martedì 20 ottobre 2026

Laudomia Bonanni - CITTA' DEL TABACCO - Cliquot

 
Laudomia Bonanni
CITTA' DEL TABACCO
prefazione di Antonella Cilento.
illustrazione di copertina di Silvia Franchini
Cliquot
ottobre 2026
pp. 22, euro 18
ISBN  9788899729882
 

«A volte ho l’impressione» scrive Antonella Cilento «che entrare nei racconti di Laudomia Bonanni sia come entrare di lato dentro un quadro molto complesso, meravigliosamente articolato, di cui vorresti assaporare ogni minimo dettaglio sensoriale, la lingua che materializza percezioni squisite e terribili, quando tutto, di colpo, precipita. E solo allora ti accorgi che sei entrata nel quadro mentre tutto, da tempo, stava già precipitando». 
Questo rovinare, senza possibilità di appiglio, è forse il filo conduttore dei diciannove racconti di Città del tabacco, nati nell’arco di quasi trent’anni e riuniti per la prima volta in volume nel 1977. 
Origine e causa della caduta è sempre la guerra, talvolta vicina, talvolta lontana (nello spazio e nel tempo: alcuni racconti sono ambientati anche molto dopo la fine del Secondo conflitto), ma comunque sconvolgimento supremo del mondo materiale e della coscienza interiore, stravolgimento dei rapporti umani. 
E leggere di contadine, madri, mogli, prostitute, zingare o sfollate, vivide protagoniste di queste storie, ciascuna con il suo unico e gravoso carico umano, eppure comparse insignificanti nel grande teatro della Storia con la S maiuscola, serve a ricordarci che il rovinare senza appigli di una vita senza voce è, in definitiva, il rovinare stesso dell’umanità. 

Laudomia Bonanni
(L’Aquila 1907 – Roma 2002), lettrice vorace fin da piccola, a diciassette anni è già maestra e insegna in diversi paesini dell’Abruzzo montano. Spinta dalla madre, partecipa con i racconti de Il fosso a un premio per inediti indetto dagli Amici della Domenica, che vince. In una recensione sul “Corriere d’informazione” del 1949 Montale paragona la sua prosa a quella del Joyce di Gente di Dublino.
A lungo consulente presso il Tribunale per i minorenni, nel 1960 pubblica per Bompiani il primo romanzo, L’imputata, che ottiene il premio Viareggio e che la fa scoprire anche all’estero. Con L’adultera, il suo libro di maggior successo commerciale, vince il premio Selezione Campiello nel 1964.
Trasferitasi a Roma nel 1969 per essere più vicina al mondo letterario, frequenta, senza mai integrarsi del tutto, gli scrittori e i critici letterari che animano il salotto di casa Bellonci. Dopo un lungo periodo di silenzio, nel 1974 torna con un libro-saggio, Vietato ai minori, e con i racconti di Città del tabacco (1977). E Nel 1979 con Il bambino di pietra arriva in finale al premio Strega. Nel 1982 esce Le droghe, caduto nell’indifferenza di un mondo letterario ormai radicalmente diverso da quello dei suoi esordi, e dopo il rifiuto del suo editore di pubblicare La rappresaglia, uscito postumo nel 2003, Bonanni, delusa, interrompe la sua esperienza di scrittrice.

Ferdinando Scianna - BAR AURORA - Henry Beyle | Una presentazione a Milano

 
Ferdinando Scianna
BAR AURORA
Edizioni Henry Beyle
H B Opere Brevi - volume XXXV
2026
pp. 52, dieci immagini applicate a mano
Euro 30,00
Carta Tatami - Sovraccopertina carte Amatruda di Amalfi, Hahnemühle
Wibalin Stria
caratteri Baskerville corpo 11
formato cm 15 x 15  
Tiratura 450 copie 


La pasticceria poi era inarrivabile. Le cassate, i cannoli, le sfince di san Giuseppe, le torte, i pasticcini ripieni, gli eterei choux, di nocciola, caffè, cioccolata, crema e panna, i friabilissimi taralli, i biscotti di San Martino, i bocconcini di pinoli e quelli di pistacchio, le bombe di gelato.
La memoria di un ritrovo imprescindibile, oggetto di resoconti divenuti leggendari, apre a un piccolo repertorio di bar del mondo, immagini tra loro diverse e lontane, a rendere universali luoghi che erano prima soltanto di pochi.

