giovedì 24 settembre 2026

Presentazione di “Oceani allo specchio” alla Libreria GRIOT

 


Oceani allo Specchio
raccoglie ventiquattro voci dalle diaspore che seguono molteplici direzioni: alcune partono dall’Italia per cercare altrove nuove possibilità, altre giungono nel nostro Paese da mondi lontani, portando con sé lingue, memorie e ferite che chiedono riconoscimento. È in questo doppio movimento – diaspora in uscita e diaspora in entrata – che si riconosce oggi uno dei fenomeni più significativi per comprendere la letteratura transnazionale contemporanea. Nel dialogo tra chi lascia e chi arriva si intrecciano infatti le molte forme dell’appartenenza, le fratture dell’identità e le infinite combinazioni che ne definiscono i percorsi. In questa antologia autrici e autori di diversa provenienza aprono così uno spazio di riflessi comuni, in cui le loro storie diventano centro, non margine. È una conversazione viva e talvolta rumorosa, un invito a leggere la letteratura come spazio d’incontro, come abbraccio tra rive lontane, come gesto che lascia emergere la bellezza e la fragilità dello sradicamento e delle cosiddette appartenenze plurali.

Con i contributi di: Venero Armanno, Antonio Casella, Ricardo Cattani, Anna Foschi Ciampolini, Gabriella Contestabile, Mario Contini Junior, Asmae Dachan, Mike Dell’Aquila, Erminia Dell’Oro, Kossi Komla Ebri, Silvia Falsaperla, Yvonne Fracassetti Brondino, Nader Ghazvinizadeh, Kamela Guza, Hanane Makhloufi, Gassid Mohammed, Sonia Lima Morais, Rahma Nur, Gianna Patriarca, Marinette Pendola, Angelica Pesarini, Rossano Rosi, Jo Sumerland, Marco Wong.


Sabato 26 settembre alle 18 la Libreria GRIOT ospita la presentazione di “Oceani allo specchio”, antologia curata da Valentina Di Cesare e Michela Valmori ed edita da Radici edizioni. Partecipano la curatrice Valentina Di Cesare e la poeta e scrittrice Rahma Nur e lo scrittore Marco Wong.

Flannery O’Connor - DIARI Matematica avanzata e Diario di preghiera - Ares

 
Flannery O’Connor
DIARI
Matematica avanzata e Diario di preghiera
(titoli originali: Higher Mathematics, 2017; A Prayer Journal, 2013)
traduzione di Fernanda Rossini e Alessandro Matone
prefazione di Benedetta Centovalli
Edizioni Ares
giugno 2026
collana Narratori
pp. 112, € 14,00
ISBN 9788892987784


«Voglio vivere – non funzionare». Sono diari di lotta, come li definisce Benedetta Centovalli nella sua Prefazione, i due quaderni che Flannery O’Connor tiene durante gli anni di studio prima a Milledgeville poi a Iowa City e che sono riuniti per la prima volta in questa edizione a cura di Fernanda Rossini e Alessandro Matone.
Il primo quaderno, pubblicato negli Stati Uniti nel 2017 e finora inedito in Italia, corre lungo quaranta giorni, tra dicembre 1943 e febbraio 1944, e si intitola Higher Mathematics. Due anni separano questo primo diario da A Prayer Journal sulla cui copertina campeggiano le due date “Gennaio 1946 – Settembre 1947”.
In questi diari la “lotta” di Flannery O’Connor si esprime in un dialogo libero e serrato con Dio in cui dalle vicende normali della quotidianità emergono desideri, delusioni e mortificazioni, la volontà di far coincidere il suo essere cattolica e artista, e una tensione all’infinito che il limite della vita insieme sconfessa ed esalta.
E proprio nel senso della dipendenza da Dio e nella consapevolezza che la sua vita fa parte di un disegno più grande, il suo essere scrittrice trova significato e bellezza: «Caro Dio, voglio scrivere un romanzo, un buon romanzo».
 
Flannery O’Connor
(1925-1964) cresce tra Savannah e Milledgeville, in Georgia. In contatto con alcune delle figure letterarie più importanti del Novecento, la sua vocazione artistica, che si manifesta con sorprendente precocità, matura nel corso di scrittura creativa alla University of Iowa.
Il 1952 è l’anno in cui esordisce con il suo primo romanzo Wise Blood (La saggezza nel sangue) e in cui le viene diagnosticato il lupus, una malattia che eredita dal padre. La sua carriera letteraria prende rapidamente il volo grazie ai racconti raccolti nel 1955 in A Good Man Is Hard to Find and Other Stories (Un brav’uomo è difficile da trovare ed altre storie). La seconda raccolta di racconti sarà pubblicata postuma nel 1965 con il titolo Everything That Rises Must Converge (Punto Omega); mentre il suo secondo romanzo, The Violent Bear It Away (Il cielo è dei violenti), è pubblicato nel 1960.
L’edizione dei suoi Collected Works vince il National Book Award (1972) e nel 1979 esce il film Wise Blood diretto da John Huston e tratto dall’omonimo romanzo.
Oggi Flannery O’Connor è considerata una delle più grandi scrittrici americane del Novecento.
In catalogo Ares anche Flannery O’Connor. Vita, opere, incontri di Fernanda Rossini, con un invito alla lettura di Daniele Mencarelli.

