagno di viaggio; nel 1929 divenne suo figlio adottivo.
La loro collaborazione unì l’esperienza occidentale di David-Néel alla memoria, alla lingua e alla cultura tibetana di Yongden. Insieme firmarono romanzi e studi che restituirono al pubblico europeo un Tibet reale narrato dall’interno.


Emilio d'Angelo - IL FALSO PERFETTO - Dedalo

 
Emilio d'Angelo
IL FALSO PERFETTO
Come l’intelligenza artificiale viene usata per truffarci

prefazione di Luciano Canfora
Edizioni Dedalo
collana Orwell
settembre 2026
pp. 154, euro 15,50
ISBN 9788822051066


Per tutti quelli che vogliono capire come l’intelligenza artificiale sta rivoluzionando il crimine, e come difendersi prima di diventarne la prossima vittima.
Venticinque milioni di dollari evaporati in una videochiamata a Hong Kong. Il conto in banca del gotha dell’industria italiana svuotato da una voce sintetica. Tua nonna trasformata in bancomat da un algoritmo che imita la voce di tuo padre. Don Ciotti clonato, Piero Ferrari truffato, Ranucci replicato.
Il falso perfetto racconta come l’intelligenza artificiale sia diventata la più potente macchina per delinquere mai esistita: un sistema industriale, globale e accessibile a chiunque, che ha trasformato la truffa in abbonamento mensile e il volto di ognuno di noi in un’arma contro noi stessi.
Emilio d’Angelo – giornalista con vent’anni di esperienza nella cronaca e caporedattore di Rai News 24 – ricostruisce, con la precisione del reporter e la chiarezza del divulgatore, l’anatomia del crimine digitale: come funziona, chi ne è vittima, chi ci guadagna, cosa (si può) fare. Un libro che non fa paura per il gusto di farne, ma che ci consegna gli strumenti per capire il presente e affrontare un futuro già arrivato.

Emilio Maria d’Angelo è giornalista e caporedattore della redazione Media Management di Rai News 24. Dopo oltre vent’anni come cronista per agenzie di stampa, quotidiani e televisioni – tra cui AGI, Mediaset e Telenorba – è stato tra i primi giornalisti a entrare nella redazione di Rai News 24, poco dopo la sua fondazione. Già inviato per Primo Piano e giornalista del TG3, cura anche “Motori24”, l’unica rubrica televisiva italiana esclusivamente dedicata alla mobilità.

Ausilio Bertoli - IL SOGNO DI SUZANA - Fefè editore

 
Ausilio Bertoli
IL SOGNO DI SUZANA
amore e morte nel Kosovo del dopoguerra

prefazione Rino Tripodi
Fefè editore
collana Il pelo nell'uovo | 12
anno 2026
pp. 138, € 15,00
ISBN 9791282383073

 
L’irrisoluto Boris, farmacista insoddisfatto, e l’intrepida reporter Giulia partono in auto dal Veneto per recarsi nel cuore del Kosovo, appena uscito dalla guerra. Per i due giovani dovrebbe trattarsi di una breve visita all’ospedale di una ong, dove lavora la sorella di Giulia, la coraggiosa Clizia, medico volontario. Ma tutto si ingarbuglia sia per i già tortuosi intrecci sentimentali, complicati dalla conoscenza di Suzana, bella infermiera kosovara, sia per il luogo, affascinante nella sua arcaicità, ma contornato da personaggi ambigui, da trafficanti criminali e da pericoli incombenti. Il sogno di Suzana è un originale romanzo-thriller d’avventura e d’azione, ma soprattutto d’amore e d’impegno civile. Un omaggio a chi rischia la vita per assicurare un futuro dignitoso alle nuove generazioni, e a quei popoli che sono sopravvissuti al dolore straziante delle guerre e dell’odio etnico. Prefazione di Rino Tripodi.

