martedì 20 aprile 2021

Ocean Vuong - CIELO NOTTURNO CON FORO D'USCITA - La Nave di Teseo

 Ocean Vuong
CIELO NOTTURNO CON FORO D'USCITA
(Night Sky with Exit Wounds, 2016)
Prefazione di Michael Cunningham
Traduzioni di Damiano Abeni, Moira Egan
testo inglese a fronte
La Nave di Teseo
Collana I Venti
pp. 188, luglio 2017, Euro 25, brossura


Il Vietnam dilaniato dalla guerra e dal comunismo; New York – il simbolo dell’America – ferita dalla violenza e dall’intolleranza; l’omosessualità come condizione di diversità ed emarginazione. Trentacinque poesie, ispirate al vissuto di questo giovanissimo autore vietnamita, emigrato in America ancora bambino e celebrato dalla critica come uno dei poeti più rivoluzionari degli ultimi anni.
Ad animare Cielo notturno con fori d’uscita, la sua prima raccolta poetica, è una lingua nuova, di commistione e creazione, in cui l’amore per il classicismo – il mito, l’estetica, l’armonia, la fede nell’ordine e nella simmetria – si fonde con la ricerca di nuove forme, sempre fedeli al verso libero e a un dialogo fra prosa e lirismo sorprendente e vitale.

Ocean Vuong è nato in Vietnam nel 1988 e si è trasferito negli Stati Uniti nel 1990. Con la sua raccolta di debutto, Cielo notturno con fori d’uscita, ha vinto nel 2016 il Whiting Award. Ha ricevuto inoltre il Pushcart Prize e altri riconoscimenti da: Poets House, The Elizabeth George Foundation, Fondazione Civitella Ranieri, The Saltonstall Foundation for the Arts e Academy of American Poets. Le sue opere di poesia e narrativa sono state pubblicate sul “New York Times”, “The New Yorker”, “Kenyon Review”, “The Nation”, “New Republic”, “Poetry”, “The American Poetry Review”, che gli ha conferito lo Stanley Kunitz Prize for Younger Poets. Cielo notturno con fori d’uscita è stato tradotto in albanese, arabo, bulgaro, cantonese, francese, hindi, spagnolo e ucraino. Il suo primo romanzo è Brevemente risplendiamo sulla terra (2020).


Ann & Jeff VanderMeer (a cura di) - LE VISIONARIE - Nero Editions

 

Ann & Jeff VanderMeer (a cura di)
LE VISIONARIE
Fantascienza, fantasy e femminismo: un'antologia
(Sisters of the Revolution, 2015)
Traduzioni di Emmanuela Carbé, Marta Maria Casetti, Gaja Cenciarelli, Silvia Costantin, Claudia Durastanti, Livia Franchini, Tiziana Mancinelli. Sara Marzullo, Francesca Matteoni, Oriana Palusci, Lorenza Pieri, Veronica Raimo, Roberta Rambelli, Chiara Reali, Clara Miranda Scherffig, Nicoletta Vallorani, Cristina Verrienti
Nero Editions
Collana Not
pp. 536, febbraio 2018, Euro 25, brossura


Il libro

Le visionarie raccoglie ventinove racconti che tratteggiano i contorni di un mondo di volta in volta futuristico, inquietante, onirico o semplicemente strano. Sono racconti che spaziano dalla fantascienza al fantasy, dall’horror alla weird fiction, scritti da donne che hanno fatto la storia e il presente della narrativa fantastica, e che incrociano gusto per l’invenzione di mondi altri e riflessione femminista. Il risultato è un caleidoscopio di storie immaginarie che, in maniera imprevista e mai ordinaria, legano letteratura di genere e letteratura sul genere.

Tra le visionarie che si alternano in questa antologia, troviamo tanto nomi classici come Ursula K. Le Guin e Angela Carter quanto nuove protagoniste della speculative fiction come Nnedi Okorafor, tanto firme storiche come Octavia E. Butler e Joanna Russ quanto figure inclassificabili come Leonora Carrington, tanto maestre del fantastico come Tanith Lee e Alice Bradley (in arte James Tiptree Jr.) quanto scrittrici ancora poco conosciute in Italia come l’argentina Angelica Gorodischer, la finlandese Leena Krohn e l’indiana Vandana Singh.

A curare l’antologia, la coppia simbolo della rinascita weird anni 2000: Ann e Jeff VanderMeer. La prima, già direttrice della leggendaria rivista Weird Tales; il secondo, autore tra le altre cose della fortunata Trilogia dell’Area X.

L’edizione italiana del libro è stata coordinata da Claudia Durastanti e Veronica Raimo, che per tradurre i diversi racconti hanno chiamato a raccolta un gruppo di autrici, giornaliste e accademiche provenienti sia dal mondo della narrativa di genere che non: Emmanuela Carbé, Marta Maria Casetti, Gaja Cenciarelli, Silvia Costantino, Livia Franchini, Tiziana Mancinelli, Sara Marzullo, Francesca Matteoni, Oriana Palusci, Lorenza Pieri, Chiara Reali, Clara Miranda Scherffig, Nicoletta Vallorani, Cristina Verrienti.



