lunedì 7 settembre 2026

Helen Oyeyemi - UNA NUOVA ME - 66thand2nd

 
Helen Oyeyemi
UNA NUOVA ME
(titolo originale A New New Me, 2025)
traduzione di Marina Calvaresi
66thand2nd
collana Bookclub
settembre 2026
pp. 240, euro 20
ISBN 9788832974874
 

È un nuovo giorno, per una nuova te! Kinga è una donna che si rinnova dal lunedì al weekend. C’è una Kinga per ogni giorno della settimana: il lunedì, ecco Kinga-A che cancella dal telefono le app di delivery; il giovedì, una Kinga-D ben lieta di passare le ore a mollo nella vasca da bagno – e nel vino. Le Kinga dalla A alla G vivono una vita poliedrica: tra loro troviamo un’organizzatrice di incontri, una profumiera e una lavavetri, tutte con vari livelli di apatia, rabbia, introspezione e saccenteria. Almeno tre di loro è meglio evitarle come la peste. Se è vero che condividono un corpo, quello di Kinga Sikora, le loro personalità e i modi di stare al mondo non potrebbero essere più diversi. A connetterle l’una all’altra è il diario giornaliero che, passando di mano in mano, consente loro di raccontarsi avventure e inciampi. Un quadretto, questo, decisamente elaborato, che si porta dietro uno strascico di rancori e mezze verità. Ma quando trovano un uomo imprigionato nel loro appartamento, le varie Kinga sono costrette a fronteggiare la possibilità che una tra loro abbia in programma di distruggerle tutte.
Helen Oyeyemi dipinge la personalità individuale non come un fronte unitario, piuttosto come una coalizione di membri in perenne disaccordo e con scarsa fiducia l’uno nell’altro. Con un linguaggio onirico, di un virtuosismo che sfocia spesso in aperto umorismo, Una nuova nuova me ci mostra un viaggio profondamente umano di scoperta e introspezione, per conciliare una volta per tutte le mille sfaccettature che compongono il nostro io.

Helen Oyeyemi
(1984) è una scrittrice britannica. È autrice di sette romanzi, tra cui La bambina Icaro (Rizzoli, 2005) e Boy, snow, bird (Einaudi, 2016). Il suo lavoro le è valso numerosi premi, tra cui il Pen Open Book Award, il Somerset Maugham Award e lo Hurston/Wright Legacy Award. Nata in Nigeria e cresciuta a Londra, attualmente vive a Praga.





12 settembre, Festival Letteratura, Mantova 
ore 12:00, Piazza dei Libri con Elsa Riccadonna
ore 17:00, Piazza Sordello Firmacopie
ore 19:00, Basilica Palatina di Santa Barbara con Lella Costa

14 settembre, Libreria Coop all'Arco, Reggio Emilia - ore 18:00 con Mariella Ferrara

15 settembre, Libreria Zanichelli, Bologna - ore 18:00 con Lorenza Lullini

16 settembre, Libreria Arcadia, Rovereto - ore 19:00 con Giorgio Gizzi

17 settembre, Circolo dei Lettori, Torino - ore 18:30 con Natalia Ceravolo





AA.VV. - EDOARDO SALZANO - Bordeaux Edizioni

 
AA.VV.
EDOARDO SALZANO
La buona urbanistica e la passione civile

prefazione di Tomaso Montanari
contributi di Mauro Baioni, Paolo Berdini, Ilaria Boniburini, Vezio De Lucia, Francesco Erbani, Maria Pia Guermandi, Daniele Iacovone, Giancarlo Storto, Giulio Tamburini e Giuseppina Tonet
Bordeaux Edizioni
collana Pixel
settembre 2026
pp. 152, euro 20
ISBN 9791259633057


Edoardo Salzano è stato uno dei protagonisti più autorevoli dell’urbanistica italiana del Novecento: docente, amministratore, direttore di Urbanistica Informazioni, presidente dell’INU, fondatore di Eddyburg, instancabile animatore del dibattito civile: una vita spesa a difendere la città come bene comune contro la rendita, la speculazione e la cancellazione dell’interesse pubblico.. Questo volume ne ricostruisce il percorso umano, culturale e politico attraverso saggi, testimonianze e documenti inediti. Dalla formazione nel dialogo tra cattolicesimo democratico e marxismo agli anni delle riforme urbanistiche; dall’esperienza veneziana alla battaglia contro la deregolamentazione neoliberista; dalla difesa del paesaggio alla costruzione di Eddyburg come luogo di resistenza culturale. Ne emerge il ritratto di un intellettuale capace di leggere con lucidità le trasformazioni della società italiana e di intuire, spesso in anticipo, le conseguenze della subordinazione delle città agli interessi finanziari e immobiliari. 
Per Salzano (nella foto) l’urbanistica non era una tecnica neutrale, ma uno strumento di democrazia: il governo pubblico del territorio deve garantire diritti, uguaglianza, qualità della vita e tutela dei beni comuni. Attraverso i contributi di studiosi, amici e collaboratori – e con l’intensa prefazione di Tomaso Montanari – il libro restituisce la forza di un pensiero che continua a interrogare il presente: il rapporto tra ambiente e sviluppo, tra spazio pubblico e mercato, tra politica e partecipazione.

