lunedì 24 ottobre 2022

Giorgio Tacconi - 50 SFUMATURE DI MILANO - Giacovelli

Giorgio Tacconi
50 SFUMATURE DI MILANO
Incontri con personaggi letterari
in giro per la città

prefazione di Antonio Di Bella
Giacovelli Editore
pp. 340, settembre 2022, Euro 17
ISBN 179-12-81113-02-2 


Il libro

Un percorso fanta-letterario alla scoperta di Milano in compagnia dei personaggi nati dalla penna di Erica Arosio & Giorgio Maimone, Giovanni Arpino, Cletto Arrighi, Riccardo Bacchelli, Luciano Bianciardi, Gianni Biondillo, Massimo Bontempelli, Deborah Brizzi, Dino Buzzati, Paola Calvetti, Sveva Casati Modignani, Carlo Castellaneta, Piero Colaprico & Pietro Valpreda, Carmen Covito, Dario Crapanzano, Giuseppe Culicchia, Sandrone Dazieri, Augusto De Angeli, Emilio De Marchi, Paolo Di Stefano, Carlo Emilio Gadda, Ernest Hemingway, Gabriella Kuruvilla, Alessandro Manzoni, Giuseppe Marotta, Milena Milani, Renato Olivieri, Laura Pariani, Giuseppe Pederiali, Andrea G. Pinketts, Carlo Porta, Francesco Recami, Alessandro Robecchi, Giuseppe Rovani, Luigi Santucci, Giorgio Scerbanenco, Antonio Scurati, Umberto Simonetta, Gianni Simoni, Carlo Tenca, Giovanni Testori, Hans Tuzzi, Alberto Vigevani, Elio Vittorini.

I personaggi, presentati da biografie rigorosamente ricavate dalle opere di riferimento, incontrano il ‘Lettore’ in luoghi della città connessi alle loro vicende e rievocano, in surreali dimensioni temporali, storie drammatiche, grottesche e sentimentali che ben esprimono la molteplice e dinamica identità di Milano.


L'autore

Giorgio Tacconi è nato nel 1956 a Milano, dove vive con sua moglie Silvia. Si occupa di progetti editoriali e di comunicazione. Con l'Associazione Quarto Paesaggio, di cui è presidente, ha creato e cura la Mappa Letteraria Milano su Goggle Maps, con migliaia di citazioni da opere di tutte le epoche, geolocalizzate nei luoghi della città metropolitana milanese citati nel testo. In narrativa, ha pubblicato Sottosopra Cosa succede al cimitero? (Cabila 2008), La selva della seduttrice Viaggio nel verde letterario (Quarto Paesaggio 2011), La versione di Giuda (BookaBook 2017) 

lunedì 17 ottobre 2022

“Mediterranea” fa tappa alla Biblioteca universitaria di Sassari - Dal 18 ottobre al 10 novembre in mostra preziose mappe del “mare nostrum”



Anche la celebre Carta nautica del Mediterraneo, manoscritto miniato cinque-seicentesco, sarà esposta al pubblico alla mostra “Mediterranea. Carte. Isole. Confini.”, dal 18 ottobre al 10 novembre alla Biblioteca universitaria di Sassari, inserita nel programma del Festival Mediterranea. L’evento, curato dall’Associazione Editori Sardi d’intesa con la Biblioteca universitaria di Sassari e in collaborazione con l’Università “L’Orientale” di Napoli, consentirà di apprezzare da vicino il prezioso fondo cartografico della stessa Biblioteca, arricchito da alcuni pregevoli pezzi di collezioni private. La mostra declina il tema di Mediterranea – il “mare nostrum” inteso come ponte tra genti, tradizioni, letterature differenti – attraverso le antiche mappe, spesso vere e proprie opere d’arte, realizzate dal XV secolo in poi: dalla riscoperta della geografia tolemaica da parte del monaco Maximus Planudes, tradotta in latino nel 1406 da Jacopo Angelo di Scarperia, ai nuovi metodi di proiezione del XVI secolo delle due maggiori scuole, quella olandese e quella italiana, con la produzione degli atlanti di Abramo Ortelio (1570) e di Gerardo Kremer detto Mercatore (1595), di Giacomo Gastaldi (1561) e Giovanni Antonio Magini (1620). Accompagna il percorso una rassegna delle bellissime riproduzioni di alcuni manoscritti miniati su pergamena provenienti dai fondi della Bibliothèque nationale de France, che consente di “navigare” attorno alla produzione cartografica sul Mediterraneo: dall’Atlante catalano, realizzato intorno al 1375, alla “Carta del Mare Mediterraneo” attribuita a François Ollive, del 1662, a una veduta particolare della Sardegna e di alcune isole fuori confini tratte dalla seicentesca Description des côtes et des îles de la Médiiterranée fino all’opera Secrets de l’histoire naturelle (1480-1485).
La mostra sarà inaugurata martedì 18 ottobre alle 17,30 da una tavola rotonda cui parteciperanno la presidente dell’AES Simonetta Castia (“Mediterranea. Carte. Isole. Confini.), il direttore della Biblioteca Giovanni Fiori (“Il fondo cartografico della Biblioteca universitaria di Sassari), la docente di Letteratura italiana dell’Università “L’Orientale” di Napoli Roberta Morosini (“Isole mobili. Cartografie letterarie. Note tra Medioevo e Rinascimento”) e lo storico Antonello Mattone (“Cenni sulla cartografia nautica della Sardegna”).
Durante l’incontro si parlerà, in particolare, della visione delle isole, racchiuse dal Mediterraneo, luogo dai contorni indefiniti che le abbraccia e racchiude, sublimate in letteratura e nell’arte, in terre di volta in volta “solitarie, silenziose, assetate, nude, deserte, sconosciute, incantate, talvolta fortunate o beate”.
Il festival letterario Mediterranea. Culture, scambi, passaggi è un appuntamento dedicato alla vasta dimensione, letteraria e culturale, del Mediterraneo. La rassegna – realizzata con il patrocinio e il sostegno di Regione Sardegna, Comune di Alghero e Fondazione di Sardegna – è tornata per il secondo anno nello scorso luglio all’ex Mercato civico con presentazioni, incontri con gli autori, mostre, reading e concerti legati insieme dal filo rosso della diversità letteraria e della mediterraneità.

