mercoledì 8 ottobre 2025

Shlomo Sand - L'INVENZIONE DEL POPOLO EBRAICO - Mimesis

 
Shlomo Sand
L'INVENZIONE DEL POPOLO EBRAICO
(titolo originale ,2008 מתי ואיך הומצא העם היהודי )
traduzione di Elisa Carandina
Mimesis edizioni
fuori collana
2024
pp. 576. euro 26
ISBN 9791222310732

 
E se la storia ufficiale del popolo ebraico, costruita e tramandata dagli studiosi, non fosse altro che un mito con cui giustificare l’impresa coloniale dello Stato di Israele? E se la narrazione che ne propone una storia “unitaria”, descrivendola come un percorso lineare che dall’epoca biblica arriva ai giorni nostri con il ritorno nella terra perduta, fosse il falso ideologico di una storiografia di stampo nazionalista?
Nella sua opera più importante, che ha acceso un ardente dibattito in diversi paesi ed è diventata un best seller, lo storico israeliano Shlomo Sand smonta la teoria dell’esilio forzato a opera dei Romani, sostenendo che gli ebrei discendano da una moltitudine di convertiti provenienti da varie aree del Medio Oriente e dell’Europa orientale. Il viaggio a ritroso nella storia proposto da Sand, basato su fonti e reperti archeologici, mette in discussione con coraggio le fondamenta della politica identitaria dello Stato di Israele ed è animato dalla speranza in un futuro di pace e in una società israeliana aperta e multiculturale.
Con una prefazione inedita dell’autore.
 
Shlomo Sand (Linz, 1946), storico e scrittore di fama internazionale. Nato da una famiglia di ebrei polacchi sopravvissuti all’Olocausto, nel 1948 emigra a Giaffa. Nel 1977 si laurea in Storia all’Università di Parigi. Attualmente è professore emerito di Storia all’Università di Tel Aviv. L’invenzione del popolo ebraico è stato nella classifica dei best seller in Israele per diciannove settimane e in Francia ha vinto il premio Aujourd’hui.



Silvio Ziliotto - DAYTONSKA STANICA - Infinito

 
Silvio Ziliotto
DAYTONSKA STANICA
Viaggio nella pace che non c’è 

prefazione di Luca Leone
introduzione di Diana Bošnjak Monai
presentazione di Marina Brualdi
postfazione di Roberto Borghi
Infinito edizioni
ottobre 20255
pp. 104, € 14,00
ISBN 9788868618605
 

Daytonska stanica. Viaggio nella pace che non c’è è un percorso che parte dalla “stazione di Dayton” per ricordare quello che non vuole essere più ricordato, ormai posto nel dimenticatoio della nostra memoria, che ha rimosso una delle pagine più ambigue e oscure della storia europea, apertasi con l’aggressione militare alla Bosnia Erzegovina del 1992 e conclusasi – o più probabilmente no – nel novembre del 1995 con gli Accordi di pace che prendono nome dall’anonima cittadina dell’Ohio. Una pagina che tuttora, dagli anni Novanta, segna una profonda faglia tra la cosiddetta Europa democratica e quella obliata e in divenire, fonte spesso di caos e di problematiche che riguardano l’intero continente, per non dire il mondo.
Un libro coraggioso nato sul campo, che trae spunto dalle infinite situazioni e persone incontrate nell’esistenza balcanica dell’autore, parallela a quella italiana. Non uno sguardo vuoto al passato, tuttavia, ma riflessioni e spunti per il presente e il futuro di tutte le terre che hanno subìto dapprima le guerre degli anni Novanta, poi gli Accordi di Dayton.

