mercoledì 9 settembre 2026

A.Santero, F.Bulegato (a cura di) - OLIVETTI - Ronzani


Alessandro Santero, Fiorella Bulegato
OLIVETTI.
Nuove storie da una collezione

con saggi di Dario Scodeller, Eugenio Sidoli e Andrea Granelli
Ronzani editore
collana Arti e design
settembre 2026
pp. 336, €50,00
ISBN 9791259972927

 
Prosegue, con rigore filologico e fascinazione visiva, l’esplorazione del lavoro grafico che ha reso l’azienda Olivetti un unicum nella storia industriale del Novecento. Dopo il primo volume di Sergio Polano e Alessandro Santero, questa seconda opera continua e integra l’indagine del vasto ecosistema della comunicazione del prodotto e dell’azienda: dépliant, libretti d’istruzione, manuali tecnici, cataloghi, libri aziendali e manifesti, un percorso che restituisce la complessità di un’impresa capace di trasformare anche il più umile foglio di istruzioni in un capolavoro di chiarezza informativa ed estetica.
Curato da Fiorella Bulegato e da Alessandro Santero, corredato dai saggi di Eugenio Sidoli e Dario Scodeller e da oltre 300 immagini, il volume analizza un centinaio di artefatti grafici – molti dei quali di difficile reperimento – che testimoniano l’evoluzione del linguaggio visivo della Olivetti. Il lettore attraversa stagioni grafiche irripetibili: dalle intuizioni poetiche di Marcello Nizzoli e Leonardo Sinisgalli, alla sintesi funzionale di Giovanni Pintori; la fotografia di Henri Cartier-Bresson e Gianni Berengo Gardin, testimoni dell’architettura sociale dell’azienda; il segno di Bruno Caruso, che con la sua agenda traghetta idealmente la calligrafia verso la memoria elettronica; arrivando infine alle sperimentazioni degli anni più recenti: dalle visioni di Milton Glaser e dalle matericità di Roger Selden, al progetto corale di fine millennio progettato da Michele De Lucchi, Mario Trimarchi e Katrin Schmitt Tegge.
La testimonianza di una vera e propria pedagogia della comunicazione dove il rapporto uomo-macchina si fa cultura.

Fiorella Bulegato. Storica del design, professoressa all’Università Iuav di Venezia dove insegna Storia del graphic design. Fra le sue pubblicazioni la curatela di Salvatore Gregorietti. A fifty-year project (con A. Bassi, Skira, 2017), Ettore Sottsass, l’attività grafica. Una ricerca d’archivio (con M. Scotti, Ronzani, 2026), Il design degli architetti in Italia 1920-2000 (con A. Bassi, Electa,2022), I musei d’impresa (Carocci, 2008).

Alessandro Santero
. Esperto bibliofilo e libraio antiquario. Nel 1988 fonda la Libreria Antiquaria Coenobium; dal 2021 è Consigliere nel direttivo dell’Associazione Librai Antiquari d’Italia. Membro dell’ALAI e della ILAB, vanta una solida esperienza nella redazione di cataloghi bibliografici. Per Ronzani ha curato il volume Olivetti. Storie da una collezione insieme a S. Polano (2024).


Maria Caterina Prezioso - LO SCRITTORE E LA BAMBINA - Arkadia

 
Maria Caterina Prezioso
LO SCRITTORE E LA BAMBINA
Arkadia editore
collana SideKar
settembre 2026
pp. 138, euro 16
ISBN 9788868516741
 