Giulia Ragonese - LINGUAGGIO D'AMORE - Bordeaux Edizioni

 
Giulia Ragonese
LINGUAGGIO D'AMORE
Comunicare fuori dalla violenza

prefazione di Michela Cicculli
Bordeaux Edizioni
collana Pixel
settembre 2026
pp. 152, euro 20
ISBN 9791259633040


Che cos’è un linguaggio d’amore? È possibile comunicare fuori dalla violenza, liberando le parole dal dominio degli stereotipi e delle gerarchie patriarcali? Partendo dall’esperienza concreta dei centri antiviolenza, Giulia Ragonese attraversa il rapporto tra linguaggio, potere e relazioni, interrogandosi su come le parole costruiscano il nostro modo di stare al mondo. In un tempo segnato da guerre, femminicidi e nuove forme di sopraffazione, questo libro propone una riflessione radicale: la violenza non è un incidente della comunicazione, ma una struttura culturale che abita il linguaggio quotidiano, i gesti, i silenzi, perfino le espressioni che consideriamo più innocue. Attraverso esempi, esperienze sul campo e riferimenti al pensiero femminista, Linguaggio d’amore mostra come gli stereotipi di genere modellino l’immaginario collettivo e condizionino le relazioni affettive, familiari, lavorative e politiche. Ma apre anche uno spazio possibile: quello di una lingua nuova, capace di ascolto, reciprocità e autodeterminazione. Un libro che invita a ripensare il modo in cui parliamo, amiamo e condividiamo il potere. Perché costruire un linguaggio d’amore significa immaginare una società diversa, più giusta e finalmente libera dalla violenza.
 
Giulia Ragonese
, PhD in Italianistica, docente di Lettere, è esperta in linguaggi e politiche di genere. Ha lavorato per enti pubblici come consulente di comunicazione istituzionale ed è stata Presidente del Consiglio comunale di Vetralla, dove ha istituito la Casa delle Donne e promosso la nascita del CAV territoriale. Socia di Differenza Donna, è operatrice antiviolenza. Fa parte della redazione di romarivista, magazine culturale di Roma Capitale.

Richard Yates - UNDICI SOLITUDINI - Minimum fax

Richard Yates
UNDICI SOLITUDINI
(titolo originale Eleven Kinds of Loneliness, 1962)
traduzione di Maria Lucioni
prefazione di Paolo Cognetti
Minimum fax
maggio 2018
pp. 272, euro 15
ISBN 9788875219239


Dopo la pubblicazione di Revolutionary Road, il primo romanzo di Richard Yates, il critico americano Alfred Kazin scrisse: «Questo romanzo riassume la nostra epoca con più spietatezza di ogni altro, ma anche con più pietà». Le undici storie qui raccolte presentano un altro momento della stessa ricerca e contengono forse quanto di più definitivo Yates abbia mai scritto: in ogni racconto non si potrebbe dire di più con meno parole, perché si intuisce sempre che è accaduto molto più di quanto è detto. La lezione di Hemingway – l'essenzialità della scrittura – è qui portata alle sue estreme conseguenze grazie alla capacità di far scaturire il significato di un’esistenza da un semplice fatto illuminante. I personaggi di Yates (impiegati mitomani, ragazzi disadattati, reduci senza gloria, coppie sprofondate nel mutismo postmatrimoniale) possono sembrare tratti da un libro di sociologia; ma un dialogo esatto, un ritmo infallibile, l'attenzione discreta ai particolari li rendono assolutamente unici, inconfondibili e perciò stesso universali.