Silvio Ziliotto (Milano, 1971) è traduttore, interprete e docente di lingua e letteratura serba, croata e bosniaca. È consulente e autore dei lemmi degli autori e dei profili delle letterature slovena, croata, serba, bosniaca, montenegrina, macedone e albanese della Garzantina della letteratura (2007). Tra i libri tradotti ama ricordare: la monografia Palmižana, la saga della Quintessenza (2005); la raccolta di racconti Gli occhi colmi di terra, di  (2011); Diario da Sarajevo, di Dubravka Ustalic (Infinito edizioni, 2016). Ha pubblicato La sentinella del piccolo popolo (Infinito edizioni, 2019) e ha curato con Luca Leone il saggio Dayton, 1995 (Infinito edizioni, 2020).

Fumio Yamamoto - I DILEMMI DELLE DONNE CHE LAVORANO - Neri Pozza


Fumio Yamamoto
I DILEMMI DELLE DONNE CHE LAVORANO
(titolo originale 働く女たちのジレンマ, 2000)
traduzione di Gala Maria Follaco
Neri Pozza
collana Bloom
ottobre 2025
pp. 224, euro 18
ISBN 9788854531529


Haruka deve smettere di parlare della sua malattia, ma non sa se ne è capace. È guarita, eppure la malattia sembra ormai diventata la sua identità. Tutti nella sua vita, amici, fidanzato, famiglia, la vedono come la solita Haruka. Nessuno pare accettare la sua trasformazione. Izumi deve trovarsi un lavoro ma, da quando è stata costretta a stravolgere la sua realtà, non è più sicura di volerlo. E se questa nuova vita, senza marito e senza occupazione, fosse la felicità? Ogni notte Katō deve arrivare alla fine del turno al minimarket senza essere molestata. Deve soprattutto cercare di non pensare alla figlia adolescente, che non vive più in casa da quattro anni e che spera solo di non diventare mai come sua madre. Mito deve scegliere se sposare il suo fidanzato. Oppure lasciarlo. Dopo sette anni, sarebbe il naturale esito della loro relazione, anche se per Mito significherebbe sposare un quasi trentenne disoccupato: e se il passato fosse tutto quello che è rimasto fra loro? Sumie deve fermarsi. Selvaggia e senza un luogo in cui posarsi, cerca calore, forse adorazione, di sicuro una vita eccitante. Non è però disposta a barattare nulla in cambio della sua libertà.
In questo libro ormai diventato di culto, Fumio Yamamoto racchiude le tante anime femminili della società giapponese, tra emancipazione e ruoli tradizionali, aspirazioni legittime e millenarie aspettative. Riscoperto a venticinque anni dalla prima pubblicazione, e solo ora tradotto in italiano, questo classico moderno, femminista e anticapitalista, è una lettura senza tempo.

Fumio Yamamoto (1962-2021) è autrice di romanzi e saggi. Tra i suoi titoli ricordiamo Loveholic, che ha vinto il Yoshikawa Eiji Prize nel 1999, e Blu o l’altro blu (atmosphere libri 2024). I dilemmi delle donne che lavorano ha vinto il prestigioso Premio Naoki che lo ha consacrato a bestseller mondiale.

Cinzia Caminiti - FRANCESCA SERIO E LE ALTRE - Algra

 
Cinzia Caminiti
FRANCESCA SERIO E LE ALTRE
Donne contro la mafia

Algra editore
ottobre 2025
pp. 184, euro 15
ISBN 9788893418577


Quindici racconti veri, vissuti a partire dagli anni Cinquanta in poi. Storie. E anche Storia della mafia subita e combattuta da quindici donne che la ricordano da vittime, dolenti spettatrici e attiviste. Donne diventate, loro malgrado, emblema e simbolo della lotta a cosa nostra in Sicilia. Una Sicilia che non aveva tenuto conto di quella forza e di quel coraggio. Donne di valore le “donne contro la mafia”, testimoni della ferocia mafiosa, pietre d’inciampo per chi volesse provare a cancellare la memoria delle vittime. Storie sì di vite spezzate, ma anche di lotta rigenerativa, di denuncia, di fiducia nelle nuove generazioni chiamate qui a riscattare una terra insanguinata. Questo libro, tutto al femminile, è duro come un pugno nello stomaco perché se si racconta la mafia bisogna raccontarla in tutta la sua crudezza. Non è un’analisi del fenomeno mafioso, né un studio giuridico, né un trattato sociologico. è solo la narrazione asciutta e semplice di fatti veri tratti dalla cronaca, ché solo così arriverà alla pancia e al cuore di tutti. Dolore. Poesia. Speranza nella Giustizia e in un domani migliore.