 

Martedì 29 settembre alle ore 18:30, verrà presentato Il cielo e la polvere, a cura di Benedetta Centovalli (Mimesis, 2026), e Diari di Flannery O'Connor, a cura di Fernanda Rossini e Alessandro Matone (Edizioni Ares, 2026), presso il Circolo dei Lettori di Torino, via Bogino 9, Torino. 

Saranno presenti Benedetta Centovalli, Fernanda Rossini e Alessandro Matone. 
Modera: Camilla Valletti.


mercoledì 23 settembre 2026

Andrei Kurkov, tour italiano dal 30 settembre al 5 ottobre Posta in arrivo KELLER EDITORE Annulla iscrizione

 

Torna in Italia Andrei Kurkov per parlare di libri, letteratura, reportage e di che cosa significhi essere scrittore in un Paese in guerra.
Uno dei più importanti scrittori europei – tradotto in oltre quaranta lingue e pubblicato in sessantacinque nazioni – apre il suo tour italiano a Rovereto (Tn) per poi toccare Bologna, Pisa, Brescia, Treviglio (BG), Milano e Bergamo (Redona). (Vedi locandina)
La penna più originale della letteratura ucraina: lucida, ironica, vivida e commovente.

martedì 22 settembre 2026

WKO LIBRARY / “Le prime alpiniste e la grande musica” - A Pesaro, sabato 26 settembre alle 17,30, Linda Cottino dialoga con Luigi Ferrari a Palazzo Gradari

 
Sabato 26 settembre, alle 17,30, la Sala Pallerini di Palazzo Gradari a Pesaro (via Rossini 26) ospita “Le prime alpiniste e la grande musica”: Linda Cottino, autrice di “Una parete tutta per sé. Le prime alpiniste: sette storie vere” (Bottega Errante Edizioni), dialoga con Luigi Ferrari, in una conversazione che si intreccia con spunti di ascolto in registrazione dalla “Sinfonia delle Alpi” di Richard Strauss.
L’ingresso è gratuito fino a esaurimento posti. L’incontro rientra nel cartellone della Wunderkammer Orchestra Ets, associazione pesarese (con soci in Italia e all’estero) attiva nella promozione della musica d’arte e della contaminazione tra i linguaggi espressivi. Collabora all’evento l’AMAT, il sostegno è di Regione Marche, Comune di Pesaro, Sistemi Klein, Istituto Ottico Ciaroni, Rivierabanca, Ente Olivieri, Libreria Il catalogo e Giardino di Santa Maria.
 
Il libro ripercorre le storie di alcune delle prime alpiniste: Meta Brevoort, la prima grande esploratrice e pioniera sulla Meije nelle Alpi del Delfinato; Marie Paillon, la prima intellettuale della montagna e tra le prime a far cordata femminile con la fortissima Kathleen Richardson; le sorelle Pigeon e la loro salita al Monte Rosa; Elizabeth Aubrey Le Blond, che nel 1907 fondò a Londra il Ladies’ Alpine Club, il primo club alpinistico per sole donne. Sono donne rimaste a lungo fuori dalle cronache, e il libro legge il loro alpinismo come una dichiarazione di indipendenza: sfidare le vette significava sfidare i limiti imposti dalla società.
Gli spunti musicali vengono dalla “Sinfonia delle Alpi” (“Eine Alpensinfonie”, op. 64), poema sinfonico composto da Richard Strauss nel 1915 in ventidue sezioni continue per un organico di oltre cento esecutori. La partitura descrive una salita in montagna, dal buio che precede l’alba fino all’arrivo in vetta, e poi la discesa, resa precipitosa da una tempesta, fino alla quiete della notte successiva.
 
Linda Cottino
, giornalista e appassionata di sport di montagna, ha diretto la rivista “ALP” e collaborato con varie testate, tra cui la web tv italo-francese AlpChannel, il mensile “In Movimento” e la rivista del CAI “Montagne 360”. È nella giuria del premio ITAS di letteratura di montagna e nella commissione di selezione dei film del Trento Film Festival. È editor della collana di guide Marco Polo della casa editrice EDT. Ha pubblicato “Qui Elja, mi sentite?”, sulla tragica spedizione di alpiniste sovietiche al Pik Lenin nel 1974; “Nina devi tornare al Viso”, dedicato alla prima donna in cima al Monviso; “L’alpinismo è tutto un mondo”, scritto con Silvia Metzeltin (premio Gambrinus Mazzotti 2022 e premio speciale Dolomiti Patrimonio Mondiale Unesco 2022).
 
