Laudomia Bonanni
CITTA' DEL TABACCO
prefazione di Antonella Cilento.
illustrazione di copertina di Silvia Franchini
Cliquot
ottobre 2026
pp. 22, euro 18
ISBN 9788899729882
«A volte ho l’impressione» scrive Antonella Cilento «che entrare nei racconti di Laudomia Bonanni sia come entrare di lato dentro un quadro molto complesso, meravigliosamente articolato, di cui vorresti assaporare ogni minimo dettaglio sensoriale, la lingua che materializza percezioni squisite e terribili, quando tutto, di colpo, precipita. E solo allora ti accorgi che sei entrata nel quadro mentre tutto, da tempo, stava già precipitando».
Questo rovinare, senza possibilità di appiglio, è forse il filo conduttore dei diciannove racconti di Città del tabacco, nati nell’arco di quasi trent’anni e riuniti per la prima volta in volume nel 1977.
Origine e causa della caduta è sempre la guerra, talvolta vicina, talvolta lontana (nello spazio e nel tempo: alcuni racconti sono ambientati anche molto dopo la fine del Secondo conflitto), ma comunque sconvolgimento supremo del mondo materiale e della coscienza interiore, stravolgimento dei rapporti umani.
E leggere di contadine, madri, mogli, prostitute, zingare o sfollate, vivide protagoniste di queste storie, ciascuna con il suo unico e gravoso carico umano, eppure comparse insignificanti nel grande teatro della Storia con la S maiuscola, serve a ricordarci che il rovinare senza appigli di una vita senza voce è, in definitiva, il rovinare stesso dell’umanità.
Laudomia Bonanni (L’Aquila 1907 – Roma 2002), lettrice vorace fin da piccola, a diciassette anni è già maestra e insegna in diversi paesini dell’Abruzzo montano. Spinta dalla madre, partecipa con i racconti de Il fosso a un premio per inediti indetto dagli Amici della Domenica, che vince. In una recensione sul “Corriere d’informazione” del 1949 Montale paragona la sua prosa a quella del Joyce di Gente di Dublino.
A lungo consulente presso il Tribunale per i minorenni, nel 1960 pubblica per Bompiani il primo romanzo, L’imputata, che ottiene il premio Viareggio e che la fa scoprire anche all’estero. Con L’adultera, il suo libro di maggior successo commerciale, vince il premio Selezione Campiello nel 1964.
Trasferitasi a Roma nel 1969 per essere più vicina al mondo letterario, frequenta, senza mai integrarsi del tutto, gli scrittori e i critici letterari che animano il salotto di casa Bellonci. Dopo un lungo periodo di silenzio, nel 1974 torna con un libro-saggio, Vietato ai minori, e con i racconti di Città del tabacco (1977). E Nel 1979 con Il bambino di pietra arriva in finale al premio Strega. Nel 1982 esce Le droghe, caduto nell’indifferenza di un mondo letterario ormai radicalmente diverso da quello dei suoi esordi, e dopo il rifiuto del suo editore di pubblicare La rappresaglia, uscito postumo nel 2003, Bonanni, delusa, interrompe la sua esperienza di scrittrice.






