mercoledì 21 ottobre 2026

AA.VV. UOMINI CON LA CODA - Fefè editore

AA.VV.
UOMINI CON LA CODA
4 storie e 6 saggi su donne nel mirino di uomini

a cura di Luciana Crucitti e Consolato Minniti
prefazione di Federica Sciarelli
Fefè editore
collana Pagine Vere / 69
ottobre 2026
pp. 186, € 20,00
ISBN 9791282383134


"Noi donne non siamo steli da abbattere, ma foreste di alberi in fiore. L’amore non ha la coda!".
Questo libro è uno studio contro la violenza sulle donne ad opera del maschio involuto e con la “coda” nascosta. Fa parte del progetto di rivoluzione epocale proposto da "Le Penne Rosse" che intende rappresentare la ribellione delle donne vittime di violenza. Con questa analisi multidisciplinare, ci auspichiamo di diventare una guida e un supporto alle donne che vivono relazioni difficili, e di riuscire a distinguere per tempo la sofferenza fisiologica da quella pericolosa e patologica.

I Curatori
Luciana Crucitti – Criminologa investigativa e grafologa giudiziaria. Laureata in Pedagogia all’ateneo di Parma, ha frequentato il Master in Scienze Criminologiche e Forensi di II livello Internazionale all’Università “La Sapienza” di Roma. Già dipendente della Polizia di Stato-Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica (Sezione Indagini Grafiche). E' Consulente Tecnico d’Ufficio e Perito Grafologo per l’Autorità Giudiziaria. Esperto nella rilevazione dell’abuso e del maltrattamento sessuale nei confronti dei minori. Autrice di diverse pubblicazioni. Ha ideato il Progetto Le Penne Rosse, che è diretto da Marina Baldi. E' autrice di alcuni racconti all'interno del volume.
Consolato Minniti – Già appartenente all’Arma dei Carabinieri, giornalista professionista e abilitato all’esercizio della professione forense, è attualmente direttore responsabile della rivista giuridica Ratio Iuris. E' autore di un racconto all'interno del volume.
La Prefatrice
Federica Sciarelli – Giornalista e conduttrice televisiva italiana, cronista parlamentare e consigliera dell’Ordine dei giornalisti del Lazio. Già redattrice e conduttrice del TG3 e di moltre trasmissioni della Rete, ha condotto dal 2004 a giugno 2026 su RAI3 Chi l’ha visto? storico programma di ricerca di persone scomparse.
Gli Autori
• Giacomo Romeo - Medico specialista in psichiatria.
• Marina Baldi - Biologa specializzata in genetica medica e forense. Dirige il Progetto Le Penne Rosse.
• Giuseppe Colapietro - Medico veterinario buiatra. Addestratore di cani da utilità e difesa.
• mons. Pasqualino Catanese - Presbitero della Diocesi di Reggio Bova dal 21 agosto 1977. Dal 1 settembre 2021 è Vicario Generale della stessa Diocesi.
• Ilenia Ruizzo - Avvocato del Foro di Santa Maria Capua Vetere (Caserta).
• Anna Traglia - Dipendente del Ministero dell’Interno dal 1996, con un’esperienza trentennale nella gestione amministrativa degli atti di polizia.

Sia il libro che il Progetto saranno presentati al pubblico sabato 24 ottobre 2026 a CAMPAGNANO DI ROMA (Rm), alle ore 17, nella sala consiliare del comune. Saranno presenti gli Autori e i Curatori. Introdurrà il Sindaco Alessio NISI. Parteciperanno, tra gli altri: l'Assessore alla Cultura Elisabetta Cecchitelli e l'Assessore alla Sanità e Prevenzione Anna Lorenzetti. Sarà presente anche la giornalista Federica SCIARELLI.
Alla conclusione della presentazione, dalla piazza del Comune partirà un corteo lungo il corso principale, fino ad una panchina rossa all'ingresso della Biblioteca comunale. Qui sarà apposta una targa con la seguente frase dal libro Uomini con la coda: "Noi donne non siamo steli da abbattere ma foreste di alberi in fiore. L'amore non ha la coda". Seguita dal simbolo del vortice rosso adottato da LE PENNE ROSSE.