 
Roma, quartiere Montesacro, primi anni successivi al boom economico, anni che segneranno il confine preciso tra quello che è stato e quello che deve ancora avvenire. Lo scrittore è famoso per la sua tagliente ironia e per le sue sceneggiature. Ha vinto la prima edizione del premio Strega; la bambina è una fanciulla qualunque, ma possiede una memoria antica che la conduce a essere altro. Sua madre vuole per lei un futuro diverso ed è pronta a combattere e tramandare quei valori nei quali crede. L’incontro sarà decisivo per tutti loro. Per lo scrittore, con la sua malinconia che lo rende speciale, una inquietudine che presenta il conto e viene celata per pudore. Per la bambina, che cerca di togliere quel velo che oscura i volti e al suo posto far apparire un sorriso. Per la madre della piccola, che desidera la vita, come può desiderare solo chi è sopravvissuto; il suo è un amore che disorienta chi non è all’altezza. Attraverso gli occhi della bambina ripercorriamo questi anni incontrando i mostri, figure che appaiono ma che non tutti riescono a vedere, forse perché frutto dell’immaginazione. Sarà solo la bambina a contrastarli, a cercare di sconfiggerli. E nasceranno degli intrecci speciali, un’amicizia profonda, un rapporto tra lo scrittore, la fanciulla e sua madre che ci condurranno dentro un mondo fatto di attese, speranze e delusioni.
 
Maria Caterina Prezioso
, nata a Roma, laureata in Scienze Politiche, ha collaborato e pubblicato con riviste e giornali quali “Satisfiction”, “Avvenimenti”, “Primafila”, “Ex Libris”. Ha pubblicato sulle riviste “Storie”, “Omero”, “In Edito”, “TutteStorie”, “Ellin Selae”. Ha vinto il premio di Poesia e Narrativa “Negativo del Silenzio” con il racconto Le caviglie del treno. La sua scrittura nasce con la poesia e la silloge Nelle rughe del muro (Ibiskos, 1991). È autrice di testi di carattere teatrale quali La risposta di Leonardo (con Giuliana Majocchi, il Segnale 1996) e La stanza. La festa dei Tuareg (Titivillus, 2004). Ha inoltre pubblicato nel genere narrativo Il gioco n. 33 (Il Ventaglio, 1993), Il colpo (Pequod, 2008), Cronache binarie (EDE, 2011), Blu Cavolfiore (Golena, 2013), La ballata dei giorni della pioggia (Kogoi, 2016), Pina & Max (con Giuliana Majocchi, Leucotea, 2018). Con Arkadia Editore ha pubblicato il romanzo I giorni pari (2024) e Lo scrittore e la bambina (2026).

Jean Echenoz - BRISTOL - Adelphi

 
Jean Echenoz
BRISTOL
(titolo originale Bristol, les èditions de minuit, 2025)
traduzione di Giorgio Pinotti
Adelphi
collana Fabula | 440
settembre 2026
pp. 156, € 18.00
ISBN 9788845941436

 
La vita di Robert Bristol – regista con all’attivo una dozzina di non indimenticabili film, sfibranti sfide budgetarie, due matrimoni falliti e un’iperglicemia – sembra destinata al flop: commerciale, erotico, personale. Ma l’arte non conosce gerarchie e Bristol appartiene alla caparbia schiera di chi è votato a un’opera – un’opera che esige una totale sudditanza e divora ogni energia. Non importa dunque che il suo nuovo film, L’oro insanguinato, sia l’adattamento di un romanzo rosa – dovuto alla feconda penna della regina dei bestseller, Marjorie des Marais –, dove la fragile Chloé e l’intrepido Jean-Claude affrontano mille peripezie nel cuore del continente africano, tra spietati mercenari, congreghe di stregoni, mirabolanti segreti e duelli all’ultimo sangue. Né importa che, mentre Bristol, sulle rive del Limpopo, fa i conti con le infinite, inopinate grane che si accompagnano alle riprese in esterni esotici – inclusa l’incursione di feroci miliziani –, a Parigi un solerte ispettore di polizia, Julien Claveau, lo creda coinvolto nella misteriosa morte di un uomo senza identità e cerchi di incastrarlo. Il cinema è «il regno della parte per il tutto, l’impero della sineddoche»: nulla accade davvero al di fuori del campo di ripresa – o comunque non ha peso. Una legge, questa, che forgia dall’interno anche l’architettura di questo romanzo dove tutto è abbaglio, e l’esplosivo, tumultuoso intreccio lascia trasparire l’autentica natura della letteratura – fabbrica di illusioni, incantesimo che agisce – e l’immedicabile malinconia di chi la nutre con la propria esistenza.
 