Giacomo Di Girolamo - MATTEO VA ALLA GUERRA - Zolfo

 

Giacomo Di Girolamo
MATTEO VA ALLA GUERRA
La mafia e le stragi del '92. 
Come tutto ha inizio
Zolfo Editore, collana Le Storie 25
pp. 288, aprile 2022, Euro 18
ISBN 9788832206456



Il libro

È tutto vero. È tutto rimasto finora nell’ombra. 1992: la mafia attacca il cuore dello Stato. 2022: trent’anni dopo, una ricostruzione inedita su quel­le terribili stragi. Perché quella che fu una vera e propria guerra allo Stato è stata ideata con il con­tributo di una mafia segreta e intoccabile. Non solo: la strategia stragista di Cosa nostra servì al giovane boss Matteo Messina Denaro per at­tuare un ricambio generazionale e prendere il comando dell’organizzazione, facendo compiere un salto di qualità alla mafia e trasformandola in maniera profonda, con conseguenze che riuscia­mo a capire solo oggi.

Non è la biografia di Riina o Messina Denaro, né un libro di storia, non si parla di depistaggi, di trattative. Questo libro individua un preciso periodo, i primi anni Novanta, un preciso luogo, la Sicilia occidentale, e lì scava in profondità per raccontare ‒ per la prima volta ‒ il punto cieco in cui nasce una delle pagine più nere di un passato sempre presente.



L'autore

Giacomo Di Girolamo (1977) è giornalista e scrittore. Vive in Sicilia occidentale, si occupa principalmente di mafia, corruzione, tutela del territorio. Direttore del portale www.tp24.it e della radio più ascoltata in provincia di Trapani, RMC 101, conduce ogni giorno una rubrica dal titolo "Dove sei, Matteo?", dove si occupa di Matteo Messina Denaro, capomafia e boss tra i più ricercati al mondo. Proprio su Messina Denaro ha scritto il libro "L'invisibile" (con una ristampa aggiornata del Saggiatore del 2017). Nel 2012 ha pubblicato invece "Cosa Grigia" (Il Saggiatore), un reportage sulla mafia che cambia, denunciando i grandi affari criminali dietro il business dell'eolico, dei centri scommesse, dei grandi eventi, dello spreco dei fondi dell'Unione Europea al Sud. Collabora con il quotidiano Domani. Ha vinto per le sue inchieste il premio "Ambiente e Legalità" di Libera e Legambiente, e il premio Libero Grassi. Nel 2014 è uscito "Dormono Sulla Collina" (Il Saggiatore) , la Spoon River Italiana, dal 1969 ad oggi. Nel 2018, Gomito di Sicilia (Laterza).

venerdì 14 ottobre 2022

Salvatore Requirez - IL LEONE DI PALERMO - Piemme

 

Salvatore Requirez
IL LEONE DI PALERMO
La vita di Ignazio Florio
Piemme, serie Saggi e Attualità
pp. 400, giugno 2022, Euro 18,50
ISBN 978-88-566-8553-4



