domenica 4 ottobre 2026

⭐️Nasce Ares Junior: al centro, le storie. Per crescere meglio.


Dopo oltre sessant'anni di libri pubblicati per aiutare gli adulti a vivere meglio, Edizioni Ares apre una nuova pagina della sua storia con uno sguardo ai più giovani: Ares Junior, la collana dedicata ai libri per bambini e ragazzi.
Ares Junior prende il via da un'idea semplice: far scoprire ai bambini storie per diventare grandi. I piccoli lettori, infatti meritano libri belli da leggere e da sfogliare, storie che sappiano far sorridere, emozionare, sorprendere e lasciare una traccia. Insomma, ai più piccoli spetta il meglio. 
Il nuovo progetto editoriale è nato da un'idea di Caterina Ceriani, direttrice di collana e di Isabella Salmoirago, consulente strategico. L'obiettivo è quello di portare in libreria sia albi illustrati che narrativa capaci di accompagnare la crescita dei lettori senza rinunciare alla qualità della scrittura, delle illustrazioni e dell'esperienza di lettura.
«Ogni libro nasce dalla ricerca di una storia che abbia qualcosa di speciale da raccontare ai più piccoli. Una storia che faccia sorridere (anche con un po’ di ironia), che lasci una domanda o stupisca con una piccola meraviglia. Porto in Ares questo progetto perché credo che i libri per bambini restituiscano anche agli adulti uno sguardo nuovo sul mondo. Ares Junior vuole essere proprio questo: uno spazio per storie che crescono insieme ai loro lettori». - Caterina Ceriani, Direttrice di collana
Per Ares Junior una storia viene sempre prima del messaggio. Non libri che spiegano, ma libri che raccontano. Non lezioni travestite da racconti, ma personaggi e avventure con cui identificarsi, da amare e ricordare. 
«Sono davvero entusiasta di questa nuova avventura in Ares Junior. È un progetto editoriale che nasce con tutte le carte in regola: incentrato sulle belle storie e sulla qualità dei testi e delle immagini, proprio come piace a me! E sono sicura che arriverà al cuore dei giovani lettori e lettrici, con tante storie per crescere e per sognare». - Isabella Salmoirago, consulente strategico
Le storie che entreranno nel catalogo parleranno di amicizia e famiglia, di scoperta e meraviglia, di coraggio e crescita. Racconteranno il mondo nella sua complessità e nella sua bellezza, con uno sguardo pieno di curiosità, umanità e speranza.


Nicolino Sapio - NINO - Töpffer

 
Nicolino Sapio
NINO
Il bambino nascosto

Töpffer
collana Fotografia e parola
ottobre 2026
pp. 254, euro 18
ISBN 9788888151595

 
Nicolino Sapio dà voce e memoria a una piaga storica ed etica che ha segnato il Novecento: la condizione dei figli dei lavoratori stagionali italiani in Svizzera. A causa di severe disposizioni normative e di rigidi calcoli economici legati allo statuto dello Saisonnier, a migliaia di bambini immigrati fu negato il diritto al ricongiungimento familiare, costringendoli a vivere nascosti in casa, senza scuola né amici, nel costante terrore di essere scoperti e rimpatriati dalla polizia di frontiera.
Nell'estate del 1971, nel paesino calabrese di Macchia, il piccolo Nino trascorre le sue giornate tra giochi al fiume con i compagni e i misteri del mondo degli adulti. Quando il padre Franchino ottiene un contratto da stagionale a Zurigo, la madre Giulianella rifiuta di separare la famiglia e decide di seguirlo con il figlio. Per il piccolo Nino ha inizio un viaggio drammatico: prima nascosto sulla cappelliera del treno per eludere i controlli di frontiera a Chiasso, poi chiuso dentro una valigia per attraversare la stazione di Zurigo, fino alla reclusione forzata in una mansarda di sedici metri quadri in Kleine Straße. Costretto al silenzio, a camminare senza far scricchiolare il legno e a non affacciarsi mai alla finestra, Nino incarna lo sguardo puro e ferito dei "bambini nell'armadio".
 
«I fatti a cui la storia si ispira hanno triste riscontro nella realtà dei lavoratori stagionali migrati in Svizzera durante il secolo scorso», sottolinea l'autore nella sua nota. «Lo scandalo dei bambini nascosti è una macchia nella storia delle migrazioni moderne, un capoverso doloroso che ha visto troppi figli costretti a vivere in condizioni inumane per la scelleratezza di leggi e freddi calcoli economici che nell'infanzia immigrata vedevano un peso o una minaccia».
 
Nicolino Sapio
è un fotoreporter italiano naturalizzato svizzero. Si è formato presso l’accademia John Kaverdash di Milano, e per oltre dieci anni ha lenito la propria sete di umanità affiancando Ong e associazioni come fotografo negli slum tailandesi, negli orfanotrofi in India, nei villaggi ruandesi. Maturata l’esigenza di un approccio narrativo che raccontasse senza imporre, ha virato la propria carriera verso le sponde del fotogiornalismo, studiando come allievo di Massimo Mastrorillo. Ha pubblicato, tra gli altri, sulla celebre rivista tedesca Stern Crime, è stato selezionato nella shortlist del Nannen Preis 2019 e ha ricevuto una menzione d’onore al Tokyo International Photo Award 2021. Per Töpffer ha pubblicato, insieme a Valerio Evangelista, Km 21, il racconto di una triste e orribile vicenda svoltasi durante la guerra serbo-bosniaca.