Ausilio Bertoli
è narratore e sociologo, vive nel Vicentino, a Grumolo delle Abbadesse, dov’è nato nel 1945. Si è formato all’Istituto Superiore di Scienze Sociali di Trento, a Ca’ Foscari di Venezia e al Magistero di Urbino, dove si è laureato in Sociologia con Enrico Mascilli Migliorini, che gli ha pubblicato la tesi Tipologia della comunicazione aziendale nei Quaderni di Sociologia della comunicazione 2 (1976). Tra i suoi libri si ricordano: i romanzi Il veggente di Bovo (1991), Un mondo da buttare (2017), Che non si sappia (2023) e L’amore ultimo (2025); le antologie di racconti Gente tagliata (1996), Ricerche amorose (1998), Giostra mentale (2001) introdotta da Elvio Guagnini, e Veneti in controluce (2018); il saggio I temi della comunicazione (2004), il reportage narrativo Rosso Africa (2011). Ha anche svolto diverse ricerche sul campo nell’ambito della comunicazione e della devianza.


Eventi e presentazioni
Venerdì 25 settembre, a VICENZA, allo Spazio Culturale Proti, alle 18:30.
Giovedì 8 ottobre a VEGGIANO (Pd), alla Biblioteca Biblioo, alle 20:30.


Libri in Villa Caprino Veronese | 26-27 settembre 2026

Villa Carlotti
Piazza Roma, 6
37013 Caprino Veronese (VR)

PROGRAMMA

Contro ogni violenza

Sabato 26 settembre

15.00
Inaugurazione istituzionale e presentazione del progetto “Parole della politica”
 

15.30
Alla ricerca della pace
Sandra Manzella, autrice di Fiorirà il deserto. Voci e volti dal Mar Morto al monte Carmelo (Oligo), dialoga con Giuseppe Armani, sindaco
 
Sull’autrice:
“Ha il piglio sicuro e l’attenzione minuziosa di chi conosce luoghi e persone, ma soprattutto di chi ama ciò che conosce e vuole renderne partecipi altri” (Pierbattista Pizzaballa - Patriarca di Gerusalemme dei Latini, dalla prefazione di Gerusalemme ancora)
L’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 ha segnato pesantemente la vita in Israele e in Cisgiordania. I due anni seguenti hanno visto il sanguinoso conflitto di Gaza e la devastante guerra con l’Iran in un contesto caratterizzato da precari equilibri internazionali. Esistono, nonostante tutto, operatori di pace che credono nel dialogo culturale, ecumenico e interreligioso, nell’impegno sociale, nella promozione umana: le loro esperienze offrono uno sguardo di riconciliazione e restano segni di speranza dove la quotidianità diventa incontro e perseveranza coraggiosa.

Sandra Manzella vive a Mantova, dove insegna Lingua Inglese; viaggiatrice e appassionata di archeologia biblica, è membro attivo di Agorà delle Religioni per la promozione del dialogo interreligioso. Tra i suoi reportage ricordiamo Gerusalemme, viaggio al centro del mondo (Unicopli 2018), L’Oasi delle Rose, il lebbrosario del Cairo (Edizioni Dehoniane 2020) e Gerusalemme ancora (Oligo 2024). Per CN ha pubblicato i racconti Orizzonti in verticale (2023).
 
16.30
La violenza contro le donne. Casi di cronaca e strumenti della legge
Alessandro Politi, giornalista Rai e autore di Cento regole segrete del giornalista d’inchiesta (Oligo), dialoga con Erica Vianini, vicesindaca e assessora alla Cultura
 
Un resoconto sulla situazione italiana attraverso la voce di uno dei più autorevoli giornalisti investigativi in Italia, che per l’occasione presenterà anche il suo libro, Cento regole segrete del giornalista d’inchiesta (Oligo), nato dall’esperienza vissuta tra il lavoro in strada, in redazione e nei corridoi delle procure. È il risultato di anni di lavoro per la carta stampata e per la televisione, di inchieste sotto copertura per Le Iene e di centinaia di servizi realizzati per la Rai. Deriva anche da una lunga e faticosa formazione: studi di psicologia della comunicazione, meccanismi cerebrali analizzati attraverso le neuroscienze cognitive, tecniche di persuasione, linguaggio del corpo, approfondimento giuridico delle tecniche di interrogatorio forense fino all’approfondimento dell’attività criminologica e criminalistica. Conoscenze apprese direttamente sul campo da cui nascono queste cento tecniche che troverai qui. Considerale non un mero elenco di “trucchetti”, piuttosto un vero e proprio arsenale di possibilità per poter fare questo mestiere o per capirne i meccanismi.