I curatori

Ann VanderMeer ha fondato la casa editrice Buzzcity Press ed è stata direttrice di Weird Tales, la storica rivista americana dedicata all’horror e al fantastico. Per la sua attività di curatrice editoriale, è stata insignita del premio Hugo e del British Fantasy Award.

Jeff VanderMeer è autore della saga fantasy di
Amebergris e della trilogia composta dai romanzi Annientamento (premio Nebula 2014), Autorità e Accettazione, pubblicati in Italia da Einaudi. Assieme a sua moglie Ann, ha curato antologie dedicate allo steampunk e al new weird, corrente di cui è si esponente che teorico principale.

Nash-Marshall Siobhan - I PECCATI DEI PADRI - Guerini e Associati

 

Nash-Marshall Siobhan
I PECCATI DEI PADRI
Negazionismo turco e genocidio armeno
Traduzione di Vittorio Robiato Bendaud e Stephanie Pambakian
Guerini e Associati
Collana Frammenti di un discorso mediorientale
pp. 274, ottobre 2018, Euro 18.50, brossura


Il libro
«I filosofi evitano di parlare di genocidi. Ed è per questo
che I peccati dei padri è un libro di cui molto
si sentiva il bisogno. Un contributo essenziale
nel campo degli studi sul genocidio armeno
».
Taner Akҫam


Nel 1915 il governo dell’Impero Ottomano cominciò a scacciare gli armeni dalle terre dove i loro antenati avevano vissuto da tempi immemorabili. Gli uomini furono uccisi; donne, vecchi e bambini furono deportati nella parte più inospitale del deserto siriano, del tutto inadatta al vivere umano.
Ma la pulizia etnica nell’Armenia occidentale era solo una parte del progetto dei Giovani Turchi per l’intera Anatolia. Lo scopo finale era in realtà di trasformare quelle terre nella «terra avita del popolo turco» (il cosiddetto vatan), un luogo dove la cultura, l’economia e la gente fossero tutti turchi. Questo progetto fu attuato su larga scala in ogni direzione, con impressionante determinazione e violenza.
La Turchia odierna sta ancora cercando di costruire il suo vatan, proseguendo così il genocidio iniziato dai turchi ottomani, e continuando a negare, di fatto, che questo abbia avuto luogo. Coprire un crimine vuol dire prolungarne gli effetti.
In I peccati dei padri Nash-Marshall mette in rapporto l’assoluto disprezzo dei fatti e delle genti, del territorio e della storia che è caratteristica comune sia del genocidio nel 1915 che dell’attuale negazionismo turco, con la vacua sprezzante indifferenza alla realtà fattuale che si diffonde sempre di più nel mondo moderno.


L'autore

Siobhan Nash-Marshall è titolare della Mary T. Clark Chair of Christian Philosophy al Manhattanville College di New York. Autrice di libri e articoli accademici di filosofia teoretica (come il fondamentale testo su Severino Boezio), negli ultimi anni ha dedicato particolare attenzione, con articoli e conferenze in tutto il mondo, allo studio dei genocidi e del negazionismo

Rodrigo Fresán - LA PARTE INVENTATA - LiberAria

 

Rodrigo Fresán
LA PARTE INVENTATA
(La parte inventada, 2014)
Traduzione di Giulia Zavagna
Prefazione di Vanni Santoni
LiberAria
Collana Phileas Fogg 8
pp. 702, ottobre 2019, Euro 25, brossura


Il libro
In un mondo impazzito, dove gli autori non contano più molto, uno scrittore anziano e disilluso tenta di scomparire nel modo più definitivo possibile: viaggiando verso l’Hadron Collider, per fondersi con la particella di Dio e trasformarsi in una divinità onnipresente – quasi un Meta-Scrittore – capace di Riscrivere Tutto, la sua vita, i suoi ricordi. 
Con umorismo pungente e uno stile brillante e ricercato, mescolando romanzo, autofiction e saggio pop, Rodrigo Fresán conduce il lettore in un viaggio fantasmagorico tra le sue ossessioni, in un frenetico tour de force tra genio e follia, famiglie spezzate e realtà parallele, esplorando i temi, a lui cari, dell’infanzia, della perdita e della memoria.

La parte inventata è la nuova, affascinante sfida letteraria della nostra contemporaneità, al pari di Infinite Jest, 2666 e L’arcobaleno della gravità. Dotato di una maestria che ricorda Nabokov, Pynchon, Gaddis e i maestri del postmodernismo, lo scrittore argentino offre al lettore una potente difesa della letteratura, ma soprattutto una celebrazione gioiosa della lettura e della scrittura, e di quelle parti inventate delle nostre vite, le storie che ci raccontiamo per dare forma al mondo. 


