sabato 17 ottobre 2026

Anna Dolfi - IL PAESAGGIO TRA LE RIGHE - Olschki

 
Anna Dolfi
IL PAESAGGIO TRA LE RIGHE
Percorsi con gli scrittori della modernità

collana Giardini e paesaggio, 62
2026 
pp. viii-188 pp. con 1 fig. b.n. n.t,  € 29,00
ISBN 9788822295194

 
Qual è il rapporto tra paesaggio e letteratura, tra gli spazi vissuti dagli scrittori e quelli raccontati nei libri? Riflettendo sulla definizione di ‘paesaggio’ e sulle sue forme, Anna Dolfi indaga le diverse modalità del vedere e la loro trasformazione, il passaggio dal concreto all’astratto, dalla fisica alla metafisica: a emergere, tra le righe dei testi, sono le città della madre e la Parigi di Giorgio Caproni, la geometrica perfezione della Toscana di Alfonso Gatto e Mario Luzi, le città silenziose e notturne di Parronchi, la Sardegna ‘lunare’ di Dessí, la Ferrara di Bassani con il suo Giardino, le capitali interscambiabili nell’Europa di Tabucchi.
 
Anna Dolfi
, accademica dei Lincei e professore emerito dell’Università di Firenze, è tra i maggiori studiosi di Leopardi, leopardismo, ermetismo, narrativa e poesia del Novecento. Ha progettato e curato volumi di taglio teorico e comparatistico sulle «Forme della soggettività» nelle letterature moderne e raccolte su temi di spiccato interesse interdisciplinare. Tra i suoi ultimi libri da segnalare quelli dedicati all’opera di Caproni, di Bassani (di cui ha pubblicato da Feltrinelli l’edizione genetica e commentata delle Poesie complete) e di Tabucchi (per Feltrinelli ha curato il volume postumo di saggi). Edito da Vallecchi nel 2024 il suo Declinazioni della voce e forme dell’io nella letteratura moderna.
 

 
Presentazione del volume Il paesaggio tra le righe di Anna Dolfi
Villacidro, presso il Mulino Cadoni
25 Ottobre 2026 ore 10:30


Armando Punzo, Rossella Menna - BREVIARIO DI ETICA ARTISTICA - Luca Sossella

 
Armando Punzo, Rossella Menna
BREVIARIO DI ETICA ARTISTICA
Arte, persone, istituzioni

Luca Sossella editore
collana Numerus
2026
pp.112, euro 10,00
ISBN 9791259981066

Il principio della committenza nell’arte non è mai scomparso. Se non è più dei Papi o dei Principi è della politica, dei mercati, o comunque della realtà, dei suoi dettami su ciò che si deve o non si deve considerare come urgente, necessario, attuale. La committenza è dei codici invisibili del consenso. La distinzione allora non è tra artisti puri e impuri, tra chi si dichiara libero senza davvero esserlo e chi è sfacciatamente integrato, al servizio del potere di turno. La distinzione è tra chi intimamente si conforma al mondo in cui agisce e chi trova un modo per andarsene restando.
A partire dal carcere come campo d’indagine, questo libro apre una riflessione più ampia sul rapporto tra arte e istituzioni proponendo un breviario di principi, pratiche e scelte attraverso cui l’arte può misurarsi con il potere senza lasciarsene definire.

Rossella Menna
insegna letteratura e filosofia del teatro all’Accademia di Brera e co-dirige la rubrica teatrale di “Doppiozero”. È co-autrice di Un’idea più grande di me, libro di conversazioni con Armando Punzo (Luca Sossella editore 2019) e ha curato Tre film. Cinque drammaturgie dedicate al cinema di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini (Luca Sossella editore 2022).

