venerdì 25 settembre 2026

Giorgio Podestà - CONCERTO IN NERO - Graphe.it

 
Giorgio Podestà
CONCERTO IN NERO
Dieci voci di donne dal Rinascimento

prefazione di Valeria Palumbo
illustrazioni di Roberto Pasqua
Graphe.it
collana Notabilia | 10
settembre 2026
pp. 78, euro 15,90
ISBN 9788893722810
 

La Storia ha il vizio dell'oblio, soprattutto quando le sue protagoniste sono donne. Concerto in nero di Giorgio Podestà — con la prefazione di Valeria Palumbo e le illustrazioni di Roberto Pasqua — nasce come atto di tardiva, doverosa restituzione: dieci biografie di donne del Rinascimento che la memoria collettiva ha cancellato, ridotto a nota a piè di pagina, o trasformato in ornamento di storie altrui.
La chiave narrativa scelta dall'autore è quella della musica: il Canto delle dame, ensemble “segreto” di musiciste voluto dal duca di Ferrara, diventa la metafora portante di qualcosa che non avrebbe dovuto esistere — e invece esistette. Su questo modello, Podestà orchestra le voci di Arabella Stuart, Margherita Farnese, Maria d'Avalos, Jane Grey, Isabella di Morra, Giovanna di Valois, Bianca di Trastámara, Antonia e Parisina Malatesta, Agnese Visconti: donne di rango e di ingegno, accomunate da destini segnati dall'ingiustizia del loro tempo.
Il saggio si muove con la fluidità della narrazione letteraria senza rinunciare al rigore storico. Un concerto carico di lutti, sì, ma anche di vitalità, passioni e resistenza silenziosa. Leggere queste pagine è insieme un piacere e un dovere.

Scrittore, poeta e traduttore (tra gli scrittori tradotti in lingua inglese anche il Premio Strega Ferdinando Camon), Giorgio Podestà ha pubblicato con Graphe.it edizioni la raccolta poetica E fu il giorno in cui abbaiarono rose al tuo sguardo (2019), i saggi Breve storia dei capelli rossi (2020) e Come echi sull'acqua. Note a margine di un lettore appassionato (2024) e ha curato la traduzione di Cristianesimo e poesia di Dana Gioia (2024) e di Su e giù per le strade di Londra di Virginia Woolf (2026). Scrive, inoltre, di letteratura per “Libri e parole”, blog-magazine della casa editrice.

Sergio La Chiusa - IL DORMITORIO - Italo Svevo edizioni

 
Sergio La Chiusa
IL DORMITORIO
copertina di Maurizio Ceccato - Ifix ©
Italo Svevo edizioni
collana Incursioni | 18
settembre 2026
pp. 206, euro 17
ISBN 9788899028992


Un incubo in molteplici varianti perseguita dalla giovinezza il protagonista cinquantenne di questo romanzo. Nell’ultima, sogna di avere settant’anni, sta cercando di godersi la nullafacenza della pensione, quando irrompono in casa due carabinieri per informarlo che non ha svolto il servizio militare; lo scortano in uno stanzone dove lo pesano, lo misurano e come ultima cosa gli fanno una puntura che gli fa letteralmente cadere la testa. L’odore dei calzini sporchi, come una madeleine rancida, lo riporta alla realtà e poi al ricordo dell’anno di leva in un paesino sperduto del Friuli sul finire degli anni Ottanta.
Il dormitorio di Sergio La Chiusa è un susseguirsi di personaggi ed episodi che sembrano usciti dai dipinti di Pieter Bruegel il Vecchio, raccontati con stile onirico e lingua ironica, in cui anche la minima oscillazione semantica si fa materia narrativa.
 
L'incipit

L’INCUBO
 
Sono trascorsi trent’anni ormai, ma lo stesso incubo continua a trovarmi impreparato, e sempre mi lascia sgomento per il suo carattere assurdo, arbitrario e tuttavia inoppugnabile. Si presenta ogni volta con nuove varianti. L’altra notte, per esempio, mi sono visto proiettato nell’avvenire, una sera d’estate, afosa e ronzante di mosche, e io, pensionato di settant’anni, raggiunto lo scopo di tanti anni di lavoro subordinato, e cioè vaste giornate senza padroni, senza orari e cartellini da timbrare, stavo pacificamente steso sul divano, tutto preso dalla lettura di un romanzo. E d’un tratto, ecco l’imponderabile irrompere sulla scena della vita e rimettere tutto in discussione: un cigolio sinistro di porta, e proprio mentre mi sto raffigurando il Professor Pimko, che immagino pedante e dai modi untuosi, insinuarsi nella camera da letto di Witold per riportarlo a scuola, lui, maturo trentenne tra quindicenni dalle facce deformate dalla ridarella e dai foruncoli, tutt’intenti a nascondere caccole sotto le sedie e lanciarsi palline di carta dai banchi, stacco gli occhi dal libro e dietro la lampada e le mosche che girano istupidite intorno alla luce vedo due personaggi equivoci, che hanno tutta l’aria della classica coppia truffaldina da romanzo, l’impostore e il portaborse, che sta lì solo per ribadire le parole dell’altro: sono vestiti da carabinieri e non sembrano per nulla sorpresi di trovarsi davanti un pensionato in mutande e canottiera, la testa incredula sollevata dalle pagine di Gombrowicz, che loro certo non hanno mai sentito nominare. Sembrano ben informati sul mio conto, invece. Infatti mi chiamano per nome e cognome, e per di più specificando luogo e data di nascita e segni particolari: nessuno. «Presente!», rispondo già prevedendo il peggio. «Bene, si rallegri, è convocato per la visita di leva, così potrà finalmente entrare nell’età adulta e dare il suo contributo allo Stato». «Lo Stato», ripete l’altro. «E perciò», riprende il primo, «per dare il suo contributo, s’intende, dovrà imparare tante cose nuove e interessanti, come rifare il letto, pulire i cessi, tirare a lucido gli scarponi e, soprattutto, stare a schiena dritta e obbedire, perché l’obbedienza dei molti è la benzina che muove il motore del mondo, e quindi cominci col sollevare il culo dal divano e ci segua!». «Ci segua!», ripete l’altro… E io non so che fare: protestare? impuntarmi? cercare scappatoie? dichiarare, per esempio, che il servizio militare l’ho svolto mezzo secolo fa e che nel frattempo la leva obbligatoria è stata pure abolita? Tutto inutile. È stata ripristinata, m’informano. Per via del pericolo rosso. E a loro non risulta che io abbia assolto gli obblighi di leva. Tirano fuori dalla borsa dei vecchi fascicoli rilegati, tutti impolverati e regolarmente ingialliti, e mi mostrano le liste di leva risalenti ai tardi anni Ottanta, nelle quali, accanto al mio cognome, manca in effetti il timbro del distretto militare: «Vede?», mi dicono indicando tra tanti timbri lo spazio vuoto, su cui proprio in quel momento si posa una mosca e ci si frega sopra le zampe. «Vede anche lei! Non c’inventiamo nulla, noi!». «Ma ho settant’anni», protesto.  (...)

Sergio La Chiusa
è nato a Cerda nel 1968 e vive a Milano. Ha pubblicato i romanzi I Pellicani (2020), finalista al Premio Italo Calvino, al Premio nazionale di narrativa Bergamo, al Premio Giuseppe Berto, al Premio Fondazione Megamark, e Il cimitero delle macchine (2024), entrambi con Miraggi Edizioni, e il racconto lungo Madre nel cassetto (2023) con Industria & Letteratura. In poesia ha pubblicato nel 2005 la plaquette I sepolti (LietoColle) e l’e-book Il superfluo (Biagio Cepollaro E-dizioni).