Alistair MacLeod - LA TERRA DEGLI ALBERI - La Nuova Frontiera

 
Alistair MacLeod
LA TERRA DEGLI ALBERI
(titolo originale No Great Mischief, 1999)
traduzione di Elvira Grassi
La Nuova Frontiera
collana La frontiera selvaggia
ottobre 2026
pp. 320, euro 21,50
ISBN 9788883735240

 
“Questi sembrano essere i fatti, quantomeno alcuni; le fantasie, invece, sono tutte mie. E come nel caso delle canzoni gaeliche, non sono io a decidere di riportarli a galla, né mi impongo di farlo. Sono lì e basta, appartengono a quello che, perfino nella mia vita relativamente breve, sembra già un passato lontanissimo.”
Highlands scozzesi, 1779. Costretto a lasciare la sua terra, Calum MacDonald salpa con la numerosa famiglia verso il Nuovo Mondo. Dopo un lungo viaggio, approdano in quella che chiamano “la terra degli alberi”: la Nova Scotia. Qui i MacDonald danno vita a un clan coeso e inconfondibile, custode di un’identità tenace, destinata ad attraversare i secoli.
Duecento anni più tardi, è Alexander MacDonald a raccoglierne l’eredità. Sopravvissuto da bambino a una tragedia che lo ha reso orfano, Alexander ha costruito lontano da Cape Breton una vita apparentemente stabile. Il fratello maggiore, Calum, è invece rimasto indietro, ai margini di una Toronto segnata dalla povertà. Eppure, per entrambi, il passato non smette di farsi sentire.
Alistair MacLeod firma uno dei romanzi più amati della letteratura canadese: una profonda riflessione sull’eredità, sulla lealtà e sui legami di sangue che, al di là del tempo e della distanza, continuano a definirci.

Come comincia
Mentre do inizio a questo racconto, qui nell’Ontario sudoccidentale è il dorato mese di settembre. Nello splendido sole autunnale la generosità della terra è quasi travolgente, come se prendesse corpo una poesia di Keats. I banchetti lungo la Highway 3 sono carichi di cesti di prodotti agricoli e composizioni di piante e fiori. I cartelli invitano a “fare la propria raccolta” e si vedono intere famiglie dedite proprio a questo: c’è chi si china e chi si raddrizza, chi barcolla reggendo canestri traboccanti e chi si arrampica su scale a pioli infilate tra i rami di meli e peri. Nelle aziende agricole più estese, il grosso della raccolta è affidato a braccianti stranieri, anche loro, spesso, con le famiglie al seguito. Non “fanno la propria raccolta” loro, ma quella che gli garantirà un salario da portarsi via al momento di ripartire. Questa non è la loro terra. Molti arrivano dai Caraibi, altri sono mennoniti del Messico, altri ancora canadesi francofoni del New Brunswick e del Québec. Nei terreni già setacciati, i trattori attraversano i campi che imbruniscono, rivoltando le vecchie colture per preparare il suolo alle nuove. Stormi di gabbiani fiduciosi e riconoscenti li seguono con i loro gridi rauchi. Una volta, nei dintorni di Leamington, mia nonna, che in quel periodo era venuta a trovarci, scoppiò in lacrime alla vista dei pomodori scartati e troppo maturi che venivano interrati dall’aratro. Pianse per quello che definiva “uno spreco terribile” e dovemmo quasi bloccarla per impedirle di correre nei campi a “salvare” i pomodori dal loro destino tra i solchi in avanzamento. Si trovava a duemilaquattrocento chilometri dal suo pentolone per le conserve, lei che per decenni aveva passato i mesi estivi e autunnali ad accudire le sue preziose pianticelle in un terreno roccioso e in stagioni vegetative assai brevi. In autunno raccoglieva gli sparuti pomodori verdi superstiti, li disponeva sui davanzali e di tanto in tanto li girava nella speranza che maturassero al pallido sole che filtrava di sbieco dai vetri. Per lei erano preziosi, rari, e sofferti. Quei pomodori sacrificati che aveva visto nei dintorni di Leamington la gettarono nello sconforto per giorni. Non poteva farci nulla, immagino. Talvolta è difficile scegliere, o non scegliere, le cose da cui lasciarsi scuotere nei momenti meno opportuni. (...)

Alistair MacLeod (1936-2014) è stato uno dei grandi maestri della narrativa canadese contemporanea. Nato a North Battleford, in Saskatchewan, da una famiglia di origini scozzesi e cresciuto a Cape Breton (Nova Scotia), ha trasformato quel paesaggio aspro e memorabile nel centro poetico e simbolico della sua intera opera. La terra degli alberi (1999) è considerato un capolavoro assoluto della letteratura canadese moderna. Tra i riconoscimenti ricevuti dall’autore: l’International Dublin Literary Award (2001), il Lannan Literary Award for Fiction (2003), il PEN/Malamud Award for Short Fiction (2009) e l’onorificenza di Officer of the Order of Canada (2008).