Un estratto

Il sottor Geco
Del nuovo ragazzo era stato detto a Miss Price soltanto che aveva passato gran parte dei suoi anni in un orfanotrofio, e che gli «zii» piuttosto anziani con cui viveva ora erano in realtà genitori adottivi, pagati dall’ente pubblico di assistenza della città di New York. Un’insegnante meno appassionata e con minor fantasia avrebbe cercato di sapere qualcosa di più, ma Miss Price si accontentò. Era bastato quel rapido profilo a suscitare in lei uno spirito missionario che cominciò a trasparirle dagli occhi, chiaro come l’amore, fin dalla prima mattina in cui il ragazzo si presentò in classe. Arrivò presto e si sedette nell’ultima fila, il busto eretto, i piedi incrociati ordinatamente sotto il banco e le mani serrate a pugno al centro di esso, come se la simmetria lo aiutasse a dar meno nell’occhio. Man mano che gli altri ragazzi entravano in fila e prendevano posto, lui ricevette da ciascuno un lungo sguardo inespressivo.
«Abbiamo un nuovo compagno di classe stamattina», disse Miss Price, presentando un fatto ovvio con un tono che fece venir da ridere a tutti. «Si chiama Vincent Sabella e viene da New York. Sono sicura che ognuno di noi farà del proprio meglio per metterlo a suo agio». Questa volta si girarono tutti insieme a guardarlo, e lui reagì abbassando leggermente la testa e trasferendo il peso da una natica all’altra. In genere, il fatto che uno venisse da New York aveva un certo prestigio, poiché a gran parte dei ragazzi la città appariva come un luogo bello e terribile, da adulti, che ingoiava ogni giorno i loro padri e dove loro potevano andare di rado, vestiti degli abiti migliori, come a una gran festa. Ma subito, alla prima occhiata, tutti si accorsero che Vincent Sabella non aveva nulla a che fare coi grattacieli. Anche a voler trascurare i suoi arruffati capelli neri e il suo colorito grigiastro, gli abiti che aveva indosso lo tradivano: un paio di calzoni di velluto assurdamente nuovi, un paio di scarpe da ginnastica assurdamente vecchie e una maglietta gialla troppo piccola, coi resti di un disegno di Topolino stampati sul petto. Senza dubbio veniva da quella parte di New York che si attraversa col treno prima di arrivare alla Grand Central: cioè la zona dove la gente usa stendere le coperte sui davanzali delle finestre e starvi appoggiata tutto il giorno, seminebetita dalla noia; dove l’unico panorama è una teoria di strade lunghe e diritte, tutte eguali nel disordine dei loro marciapiedi e tutte brulicanti di ragazzi dalla pelle grigiastra, impegnati in qualche sfrenata versione del gioco della palla. (...)

Richard Yates
(Yonkers, 3 febbraio 1926 – Tuscaloosa, 7 novembre 1992) è stato oggetto di una riscoperta che lo ha trasformato in uno dei grandi classici del realismo americano del secondo Novecento. Minimum fax ha pubblicato anche Revolutionary Road, Undici solitudini, Sotto una buona stella, Easter Parade, Disturbo della quiete pubblica, Bugiardi e innamorati, Cold Spring Harbor, Proprietà privata e Il vento selvaggio che passa. Nel 2020, sempre per minimum fax, è uscito Capolavori, il cofanetto che raccoglie le sue opere più importanti.






LA BIBLIOTECA DI PIER PAOLO PASOLINI - Olschki

 
LA BIBLIOTECA DI PIER PAOLO PASOLINI

a cura di Graziella Chiarcossi e Franco Zabagli
Olschki editrice
collana Studi | Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux, 29
2017
pp. XXII-284 con 28 tavv. f.t. a colori
euro 33
ISBN 9788822265159


Sono qui descritti tutti i libri – poco meno di tremila titoli – che costituivano la biblioteca di Pier Paolo Pasolini al momento della sua scomparsa, e che sono recentemente venuti a far parte del Fondo Pasolini presso l’Archivio Contemporaneo «Alessandro Bonsanti» del Gabinetto Vieusseux. Suddiviso in opportune sezioni tematiche – dalle giovanili letture della ‘formazione’ alle pubblicazioni recensite su «Tempo» nei primi anni Settanta –, il libro mette a disposizione dei lettori e degli studiosi una quantità imponente di dati, non solo di natura bibliografica, ma relativi alla ricorrenza e all’utilizzo specifico di certi testi nell’opera di Pasolini, agli appunti disseminati nelle pagine durante la lettura, alle innumerevoli dediche che impreziosiscono gran parte di questi volumi. Un eccezionale strumento di ricerca e di verifica, destinato a contribuire in modo determinante agli studi su un protagonista cruciale della cultura del Novecento.