Tinashe Williamson - MANUALE PER GIOVANI ANTIRAZZISTI - Beisler

 
Tinashe Williamson
MANUALE PER GIOVANI ANTIRAZZISTI
(titolo originale Håndbok for unge antirasister, Cappelen Damm 2021)
illustrazioni di Thea Jacobsen
traduzione di Lucia Barni
Beisler
collana Trasversale
ottobre 2026
pp. 72, euro 20
ISBN 9788874591749
Età: 10+
 
 
In un’epoca in cui il dibattito sull'inclusione e sui diritti umani è sempre più centrale, il volume si propone come uno strumento di lavoro, riflessione e dialogo diretto ai giovanissimi, ma prezioso anche per genitori e insegnanti. Attraverso un linguaggio chiaro, empatico e privo di paternalismi, Tinashe Williamson intreccia ricordi personali e approfondimenti storici e scientifici con le voci, i dubbi e i confronti reali di un gruppo di ragazze e ragazzi tra i 12 e i 13 anni. Dal concetto biologico di melanina al superamento del mito delle "razze", il manuale esplora cos'è il razzismo quotidiano — spiegato efficacemente attraverso la metafora delle “gocce di pioggia” che alla lunga bagnano fradicio chi le subisce — e analizza fenomeni complessi come il privilegio bianco e il razzismo strutturale. Particolare rilievo viene dato al tema della rappresentazione nei media e nella cultura di tutti i giorni, evidenziando come la diversità arricchisca l'intera collettività. Arricchito da schede operative, esercizi, domande per la discussione in classe o in famiglia e brevi biografie di grandi figure della lotta per i diritti civili (da Rosa Parks a Martin Luther King Jr., da Nelson Mandela ad Amanda Gorman), il Manuale per giovani antirazzisti offre suggerimenti pratici su come diventare veri alleati contro le discriminazioni.
«Non devi sopportare con tanta facilità l’ingiustizia che non colpisce te» ricorda in apertura la citazione del poeta Arnulf Øverland. Un invito rivolto alle nuove generazioni affinché facciano sentire la propria voce per costruire un mondo più giusto, inclusivo e consapevole.
Dichiara l’autrice «Volevo fornire ai bambini un linguaggio per renderli in grado di raccontarci la loro esperienza. Ai ragazzi che hanno subito il razzismo, certo, ma soprattutto a quelli che non l’hanno vissuto. Perché è così importante essere alleati nella lotta contro il razzismo? Cos’è il colore della pelle? Cosa possiamo fare se qualcuno che amiamo e di cui ci fidiamo dice qualcosa di razzista? Volevo dare ai bambini il linguaggio e la fiducia necessari per apportare un cambiamento.» Tinashe Williamson
 
Tinashe Williamson
, nata nel 1985, è un’attrice, modella e attivista socialmente impegnata. La sua lotta per la giustizia e la parità di diritti l’ha portata a scrivere il libro Manuale per giovani antirazzisti. È stata votata come modello di riferimento dell’anno 2020-21 durante i Norwegian Vixen Awards. Ed è stata anche nominata “nome dell’anno” dal più grande quotidiano norvegese, VG

Thea Jacobsen
(nata nel 1997) ha conseguito una laurea in animazione presso l’Università di Greenwich nel Regno Unito. Manuale per giovani antirazzisti è il primo libro che ha illustrato.

Lucia Barni
ha lavorato lavorato come traduttrice e redattrice principalmente per le case editrici Garzanti, GeMS – Gruppo editoriale Mauri Spagnol e Beisler. Laureata nel 2003 in Lingue e letterature straniere (lingue e letterature scandinave, con specializzazione in norvegese, lingua e letteratura inglese) presso l’Università degli Studi di Milano, traduce dal norvegese, dall’inglese, dallo svedese e dal danese. Ha studiato e lavorato in Norvegia, esperienza che le ha permesso di approfondire la conoscenza delle lingue e della cultura locali. Tra i libri per ragazzi tradotti dal norvegese, insieme a Lena, Trille e il mare di Maria Parr; Il mondo di Anna di Jostein Gaarder (autore de Il mondo di Sofia) (Longanesi 2014); Maria Martina e Maria Maggina. La bambina col cagnolino di Anne Holt (Salani 2013); La principessa Clura e il drago di Tormod Haugen (Salani 2012); Il Dottor Prottor e la superpolvere per petonauti di Jo Nesbø (Salani 2009).





giovedì 24 settembre 2026

Presentazione di “Oceani allo specchio” alla Libreria GRIOT

 


Oceani allo Specchio
raccoglie ventiquattro voci dalle diaspore che seguono molteplici direzioni: alcune partono dall’Italia per cercare altrove nuove possibilità, altre giungono nel nostro Paese da mondi lontani, portando con sé lingue, memorie e ferite che chiedono riconoscimento. È in questo doppio movimento – diaspora in uscita e diaspora in entrata – che si riconosce oggi uno dei fenomeni più significativi per comprendere la letteratura transnazionale contemporanea. Nel dialogo tra chi lascia e chi arriva si intrecciano infatti le molte forme dell’appartenenza, le fratture dell’identità e le infinite combinazioni che ne definiscono i percorsi. In questa antologia autrici e autori di diversa provenienza aprono così uno spazio di riflessi comuni, in cui le loro storie diventano centro, non margine. È una conversazione viva e talvolta rumorosa, un invito a leggere la letteratura come spazio d’incontro, come abbraccio tra rive lontane, come gesto che lascia emergere la bellezza e la fragilità dello sradicamento e delle cosiddette appartenenze plurali.

Con i contributi di: Venero Armanno, Antonio Casella, Ricardo Cattani, Anna Foschi Ciampolini, Gabriella Contestabile, Mario Contini Junior, Asmae Dachan, Mike Dell’Aquila, Erminia Dell’Oro, Kossi Komla Ebri, Silvia Falsaperla, Yvonne Fracassetti Brondino, Nader Ghazvinizadeh, Kamela Guza, Hanane Makhloufi, Gassid Mohammed, Sonia Lima Morais, Rahma Nur, Gianna Patriarca, Marinette Pendola, Angelica Pesarini, Rossano Rosi, Jo Sumerland, Marco Wong.


Sabato 26 settembre alle 18 la Libreria GRIOT ospita la presentazione di “Oceani allo specchio”, antologia curata da Valentina Di Cesare e Michela Valmori ed edita da Radici edizioni. Partecipano la curatrice Valentina Di Cesare e la poeta e scrittrice Rahma Nur e lo scrittore Marco Wong.

Flannery O’Connor - DIARI Matematica avanzata e Diario di preghiera - Ares

 
Flannery O’Connor
DIARI
Matematica avanzata e Diario di preghiera
(titoli originali: Higher Mathematics, 2017; A Prayer Journal, 2013)
traduzione di Fernanda Rossini e Alessandro Matone
prefazione di Benedetta Centovalli
Edizioni Ares
giugno 2026
collana Narratori
pp. 112, € 14,00
ISBN 9788892987784


«Voglio vivere – non funzionare». Sono diari di lotta, come li definisce Benedetta Centovalli nella sua Prefazione, i due quaderni che Flannery O’Connor tiene durante gli anni di studio prima a Milledgeville poi a Iowa City e che sono riuniti per la prima volta in questa edizione a cura di Fernanda Rossini e Alessandro Matone.
Il primo quaderno, pubblicato negli Stati Uniti nel 2017 e finora inedito in Italia, corre lungo quaranta giorni, tra dicembre 1943 e febbraio 1944, e si intitola Higher Mathematics. Due anni separano questo primo diario da A Prayer Journal sulla cui copertina campeggiano le due date “Gennaio 1946 – Settembre 1947”.
In questi diari la “lotta” di Flannery O’Connor si esprime in un dialogo libero e serrato con Dio in cui dalle vicende normali della quotidianità emergono desideri, delusioni e mortificazioni, la volontà di far coincidere il suo essere cattolica e artista, e una tensione all’infinito che il limite della vita insieme sconfessa ed esalta.
E proprio nel senso della dipendenza da Dio e nella consapevolezza che la sua vita fa parte di un disegno più grande, il suo essere scrittrice trova significato e bellezza: «Caro Dio, voglio scrivere un romanzo, un buon romanzo».
 