Paolo Costa - DALLA PARTE DI HEIDI - Bottega Errante

 
Paolo Costa
DALLA PARTE DI HEIDI
Pensare la montagna attraverso l'amore

Bottega Errante Edizioni
collana Camera con vista / 68
2026
pp. 256, € 18,00
ISBN 9791255671640


Davvero l’amore per la montagna è un’invenzione romantica? L’alpinismo è una fiera della vanità tipicamente maschile? Che cosa dovrebbe prevalere fra i monti: la natura selvatica o il paesaggio addomesticato dall’operosità umana? Stiamo assistendo a un rinascimento delle Terre alte o la loro decadenza è inarrestabile? Chi spera di trovare in montagna un’altra vita è soltanto un povero illuso? E come la mettiamo col turismo? Esiste un turismo “buono” e uno “cattivo” o il turismo di massa non può che produrre desertificazione fisica e sociale?
A partire dai monti sorridenti di Heidi, passando per i boschi selvatici di Rigoni Stern, giungendo poi alle montagne crude di Cognetti, Costa prova a rispondere a queste e altre domande per raccontarci la funzione salvifica e rivelatrice della natura. La ricerca dell’essenziale, le dimensioni recondite del tempo, il delicato equilibrio tra libertà e necessità; Dalla parte di Heidi ci mostra i passi da compiere per sconfiggere il più grande incubo dell’uomo moderno: un presente privo di futuro.
 
Paolo Costa
, filosofo e saggista, è ricercatore della Fondazione Bruno Kessler di Trento. Oltre ad avere curato, fra l’altro, l’edizione italiana di opere di Charles Darwin, Hannah Arendt, Charles Taylor, Martha Nussbaum, è l’autore di Un’idea di umanità (EDB 2007), La ragione e i suoi eccessi (Feltrinelli 2014) e La città post-secolare (Queriniana 2019; traduzione inglese 2022). Da alcuni anni si occupa dei significati filosofici della montagna organizzando eventi e pubblicazioni che indagano il valore spirituale che molte persone attribuiscono oggi alla loro passione per le Terre alte. Per Bottega Errante Edizioni ha pubblicato L’arte dell’essenziale.


Andrew Rader - NATI PER ESPLORARE - Liberilibri

 
Andrew Rader
NATI PER ESPLORARE
La strada dell'uomo dalle caverne alle stelle

(titolo originale Beyond the Known: How Exploration Created the Modern World and Will Take Us to the Stars, Scribner, novembre 2019)
traduzione redazionale
Liberilibri
collana Altrove
2026
pp. XIV-488, euro 20.00
ISBN 9791282679008.

 
Arriva in libreria Nati per esplorare. La strada dell'uomo dalle caverne alle stelle di Andrew Rader. L’autore, scrittore e ingegnere aerospaziale di origine canadese che lavora come Mission Manager presso SpaceX di Elon Musk, ripercorre in questo libro la storia dell’uomo, mostrando come sia stata la storia di un viaggio inarrestabile. Il nostro destino, sin da quando i primi esseri umani hanno lasciato la Rift Valley africana alla scoperta di altre terre, è sempre stato quello di muoverci, cercare, esplorare, e spingerci oltre i limiti del mondo conosciuto.
Nati per esplorare è dunque il racconto di questa avventura straordinaria, dalle prime migrazioni preistoriche alle rotte dei Polinesiani, dal Mediterraneo antico ai Vichinghi, da Colombo a Magellano, dagli imperi commerciali alla conquista dei cieli, fino alla recente corsa allo spazio e alla prossima frontiera di Marte.
Rader costruisce una grande narrazione dell’esplorazione come forza creatrice della civiltà: ogni passo compiuto al di là dell’orizzonte ha aperto nuove strade, unito mondi separati, generato commerci, conoscenze, tecnologie, possibilità. Ma l’uomo non si è accontentato di abitare la Terra: dopo averla scoperta e misurata, l’ha collegata e infine trasformata, inventando navi, mappe, strumenti, aerei, razzi per andare sempre oltre se stesso e i confini di ciò che appariva insuperabile.
Questo libro rappresenta un inno all’audacia, alla curiosità, all’intelligenza tecnica, rivelando come la strada dell’umanità sia ancora carica di aspettative. «In definitiva», scrive Rader, «ogni esplorazione è un investimento sul nostro futuro», e «ponendoci all’avanguardia di ciò che è possibile, creiamo incentivi per risolvere problemi che non sono mai stati risolti prima, spesso con applicazioni impreviste».
Il volume fa parte della collana realizzata da Liberilibri in collaborazione con Autostrade per l’Italia, per raccontare il legame profondo tra libertà e movimento, perché, come si legge nella Nota introduttiva, «essere liberi significa poter scegliere dove andare. E poter andare significa avere strade, mezzi, tecnologie, conoscenze e soprattutto non considerare il confine come una barriera definitiva». Il movimento è una delle forme più alte della libertà umana, là dove c’è una frontiera c’è anche una promessa, là dove esiste un limite, nasce il desiderio di superarlo, in una costante tensione verso il progresso e il miglioramento della condizione umana.