Armando Punzo (nato nel 1959) è un regista teatrale, drammaturgo e attore italiano, tra le figure più importanti del teatro di ricerca contemporaneo. Nel 1988 ha fondato la celebre Compagnia della Fortezza all'interno del Carcere di Volterra, trasformandolo nella prima e più longeva esperienza di teatro stabile in un istituto penitenziario. Guida l'Associazione Culturale Carte Blanche ed è stato a lungo direttore del Festival VolterraTeatro. Ha vinto sei Premi UBU e ha ricevuto il prestigioso Leone d'Oro alla Carriera alla Biennale Teatro di Venezia 2023. È inoltre Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.


 

Prossime presentazioni:
martedì 20/10, Udine
Università di Udine
con Tatiana Korneeva
ore 9:00
Palazzo Antonini, Aula 5, via Gemona 5, Udine

sabato 24/10, Genova
Fondazione Carige
con Andrea Porcheddu
ore 18:00
Sala Arazzo, via D. Chiossone 10, Genova

mercoledì 28/10, Parma
Casa della Musica
con Francesca Bortoletti
ore 17:00
piazzale San Francesco 1, Parma


DOMENICA 18 OTTOBRE GIOVANNI BIETTI PRESENTA AL RIDOTTO DEL TEATRO DI FERRARA IL SUO "FRYDERYK CHOPIN. LA MUSICA"




Il celebre musicologo, compositore e pianista Giovanni Bietti torna al Ridotto del Teatro per presentare il suo ultimo libro Fryderyk Chopin. La musica (edito da Laterza) domenica 18 ottobre alle 10.30, nell’ambito del ciclo "Raccontare la musica" inserito nel cartellone di Ferrara Musica al Ridotto. 
Bietti è considerato uno dei migliori e più stimati divulgatori musicali italiani, universalmente noto al grande pubblico come voce storica della trasmissione Lezioni di musica in onda su Rai Radio 3, oltre ad aver curato e condotto prestigiosi programmi di approfondimento culturale per Rai 5. Come saggista di spicco nel panorama musicologico, ha pubblicato numerosi e influenti volumi monografici dedicati ai giganti della musica occidentale – tra cui acclamati studi su Ludwig van Beethoven, Wolfgang Amadeus Mozart, Joseph Haydn, Franz Schubert e Giuseppe Verdi – ed è regolarmente invitato a tenere affascinanti conferenze-concerto e lezioni magistrali al pianoforte presso le più rinomate istituzioni concertistiche, università e teatri d'opera nazionali. 
In questo suo nuovo lavoro letterario incentrato sulla figura del genio polacco, intitolato appunto Fryderyk Chopin. La musica, l'autore compie una profonda e dettagliata disamina che esplora l'universo creativo del compositore superando i vecchi stereotipi biografici e sentimentali. Bietti guida il lettore e l'ascoltatore direttamente dentro le strutture musicali di Chopin, rivelando da un lato l'assoluta libertà espressiva e dall'altro i rigorosi meccanismi costruttivi e formali. Il testo si apre delineando le principali categorie interpretative della poetica chopiniana, per poi ricostruire in modo minuzioso il ricco contesto storico e sociale in cui il musicista visse e lavorò a Parigi. Vengono analizzate a fondo tutte le sue fondamentali fonti di ispirazione, a partire dallo sviluppo tecnologico del pianoforte romantico fino all'immenso amore per l'opera lirica italiana (in particolare il belcanto di Vincenzo Bellini), l'influenza cruciale della musica popolare e del folklore polacco, e la dimensione estetica dei salotti ottocenteschi, ambiente privato e rarefatto ideale per la sua arte. Il volume passa poi in rassegna i singoli generi musicali attraverso cui Chopin ha rivoluzionato la letteratura pianistica, offrendo analisi illuminanti di capolavori immortali come i Preludi, gli Studi, le Mazurche, le Polacche, le Ballate, gli Scherzi, i Notturni, i Valzer, le Sonate e i Concerti. Un elemento di eccezionale valore che arricchisce la conclusione del libro è un'ampia ed esclusiva intervista al leggendario pianista Krystian Zimerman, oggi considerato l'interprete chopiniano di riferimento assoluto a livello mondiale, il cui sguardo d'artista svela al lettore un modo vivo, moderno e profondamente partecipe di comprendere ed eseguire la musica di Chopin al giorno d'oggi. 