Ferdinando Scianna
(Bagheria, 4 luglio 1943) è un fotografo e fotoreporter italiano.
Fu il primo fotografo italiano a far parte dal 1982 dell'agenzia fotografica internazionale Magnum Photos







Gianni Barone intervista Flor Canosa

 

Buongiorno Flor, finalmente i nostri lettori possono fare la tua conoscenza, anche se per ora soltanto a distanza.
Puoi fare in poche parole una presentazione di te stessa, come scrittrice e come donna impegnata anche in altre attività?

Buongiorno, è un piacere salutare i lettori della bella casa editrice Il ramo e la foglia edizioni, che ringrazio molto per avermi aperto le porte.
Credo che, come scrittrice e donna lavoratrice, affronto come tutti le sfide della mia generazione e della mia classe sociale. Forse tutti noi autori nutriamo il sogno o la fantasia di poterci dedicare esclusivamente alla scrittura, ma è evidente che per la maggior parte di noi questo non è possibile. Perciò dobbiamo adattarci e rendere compatibili le ore che dedichiamo alla scrittura e alla lettura al nostro lavoro e non solo: ci sono anche gli impegni familiari e il tempo da dedicare alle amicizie. Nel mio caso, lavoro come docente all’Università di Buenos Aires da più di venti anni e, in questo senso, mi ritengo molto fortunata perché mi trovo nel contesto del mondo delle idee e perché mi rimane molto tempo libero per la mia attività di scrittrice. E aggiungo che “tempo libero” è un elemento fondamentale per noi scrittori, perché possiamo continuare a scrivere e a leggere; ciò è essenziale per il nostro lavoro anche se non lo possiamo considerare un tempo remunerato. In particolare questo vale per noi scrittori nati e operanti in regioni del mondo instabili e martoriate, dove sono molto pochi gli autori che hanno ottenuto la “professionalizzazione” della propria scrittura.
Completo le informazioni su me stessa dicendo che sono madre e che in questo momento mio figlio è entrato nella maggiore età. Devo però aggiungere che per molti anni la cura e l’educazione del figlio erano altri fattori che hanno aggiunto complessità alla pratica della professione. Comunque la scrittura possiede la forza per farsi spazio e per superare ogni ostacolo. Si dorme di meno, si rubano ore al lavoro: è una pulsione che, parlo per me, non potrei tenere a freno. Il mio primo libro è stato pubblicato nel 2015 grazie a un concorso letterario che avevo vinto con il mio romanzo “Tette”, ma posso dire di essermi dedicata alla scrittura da una vita, senza sapere se sarei mai riuscita a farmi pubblicare. Ci sono molti preconcetti sull’immaginario dello scrittore, per esempio che vive in un mondo di privilegi, di considerazione e riconoscimenti, ma non sempre è così. In questo mondo bisogna stare sul pezzo e lottare giorno dopo giorno. Eppure, nonostante tutto, non riuscirei mai a immaginare un mondo senza libri.

Grazie. Per concludere, puoi sintetizzare la trama e la poetica del romanzo “Gli accidenti geografici” che Il ramo e la foglia sta per pubblicare e dirci come si colloca rispetto ai tuoi lavori già usciti in Italia? (“Tette”, “La seconda lingua madre”, “Polpa”)

“Gli accidenti geografici” è un romanzo che parla dell’amore e delle relazioni umane, ma non in chiave realistica. Ho immaginato una specie di multiverso, dove una stessa coppia si conosce o procede nella propria relazione in differenti geografie. Oslo, Roma, Buenos Aires e Manta in Ecuador. Il clima, la geografia e la società modificano le maniere per costruire un vincolo. È un romanzo sulle infinite possibilità e allo stesso tempo una storia di Doppelgänger, di chi siamo agli occhi dell’altro.
Nella mia letteratura cerco sempre di proporre contenuti differenziati. Amo particolarmente esplorare i generi e forse questa inquietudine nasce dalla mia formazione cinematografica. Per questo, benché tutti i miei libri abbiano in comune una certa ossessione legata al corpo e alle relazioni, “Tette” è un romanzo realista e pop, quasi una commedia drammatica, mentre “Polpa” è una distopia di body horror e sessualità esplicita in una società che proibisce il dolore, e “La seconda lingua madre” è una storia cyberpunk su una maternità mostruosa e malata. Tre miei romanzi sono stati tradotti in italiano da Giovanni Barone, ormai esperto della mia scrittura e dotato di intelligenza e sensibilità enormi. Con i quattro romanzi tradotti in italiano, credo che ci si possa fare un’idea abbastanza completa del mio lavoro e della mia ricerca creativa.

Grazie Flor, ti auguriamo un percorso letterario ricco di contributi sempre più importanti e speriamo che il filo che ci unisce alla tua scrittura sia sempre più forte e stimolante e anche di poter leggere in futuro altre tue opere.
Grazie di cuore e buona lettura a chi vorrà confrontarsi con i suggestivi contenuti del tuo romanzo “Gli accidenti geografici”.