L'incipit

Bristol è appena uscito dal suo palazzo quando il corpo di un uomo nudo piomba dall’alto sfracellandosi a otto metri da lui. Senza prestarvi attenzione, Bristol si dirige spedito verso la Senna. È autunno, di primo mattino, molto presto per lui, troppo fresco per la stagione, le nove e dieci e sei gradi Celsius.
L’apparente indifferenza di Bristol ha una ragione: i pensieri lo assorbono al punto da restringere il suo campo visivo periferico ed è plausibile che non abbia visto nulla. Né sentito nulla, dato che il rumore dell’impatto è stato all’incirca quello di un sacco di cemento che cade da un’impalcatura, coperto dal frastuono del traffico sul lungosenna, troppo attutito per allarmare chiunque sia anche un minimo distratto. Non c’è nessuno in rue des Eaux, spesso deserta all’inizio della giornata, ma la sorvolano due grandi uccelli bianchi che hanno appena risalito il corso del fiume dalla foce a Le Havre, forse troppo stanchi per il tragitto o troppo presi dalla vista aerea di Parigi per occuparsi dei fatti di cronaca. Eppure questo fa un certo effetto, non capita tutti i giorni che un uomo senza niente addosso precipiti da un piano elevato.
Stamattina, Robert Bristol si è nutrito degli stessi alimenti del giorno prima, del giorno prima ancora, di tutti i giorni precedenti e a venire. In bagno ha letto due o tre pagine di un vecchio romanzo di genere dal titolo Grane in vista!, il cui plot già di per sé confuso gli appare, per via del ritmo saltuario di lettura, ancor più opaco. Ha fatto la doccia, si è rasato sempre nello stesso ordine, cominciando dalla guancia sinistra nel senso del pelo per $nire, in senso inverso, sotto il mento, dopo un passaggio coronato da una smor$a dietro i mascellari dove l’accesso è più dif$cile e lo specchio quasi inutile. E adesso, prendi le medicine. (…)

Jean Echenoz
è uno scrittore francese nato a Orange il 26 dicembre 1947, tra i massimi esponenti della narrativa contemporanea d'Oltralpe. Cresciuto tra l'Aveyron e la Provenza, si è trasferito a Parigi nel 1970, dove ha studiato alla Sorbona e all'École pratique des hautes études. Ha pubblicato il suo primo romanzo, Le Méridien de Greenwich, nel 1979, vincendo il Prix Fénéon. Ha raggiunto il successo di critica e pubblico con romanzi come Cherokee (Prix Médicis 1983) e soprattutto Me ne vado (Je m'en vais, con cui ha vinto il prestigioso Prix Goncourt nel 1999),Ha scritto una celebre trilogia di biografie romanzate dedicate a grandi personaggi storici: Ravel (sulla vita del compositore Maurice Ravel), Correre (Courir, sul maratoneta Emil Zátopek) e Lampi (L'éclair, dedicato a Nikola Tesla). La sua scrittura si distingue per l'ironia, la precisione geometrica della trama, il gusto per il dettaglio minimo e il gioco con i generi tradizionali (come il giallo e l'avventura).


Jean Echenoz incontra i lettori

20 settembre, ore 12:00 - Pordenonelegge
Pordenone, Teatro Verdi- Viale Franco Martelli, 2
con Stefania Auci

21 settembre, ore 18:30
Venezia, Palazzo Diedo, Berggruen Arts & Culture- Cannaregio, 2386
con Chiara Valerio

22 settembre, ore 18:30
Milano, Istituto Francese-Palazzo delle Stelline-Corso Magenta, 63
con Giorgio Pinotti

23 settembre, ore 18:30
Bologna, Mast- Via Speranza, 42
con Giorgio Pinotti  

martedì 8 settembre 2026

Simone Lumia - RWANDA, DA QUALCHE PARTE IN AFRICA - Infinito

 
Simone Lumia
RWANDA, DA QUALCHE PARTE IN AFRICA
Storia di un genocidio dimenticato

prefazione di Daniele Scaglione
Infinito edizioni
collana Afriche
marzo 2026
pp. 212, euro 18
ISBN 9788868618872

