sabato 12 settembre 2026

Marie Ndiaye - AUTORITRATTO IN VERDE - Prehistorica


Marie Ndiaye
AUTORITRATTO IN VERDE
(titolo originale Autoportrait en vert - Mercure de France, 2005)
traduzione di Antonella Conti
postfazione a cura di Ornella Tajani
Prehistorica editore
collana Ombre lunghe
settembre 2026
pp. 174, € 17,00
ISBN 9788831234474

 
È ossessionata dall’apparizione di misteriose figure di donne, tutte vestite di verde, ed è anche tormentata dall’impetuosa Garonna che minaccia di tracimare: la narratrice senza nome di questo romanzo non la smette di andare alla loro ricerca, tra Parigi, Marsiglia e l’Africa.
Ogni incontro rivela differenti aspetti di quelle donne – reali o immaginarie, vive o morte, seducenti o agghiaccianti che siano – e conduce la protagonista sempre più in profondità, dentro la sua stessa ossessione, nell’inquietante esplorazione della propria identità, di una memoria incerta, di una paranoia.
In Autoritratto in verde, il premio Goncourt Marie NDiaye mette così in atto un brillante rovesciamento del classico memoir; mentre strizza l’occhio al realismo magico – come già in La Strega (Prehistorica 2025) –,l’autrice plasma le sue donne in verde, delle presenze femminili che rinviano al materno, rispetto alle quali disegna il proprio «autoritratto».
"La grande scrittrice dell’inquietudine e del malessere, maestra nel suonare le corde del realismo magico" — Postfazione di Ornella Tajani

Marie NDiaye (Pithiviers, 1967), figlia di madre francese e di padre senegalese, che conoscerà solo in età adolescenziale,  pubblica il suo primo romanzo (Quant au riche avenir) presso il leggendario editore Minuit, a soli 17 anni. Raggiunge il successo internazionale con Rosie Carpe (2001), per cui ottiene il prix Femina, narrando la forza distruttiva del ritorno alla terra d’origine. Riceve il premio Goncourt con Trois femmes puissantes (2009), in cui tratteggia i destini sospesi tra Europa e Africa di tre donne capaci di reagire con eroica dignità alle avversità della vita migrante. La traduzione inglese del suo romanzo La Strega (Prehistorica) è entrata nella shortlist dell’International Booker Prize 2026. Oggi è una delle protagoniste della scena letteraria, “le cui sottili incongruenze, gli effetti di straniamento, l’onnipresenza di un latente malessere persecutorio denunciano, al di là di un fantastico di vaga ascendenza kafkiana, la difficoltà d’integrazione e d’appartenenza dell’individuo moderno” – per dirlo con Treccani

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