Alessandro Politi (Milano, 1988) è una delle giovani voci più apprezzate del giornalismo investigativo italiano. Laureatosi prima in Giurisprudenza, ha poi conseguito le lauree magistrali in Psicologia cognitivo comportamentale, Neuroscienze cognitive e Scienze pedagogiche, la laurea triennale in Scienze criminologiche forensi e investigative e un master di secondo livello in Scienze criminologiche e forensi. È autore del primo manuale italiano di giornalismo investigativo, pubblicato dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti e dalla Fondazione Murialdi, e coordina laboratori universitari di Giornalismo investigativo presso l’Università degli Studi di Milano e l’Università dell’Insubria di Varese. Negli anni ha lavorato come inviato e collaboratore per diverse testate e programmi, tra cui Le Iene (Italia 1), “Oggi”, “FQ Millennium”, IlGiornale.it, Rainews.it, IlFattoQuotidiano.it. Per Rai 1 dal 2024 è autore e conduttore della rubrica Unomattina Crime e nel 2026 è inviato per 1mattina News, Storie Italiane e Storie di Sera.
 
17.30
La violenza della mafia
Francesco Mongiovì, già Sovrintendente Capo Coordinatore della Polizia di Stato, scorta del giudice Giovanni Falcone e autore di Uomo di Stato. La mia vita in polizia, dalla scorta a Falcone agli arresti di Brusca e Provenzano (Oligo), dialogo con Nicola Specchierla, consigliere comunale
 
“La cupezza di quei maledetti giorni delle stragi di Capaci e di via d’Amelio ci sovrastano e rivivono nelle parole di Mongiovì, con un coinvolgimento emotivo non altrimenti riscontrabile. I nominativi dei latitanti catturati, Provenzano, Aglieri, Brusca, solo per citarne alcuni, scorrono veloci nella narrazione per quanti sono ma, se solo ci si attardasse a soppesarne la caratura criminale, ci si renderebbe conto della loro valenza stratosferica” (Franco Gabrielli, ex capo della Polizia di Stato).
Palermo, anni Ottanta. Francesco entra in Polizia nel clima rovente dopo l’attentato al generale Dalla Chiesa. Seguiranno anni di servizio allo Stato, prima come scorta nella Quarto Savona 15, questo il nome in codice del servizio di protezione del giudice Giovanni Falcone, e poi nella Sezione Catturandi, per dare la caccia e consegnare alla giustizia i latinanti più pericolosi, come Giovanni Brusca, l’uomo che premette il telecomando della strage di Capaci. Tra aneddoti e frammenti di vita vera, Francesco Mongiovì ci porta dietro le quinte della sua Palermo, ripercorrendo anni di missioni pericolose, spesso sotto copertura, per mostrarci dall’interno la lotta alla mafia.

Francesco Mongiovì (Palermo, 1959), già Sovrintendente Capo Coordinatore della Polizia di Stato, oggi in quiescenza, alla fine del 1988 è stato assegnato alla scorta del giudice Giovanni Falcone. Dopo la strage di Capaci è stato destinato alla Sezione Catturandi, in cui è rimasto per ventitré anni partecipando attivamente alla cattura di molti dei più pericolosi boss mafiosi di Cosa Nostra. Ha concluso la sua carriera nella Sezione Antidroga.
 
18.30
Quaderni Culturali Caprinesi
Presentazione del XV volume a cura di Davide Coltri (Il Rio)
 
Questo quindicesimo numero dei Quaderni Culturali Caprinesi, pur inserendosi nel solco di una tradizione editoriale consolidata, presenta varie innovazioni. Le modifiche più significative riguardano l’oggetto libro e le sue possibilità di fruizione: grazie alla collaborazione con la casa editrice Il Rio, è cambiata la veste grafica; un codice ISBN rende l’opera tracciabile; inoltre, il numero può essere consultato, interamente o per capitoli, in modalità elettronica.
Dal punto di vista dei contenuti, sono state mantenute – anche se a volte rinominate – molte delle sezioni che ricorrevano nei quattordici numeri precedenti, confermando il focus sulla ricerca storica e artistica degli articoli più specialistici. Prospettive più personali e intime, ma non per questo scevre da interesse storico, animano invece i contributi inerenti a personaggi notevoli del territorio caprinese. Completamente nuova e fortuita nella sua costituzione è la sezione dedicata alla spiritualità, mentre quella dedicata alle ricorrenze e agli anniversari si è imposta de facto per le numerose celebrazioni, sia istituzionali che associative, tenutesi in questo biennio. Si noterà che sono messe in pausa le parti dedicate alla poesia, cui si vuole dare un nuovo indirizzo a partire dal prossimo numero. Conclude il volume una sezione completamente nuova, dedicata ai caprinesi di nuovissima generazione – l’intento è quello di includere storie e realtà che, nate in luoghi lontani, fanno ora parte del tessuto sociale caprinese.
 