 
Nel 1994 in Rwanda gli estremisti hutu realizzarono un piano per sterminare i tutsi e una parte degli hutu moderati. Il genocidio ha portato all’uccisione di circa 800mila persone in soli tre mesi.
Questo libro presenta, oltre ai fatti puntuali del genocidio, tutta una serie di altri aspetti fondamentali per comprenderlo e analizzarlo: fattori storici, avvenimenti di carattere mediatico e giuridico, le modalità di trasmissione della memoria che hanno accompagnato e preceduto questo tragico evento.
Il lavoro si basa ed è sostenuto da molte fonti primarie, come discorsi dei protagonisti sul campo, comunicati ufficiali governativi, testi delle risoluzioni delle Nazioni Unite relative alla situazione ruandese, trascrizioni di audio e contenuti radiofonici, sentenze emesse dal Tribunale Internazionale per il Rwanda, istituito dall’Onu.
“Entrare in questa storia è indispensabile per capire quello che sta succedendo oggi”. (Daniele Scaglione)

Simone Lumia
 (Bologna, 1985) ha una formazione universitaria storica, conseguita presso l’Università di Bologna, con una specializzazione in Storia contemporanea. Durante i suoi studi, svolti anche in Francia, presso l’Università di Poitiers, ha approfondito numerose tematiche relative alla Storia moderna e contemporanea dell’Africa, oltre a prestare particolare attenzione alla Storia del colonialismo in Asia e Africa, e alla storia dei genocidi del Novecento. Svolge la sua attività professionale nel settore dell’editoria scolastica, lavorando per la realizzazione grafica e iconografica di volumi a diffusione nazionale per scuole di ogni grado, di argomento storico, linguistico e storico-artistico.

David Goudreault - BESTIA DI MAMMA - Marcos y Marcos

 
David Goudreault
BESTIA DI MAMMA
(titolo originale La bête à sa mère, 2015)
traduzione di Sara Giuliani
copertina di Andrea drBestia Cavallini
Marcos y Marcos
collana Gli Alianti
settembre 2026
pp. 232, € 18,00
ISBN 9788892942462


Come si fa a crescere sani di mente con una mamma che si suicida un po’ troppo spesso? Come si fa a credere in una vita stronza e nei servizi sociali che ti tolgono la mamma e ti sbattono da una famiglia di opportunisti all’altra? Autore di testi rap, megalettore, megalomane, sessista, razzista, convinto di essere un mezzo genio, privo di qualsivoglia empatia per gli altri, la Bestia tenta di sfangarla nei modi più incredibili e terribili. Divorato dal desiderio bruciante di ritrovare mamma, ovunque sia, a qualsiasi costo, lascia una scia infinita di crimini, debiti e misfatti. Un libro scioccante e tutto da ridere, un esordio che ha sconvolto mezzo Canada. Un’immersione lisergica, magnetica nella vita e nella mente di un sociopatico – alla fin fine simpatico – un grido di dolore e ribellione di fronte a un’ipocrisia sociale drammaticamente diffusa.

David Goudreault, nato nel 1980 in Québec, è romanziere, poeta e performer. Lavora con le persone vulnerabili e utilizza la poesia come strumento di espressione ed emancipazione. Nel corso degli anni ha ricevuto numerosi riconoscimenti: la Coppa del mondo di Slam Poetry a Parigi nel 2011, il Grand Prix Littéraire Archambault nel 2016, il premio di poesia Lèvres urbaines per la qualità della sua opera nel 2017 e il premio Clémence-Desrochers nel 2021, solo per citarne alcuni. Negli ultimi anni ha consolidato la sua fama non solo come romanziere ma anche come autore di saggistica, ha vinto il premio Gémeaux per la tv, è stato canonizzato nel dizionario “Le Robert” e sta girando il Québec con un secondo one man show di grande successo, “En marge du texte” , mentre lavora al suo sesto romanzo.