Flannery O’Connor
(1925-1964) cresce tra Savannah e Milledgeville, in Georgia. In contatto con alcune delle figure letterarie più importanti del Novecento, la sua vocazione artistica, che si manifesta con sorprendente precocità, matura nel corso di scrittura creativa alla University of Iowa.
Il 1952 è l’anno in cui esordisce con il suo primo romanzo Wise Blood (La saggezza nel sangue) e in cui le viene diagnosticato il lupus, una malattia che eredita dal padre. La sua carriera letteraria prende rapidamente il volo grazie ai racconti raccolti nel 1955 in A Good Man Is Hard to Find and Other Stories (Un brav’uomo è difficile da trovare ed altre storie). La seconda raccolta di racconti sarà pubblicata postuma nel 1965 con il titolo Everything That Rises Must Converge (Punto Omega); mentre il suo secondo romanzo, The Violent Bear It Away (Il cielo è dei violenti), è pubblicato nel 1960.
L’edizione dei suoi Collected Works vince il National Book Award (1972) e nel 1979 esce il film Wise Blood diretto da John Huston e tratto dall’omonimo romanzo.
Oggi Flannery O’Connor è considerata una delle più grandi scrittrici americane del Novecento.
In catalogo Ares anche Flannery O’Connor. Vita, opere, incontri di Fernanda Rossini, con un invito alla lettura di Daniele Mencarelli.

 

Martedì 29 settembre alle ore 18:30, verrà presentato Il cielo e la polvere, a cura di Benedetta Centovalli (Mimesis, 2026), e Diari di Flannery O'Connor, a cura di Fernanda Rossini e Alessandro Matone (Edizioni Ares, 2026), presso il Circolo dei Lettori di Torino, via Bogino 9, Torino. 

Saranno presenti Benedetta Centovalli, Fernanda Rossini e Alessandro Matone. 
Modera: Camilla Valletti.


mercoledì 23 settembre 2026

Andrei Kurkov, tour italiano dal 30 settembre al 5 ottobre Posta in arrivo KELLER EDITORE Annulla iscrizione

 

Torna in Italia Andrei Kurkov per parlare di libri, letteratura, reportage e di che cosa significhi essere scrittore in un Paese in guerra.
Uno dei più importanti scrittori europei – tradotto in oltre quaranta lingue e pubblicato in sessantacinque nazioni – apre il suo tour italiano a Rovereto (Tn) per poi toccare Bologna, Pisa, Brescia, Treviglio (BG), Milano e Bergamo (Redona). (Vedi locandina)
La penna più originale della letteratura ucraina: lucida, ironica, vivida e commovente.

martedì 22 settembre 2026

WKO LIBRARY / “Le prime alpiniste e la grande musica” - A Pesaro, sabato 26 settembre alle 17,30, Linda Cottino dialoga con Luigi Ferrari a Palazzo Gradari

 
Sabato 26 settembre, alle 17,30, la Sala Pallerini di Palazzo Gradari a Pesaro (via Rossini 26) ospita “Le prime alpiniste e la grande musica”: Linda Cottino, autrice di “Una parete tutta per sé. Le prime alpiniste: sette storie vere” (Bottega Errante Edizioni), dialoga con Luigi Ferrari, in una conversazione che si intreccia con spunti di ascolto in registrazione dalla “Sinfonia delle Alpi” di Richard Strauss.
L’ingresso è gratuito fino a esaurimento posti. L’incontro rientra nel cartellone della Wunderkammer Orchestra Ets, associazione pesarese (con soci in Italia e all’estero) attiva nella promozione della musica d’arte e della contaminazione tra i linguaggi espressivi. Collabora all’evento l’AMAT, il sostegno è di Regione Marche, Comune di Pesaro, Sistemi Klein, Istituto Ottico Ciaroni, Rivierabanca, Ente Olivieri, Libreria Il catalogo e Giardino di Santa Maria.
 
Il libro ripercorre le storie di alcune delle prime alpiniste: Meta Brevoort, la prima grande esploratrice e pioniera sulla Meije nelle Alpi del Delfinato; Marie Paillon, la prima intellettuale della montagna e tra le prime a far cordata femminile con la fortissima Kathleen Richardson; le sorelle Pigeon e la loro salita al Monte Rosa; Elizabeth Aubrey Le Blond, che nel 1907 fondò a Londra il Ladies’ Alpine Club, il primo club alpinistico per sole donne. Sono donne rimaste a lungo fuori dalle cronache, e il libro legge il loro alpinismo come una dichiarazione di indipendenza: sfidare le vette significava sfidare i limiti imposti dalla società.
Gli spunti musicali vengono dalla “Sinfonia delle Alpi” (“Eine Alpensinfonie”, op. 64), poema sinfonico composto da Richard Strauss nel 1915 in ventidue sezioni continue per un organico di oltre cento esecutori. La partitura descrive una salita in montagna, dal buio che precede l’alba fino all’arrivo in vetta, e poi la discesa, resa precipitosa da una tempesta, fino alla quiete della notte successiva.
 
Linda Cottino
, giornalista e appassionata di sport di montagna, ha diretto la rivista “ALP” e collaborato con varie testate, tra cui la web tv italo-francese AlpChannel, il mensile “In Movimento” e la rivista del CAI “Montagne 360”. È nella giuria del premio ITAS di letteratura di montagna e nella commissione di selezione dei film del Trento Film Festival. È editor della collana di guide Marco Polo della casa editrice EDT. Ha pubblicato “Qui Elja, mi sentite?”, sulla tragica spedizione di alpiniste sovietiche al Pik Lenin nel 1974; “Nina devi tornare al Viso”, dedicato alla prima donna in cima al Monviso; “L’alpinismo è tutto un mondo”, scritto con Silvia Metzeltin (premio Gambrinus Mazzotti 2022 e premio speciale Dolomiti Patrimonio Mondiale Unesco 2022).
 
Luigi Ferrari
, pesarese da oltre un ventennio, è nato a Milano, dove si è laureato in architettura al Politecnico e diplomato in composizione polifonica al Conservatorio “Giuseppe Verdi”. Ha poi lavorato nel mondo dell’opera e della musica d’arte con il Piccolo Teatro di Milano, il Teatro alla Scala e la Biennale di Venezia. È stato direttore artistico e sovrintendente del Teatro Comunale di Bologna, direttore artistico del Rossini Opera Festival, del Wexford Festival Opera e del Teatro de la Maestranza di Siviglia, sovrintendente della Fondazione Arturo Toscanini di Parma e dell’omonima Filarmonica fino al 2018. Musicologo e autore di romanzi e testi teatrali, ha presieduto il Reggio Parma Festival fino al 2025 e presiede tuttora l’Istituto Nazionale di Studi Verdiani.


lunedì 21 settembre 2026

Alexandra David-Néel, Lama Yongden - IL LAMA DELLE CINQUE SAGGEZZE - Luni

 
Alexandra David-Néel 
Lama Yongden
IL LAMA DELLE CINQUE SAGGEZZE
(titolo originale Le lama au cinq sagesses, 1935)
traduzione e cura di Piero Verni
Luni editrice
settembre 2026
pp. 384, euro 25
ISBN 9788879849791