Luigi Ferrari
, pesarese da oltre un ventennio, è nato a Milano, dove si è laureato in architettura al Politecnico e diplomato in composizione polifonica al Conservatorio “Giuseppe Verdi”. Ha poi lavorato nel mondo dell’opera e della musica d’arte con il Piccolo Teatro di Milano, il Teatro alla Scala e la Biennale di Venezia. È stato direttore artistico e sovrintendente del Teatro Comunale di Bologna, direttore artistico del Rossini Opera Festival, del Wexford Festival Opera e del Teatro de la Maestranza di Siviglia, sovrintendente della Fondazione Arturo Toscanini di Parma e dell’omonima Filarmonica fino al 2018. Musicologo e autore di romanzi e testi teatrali, ha presieduto il Reggio Parma Festival fino al 2025 e presiede tuttora l’Istituto Nazionale di Studi Verdiani.


lunedì 21 settembre 2026

Alexandra David-Néel, Lama Yongden - IL LAMA DELLE CINQUE SAGGEZZE - Luni

 
Alexandra David-Néel 
Lama Yongden
IL LAMA DELLE CINQUE SAGGEZZE
(titolo originale Le lama au cinq sagesses, 1935)
traduzione e cura di Piero Verni
Luni editrice
settembre 2026
pp. 384, euro 25
ISBN 9788879849791

 
Pubblicato nel 1935, racconta la formazione di Mipam, bambino capriccioso destinato a diventare guida spirituale, in un romanzo che è insieme avventura e itinerario spirituale.
Un affresco del Tibet non ancora contaminato dalla dominazione straniera, attraverso monasteri, carovane e altipiani abitati da monaci, nomadi e mercanti.
Nato dall’esperienza diretta di Alexandra David-Néel e Lama Yongden, restituisce un Tibet reale, vissuto dall’interno, mai ridotto a scenario esotico.
Nella traduzione di Piero Verni, una parabola sulla saggezza che non è privilegio di nascita, ma conquista attraverso esitazioni, amore e perdite.
Quando Mipam viene al mondo, segni straordinari persuadono i genitori che nel bambino sia rinata una grande guida spirituale. Eppure, nei primi anni, nulla sembra confermare l’attesa: è capriccioso, goloso, ostinato, più attratto dalla libertà dei sentieri che dalla disciplina dei monasteri.
Saranno l’incontro con un leopardo e la vicinanza di un eremita ad aprirgli una via diversa.
Da allora il suo destino si intreccia con la ricerca della conoscenza, con i vincoli familiari e religiosi della società tibetana e con la forza, non meno misteriosa, dell’amore. Pubblicato nel 1935, Il Lama delle cinque saggezze è insieme romanzo di formazione, racconto d’avventura e itinerario spirituale che descrive uno straordinario affresco di un Tibet non ancora contaminato dalla “civilizzazione” e dalla dominazione straniera.
Seguendo Mipam dall’infanzia alla maturità, Alexandra David-Néel e Lama Yongden conducono il lettore attraverso monasteri e accampamenti, altipiani, carovane, dimore di mercanti e luoghi di pellegrinaggio. Nato dall’esperienza dei due autori, il romanzo attinge alla memoria narrativa tibetana: qui il Tibet non è uno scenario esotico, ma un mondo reale, abitato da monaci e nomadi, asceti, commercianti, dignitari, viaggiatori e missionari; un universo nel quale prodigio e vita quotidiana, ironia e contemplazione convivono senza fratture.
La vocazione di Mipam non procede in linea retta: passa attraverso esitazioni, desideri, fughe, incontri e perdite.
La saggezza non gli viene concessa come privilegio della nascita; deve essere riconosciuta nel cuore dell’esperienza, là dove libertà personale e destino sembrano contraddirsi. Nella traduzione di Piero Verni, questa storia ritrova la limpidezza di una parabola e il respiro di un viaggio. Senza idealizzare il Tibet né ridurlo a repertorio di misteri, David-Néel e Yongden raccontano la maturazione di un uomo e interrogano ciò che orienta una vita: il richiamo dell’amore, il peso delle aspettative, la disciplina interiore e la conquista di una coscienza capace di vedere oltre le apparenze.

Alexandra David-Néel
(1868-1969), scrittrice, orientalista, viaggiatrice e studiosa del buddhismo, dedicò la vita all’esplorazione dell’Asia e alla conoscenza diretta delle tradizioni tibetane. Celebre per l’ingresso clandestino a Lhasa nel 1924, visse a lungo tra India, Sikkim, Tibet, Cina e Giappone, lasciando opere di viaggio, ricerca religiosa e narrativa.

Lama Yongden (1899-1955), nato nel Sikkim da famiglia tibetana e formato nella tradizione monastica, fu dal 1914 l’interprete, collaboratore e compagno di viaggio; nel 1929 divenne suo figlio adottivo.
La loro collaborazione unì l’esperienza occidentale di David-Néel alla memoria, alla lingua e alla cultura tibetana di Yongden. Insieme firmarono romanzi e studi che restituirono al pubblico europeo un Tibet reale narrato dall’interno.