Sono io che ringrazio voi e tutti i lettori italiani. Per me è un onore immenso che la letteratura argentina possa essere letta nel vostro paese, al quale mi legano lacci familiari e che, come viaggiatrice, amo profondamente. Verranno altri libri senz’altro; è un impulso per me impossibile da trattenere.




Enzo Bianchi - VIVERE LA MORTE - EDB

 
Enzo Bianchi
VIVERE LA MORTE
Nuova edizione
EDB
settembre 2023
pp.400, euro 36,00
ISBN 9788810977620

 
Nella nostra esistenza la morte resta l’evento ineluttabile per eccellenza, anche se oggi si vive come se si fosse immortali. La morte viene rubata all’uomo, come se fosse qualcosa di osceno, e la nostra vita rischia di non avere più un confronto con il momento della propria finitudine. Il libro è una forte – e insieme consolante – reazione alle ideologie dell’edonismo che confina l’esperienza della morte nello spazio degli emarginati o della incoscienza.

Enzo Bianchi
(Castel Boglione, 3 marzo 1943 – Torino, 1º settembre 2026) è stato un monaco cristiano e saggista italiano, fondatore della Comunità monastica di Bose, a Magnano, della quale è stato priore fino al 2017. ha insegnato teologia biblica alla facoltà di filosofia dell’Università San Raffaele di Milano e collaborato con La Stampa , La Repubblica, Avvenire e Jesus . Tra i suoi testi, che coniugano spiritualità cristiana e cammini di umanizzazione, ricordiamo i più recenti: Una lotta per la vita. Conoscere e combattere i peccati capitali , San Paolo, Cinisello Balsamo 2011; Perché avete paura? Una lettura del Vangelo di Marco , Mondadori, Milano 2011; Le vie della felicità. Gesù e le beatitudini , BUR, Milano 2011; per EDB, insieme a Luigi Ciotti ed Ernesto Olivero, ha pubblicato Michele Pellegrino. Padre della Chiesa padre della città (2012).


Réginald Grégoire - I SANTI ANOMALI - EDB


Réginald Grégoire
I SANTI ANOMALI
EDB
novembre 2013
pp. 248, euro 25,00
ISBN  9788810241257


Santi che reggono la propria testa dopo essere stati decapitati, stiliti che vivono sulle colonne per isolarsi dal mondo, asceti che conducono una vita di preghiera e penitenza in capanne sugli alberi. Ma anche «pazzi di Cristo» per umiltà e ascesi, virtuosi che scelgono la nudità e la rinuncia come forme di povertà o che cantano ininterrottamente i salmi giorno e notte, martiri volontari, uomini trasformati miracolosamente in donne e donne in uomini per scongiurare il pericolo di violenze. Questo originale repertorio di santi anomali, spesso famosi e popolari, in alcuni casi ancor oggi venerati nella Chiesa cattolica, testimonia l’esistenza di forme inconsuete e singolari di vita cristiana. Lontani dai modelli più comuni della santità, questi personaggi sono talvolta inquadrabili in situazioni agiografiche fragili e confuse, incerte e poco chiare, ma hanno il pregio di testimoniare l’effervescenza della vita spirituale e della devozione popolare.

Réginald Grégoire
(1935-2012), monaco benedettino belga dell’abbazia di Clervaux (Lussemburgo), venne chiamato a Roma nel 1957 per collaborare all’edizione critica della Vulgata, presso la Pontificia Abbazia di San Girolamo in Urbe. Laureato in Teologia al Pontificio Ateneo di Sant’Anselmo sotto la guida di dom Benedetto Calati con una tesi su san Bruno di Segni (premio Centro italiano di studi sull’alto Medio Evo di Spoleto), sotto il pontificato di Paolo VI ha prestato servizio presso la Segreteria di Stato vaticana. È stato docente a Roma (Sant’Anselmo, Augustinianum, Regina Mundi), all’Istituto Teologico Marchigiano di Ancona e nella Scuola Teologica Diocesana di Fabriano. Dal 1974 è stato professore nelle Università statali di Pisa, Pavia e Urbino, dove nella Facoltà di Scienze politiche ha assunto anche l’incarico di decano e direttore dell’Istituto storico politico. È autore di oltre 650 pubblicazioni di agiografia, storia della Chiesa e della spiritualità, liturgie occidentali e orientali, diritto monastico e canonicale medievale. Con EDB ha pubblicato La teologia monastica. Spiritualità della Sacra Pagina (2013).