 
Pubblicato nel 1935, racconta la formazione di Mipam, bambino capriccioso destinato a diventare guida spirituale, in un romanzo che è insieme avventura e itinerario spirituale.
Un affresco del Tibet non ancora contaminato dalla dominazione straniera, attraverso monasteri, carovane e altipiani abitati da monaci, nomadi e mercanti.
Nato dall’esperienza diretta di Alexandra David-Néel e Lama Yongden, restituisce un Tibet reale, vissuto dall’interno, mai ridotto a scenario esotico.
Nella traduzione di Piero Verni, una parabola sulla saggezza che non è privilegio di nascita, ma conquista attraverso esitazioni, amore e perdite.
Quando Mipam viene al mondo, segni straordinari persuadono i genitori che nel bambino sia rinata una grande guida spirituale. Eppure, nei primi anni, nulla sembra confermare l’attesa: è capriccioso, goloso, ostinato, più attratto dalla libertà dei sentieri che dalla disciplina dei monasteri.
Saranno l’incontro con un leopardo e la vicinanza di un eremita ad aprirgli una via diversa.
Da allora il suo destino si intreccia con la ricerca della conoscenza, con i vincoli familiari e religiosi della società tibetana e con la forza, non meno misteriosa, dell’amore. Pubblicato nel 1935, Il Lama delle cinque saggezze è insieme romanzo di formazione, racconto d’avventura e itinerario spirituale che descrive uno straordinario affresco di un Tibet non ancora contaminato dalla “civilizzazione” e dalla dominazione straniera.
Seguendo Mipam dall’infanzia alla maturità, Alexandra David-Néel e Lama Yongden conducono il lettore attraverso monasteri e accampamenti, altipiani, carovane, dimore di mercanti e luoghi di pellegrinaggio. Nato dall’esperienza dei due autori, il romanzo attinge alla memoria narrativa tibetana: qui il Tibet non è uno scenario esotico, ma un mondo reale, abitato da monaci e nomadi, asceti, commercianti, dignitari, viaggiatori e missionari; un universo nel quale prodigio e vita quotidiana, ironia e contemplazione convivono senza fratture.
La vocazione di Mipam non procede in linea retta: passa attraverso esitazioni, desideri, fughe, incontri e perdite.
La saggezza non gli viene concessa come privilegio della nascita; deve essere riconosciuta nel cuore dell’esperienza, là dove libertà personale e destino sembrano contraddirsi. Nella traduzione di Piero Verni, questa storia ritrova la limpidezza di una parabola e il respiro di un viaggio. Senza idealizzare il Tibet né ridurlo a repertorio di misteri, David-Néel e Yongden raccontano la maturazione di un uomo e interrogano ciò che orienta una vita: il richiamo dell’amore, il peso delle aspettative, la disciplina interiore e la conquista di una coscienza capace di vedere oltre le apparenze.

Alexandra David-Néel
(1868-1969), scrittrice, orientalista, viaggiatrice e studiosa del buddhismo, dedicò la vita all’esplorazione dell’Asia e alla conoscenza diretta delle tradizioni tibetane. Celebre per l’ingresso clandestino a Lhasa nel 1924, visse a lungo tra India, Sikkim, Tibet, Cina e Giappone, lasciando opere di viaggio, ricerca religiosa e narrativa.

Lama Yongden (1899-1955), nato nel Sikkim da famiglia tibetana e formato nella tradizione monastica, fu dal 1914 l’interprete, collaboratore e compagno di viaggio; nel 1929 divenne suo figlio adottivo.
La loro collaborazione unì l’esperienza occidentale di David-Néel alla memoria, alla lingua e alla cultura tibetana di Yongden. Insieme firmarono romanzi e studi che restituirono al pubblico europeo un Tibet reale narrato dall’interno.


Emilio d'Angelo - IL FALSO PERFETTO - Dedalo

 
Emilio d'Angelo
IL FALSO PERFETTO
Come l’intelligenza artificiale viene usata per truffarci

prefazione di Luciano Canfora
Edizioni Dedalo
collana Orwell
settembre 2026
pp. 154, euro 15,50
ISBN 9788822051066


Per tutti quelli che vogliono capire come l’intelligenza artificiale sta rivoluzionando il crimine, e come difendersi prima di diventarne la prossima vittima.
Venticinque milioni di dollari evaporati in una videochiamata a Hong Kong. Il conto in banca del gotha dell’industria italiana svuotato da una voce sintetica. Tua nonna trasformata in bancomat da un algoritmo che imita la voce di tuo padre. Don Ciotti clonato, Piero Ferrari truffato, Ranucci replicato.
Il falso perfetto racconta come l’intelligenza artificiale sia diventata la più potente macchina per delinquere mai esistita: un sistema industriale, globale e accessibile a chiunque, che ha trasformato la truffa in abbonamento mensile e il volto di ognuno di noi in un’arma contro noi stessi.
Emilio d’Angelo – giornalista con vent’anni di esperienza nella cronaca e caporedattore di Rai News 24 – ricostruisce, con la precisione del reporter e la chiarezza del divulgatore, l’anatomia del crimine digitale: come funziona, chi ne è vittima, chi ci guadagna, cosa (si può) fare. Un libro che non fa paura per il gusto di farne, ma che ci consegna gli strumenti per capire il presente e affrontare un futuro già arrivato.

Emilio Maria d’Angelo è giornalista e caporedattore della redazione Media Management di Rai News 24. Dopo oltre vent’anni come cronista per agenzie di stampa, quotidiani e televisioni – tra cui AGI, Mediaset e Telenorba – è stato tra i primi giornalisti a entrare nella redazione di Rai News 24, poco dopo la sua fondazione. Già inviato per Primo Piano e giornalista del TG3, cura anche “Motori24”, l’unica rubrica televisiva italiana esclusivamente dedicata alla mobilità.

Ausilio Bertoli - IL SOGNO DI SUZANA - Fefè editore

 
Ausilio Bertoli
IL SOGNO DI SUZANA
amore e morte nel Kosovo del dopoguerra

prefazione Rino Tripodi
Fefè editore
collana Il pelo nell'uovo | 12
anno 2026
pp. 138, € 15,00
ISBN 9791282383073

 
L’irrisoluto Boris, farmacista insoddisfatto, e l’intrepida reporter Giulia partono in auto dal Veneto per recarsi nel cuore del Kosovo, appena uscito dalla guerra. Per i due giovani dovrebbe trattarsi di una breve visita all’ospedale di una ong, dove lavora la sorella di Giulia, la coraggiosa Clizia, medico volontario. Ma tutto si ingarbuglia sia per i già tortuosi intrecci sentimentali, complicati dalla conoscenza di Suzana, bella infermiera kosovara, sia per il luogo, affascinante nella sua arcaicità, ma contornato da personaggi ambigui, da trafficanti criminali e da pericoli incombenti. Il sogno di Suzana è un originale romanzo-thriller d’avventura e d’azione, ma soprattutto d’amore e d’impegno civile. Un omaggio a chi rischia la vita per assicurare un futuro dignitoso alle nuove generazioni, e a quei popoli che sono sopravvissuti al dolore straziante delle guerre e dell’odio etnico. Prefazione di Rino Tripodi.

Ausilio Bertoli
è narratore e sociologo, vive nel Vicentino, a Grumolo delle Abbadesse, dov’è nato nel 1945. Si è formato all’Istituto Superiore di Scienze Sociali di Trento, a Ca’ Foscari di Venezia e al Magistero di Urbino, dove si è laureato in Sociologia con Enrico Mascilli Migliorini, che gli ha pubblicato la tesi Tipologia della comunicazione aziendale nei Quaderni di Sociologia della comunicazione 2 (1976). Tra i suoi libri si ricordano: i romanzi Il veggente di Bovo (1991), Un mondo da buttare (2017), Che non si sappia (2023) e L’amore ultimo (2025); le antologie di racconti Gente tagliata (1996), Ricerche amorose (1998), Giostra mentale (2001) introdotta da Elvio Guagnini, e Veneti in controluce (2018); il saggio I temi della comunicazione (2004), il reportage narrativo Rosso Africa (2011). Ha anche svolto diverse ricerche sul campo nell’ambito della comunicazione e della devianza.


Eventi e presentazioni
Venerdì 25 settembre, a VICENZA, allo Spazio Culturale Proti, alle 18:30.
Giovedì 8 ottobre a VEGGIANO (Pd), alla Biblioteca Biblioo, alle 20:30.


Libri in Villa Caprino Veronese | 26-27 settembre 2026

Villa Carlotti
Piazza Roma, 6
37013 Caprino Veronese (VR)

PROGRAMMA

Contro ogni violenza

Sabato 26 settembre

15.00
Inaugurazione istituzionale e presentazione del progetto “Parole della politica”
 

15.30
Alla ricerca della pace
Sandra Manzella, autrice di Fiorirà il deserto. Voci e volti dal Mar Morto al monte Carmelo (Oligo), dialoga con Giuseppe Armani, sindaco
 
Sull’autrice:
“Ha il piglio sicuro e l’attenzione minuziosa di chi conosce luoghi e persone, ma soprattutto di chi ama ciò che conosce e vuole renderne partecipi altri” (Pierbattista Pizzaballa - Patriarca di Gerusalemme dei Latini, dalla prefazione di Gerusalemme ancora)
L’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 ha segnato pesantemente la vita in Israele e in Cisgiordania. I due anni seguenti hanno visto il sanguinoso conflitto di Gaza e la devastante guerra con l’Iran in un contesto caratterizzato da precari equilibri internazionali. Esistono, nonostante tutto, operatori di pace che credono nel dialogo culturale, ecumenico e interreligioso, nell’impegno sociale, nella promozione umana: le loro esperienze offrono uno sguardo di riconciliazione e restano segni di speranza dove la quotidianità diventa incontro e perseveranza coraggiosa.