L'ingresso prevede un biglietto a posto unico di 3 euro, ridotto a 1 euro per gli under 20 e gli allievi di Conservatorio.

Festival di Letteratura della Crisi Climatica, Cagliari, 17 e 18 ottobre 2026

 


Alla sua terza edizione, il nostro Festival di Letteratura della Crisi Climatica torna con due giorni densi di incontri, libri, laboratori, scienza, attività per studenti e famiglie, musica e non solo (sabato 17 e domenica 18 ottobre 2026, Polo Bibliotecario, via Falzarego 35, Cagliari).
Quest’anno il programma si muove lungo tre grandi fili conduttori: il rapporto tra guerra e ambiente; la moda sostenibile, per capire cosa si nasconde dietro la fast fashion e scoprire alternative basate su riuso, creatività e consumo consapevole; natura, orti e autoproduzione, per tornare alla terra e riscoprire saperi, pratiche e forme di autonomia.
Ma, come sempre, A che ora è la fine del mondo? non sarà soltanto un festival di libri: ci saranno attività per studenti e studentesse, divulgazione scientifica, una mostra dedicata al microcosmo, laboratori per grandi e piccoli e tante realtà che verranno a raccontarci i loro progetti. Grazie alla collaborazione con IED Cagliari, ci saranno inoltre laboratori dedicati alla moda sostenibile, al riuso e alle alternative alla fast fashion.
Ad accompagnarci saranno Riccardo Rizzetto, Stefania Divertito, Paola Imperatore, Matteo Carosi, Francesca Della Giovampaola e Filippo Bellantoni del Bosco di Ogigia, insieme a numerose altre realtà, associazioni e progetti.
E, grazie alla collaborazione con il progetto B-CIRCULAR, per una sera parleremo di sostenibilità anche attraverso uno dei settori più affascinanti – e più impattanti – del nostro tempo: la moda. Ospiti d’eccezione Antonio e Roberta MURR, per una serata dedicata a stile, vintage, riuso e glamour sostenibile.
Due giorni per parlare della crisi climatica senza parlare soltanto di crisi climatica: perché dentro ci sono le guerre che purtroppo combattiamo, quello che indossiamo, ciò che coltiviamo, quello che compriamo e, in fondo, il modo in cui scegliamo di abitare il mondo.


Raoul Vaneigem - LA RESISTENZA AL CRISTIANESIMO - Malamente

 
Raoul Vaneigem
LA RESISTENZA AL CRISTIANESIMO
Le eresie dalle origini al XVIII secolo

(titolo originale La résistance au christianisme. Les hérésies des origines au XVIII-ème siècle, Fayard. 1993)
nota all'edizione italiana di Sergio Ghirardi Sauvageon
traduzione di Margherita Tepore
prefazione di Bill Brown
postfazione di Raoul Vaneigem (Al di là della religione, che fino alla disillusione finale era il cuore di un mondo senza cuore)
Edizioni Malamente
collana Inossidabili
2026
pp. 700, € 28,00
ISBN 9791280497543

 
In questo saggio monumentale e ambizioso, Raoul Vaneigem – figura chiave dell’Internazionale Situazionista – mette a nudo le fondamenta della civiltà occidentale mostrando come l’ascesa del cristianesimo sia stata tutt’altro che una marcia trionfale e condivisa, ma un’imposizione della menzogna fondata sulla forza e la colpevolizzazione, costantemente sfidata da un’implacabile resistenza eretica che ne ha minato l’autorità attraverso i secoli.
Dalle radici ebraiche, passando per l’era delle cattedrali e dei roghi, fino all’epoca dell’Illuminismo, l’analisi segue le tracce di una dissidenza multiforme distinguendo tra i falsi ribelli che, pur avversando la Chiesa, ne mantennero i tratti più odiosi come il fanatismo e il culto del martirio e gli spiriti liberi, portatori di luce, che esaltarono l’emancipazione dei sensi, la ricerca del piacere e il rifiuto del lavoro come forma di espiazione.
Vaneigem ci consegna così un manuale di “archeologia del vivente”: un’opera che scava sotto le macerie del dogma per recuperare quella volontà di vivere che non ha mai smesso di chiamare alla creazione e al godimento del mondo.