I giudizi

«Rodrigo Fresán è uno scrittore meraviglioso».
John Banville

«La parte inventata è un romanzo magnifico, una grande vittoria dell’immaginazione».
Enrique Vila-Matas, El País

L'autore

Rodrigo Fresán (Buenos Aires, 18 luglio 1963) è uno scrittore e giornalista argentino che vive e lavora a Barcellona dal 1999. Giornalista dal 1984, il suo esordio nella narrativa è avvenuto nel 1991 con la raccolta di racconti Historia argentina, bestseller in Argentina. In seguito ha pubblicato 8 romanzi e numerosi racconti presenti in antologie e tradotti in varie lingue e ha trattato temi differenti quali la fantascienza, la guerra sporca, la religione e la sindrome di Peter Pan avvicinandosi alla corrente letteraria denominata McOndo. Nel 2019 è stata pubblicata la prima parte della trilogia romanzesca La parte contada per la collana Phileas Fogg di LiberAria editrice. Ha interpretato se stesso in alcuni programmi televisivi e nel film Martín (Hache) di Adolfo Aristarain.

Elizabeth Hardwick - NOTTI INSONNI - Blackie Edizioni

 

Elizabeth Hardwick
NOTTI INSONNI
(Sleepless Nights, 1979)
Traduzione e postfazione di Claudia Durastanti
Prefazione di Joan Didion
Blackie Edizioni
pp. 176, aprile 2021, Euro 19, cartonato


Il libro

Ubriachi, attori, giocatori d’azzardo, «amore e alcol e tutti i vestiti sul pavimento». La musica di Billie Holiday nei night club, gli incontri erotici e le feste, le delusioni, le amicizie e «le persone che ho sepolto». Da un alberghetto bohémien di Manhattan, una giovane donna scappata dalla casa d’infanzia nel Kentucky osserva New York e il mondo, iniziando a diventare sé stessa attraverso i ricordi, le esperienze, gli incontri che gettano luce sul razzismo, il sessismo, le miserie e le grandezze dell’epoca. Quella giovane donna sarebbe diventata la più influente critica letteraria americana, un’intellettuale capace di plasmare la cultura del suo tempo. "Notti insonni", pubblicato per la prima volta nel 1979, è la storia della sua vita e la storia di un secolo, il Novecento. Un collage di romanzo, memoir, saggio, lettera, poesia e sogno. Un linguaggio in cui perdersi e, infine, ritrovarsi. 


L'autore

Elizabeth Hardwick (Lexington. Kentucky 1916-200) è stata un personaggio di rilievo della vita letteraria e culturale statunitense per quasi mezzo secolo. Insieme al marito, il poeta Robert Lowell, fece parte del gruppo di intellettuali che nel 1963 fondò la New York Review of Books. Tra i suoi amici figuravano scrittori come Mary McCarthy, Elizabeth Bishop, Philip Roth, e personalità di spicco del mondo editoriale come Philip Rahv e Jason Epstein. Nacque in Kentucky, da una famiglia numerosa. Il padre aveva simpatie di sinistra e gestiva una piccola attività come idraulico. Ad alienare Hardwick dall’ambiente letterario sudista contribuì sicuramente il fatto di essere cresciuta in una grande città come Lexington. Dopo essersi laureata all’Università del Kentucky ed essersi specializzata in Inglese, si trasferì a New York per studiare alla Columbia e iniziare la carriera di scrittrice freelance. All’inizio degli anni quaranta scrisse il suo primo romanzo, The Ghostly Lover (1945), che catturò l’attenzione di Rahv, direttore della Partisan Review. Nel 1946 Hardwick incontrò Lowell a una festa nel Greenwich Village. Si sposarono nel 1949. Dalla coppia nacque un’unica figlia, Harriet. Insieme vissero in giro per il mondo: nel Midwest, dove, mentre Lowell insegnava all’Università dell’Iowa, Hardwick assistette a un processo per omicidio, motore narrativo del suo secondo romanzo, The Simple Truth (1959); a Firenze e ad Amsterdam, per qualche soggiorno prolungato; a Boston, dove vivevano i genitori di Lowell, aristocratici; e nel Maine, dove trascorrevano spesso l’estate. Nel 1960 tornarono a New York e si sistemarono in un appartamento sulla 67th. Hardwick insegnò anche scrittura, per ritirarsi poi nel 1985. La sua ultima recensione per la New York Review of Books, su Nathanael West, venne pubblicata nel 2003. La sua biografia di Herman Melville apparve invece nel 2000. Ciò da cui più traeva conforto erano i suoi ricordi e il lavoro, come testimoniano Notti insonni (Sleepless Nights) e Seduction and Betrayal: Women and Literature, entrambi pubblicati in Italia da Blackie Edizioni.