Sandra Manzella vive a Mantova, dove insegna Lingua Inglese; viaggiatrice e appassionata di archeologia biblica, è membro attivo di Agorà delle Religioni per la promozione del dialogo interreligioso. Tra i suoi reportage ricordiamo Gerusalemme, viaggio al centro del mondo (Unicopli 2018), L’Oasi delle Rose, il lebbrosario del Cairo (Edizioni Dehoniane 2020) e Gerusalemme ancora (Oligo 2024). Per CN ha pubblicato i racconti Orizzonti in verticale (2023).
 
16.30
La violenza contro le donne. Casi di cronaca e strumenti della legge
Alessandro Politi, giornalista Rai e autore di Cento regole segrete del giornalista d’inchiesta (Oligo), dialoga con Erica Vianini, vicesindaca e assessora alla Cultura
 
Un resoconto sulla situazione italiana attraverso la voce di uno dei più autorevoli giornalisti investigativi in Italia, che per l’occasione presenterà anche il suo libro, Cento regole segrete del giornalista d’inchiesta (Oligo), nato dall’esperienza vissuta tra il lavoro in strada, in redazione e nei corridoi delle procure. È il risultato di anni di lavoro per la carta stampata e per la televisione, di inchieste sotto copertura per Le Iene e di centinaia di servizi realizzati per la Rai. Deriva anche da una lunga e faticosa formazione: studi di psicologia della comunicazione, meccanismi cerebrali analizzati attraverso le neuroscienze cognitive, tecniche di persuasione, linguaggio del corpo, approfondimento giuridico delle tecniche di interrogatorio forense fino all’approfondimento dell’attività criminologica e criminalistica. Conoscenze apprese direttamente sul campo da cui nascono queste cento tecniche che troverai qui. Considerale non un mero elenco di “trucchetti”, piuttosto un vero e proprio arsenale di possibilità per poter fare questo mestiere o per capirne i meccanismi.

Alessandro Politi (Milano, 1988) è una delle giovani voci più apprezzate del giornalismo investigativo italiano. Laureatosi prima in Giurisprudenza, ha poi conseguito le lauree magistrali in Psicologia cognitivo comportamentale, Neuroscienze cognitive e Scienze pedagogiche, la laurea triennale in Scienze criminologiche forensi e investigative e un master di secondo livello in Scienze criminologiche e forensi. È autore del primo manuale italiano di giornalismo investigativo, pubblicato dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti e dalla Fondazione Murialdi, e coordina laboratori universitari di Giornalismo investigativo presso l’Università degli Studi di Milano e l’Università dell’Insubria di Varese. Negli anni ha lavorato come inviato e collaboratore per diverse testate e programmi, tra cui Le Iene (Italia 1), “Oggi”, “FQ Millennium”, IlGiornale.it, Rainews.it, IlFattoQuotidiano.it. Per Rai 1 dal 2024 è autore e conduttore della rubrica Unomattina Crime e nel 2026 è inviato per 1mattina News, Storie Italiane e Storie di Sera.
 
17.30
La violenza della mafia
Francesco Mongiovì, già Sovrintendente Capo Coordinatore della Polizia di Stato, scorta del giudice Giovanni Falcone e autore di Uomo di Stato. La mia vita in polizia, dalla scorta a Falcone agli arresti di Brusca e Provenzano (Oligo), dialogo con Nicola Specchierla, consigliere comunale
 
“La cupezza di quei maledetti giorni delle stragi di Capaci e di via d’Amelio ci sovrastano e rivivono nelle parole di Mongiovì, con un coinvolgimento emotivo non altrimenti riscontrabile. I nominativi dei latitanti catturati, Provenzano, Aglieri, Brusca, solo per citarne alcuni, scorrono veloci nella narrazione per quanti sono ma, se solo ci si attardasse a soppesarne la caratura criminale, ci si renderebbe conto della loro valenza stratosferica” (Franco Gabrielli, ex capo della Polizia di Stato).
Palermo, anni Ottanta. Francesco entra in Polizia nel clima rovente dopo l’attentato al generale Dalla Chiesa. Seguiranno anni di servizio allo Stato, prima come scorta nella Quarto Savona 15, questo il nome in codice del servizio di protezione del giudice Giovanni Falcone, e poi nella Sezione Catturandi, per dare la caccia e consegnare alla giustizia i latinanti più pericolosi, come Giovanni Brusca, l’uomo che premette il telecomando della strage di Capaci. Tra aneddoti e frammenti di vita vera, Francesco Mongiovì ci porta dietro le quinte della sua Palermo, ripercorrendo anni di missioni pericolose, spesso sotto copertura, per mostrarci dall’interno la lotta alla mafia.

Francesco Mongiovì (Palermo, 1959), già Sovrintendente Capo Coordinatore della Polizia di Stato, oggi in quiescenza, alla fine del 1988 è stato assegnato alla scorta del giudice Giovanni Falcone. Dopo la strage di Capaci è stato destinato alla Sezione Catturandi, in cui è rimasto per ventitré anni partecipando attivamente alla cattura di molti dei più pericolosi boss mafiosi di Cosa Nostra. Ha concluso la sua carriera nella Sezione Antidroga.
 
18.30
Quaderni Culturali Caprinesi
Presentazione del XV volume a cura di Davide Coltri (Il Rio)
 
Questo quindicesimo numero dei Quaderni Culturali Caprinesi, pur inserendosi nel solco di una tradizione editoriale consolidata, presenta varie innovazioni. Le modifiche più significative riguardano l’oggetto libro e le sue possibilità di fruizione: grazie alla collaborazione con la casa editrice Il Rio, è cambiata la veste grafica; un codice ISBN rende l’opera tracciabile; inoltre, il numero può essere consultato, interamente o per capitoli, in modalità elettronica.
Dal punto di vista dei contenuti, sono state mantenute – anche se a volte rinominate – molte delle sezioni che ricorrevano nei quattordici numeri precedenti, confermando il focus sulla ricerca storica e artistica degli articoli più specialistici. Prospettive più personali e intime, ma non per questo scevre da interesse storico, animano invece i contributi inerenti a personaggi notevoli del territorio caprinese. Completamente nuova e fortuita nella sua costituzione è la sezione dedicata alla spiritualità, mentre quella dedicata alle ricorrenze e agli anniversari si è imposta de facto per le numerose celebrazioni, sia istituzionali che associative, tenutesi in questo biennio. Si noterà che sono messe in pausa le parti dedicate alla poesia, cui si vuole dare un nuovo indirizzo a partire dal prossimo numero. Conclude il volume una sezione completamente nuova, dedicata ai caprinesi di nuovissima generazione – l’intento è quello di includere storie e realtà che, nate in luoghi lontani, fanno ora parte del tessuto sociale caprinese.
 
***
 
Domenica 27 settembre

15.30
1943. La giustizia delle donne davanti alle leggi della guerra
Roberto Alessandrini, autore con Roberto Piumini di XV volume a cura di Davide Coltri (Oligo), dialoga con Olivia Guaraldo, presidente del Comitato Biblioteca Museo Giovanni Arduino
 
Terra anfibia e marginale, proverbialmente lontana dagli accadimenti importanti, il Polesine è attraversato da presagi notturni di gufi e di civette, fatti misteriosi, vicende che riguardano la guerra, l’amore, la follia, poetici malintesi e insopprimibili desideri di fuga. Lo sguardo si disorienta nell’imponenza orizzontale del paesaggio che trascende in un territorio linguistico che si avventura in carnevali anarchici di sillabe e si fa racconto. In questa terra piena di odori, le donne si muovono con sorprendente risolutezza da protagoniste, come sarte di un matriarcato carsico, avvolte di un fascino discreto o lunare. Delle storie qui raccolte, che in un riflesso di specchi sono sia in prosa sia in poesia, solo la prima, che dà il nome al libro, è tutta vera: un racconto familiare, di resistenza al nazifascismo che chiama in causa la più alta giustizia contro il delirio delle leggi degli uomini. Le altre, non meno vere, si concedono le esagerazioni del racconto che nasce orale.