***
 
Domenica 27 settembre

15.30
1943. La giustizia delle donne davanti alle leggi della guerra
Roberto Alessandrini, autore con Roberto Piumini di XV volume a cura di Davide Coltri (Oligo), dialoga con Olivia Guaraldo, presidente del Comitato Biblioteca Museo Giovanni Arduino
 
Terra anfibia e marginale, proverbialmente lontana dagli accadimenti importanti, il Polesine è attraversato da presagi notturni di gufi e di civette, fatti misteriosi, vicende che riguardano la guerra, l’amore, la follia, poetici malintesi e insopprimibili desideri di fuga. Lo sguardo si disorienta nell’imponenza orizzontale del paesaggio che trascende in un territorio linguistico che si avventura in carnevali anarchici di sillabe e si fa racconto. In questa terra piena di odori, le donne si muovono con sorprendente risolutezza da protagoniste, come sarte di un matriarcato carsico, avvolte di un fascino discreto o lunare. Delle storie qui raccolte, che in un riflesso di specchi sono sia in prosa sia in poesia, solo la prima, che dà il nome al libro, è tutta vera: un racconto familiare, di resistenza al nazifascismo che chiama in causa la più alta giustizia contro il delirio delle leggi degli uomini. Le altre, non meno vere, si concedono le esagerazioni del racconto che nasce orale.

Roberto Alessandrini insegna Antropologia culturale all’Università Pontificia Salesiana di Roma e collabora alla cattedra Unesco Educazione, crescita, uguaglianza dell’Università di Ferrara. Ha tradotto testi di France, Girard e Le Lionnais. Scrive su “Il Venerdì di Repubblica”.
 
16.30
Voci dall’Ucraina
Adriano Stabile, autore di La notte dell’Europa (CN), dialoga con Olivia Guaraldo

“Cari lettori, quando si prende in mano un libro come questo, la prima domanda da farsi è semplice: da dove nasce? Perché i veri libri di politica non nascono a tavolino. Nascono nelle strade, nelle lunghe riunioni nei circoli, nelle discussioni che iniziano con una domanda e finiscono ore dopo con altri mille interrogativi. Ed è così che questo libro prende vita. Nasce dall’idea che la politica non può vivere senza luoghi di confronto, senza persone che si guardano negli occhi e discutono” (On. Pier Luigi Bersani).
 
Questo libro nasce dall’urgenza di dare forma e ordine a pensieri maturati in condizioni estreme, tra le notti insonni trascorse in Ucraina, su un treno o nei bunker, mentre le sirene antimissile scandivano il tempo dell’attesa e della paura. Dalle pagine di un diario prende vita un racconto che è insieme testimonianza e riflessione, memoria e ricerca di senso. L’autore, tra i 110 volontari italiani del MEAN sopravvissuti al più violento attacco su Leopoli dall’inizio della guerra, porta dentro queste pagine uno sguardo segnato dall’esperienza diretta, che restituisce autenticità e profondità a ogni parola. Attraverso immagini vive e frammenti di esperienza, il libro è un viaggio nel cuore dell’Europa contemporanea, interrogandosi su cosa significhi oggi difendere la pace, la democrazia e l’ambiente. Non solo uno sguardo a est: Adriano Stabile guarda anche con preoccupazione a occidente e alle nuove strategie internazionali promosse dall’America dei nostri giorni.

Adriano Stabile (Desenzano del Garda, 1988) è laureato in Economia politica ed è un piccolo imprenditore. Da sempre impegnato nel mondo dello sport, opera come tecnico in discipline olimpiche e paralimpiche. Appassionato di teatro, nel tempo ha maturato esperienze nel mondo del volontariato e della cooperazione internazionale, ad esempio partecipando al progetto MEAN (Movimento Europeo di Azione Nonviolenta) e operando nei Corpi Civili di Pace europei, ispirati al pensiero di Alex Langer, e partecipando a iniziative in Ucraina nell’ambito del Giubileo della Speranza promosso da papa Francesco. Dal 2023 è Segretario provinciale del Partito Democratico di Mantova.
 
