Lama Yongden
IL LAMA DELLE CINQUE SAGGEZZE
(titolo originale Le lama au cinq sagesses, 1935)
traduzione e cura di Piero Verni
Luni editrice
settembre 2026
pp. 384, euro 25
ISBN 9788879849791
Pubblicato nel 1935, racconta la
formazione di Mipam, bambino capriccioso destinato a diventare guida
spirituale, in un romanzo che è insieme avventura e itinerario
spirituale.
Un affresco del Tibet non ancora
contaminato dalla dominazione straniera, attraverso monasteri,
carovane e altipiani abitati da monaci, nomadi e mercanti.
Nato dall’esperienza diretta di
Alexandra David-Néel e Lama Yongden, restituisce un Tibet reale,
vissuto dall’interno, mai ridotto a scenario esotico.
Nella traduzione di Piero Verni,
una parabola sulla saggezza che non è privilegio di nascita, ma
conquista attraverso esitazioni, amore e perdite.
Quando Mipam viene al mondo, segni
straordinari persuadono i genitori che nel bambino sia rinata una
grande guida spirituale. Eppure, nei primi anni, nulla sembra
confermare l’attesa: è capriccioso, goloso, ostinato, più
attratto dalla libertà dei sentieri che dalla disciplina dei
monasteri.
Saranno l’incontro con un leopardo e
la vicinanza di un eremita ad aprirgli una via diversa.
Da allora il suo destino si intreccia
con la ricerca della conoscenza, con i vincoli familiari e religiosi
della società tibetana e con la forza, non meno misteriosa,
dell’amore. Pubblicato nel 1935, Il Lama delle cinque saggezze è
insieme romanzo di formazione, racconto d’avventura e itinerario
spirituale che descrive uno straordinario affresco di un Tibet non
ancora contaminato dalla “civilizzazione” e dalla dominazione
straniera.
Seguendo Mipam dall’infanzia alla
maturità, Alexandra David-Néel e Lama Yongden conducono il lettore
attraverso monasteri e accampamenti, altipiani, carovane, dimore di
mercanti e luoghi di pellegrinaggio. Nato dall’esperienza dei due
autori, il romanzo attinge alla memoria narrativa tibetana: qui il
Tibet non è uno scenario esotico, ma un mondo reale, abitato da
monaci e nomadi, asceti, commercianti, dignitari, viaggiatori e
missionari; un universo nel quale prodigio e vita quotidiana, ironia
e contemplazione convivono senza fratture.
La vocazione di Mipam non procede in
linea retta: passa attraverso esitazioni, desideri, fughe, incontri e
perdite.
La saggezza non gli viene concessa come
privilegio della nascita; deve essere riconosciuta nel cuore
dell’esperienza, là dove libertà personale e destino sembrano
contraddirsi. Nella traduzione di Piero Verni, questa storia ritrova
la limpidezza di una parabola e il respiro di un viaggio. Senza
idealizzare il Tibet né ridurlo a repertorio di misteri, David-Néel
e Yongden raccontano la maturazione di un uomo e interrogano ciò che
orienta una vita: il richiamo dell’amore, il peso delle
aspettative, la disciplina interiore e la conquista di una coscienza
capace di vedere oltre le apparenze.
Alexandra David-Néel (1868-1969),
scrittrice, orientalista, viaggiatrice e studiosa del buddhismo,
dedicò la vita all’esplorazione dell’Asia e alla conoscenza
diretta delle tradizioni tibetane. Celebre per l’ingresso
clandestino a Lhasa nel 1924, visse a lungo tra India, Sikkim, Tibet,
Cina e Giappone, lasciando opere di viaggio, ricerca religiosa e
narrativa.
Lama Yongden (1899-1955), nato nel
Sikkim da famiglia tibetana e formato nella tradizione monastica, fu
dal 1914 l’interprete, collaboratore e compagno di viaggio; nel
1929 divenne suo figlio adottivo.
La loro collaborazione unì
l’esperienza occidentale di David-Néel alla memoria, alla lingua e
alla cultura tibetana di Yongden. Insieme firmarono romanzi e studi
che restituirono al pubblico europeo un Tibet reale narrato
dall’interno.