Roberto Alessandrini insegna Antropologia culturale all’Università Pontificia Salesiana di Roma e collabora alla cattedra Unesco Educazione, crescita, uguaglianza dell’Università di Ferrara. Ha tradotto testi di France, Girard e Le Lionnais. Scrive su “Il Venerdì di Repubblica”.
 
16.30
Voci dall’Ucraina
Adriano Stabile, autore di La notte dell’Europa (CN), dialoga con Olivia Guaraldo

“Cari lettori, quando si prende in mano un libro come questo, la prima domanda da farsi è semplice: da dove nasce? Perché i veri libri di politica non nascono a tavolino. Nascono nelle strade, nelle lunghe riunioni nei circoli, nelle discussioni che iniziano con una domanda e finiscono ore dopo con altri mille interrogativi. Ed è così che questo libro prende vita. Nasce dall’idea che la politica non può vivere senza luoghi di confronto, senza persone che si guardano negli occhi e discutono” (On. Pier Luigi Bersani).
 
Questo libro nasce dall’urgenza di dare forma e ordine a pensieri maturati in condizioni estreme, tra le notti insonni trascorse in Ucraina, su un treno o nei bunker, mentre le sirene antimissile scandivano il tempo dell’attesa e della paura. Dalle pagine di un diario prende vita un racconto che è insieme testimonianza e riflessione, memoria e ricerca di senso. L’autore, tra i 110 volontari italiani del MEAN sopravvissuti al più violento attacco su Leopoli dall’inizio della guerra, porta dentro queste pagine uno sguardo segnato dall’esperienza diretta, che restituisce autenticità e profondità a ogni parola. Attraverso immagini vive e frammenti di esperienza, il libro è un viaggio nel cuore dell’Europa contemporanea, interrogandosi su cosa significhi oggi difendere la pace, la democrazia e l’ambiente. Non solo uno sguardo a est: Adriano Stabile guarda anche con preoccupazione a occidente e alle nuove strategie internazionali promosse dall’America dei nostri giorni.

Adriano Stabile (Desenzano del Garda, 1988) è laureato in Economia politica ed è un piccolo imprenditore. Da sempre impegnato nel mondo dello sport, opera come tecnico in discipline olimpiche e paralimpiche. Appassionato di teatro, nel tempo ha maturato esperienze nel mondo del volontariato e della cooperazione internazionale, ad esempio partecipando al progetto MEAN (Movimento Europeo di Azione Nonviolenta) e operando nei Corpi Civili di Pace europei, ispirati al pensiero di Alex Langer, e partecipando a iniziative in Ucraina nell’ambito del Giubileo della Speranza promosso da papa Francesco. Dal 2023 è Segretario provinciale del Partito Democratico di Mantova.
 
17.30
Abbasso la guerra!
Letture e commenti dal libro di poesie di Rudyard Kipling, Gli anni di mezzo (Oligo), con Maurizio Taormina, traduttore, in dialogo con Davide Coltri, operatore umanitario e scrittore
 
Per la prima volta in italiano una delle raccolte poetiche più dimenticate e più potenti del primo Novecento: le liriche che Rudyard Kipling dedica agli anni della fine: la fine di un impero, di un ordine, di un’illusione. Composte tra l’inizio del Novecento e la fine della Grande Guerra – che gli strappò il figlio – queste poesie sono il diario interiore di un mondo che si frantuma, e di un uomo che tenta di dare senso alla perdita. Un Kipling diversissimo dall’autore del Libro della giungla, che dietro la voce solenne e ferita del poeta, dipana il crollo della fiducia nella civiltà, la rabbia contro i nemici, il lutto, e il dubbio che nulla sarà più come prima. Pochi libri raccontano con tanta lucidità e disperazione la fine di un tempo e l’inizio dell’abisso. Queste non sono solo poesie: sono epitaffi, inni spezzati, avvisi ai sopravvissuti.

Maurizio Maria Taormina, di formazione storico-umanistica e giuridica, affianca alla scrittura narrativa e saggistica l’attività di laboratori di teatro e memoria civile. Tra le sue pubblicazioni più recenti segnaliamo Chiamatemi Riviera (NFC, 2025) e il saggio A Rimini con Pier Vittorio Tondelli, in L’Italia è un romanzo. Atlante letterario. Luoghi storie paesaggi (Touring Club Italiano, 2025).
 
18.30
Camminando attraverso i campi bruciati dall’amore
Presentazione del libro di Francesco Permunian (Oligo). L’autore dialoga con Fabio Coltri, consigliere comunale
 
“Una prosa che capta l’ineluttabilità della tragedia umana, catturata senza falsi pudori nello sforzo invano che dagli anni incantati dell’infanzia la vorrebbe maturarsi nella vecchiaia.
Permunian ha appreso che il mostro non si veste dell’alterità di chi lo addita per strada ma al contrario lo riflette, rispecchiandolo in un ghigno che affraterna, nell’aria stantìa dei salotti borghesi, gli individui umani che, come scrisse Guido Piovene, «si inoculano a vicenda le loro piccole pazzie» (Stefano Malosso).
“Francesco Permunian si aggira ramingo tra le rovine di un’epoca, tormentato da ricordi imperituri e visioni macabre. Da esule alienato, concepisce figure sempre nuove ma in fondo uguali a se stesse, utili a lambire un orrore incombente. Invita chi legge a seguirlo nelle sue peregrinazioni epifaniche, per provare a scorgere un disegno sotteso alle interviste semiserie, alle liriche, alle prose traboccanti autobiografismo. I luoghi del Garda e del Polesine strutturano la topografia della memoria di un autore votato a scrivere con il ricordo delle lacrime, come gli suggerì Andrea Zanzotto” (Alice Pisu).
 
Il fantasma di un’antica littorina ci porta da Cavarzere – estremo lembo di terra tra il Polesine rodigino e la laguna veneziana – a Desenzano, sul lago di Garda, patria d’elezione di Francesco Permunian, tra le voci più originali della letteratura italiana contemporanea. Fotografie di Berengo Gardin e Mario Giacomelli, Renzo Bertasi, Gianni Fucile, Pino Mongiello e ancora dipinti e disegni di Roberto Abbiati, Luca Del Baldo, Piero Guccione, Lorenzo Mattotti, Tullio Pericoli –che hanno condiviso un pezzo di strada con l’autore – si alternano, come specchi infranti, a potenti narrazioni in cui, non senza ironia, Permunian dà voce, tra gli altri, ad Artaud, Baudelaire, Céline, la famiglia di Maria Callas. Uno zibaldone di carte, un insieme frammentario, eppure coerentissimo, di parole, voci, anime che si agitano nel buio di ricordi, veri o verosimili.
 
Francesco Permunian (Cavarzere, 1951), dopo l’esordio narrativo di Cronaca di un servo felice (Meridiano Zero 1999), ha pubblicato diversi romanzi e racconti con molti editori (Editoriale Scientifica, Il Saggiatore, Italo Svevo, Ponte alle Grazie, Quodlibet, Rizzoli). Con Sillabario dell’amor crudele (2019) ha vinto il Premio Dessì. Il suo ultimo libro è Anime farfuglianti nella notte (2025, Palingenia). Per Oligo ha pubblicato Calabiani. Antologia privata dei miei demoni infantili (2020), Stradario sentimentale del lago di Garda e del monte Baldo (2022) e I demoni beati. Bracconaggi e scorribande in distretti di caccia riservata (2024). Delle sue opere hanno scritto, tra gli altri, Andrea Cortellessa, Andrea Caterini, Franco Cordelli, Giulio Ferroni, Salvatore Silvano Nigro, Bruno Quaranta, Ermanno Paccagnini, Sandra Petrignani.