17.30
Abbasso la guerra!
Letture e commenti dal libro di poesie di Rudyard Kipling, Gli anni di mezzo (Oligo), con Maurizio Taormina, traduttore, in dialogo con Davide Coltri, operatore umanitario e scrittore
 
Per la prima volta in italiano una delle raccolte poetiche più dimenticate e più potenti del primo Novecento: le liriche che Rudyard Kipling dedica agli anni della fine: la fine di un impero, di un ordine, di un’illusione. Composte tra l’inizio del Novecento e la fine della Grande Guerra – che gli strappò il figlio – queste poesie sono il diario interiore di un mondo che si frantuma, e di un uomo che tenta di dare senso alla perdita. Un Kipling diversissimo dall’autore del Libro della giungla, che dietro la voce solenne e ferita del poeta, dipana il crollo della fiducia nella civiltà, la rabbia contro i nemici, il lutto, e il dubbio che nulla sarà più come prima. Pochi libri raccontano con tanta lucidità e disperazione la fine di un tempo e l’inizio dell’abisso. Queste non sono solo poesie: sono epitaffi, inni spezzati, avvisi ai sopravvissuti.

Maurizio Maria Taormina, di formazione storico-umanistica e giuridica, affianca alla scrittura narrativa e saggistica l’attività di laboratori di teatro e memoria civile. Tra le sue pubblicazioni più recenti segnaliamo Chiamatemi Riviera (NFC, 2025) e il saggio A Rimini con Pier Vittorio Tondelli, in L’Italia è un romanzo. Atlante letterario. Luoghi storie paesaggi (Touring Club Italiano, 2025).
 
18.30
Camminando attraverso i campi bruciati dall’amore
Presentazione del libro di Francesco Permunian (Oligo). L’autore dialoga con Fabio Coltri, consigliere comunale
 
“Una prosa che capta l’ineluttabilità della tragedia umana, catturata senza falsi pudori nello sforzo invano che dagli anni incantati dell’infanzia la vorrebbe maturarsi nella vecchiaia.
Permunian ha appreso che il mostro non si veste dell’alterità di chi lo addita per strada ma al contrario lo riflette, rispecchiandolo in un ghigno che affraterna, nell’aria stantìa dei salotti borghesi, gli individui umani che, come scrisse Guido Piovene, «si inoculano a vicenda le loro piccole pazzie» (Stefano Malosso).
“Francesco Permunian si aggira ramingo tra le rovine di un’epoca, tormentato da ricordi imperituri e visioni macabre. Da esule alienato, concepisce figure sempre nuove ma in fondo uguali a se stesse, utili a lambire un orrore incombente. Invita chi legge a seguirlo nelle sue peregrinazioni epifaniche, per provare a scorgere un disegno sotteso alle interviste semiserie, alle liriche, alle prose traboccanti autobiografismo. I luoghi del Garda e del Polesine strutturano la topografia della memoria di un autore votato a scrivere con il ricordo delle lacrime, come gli suggerì Andrea Zanzotto” (Alice Pisu).
 
Il fantasma di un’antica littorina ci porta da Cavarzere – estremo lembo di terra tra il Polesine rodigino e la laguna veneziana – a Desenzano, sul lago di Garda, patria d’elezione di Francesco Permunian, tra le voci più originali della letteratura italiana contemporanea. Fotografie di Berengo Gardin e Mario Giacomelli, Renzo Bertasi, Gianni Fucile, Pino Mongiello e ancora dipinti e disegni di Roberto Abbiati, Luca Del Baldo, Piero Guccione, Lorenzo Mattotti, Tullio Pericoli –che hanno condiviso un pezzo di strada con l’autore – si alternano, come specchi infranti, a potenti narrazioni in cui, non senza ironia, Permunian dà voce, tra gli altri, ad Artaud, Baudelaire, Céline, la famiglia di Maria Callas. Uno zibaldone di carte, un insieme frammentario, eppure coerentissimo, di parole, voci, anime che si agitano nel buio di ricordi, veri o verosimili.
 