Il libro

Nel 1799 i Florio arrivano in Sicilia e costruiscono, pezzo dopo pezzo, un impero economico con pochi eguali in Europa. Novantadue anni dopo, Ignazio diventa l'uomo di punta della famiglia. Uomo capace di vivere appieno il suo tempo, travolto dal culto della bellezza e del lusso, vive come un re, tra intuizioni economiche e grossi sbandamenti imprenditoriali; investe in chimere, spende una fortuna tra regali alla moglie Franca e alle sue amanti. Incomprensioni ed errori finanziari, egoismi personali e tragedie familiari scandiscono il ritmo di una storia che naufraga tra delusioni, tradimenti, passioni distruttive, successi, fallimenti.
Il Leone di Palermo è un racconto, dettagliato e accattivante, sulle gesta di un uomo, figlio della sua epoca. Un'opera che si legge come un romanzo e che offre al lettore un'entusiasmante cavalcata che ricostruisce amabilmente il "piccolo mondo antico" tra la fine dell'Ottocento e la prima metà del Novecento. Un tassello indispensabile per conoscere ancora meglio la dinastia Florio - che negli anni ha conquistato milioni di lettori - e gli splendori di una Sicilia memorabile ed epica.


L'autore

Salvatore Requirez è nato a Palermo nel 1957. Direttore sanitario di azienda ospedaliera è appassionato di Storia prevalentemente locale. Cultore di storia dell'automobilismo, ha scritto diversi volumi sulla Targa Florio ed altre memorabili corse, e nel 1998 riceve la targa d'onore al Premio Bancarella Sport. Da lì il suo interesse si è spostato sulla storia della famiglia Florio trattata, sulla base di documenti d'archivio inediti, sia attraverso saggi che romanzi.

giovedì 13 ottobre 2022

#recensione | Francesco D'Adamo | LA TRAVERSATA | Il Castoro

 

Francesco D'Adamo
LA TRAVERSATA
Il Castoro
febbraio 2021, pag. 154, Euro 14
età: 10+

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Francesco D'Adamo ha iniziato la sua carriera di scrittore scrivendo noir per adulti. Dopo ha preferito dedicarsi a quelli che lui definisce “adulti, provvisoriamente di 13-14 anni”, ottenendo peraltro un meritato successo (il suo “La storia di Iqbal” è diventato anche un film animato). Il libro nasce dalle immagini di ciò che rimane dai viaggi e nei viaggi dei migranti, siano esse un paio di ciabatte o una felpa col logo taroccato. Inizia in una notte di tempesta in cui una imbarcazione rimane incagliata nei paraggi della costa; i naufraghi, ricchi solo della loro paura, fuggono, e sulla sabbia rimane uno zainetto, appartiene al piccolo Omar. Un pescatore, Ezechiele, in compagnia del nipote Tonino, undicenne, e da un cucciolo, decide di compiere la traversata (che da' titolo al libro) (“Anche senza leggere i giornali, le storie dei barconi abbandonati alla deriva nel Mediterraneo e dei gommoni semiaffondati che aspettavano i soccorsi tra le onde le conosceva qualunque pescatore. E i pescatori sapevano anche altre storie, ma la pietà e il pudore gli impedivano di raccontarle. Ezechiele non aveva mai capito se arrivare in Italia in quel modo fosse legale o no. Se ne dicevano tante. Ma quando scappi dalla fame, pensava lui, mica stai a fare tanto il sofistico.”). Vuol riportare in Africa lo zainetto alla mamma per far sapere che il suo piccolo è giunto salvo sulle coste italiane. C'è in questa bellissima figura di vecchio pescatore il valore della condivisione, l'importanza dei piccoli gesti. I tre, affrontando il mare aperto, arriveranno all'Isola Che Non C'è (un luogo abitato da tutte le persone che hanno perso la vita in mare), imparando a comunicare con gi abitanti di un mondo sconosciuto. (“Dicevano tutti che non ce l’avrei fatta. E invece sì. Ma non è stato facile, sai? Quel posto è così grande, da perderci la testa. L’Africa pensa un po’!  È che noi non siamo abituati al mondo, avremmo dovuto viaggiare quando eravamo giovani, Caterina, andare in giro, ma come facevamo? A un certo punto mi ero scoraggiato. Pensa che mi volevano arrestare! Ma ho tenuto duro. Certe volte essere un caprone ostinato, come dici tu, serve. L’ho trovata e le ho dato lo zainetto. Era contenta, la dovevi vedere Caterina. Certo, ha pianto, ma erano lacrime di gioia.”). Libro poetico, intriso di una pietas che appare spesso latente nel mondo reale, con un personaggio come Ezechiele (e il suo rapporto con la moglie morta) che rimane fortemente impresso anche a chiusura di libro.

Sergio Albertini