Marisa Salabelle - LA MISTERIOSA MORTE DI EFISIA CADDOZZU - Il ramo e la foglia


Marisa Salabelle
LA MISTERIOSA MORTE DI EFISIA CADDOZZU
Il ramo e la foglia edizioni
collana Romanzi | n. 23
settembre 2026
pp. 224, € 18,00
ISBN 9791280223630

Pistoia, estate 1994. Il corpo senza vita di una donna viene ritrovato sul ciglio di una strada, in un fossato alla periferia della città. È Efisia Caddozzu, un’insegnante elementare di mezza età, nota per il suo impegno sociale e il volontariato a favore degli immigrati. Ma chi era davvero Efisia? Una donna devota al padre invalido, una maestra amata dai suoi alunni, o una figura più complessa, intrappolata in una vita di sacrifici e frustrazioni?
La sua morte, apparentemente legata al mondo della prostituzione, nasconde un mistero che coinvolge segreti inconfessabili, relazioni pericolose e una città che, sotto la superficie, ribolle di tensioni sociali e pregiudizi. Mentre le indagini si arenano tra sospetti razzisti e ipotesi infondate, emerge un ritratto di Efisia che sfida ogni aspettativa: una donna che ha cercato di sfuggire al proprio destino, travolta da una passione autodistruttiva e da un sistema che non lascia scampo a chi osi ribellarsi.
Attraverso gli occhi di Saverio Giorgianni, un giovane giornalista alle prime armi, e le voci di chi ha conosciuto Efisia, il romanzo svela una verità sconvolgente, intrecciando una storia di solitudine, violenza e redenzione. Una narrazione che tenacemente indaga l’animo umano, tra le ombre di una città che non è più quella di una volta e i fantasmi di un passato che non vuole essere dimenticato.
Un giallo psicologico e sociale, dove il mistero della morte di Efisia diventa lo specchio di un’Italia in trasformazione, tra paure, intolleranza e il coraggio di chi, come lei, ha cercato di vivere al di là delle apparenze.

Il corpo senza vita di Efisia Caddozzu venne trovato la mattina del 25 luglio 1994 da due ragazzini in bicicletta.
«Vieni un po’ a vedere», fece uno, indicando qualcosa di strano tra il ciglio della strada e il fossato.
Buttarono le bici, scesero, si avvicinarono.
«Cazzo, una puttana», disse uno.
«Mi sa che è morta», rispose l’altro.


Marisa Salabelle è nata a Cagliari nel 1955 e vive a Pistoia da molti anni. Si è laureata in storia all’Università di Firenze e ha frequentato il triennio di Teologia presso il Seminario di Firenze. Ha insegnato per oltre quaranta anni nella Scuola italiana. È sposata, ha quattro figli e un nipote. È attiva nel movimento internazionale pacifista Pax Christi.
L’estate che ammazzarono Efisia Caddozzu (Edizioni Piemme, 2015) è il suo romanzo d’esordio, seguono: L’ultimo dei Santi (Tarka edizioni, 2019); il romanzo storico-familiare Gli ingranaggi dei ricordi (Arkadia Editore, 2020); Il ferro da calza (Tarka edizioni, 2022), un giallo con ambientazione appenninica; La scrittrice obesa (Arkadia Editore, 2022); La bella virtù (Arkadia Editore, 2025). Ha pubblicato articoli, recensioni e racconti su varie antologie cartacee e riviste online.

Daniel Kraus - ANGEL DOWN - Ne/oN Libri

 
Daniel Kraus
ANGEL DOWN
traduzione di Andrea Cassini
Ne/oN Libri
settembre 2026
pp. 304, €21,00
ISBN 9791282205184

Vincitore del Premio Pulitzer 2026 per la narrativa
Tra i 5 migliori romanzi del 2025 per il New York Times


Il soldato Cyril Bagger è riuscito a sopravvivere agli indicibili orrori della Grande Guerra grazie al suo ingegno e all’inganno, truffando i compagni ogni volta che ne ha avuto l’occasione.
Ma il suo istinto di sopravvivenza viene messo definitivamente alla prova quando a lui e ad altri quattro soldati viene affidata una missione letale: avventurarsi nella pericolosa Terra di Nessuno per recuperare un commilitone ferito. Sul campo di battaglia devastato tuttavia non trovano un uomo bisognoso di misericordia, bensì un angelo caduto dal cielo. La creatura celestiale sembra custodire il segreto per porre fine al conflitto, ma per portarla in salvo i soldati dovranno collaborare, soffocando i propri desideri individuali. Mentre gelosia, avidità e paranoia prendono il sopravvento, il gruppo viene lacerato dai propri demoni interiori, minacciando di trasformare l’incontro angelico in una discesa all’inferno.

Daniel Kraus è un autore pluripremiato di romanzi, graphic novel, serie tv e film. Angel Down ha vinto il Premio Pulitzer per la narrativa 2026 ed è stato inserito tra i 10 migliori libri del 2025 dal New York Times, diventando un bestseller.
Insieme a Guillermo del Toro, Kraus ha scritto La forma dell’acqua, che ha ispirato l’omonimo film premiato agli Oscar 2018. Le sue opere sono state tradotte in più di venticinque lingue. Da Whalefall (Ne/oN Libri 2025) è stato tratto un film per la regia di Brian Duffield, in uscita nel 2026.

Andrea Cassini scrive di cultura per “L’Indiscreto“, di sport per “l’Ultimo Uomo“, e conduce il podcast “I Diari del Lupo“ su Fango Radio. Ha pubblicato racconti in varie riviste e antologie. Tra i suoi ultimi lavori, il romanzo Non tutto il male. Cronache della terra inabitabile (effequ, 2021) e le novelle L’Impronta (Zona 42, 2023) e Ventisei milioni di anime (Moscabianca, 2023). Per Ne/oN ha già tradotto Whalefall di Daniel Kraus.

domenica 20 settembre 2026

Festa d'autunno alla Kasa: 23 settembre, dalle 18.00

 


Si sta
come d’autunno
sugli alberi
le foglie 

 
Che versi meravigliosi questi di Ungaretti, capaci di innamorare alla lirica anche il più refrattario studente del liceo. E certo, la stagione che viene è quella degli alberi che si spogliano, delle foglie che ingialliscono e si staccano, con l’invariabile associazione alla decadenza umana e non solo… Un’interpretazione che, dopo ben più di cento anni, non ha mai perso un briciolo di attualità, visto che la poesia, concepita nelle martoriate trincee della prima guerra, si chiama Soldati. 
 
In apparenza, dunque, l’autunno che inizia è ben poco da festeggiare. E tuttavia noi, sempre dalla parte di chi vede il bicchiere mezzo pieno, siamo tra quelli che pensano ai mesi prossimi come fucine di iniziative inedite, mai provate, capaci di soddisfare curiosità nuove e lasciarci tutti più arricchiti, soddisfatti… così almeno immaginiamo la nostra collezione autunno/inverno alla Kasa: un traguardo da celebrare con una sana festa iniziale. Un incontro dove raccontare qualche novità tra le molte che ci circondano e levare un calice con gli amici che vorranno essere con noi. Lo faremo mercoledì prossimo, 23 settembre, a partire dalle 18.00
 
K.