Francesco Permunian (Cavarzere, 1951), dopo l’esordio narrativo di Cronaca di un servo felice (Meridiano Zero 1999), ha pubblicato diversi romanzi e racconti con molti editori (Editoriale Scientifica, Il Saggiatore, Italo Svevo, Ponte alle Grazie, Quodlibet, Rizzoli). Con Sillabario dell’amor crudele (2019) ha vinto il Premio Dessì. Il suo ultimo libro è Anime farfuglianti nella notte (2025, Palingenia). Per Oligo ha pubblicato Calabiani. Antologia privata dei miei demoni infantili (2020), Stradario sentimentale del lago di Garda e del monte Baldo (2022) e I demoni beati. Bracconaggi e scorribande in distretti di caccia riservata (2024). Delle sue opere hanno scritto, tra gli altri, Andrea Cortellessa, Andrea Caterini, Franco Cordelli, Giulio Ferroni, Salvatore Silvano Nigro, Bruno Quaranta, Ermanno Paccagnini, Sandra Petrignani.


Marisa Salabelle - LA MISTERIOSA MORTE DI EFISIA CADDOZZU - Il ramo e la foglia


Marisa Salabelle
LA MISTERIOSA MORTE DI EFISIA CADDOZZU
Il ramo e la foglia edizioni
collana Romanzi | n. 23
settembre 2026
pp. 224, € 18,00
ISBN 9791280223630

Pistoia, estate 1994. Il corpo senza vita di una donna viene ritrovato sul ciglio di una strada, in un fossato alla periferia della città. È Efisia Caddozzu, un’insegnante elementare di mezza età, nota per il suo impegno sociale e il volontariato a favore degli immigrati. Ma chi era davvero Efisia? Una donna devota al padre invalido, una maestra amata dai suoi alunni, o una figura più complessa, intrappolata in una vita di sacrifici e frustrazioni?
La sua morte, apparentemente legata al mondo della prostituzione, nasconde un mistero che coinvolge segreti inconfessabili, relazioni pericolose e una città che, sotto la superficie, ribolle di tensioni sociali e pregiudizi. Mentre le indagini si arenano tra sospetti razzisti e ipotesi infondate, emerge un ritratto di Efisia che sfida ogni aspettativa: una donna che ha cercato di sfuggire al proprio destino, travolta da una passione autodistruttiva e da un sistema che non lascia scampo a chi osi ribellarsi.
Attraverso gli occhi di Saverio Giorgianni, un giovane giornalista alle prime armi, e le voci di chi ha conosciuto Efisia, il romanzo svela una verità sconvolgente, intrecciando una storia di solitudine, violenza e redenzione. Una narrazione che tenacemente indaga l’animo umano, tra le ombre di una città che non è più quella di una volta e i fantasmi di un passato che non vuole essere dimenticato.
Un giallo psicologico e sociale, dove il mistero della morte di Efisia diventa lo specchio di un’Italia in trasformazione, tra paure, intolleranza e il coraggio di chi, come lei, ha cercato di vivere al di là delle apparenze.

Il corpo senza vita di Efisia Caddozzu venne trovato la mattina del 25 luglio 1994 da due ragazzini in bicicletta.
«Vieni un po’ a vedere», fece uno, indicando qualcosa di strano tra il ciglio della strada e il fossato.
Buttarono le bici, scesero, si avvicinarono.
«Cazzo, una puttana», disse uno.
«Mi sa che è morta», rispose l’altro.


Marisa Salabelle è nata a Cagliari nel 1955 e vive a Pistoia da molti anni. Si è laureata in storia all’Università di Firenze e ha frequentato il triennio di Teologia presso il Seminario di Firenze. Ha insegnato per oltre quaranta anni nella Scuola italiana. È sposata, ha quattro figli e un nipote. È attiva nel movimento internazionale pacifista Pax Christi.
L’estate che ammazzarono Efisia Caddozzu (Edizioni Piemme, 2015) è il suo romanzo d’esordio, seguono: L’ultimo dei Santi (Tarka edizioni, 2019); il romanzo storico-familiare Gli ingranaggi dei ricordi (Arkadia Editore, 2020); Il ferro da calza (Tarka edizioni, 2022), un giallo con ambientazione appenninica; La scrittrice obesa (Arkadia Editore, 2022); La bella virtù (Arkadia Editore, 2025). Ha pubblicato articoli, recensioni e racconti su varie antologie cartacee e riviste online.