mercoledì 9 settembre 2026

Jean Echenoz - BRISTOL - Adelphi

 
Jean Echenoz
BRISTOL
(titolo originale Bristol, les èditions de minuit, 2025)
traduzione di Giorgio Pinotti
Adelphi
collana Fabula | 440
settembre 2026
pp. 156, € 18.00
ISBN 9788845941436

 
La vita di Robert Bristol – regista con all’attivo una dozzina di non indimenticabili film, sfibranti sfide budgetarie, due matrimoni falliti e un’iperglicemia – sembra destinata al flop: commerciale, erotico, personale. Ma l’arte non conosce gerarchie e Bristol appartiene alla caparbia schiera di chi è votato a un’opera – un’opera che esige una totale sudditanza e divora ogni energia. Non importa dunque che il suo nuovo film, L’oro insanguinato, sia l’adattamento di un romanzo rosa – dovuto alla feconda penna della regina dei bestseller, Marjorie des Marais –, dove la fragile Chloé e l’intrepido Jean-Claude affrontano mille peripezie nel cuore del continente africano, tra spietati mercenari, congreghe di stregoni, mirabolanti segreti e duelli all’ultimo sangue. Né importa che, mentre Bristol, sulle rive del Limpopo, fa i conti con le infinite, inopinate grane che si accompagnano alle riprese in esterni esotici – inclusa l’incursione di feroci miliziani –, a Parigi un solerte ispettore di polizia, Julien Claveau, lo creda coinvolto nella misteriosa morte di un uomo senza identità e cerchi di incastrarlo. Il cinema è «il regno della parte per il tutto, l’impero della sineddoche»: nulla accade davvero al di fuori del campo di ripresa – o comunque non ha peso. Una legge, questa, che forgia dall’interno anche l’architettura di questo romanzo dove tutto è abbaglio, e l’esplosivo, tumultuoso intreccio lascia trasparire l’autentica natura della letteratura – fabbrica di illusioni, incantesimo che agisce – e l’immedicabile malinconia di chi la nutre con la propria esistenza.
 
L'incipit

Bristol è appena uscito dal suo palazzo quando il corpo di un uomo nudo piomba dall’alto sfracellandosi a otto metri da lui. Senza prestarvi attenzione, Bristol si dirige spedito verso la Senna. È autunno, di primo mattino, molto presto per lui, troppo fresco per la stagione, le nove e dieci e sei gradi Celsius.
L’apparente indifferenza di Bristol ha una ragione: i pensieri lo assorbono al punto da restringere il suo campo visivo periferico ed è plausibile che non abbia visto nulla. Né sentito nulla, dato che il rumore dell’impatto è stato all’incirca quello di un sacco di cemento che cade da un’impalcatura, coperto dal frastuono del traffico sul lungosenna, troppo attutito per allarmare chiunque sia anche un minimo distratto. Non c’è nessuno in rue des Eaux, spesso deserta all’inizio della giornata, ma la sorvolano due grandi uccelli bianchi che hanno appena risalito il corso del fiume dalla foce a Le Havre, forse troppo stanchi per il tragitto o troppo presi dalla vista aerea di Parigi per occuparsi dei fatti di cronaca. Eppure questo fa un certo effetto, non capita tutti i giorni che un uomo senza niente addosso precipiti da un piano elevato.
Stamattina, Robert Bristol si è nutrito degli stessi alimenti del giorno prima, del giorno prima ancora, di tutti i giorni precedenti e a venire. In bagno ha letto due o tre pagine di un vecchio romanzo di genere dal titolo Grane in vista!, il cui plot già di per sé confuso gli appare, per via del ritmo saltuario di lettura, ancor più opaco. Ha fatto la doccia, si è rasato sempre nello stesso ordine, cominciando dalla guancia sinistra nel senso del pelo per $nire, in senso inverso, sotto il mento, dopo un passaggio coronato da una smor$a dietro i mascellari dove l’accesso è più dif$cile e lo specchio quasi inutile. E adesso, prendi le medicine. (…)

Jean Echenoz
è uno scrittore francese nato a Orange il 26 dicembre 1947, tra i massimi esponenti della narrativa contemporanea d'Oltralpe. Cresciuto tra l'Aveyron e la Provenza, si è trasferito a Parigi nel 1970, dove ha studiato alla Sorbona e all'École pratique des hautes études. Ha pubblicato il suo primo romanzo, Le Méridien de Greenwich, nel 1979, vincendo il Prix Fénéon. Ha raggiunto il successo di critica e pubblico con romanzi come Cherokee (Prix Médicis 1983) e soprattutto Me ne vado (Je m'en vais, con cui ha vinto il prestigioso Prix Goncourt nel 1999),Ha scritto una celebre trilogia di biografie romanzate dedicate a grandi personaggi storici: Ravel (sulla vita del compositore Maurice Ravel), Correre (Courir, sul maratoneta Emil Zátopek) e Lampi (L'éclair, dedicato a Nikola Tesla). La sua scrittura si distingue per l'ironia, la precisione geometrica della trama, il gusto per il dettaglio minimo e il gioco con i generi tradizionali (come il giallo e l'avventura).


Jean Echenoz incontra i lettori

20 settembre, ore 12:00 - Pordenonelegge
Pordenone, Teatro Verdi- Viale Franco Martelli, 2
con Stefania Auci

21 settembre, ore 18:30
Venezia, Palazzo Diedo, Berggruen Arts & Culture- Cannaregio, 2386
con Chiara Valerio

22 settembre, ore 18:30
Milano, Istituto Francese-Palazzo delle Stelline-Corso Magenta, 63
con Giorgio Pinotti

23 settembre, ore 18:30
Bologna, Mast- Via Speranza, 42
con Giorgio Pinotti  

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