Giorgio Manganelli - TUTTO IL TEATRO - Cuepress

 
Giorgio Manganelli
TUTTO IL TEATRO
a cura di Luca Scarlini
Cuepress
2026
pp. 608, euro 54,99
ISBN 9788855104289
 
 
Un viaggio unico nel teatro di Giorgio Manganelli, tra testi inediti, riscritture geniali e saggi critici che esplorano la parola scenica come esperienza politica e poetica.
Da Hyperipotesi, Monodialogo e Cassio governa a Cipro, progetto rivoluzionario alla Biennale di Venezia, alle sfide dei dialoghi filosofici e delle Interviste impossibili, fino alle traduzioni della Duchessa di Amalfi di John Webster, del Manfredi di George Gordon Byron e dei Drammi celtici di William Butler Yeats, questo volume raccoglie l’intera produzione manganelliana per il palcoscenico, accompagnata da riflessioni acute sulla lingua, il pubblico e la scena.
Manganelli non si limita a scrivere per il teatro: indaga il linguaggio come strumento di potere e libertà, osserva i classici con sguardo contemporaneo e si confronta con Shakespeare, Plauto, Metastasio, Alfieri, trasformando il palcoscenico in un laboratorio di invenzioni verbali e visive.
I suoi testi dialogano tra loro, moltiplicano identità e prospettive, fondendo lettura e rappresentazione, parola scritta e parola detta, tra ironia, tensione politica e vertiginosa libertà creativa.
Una raccolta indispensabile per conoscere il Manganelli drammaturgo, lettore e critico: un autore che continua a sorprendere, a stimolare il pensiero e a interrogare il senso del teatro e della parola.

Giorgio Manganelli
è stato uno dei più importanti e radicali scrittori italiani del Novecento.
Laureato in Scienze Politiche, dopo l’esperienza della Resistenza lavorò come insegnante, critico, traduttore. Fece parte del Gruppo 63 e con loro fu tra i redattori di «Grammatica».
Ha collaborato con quotidiani e riviste, ed è stato consulente di diverse case editrici, tra cui Einaudi e Adelphi. Con Hilarotragoedia (1964) esordì in letteratura, facendosi notare per il suo stile ironico, visionario e inclassificabile. Fu in seguito autore di opere fondamentali come Nuovo commento, Centuria ed Encomio del tiranno. Accanto alla narrativa, ha svolto un’intensa attività di drammaturgo e autore radiofonico, e ha lasciato anche una vasta produzione di saggi critici e teorici.


Mike Wilson - NEMESIS - Edicola edizioni

 
Mike Wilson
NEMESIS
(titolo originale Némesis, Mw, Chile, 2020)
traduzione di Livio Santoro
Edicola edizioni
collana ñ
novermbre 2025
pp. 200, € 20,00
ISBN 9791281860063

 
Una città aggrappata su una scogliera a picco sul mare, salsedine, tempo gelido, pioggia sferzante mista a neve. Annunciato dalla tempesta, un vascello spettrale attracca al molo. Il capitano è un uomo gigantesco con troppi denti, un terribile abominio posseduto dalla collera che dopo aver toccato terra calpesta e annichilisce tutto ciò che incontra, facendosi latore del castigo per la tracotanza di un popolo iniquo ed empio, dimentico degli dèi e di una giusta morale. Due bambini guardano tutto da una finestra e pregano, ma non sanno a chi rivolgere le loro parole perché non conoscono alcun dio. Dal suo osservatorio, una vecchia cosmologa scruta il firmamento, dove inspiegabili sconvolgimenti stellari sembrano fare il controcanto a quanto succede in città. E mentre altri si abbandonano al terrore o all’effimera consolazione dell’oppio, una locandiera zoppa, con il corpo nudo che si muove obliquo e forte, sfida la tormenta e l’abominio in uno scenario di morte e macerie, tra le rovine di una città simbolo di oscurità, assenza e oblio.
 
«Gotica atmosfera marinaresca e sguardo astronomico, riflessione sull’umano e viaggio nella coscienza: sono questi alcuni degli elementi di Nemesis, tra le opere più originali di Mike Wilson. Traendo ispirazione dalle teorie divergenti dello psicologo Julian Jaynes sulla mente bicamerale e le voci perdute degli dèi e da alcuni modelli cosmologici che animano il dibattito scientifico, lo scrittore argentino-statunitense mescola in un unico registro l’incedere solenne dei testi sacri e il ritmo incalzante delle narrazioni horror più riuscite, per regalarci un testo squisitamente weird che, con la sua prosa intensa e sfidante, ragiona in maniera del tutto attuale sul fallimento della presenza umana sulla terra e sulla fine delle cose.» Livio Santoro, traduttore
 
Di padre americano e madre argentina, Mike Wilson ha trascorso l’infanzia tra Cile, Texas e Paraguay, e l’adolescenza a Buenos Aires. Dal 2005 vive a Santiago del Cile. Ha pubblicato diversi romanzi tra cui Rockabilly, Leñador, Ciencias ocultas, Némesis e Wittgenstein y el sentido tácito de las cosas. Ha ricevuto, tra gli altri, il Premio de Creación Artística Universidad Católica, il Premio de la Crítica Chilena e il Premio del Consejo Nacional de la Cultura y las Artes. Nel 2024 Edicola ha portato in Italia il suo romanzo Dio dorme nella pietra e nel 2025 è uscito Nemesis.

Livio Santoro
è redattore della collana di letteratura latinoamericana “Gli eccentrici” di Arcoiris, per la quale dal 2012 si occupa principalmente di editing e revisione delle traduzioni. Come traduttore ha lavorato soprattutto su testi di autori argentini e cileni, tra cui Vicente Huidobro, Macedonio Fernández, Mike Wilson e Rosalba Campra. Con Edicola, in qualità di autore, ha pubblicato anche tre raccolte di racconti brevi e brevissimi: Piccole apocalissi (2020), Commedie del vespero e della notte (2022) e Le favole nuove (2024).

giovedì 17 settembre 2026

Savino Cilla - IL CANTO SOSPESO DELLE STELLE - Spartaco

 
Savino Cilla
IL CANTO SOSPESO DELLE STELLE
Matvej Petrovič Bronštejn.
Il ragazzo che leggeva l’universo come un poema

Edizioni Spartaco
collana Dissensi
ottobre 2026
pp. 224, euro 18.00
ISBN 9791280955234
pubblicato con il contributo della Regione Campania


«A volte penso che tutta la fisica teorica sia solo un lungo sforzo per trovare un sinonimo della parola incanto».
Questo romanzo intende restituire una voce a Matvej Petrovič Bronštejn, fisico russo tra i più originali e visionari del Novecento che intuirono la possibilità di una teoria quantistica della gravità. Geniale, curioso e inquieto, Bronštejn appartiene a quella generazione di studiosi che, negli anni Venti e Trenta del Novecento, visse l’entusiasmo della costruzione di un mondo nuovo. La sua esistenza, spezzata brutalmente nel 1938 durante le grandi purghe staliniane, rappresenta uno straordinario esempio di fusione tra cultura scientifica e umanistica, un’ode alla libertà del pensiero e alla ricerca della bellezza del creato, senza limiti né pregiudizi, in un’epoca dominata dalla violenza ideologica e dalla paura.
Bronštejn venne cancellato dalla memoria ufficiale. La moglie Lidija Čukovskaja, poetessa e scrittrice, si dedicò con coraggio alla ricerca della verità sulla sua sorte, sfidando il silenzio e la censura. La loro è una delle più incredibili storie d’amore e di fedeltà intellettuale mai raccontate, una corrispondenza di valori e convinzioni che attraversò la prigionia, l’oblio e i decenni di dittatura sovietica.
Il canto sospeso delle stelle non è una biografia né un trattato, procede in equilibrio tra documento e invenzione. Cilla, scienziato innamorato della letteratura, affida la narrazione alla determinazione di due donne, la sorella di Bronštejn, Mikhalina, e la moglie Lidija. Costruito su fondamenta storiche, il racconto è fatto di carne e respiro, intrecciando l’evoluzione delle idee con quella dei sentimenti e mostrando come il pensiero razionale e la sensibilità poetica possano farsi entrambi atti di fede nell’umano.
«Forse la fisica e la poesia non sono così lontane, entrambe cercano una via per guardare l’infinito»

Savino Cilla
è nato a Lione (Francia) e vive attualmente a Campobasso, dove dirige l’Unità operativa di Fisica medica e sanitaria nel Responsible Research Hospital. Fisico di formazione, è autore e coautore di oltre 250 pubblicazioni in extenso su prestigiose riviste scientifiche internazionali. Coltiva da sempre una profonda passione per la letteratura, la musica e il cinema, che considera la radice emotiva e intellettuale del suo cammino e uno sguardo necessario sul mondo e sull’animo umano.