Andrew Alan Rader
è uno scrittore e ingegnere aerospaziale canadese. Ha frequentato la Carleton University dal 1999 al 2005, conseguendo lì la laurea e il master in ingegneria aerospaziale. Ha trascorso i successivi quattro anni studiando ingegneria aeronautica e astronautica al MIT, specializzandosi in voli spaziali di lunga durata, e ha conseguito il dottorato di ricerca nel 2009. Ha lavorato come ingegnere ricercatore presso il Consiglio nazionale delle ricerche del Canada dal 2003 al 2005. Dopo essersi trasferito negli Stati Uniti, ha lavorato come ingegnere ricercatore presso il MIT dal 2005 al 2010.  Dopo essersi laureato al MIT, Rader ha lavorato come ingegnere di sistemi spaziali presso COM DEV dal 2010 al 2014. Nel 2014, si è trasferito a Los Angeles per lavorare presso SpaceX , dove ora ricopre la posizione di responsabile di missione.  Ha pubblicato autonomamente i suoi primi cinque libri tramite campagne di crowdfunding di successo su Kickstarter. Il suo primo libro pubblicato da una casa editrice importante è la cronaca non-fiction dell'esplorazione umana, Beyond the Known: How Exploration Created the Modern World and Will Take us to the Stars , pubblicato da Simon & Schuster il 12 novembre 2019.  


martedì 20 ottobre 2026

Laudomia Bonanni - CITTA' DEL TABACCO - Cliquot

 
Laudomia Bonanni
CITTA' DEL TABACCO
prefazione di Antonella Cilento.
illustrazione di copertina di Silvia Franchini
Cliquot
ottobre 2026
pp. 22, euro 18
ISBN  9788899729882
 

«A volte ho l’impressione» scrive Antonella Cilento «che entrare nei racconti di Laudomia Bonanni sia come entrare di lato dentro un quadro molto complesso, meravigliosamente articolato, di cui vorresti assaporare ogni minimo dettaglio sensoriale, la lingua che materializza percezioni squisite e terribili, quando tutto, di colpo, precipita. E solo allora ti accorgi che sei entrata nel quadro mentre tutto, da tempo, stava già precipitando». 
Questo rovinare, senza possibilità di appiglio, è forse il filo conduttore dei diciannove racconti di Città del tabacco, nati nell’arco di quasi trent’anni e riuniti per la prima volta in volume nel 1977. 
Origine e causa della caduta è sempre la guerra, talvolta vicina, talvolta lontana (nello spazio e nel tempo: alcuni racconti sono ambientati anche molto dopo la fine del Secondo conflitto), ma comunque sconvolgimento supremo del mondo materiale e della coscienza interiore, stravolgimento dei rapporti umani. 
E leggere di contadine, madri, mogli, prostitute, zingare o sfollate, vivide protagoniste di queste storie, ciascuna con il suo unico e gravoso carico umano, eppure comparse insignificanti nel grande teatro della Storia con la S maiuscola, serve a ricordarci che il rovinare senza appigli di una vita senza voce è, in definitiva, il rovinare stesso dell’umanità. 

Laudomia Bonanni
(L’Aquila 1907 – Roma 2002), lettrice vorace fin da piccola, a diciassette anni è già maestra e insegna in diversi paesini dell’Abruzzo montano. Spinta dalla madre, partecipa con i racconti de Il fosso a un premio per inediti indetto dagli Amici della Domenica, che vince. In una recensione sul “Corriere d’informazione” del 1949 Montale paragona la sua prosa a quella del Joyce di Gente di Dublino.
A lungo consulente presso il Tribunale per i minorenni, nel 1960 pubblica per Bompiani il primo romanzo, L’imputata, che ottiene il premio Viareggio e che la fa scoprire anche all’estero. Con L’adultera, il suo libro di maggior successo commerciale, vince il premio Selezione Campiello nel 1964.
Trasferitasi a Roma nel 1969 per essere più vicina al mondo letterario, frequenta, senza mai integrarsi del tutto, gli scrittori e i critici letterari che animano il salotto di casa Bellonci. Dopo un lungo periodo di silenzio, nel 1974 torna con un libro-saggio, Vietato ai minori, e con i racconti di Città del tabacco (1977). E Nel 1979 con Il bambino di pietra arriva in finale al premio Strega. Nel 1982 esce Le droghe, caduto nell’indifferenza di un mondo letterario ormai radicalmente diverso da quello dei suoi esordi, e dopo il rifiuto del suo editore di pubblicare La rappresaglia, uscito postumo nel 2003, Bonanni, delusa, interrompe la sua esperienza di scrittrice.