Cinzia Caminiti Nicotra, sin da giovanissima avviata allo studio del canto e della musica, sotto la guida del M° Franco Greco, partecipa a importanti concorsi televisivi nazionali e internazionali, nonché all’incisione di alcuni LP. Nel 1980 inizia il suo percorso teatrale e nel 1986, con l’intento di promuovere e divulgare la cultura popolare siciliana, costituisce l’Associazione Culturale Schizzid’Arte della quale, dal 1991, è Presidente e Direttore Artistico. Poliedrica la sua attività che la vede impegnata, anche con altre realtà teatrali e musicali, come cantante, attrice, ricercatrice, autrice di testi teatrali, regista e, più specificatamente, come animatore socioculturale ed esperta in materia etno-antropologica. Attualmente sta lavorando alla catalogazione di canti, cunti, santini e altro materiale riguardante il Natale siciliano.



Arkadij e Boris Strugackij - LA SECONDA INVASIONE DEI MARZIANI - Marcos y Marcos

 
Arkadij e Boris Strugackij
LA SECONDA INVASIONE DEI MARZIANI
(titolo originale Второе нашествие марсиан, 1966)
traduzione di Marco Zapparoli
copertina di Andrea drBestia Cavallini
Marcos y Marcos
collana Gli Alianti
ottobre 2025
pp. 128, € 16,00
ISBN 9788892942257

 
Non lontano da Maratona accadono strani fenomeni: esplosioni, bagliori accecanti, vibrazioni del suolo simili a un grande terremoto. Mentre si sparge la voce che il Paese è stato invaso dai marziani, assieme al panico prende piede una strana insurrezione rivoluzionaria. I cittadini, più che agli extraterrestri, sembrano interessati a sfruttare nel migliore dei modi alcune singolari propensioni degli ‘invasori’. Fortissimi, generosi, parrebbero disposti a sborsare cifre ingenti per acquistare i succhi gastrici dei terrestri e diffondono una prodigiosa varietà di grano blu dotata di poteri nutritivi senza precedenti. Ma chi ha visto, realmente e da vicino, questi marziani? Chi ha avuto scambi con loro, che idea se ne è fatto? Esistono davvero, o si tratta di voci diffuse dal Regime, preoccupato di mettere a tacere le fazioni ribelli? Una potente allegoria contro il potere e il controllo dell’informazione. Un libro profetico, come molti dei fratelli Strugackij.

Arkadij e Boris Strugackij sono tra i massimi esponenti della narrativa del fantastico mondiale. Nato nel 1925, Arkadij si è dedicato al lavoro editoriale; Boris, nato nel 1933, alla ricerca astronomica. Insieme, i due grandi scrittori russi hanno raccontato scenari plausibili del futuro prossimo e lontano. Nel 1980 hanno pubblicato, dopo un lungo e tormentato conflitto con la censura istituzionale sovietica, il loro capolavoro, Picnic sul ciglio della strada, che ha ispirato a Tarkovskij uno dei suoi film più belli, Stalker. Anche È difficile essere un dio ha una straordinaria potenza immaginifica e ha ispirato a sua volta ben due film. Un miliardo di anni prima della fine del mondo, sempre pubblicato da Marcos y Marcos nella traduzione di Paolo Nori, racconta il pomeriggio di un astrofisico che in pieno agosto tenta invano di concentrarsi sulla sua ricerca, solleticato dalle più allettanti distrazioni. Arkadij è morto a Mosca nel 1991, Boris a San Pietroburgo nel 2012.