Dalla nota all'edizione italiana di Sergio Ghirardi Sauvageon
In più di trent’anni di amicizia ho tradotto una buona parte della mastodontica opera di Raoul Vaneigem, presentato molti suoi testi in italiano, raccolto i riferimenti, esplorato nei miei scritti personali (La falsificazione del mondo, Ortica editrice, Roma, 2024) molti temi che abbiamo condiviso in complicità e autonomia: dalle principali tesi situazioniste alla ripresa critica della sensibilità teorica di W. Reich, all’attenzione al tema della decrescita, all’appoggio ai Gilets Jaunes, fino alla riscoperta delle radici matriarcali della società umana che porta all’acrazia, rinnovando il progetto di autogestione generalizzata di una nuova società umana a venire. Raoul se n’è andato, ma resta con noi, ancor più che il suo ricordo affettuoso, il progetto rivoluzionario da lui tracciato prima, durante e dopo quel Maggio 68 che ha marcato la storia recente con la sua poesia libertaria, nonostante la sua momentanea sconfitta. Il testo qui presente, di cui ho tradotto anni fa soltanto un’introduzione alla sua riedizione francese, esplora il mondo ideologico del pensiero cristiano la cui critica diretta e radicale percorre tutta l’opera laica di Raoul, dal Trattato del saper vivere (da me presentato e integralmente tradotto per Castelvecchi, Roma, 2006) ai suoi testi più recenti, passando per Banalità di base, pubblicato nel 1962 nei numeri 7 e 8 dell’Internazionale Situazionista.
Il capitalismo e il suo mondo alienato hanno radici antiche fondate su menzogne arcaiche. Tutta la verità, nient’altro che la verità complessa da esplorare senza tabù né remore, ecco una parte importante dell’eredità di un uomo la cui umanità ha lasciato il segno altrettanto che la sua opera.
 
Raoul Vaneigem
(Lessines, 21 marzo 1934 – Sant Pol de Mar, 28 luglio 2026) è stato uno scrittore, filosofo e saggista belga, riconosciuto come uno dei teorici più influenti e radicali del Novecento.
Dopo la laurea in filologia romanza, nel 1961 entra in contatto con l'Internazionale Situazionista, diventandone rapidamente, insieme a Guy Debord, la figura cardine fino al suo abbandono nel 1970. Nel 1967 pubblica la sua opera più famosa: il Trattato del saper vivere ad uso delle giovani generazioni (noto anche come La rivoluzione della vita quotidiana). Il testo divenne una Bibbia teorica per le rivolte del Maggio francese del 1968; i muri di Parigi vennero tappezzati con i suoi slogan più celebri e il libro passò alla storia per essere diffuso rigorosamente senza copyright e costantemente "rubato" dalle librerie come atto di riappropriazione.
Mentre Debord si concentrava sulla critica economica e politica dello "spettacolo", Vaneigem ha sviluppato una critica incentrata sulla sfera esistenziale e quotidiana. Il suo pensiero è un inno alla "gioia di vivere", al desiderio radicale, alla centralità dei piaceri e al rifiuto della sopravvivenza intesa come mera sottomissione al lavoro e alle logiche mercantili. Ha fortemente promosso l'autogestione della vita e una visione libertaria e anarchica della società.
Prolifico autore di decine di saggi storici e filosofici (spesso pubblicati sotto molteplici pseudonimi e rigorosamente lasciati nel pubblico dominio), negli ultimi decenni ha continuato a sostenere i movimenti sociali contemporanei, dalle insurrezioni zapatiste nel Chiapas negli anni novanta fino alla protesta dei gilet gialli francesi. È scomparso in Catalogna nell'estate del 2026, all'età di 92 anni.