Guido Morselli - MI SONO CONOSCIUTO NEL SOGNO - Adelphi

 
Guido Morselli
MI SONO CONOSCIUTO NEL SOGNO
Diario

nuova edizione ampliata a cura di Valentina Fortichiari
prefazione di Giuseppe Pontiggia
Adelphi
La collana dei casi, 18
2026
pp. 441, € 26
ISBN 9788845941030


A partire dal 1938, e pressoché sino alla morte, avvenuta nel luglio del 1973, Guido Morselli tenne un diario dove annotava le sue riflessioni sui temi più svariati. Puntigliosamente, da eterno dilettante – dietro il quale si celava un talento ben più saldo di quello di tanti illustri contemporanei –, Morselli prende spunto dalle letture, dagli incontri, dai fatti della vita per chiarire a sé stesso cosa pensare. E spesso pensa con la mente dei personaggi che ha creato, aiutandoci così a penetrare nel suo mondo speculativo e fantastico, e a comprendere i suoi procedimenti narrativi. Non solo: come ha notato Giuseppe Pontiggia, Morselli «rivive scene già descritte, le integra con una memoria visionaria, apprende particolari retrospettivi, conversa con i personaggi» – come se questi abitassero in permanenza il suo io plurimo. C’è difatti, in queste note di diario, una freschezza, un’acutezza, che subito ricolleghiamo al memorabile narratore dei romanzi e al delicato tessuto di pensiero che questi sottintendono. Come anche vi ammiriamo l’agilità mentale e il lucido equilibrio che gli consentono di elaborare posizioni teoriche – per esempio sulla crisi del romanzo – così originali e in anticipo sui tempi da condannarlo alla solitudine e all’emarginazione. Per lui, del resto, la vita spirituale implica due elementi: «una scelta, e la fedeltà a quello che si è scelto. Così nell’amore, così nei nostri rapporti coi luoghi e con le cose (non li possediamo, se non ci dedichiamo a essi con costanza, senza intermittenze); così nel conoscere». I sogni e le annotazioni di carattere più intimo, infine, aprono uno spiraglio prezioso sulla persona Guido Morselli: per usare ancora le parole di Pontiggia, «quando si esamina allo specchio, Morselli ha l’occhio visionario e oggettivo dei maestri dell’autoritratto. Sono le pagine più intense, e più importanti espressivamente, del diario».

Francesca Marzia Esposito - STORIA DELLA MIA FAME - 66thand2nd


Francesca Marzia Esposito
STORIA DELLA MIA FAME
66thand2nd
collana Bookclub
ottobre 2026
pp. 276, € 18
ISBN 9788832975086


«Sono una donna che ha superato i quarant’anni ma non i quaranta chili. Ero una ragazza normopeso, una volta. Sembra di parlare di un’estranea».
Francesca Marzia convive da anni con un disturbo alimentare. È iniziato tutto in modo innocuo, dal desiderio di perdere qualche centimetro sulle cosce un’estate in cui lo sguardo degli altri le era sempre addosso e il suo, di sguardo, era sempre addosso alle coetanee. Basta moderarsi durante i pasti, fare qualche rinuncia. Ma il cibo è dappertutto, il cibo è un rumore assordante, è il fulcro di ogni momento passato in compagnia degli altri, e la bilancia un mentore severo e crudele. E così inizia una vita condotta per sottrazione, dove l’unica costante è il salto del pasto e i numeri soppiantano le amicizie. Il suo desiderio di presentare un’immagine di sé che rispecchi quel che ha dentro non fa che avvicinarla a una sparizione.
Con una schiettezza lirica e feroce, Storia della mia fame ricostruisce il percorso tortuoso attraverso cui l’anoressia si appropria del corpo e della mente di una persona, diventando, al tempo stesso, una parte inscindibile dell’identità di sé.
 
Francesca Marzia Esposito
vive a Milano e lavora come editor freelance. Laureata al Dams di Bologna, ha conseguito un master in Scrittura per il cinema all’Università Cattolica di Milano. Ha esordito nel 2015 con il romanzo La forma minima della felicità (Baldini & Castoldi), cui sono seguiti Corpi di ballo (Mondadori, 2019) e il saggio narrativo Ultracorpi (minimum fax, 2024). Nel 2025 ha pubblicato Materiali resistenti con HarperCollins Italia, con cui ha vinto la prima edizione del premio Vera Slepoj.

Colin Higgins - HAROLD E MAUDE - Blackie edizioni

 
Colin Higgins
HAROLD E MAUDE
(titolo originale Harold and Maude, J.B. Lippincott Company, 1971)
traduzione di Davide Martirani
Blackie edizioni
settembre 2026
pp. 176, €18,90
ISBN 9791281631861


Harold, un giovane di vent’anni stanco e ossessionato dalla morte, incontra Maude, un’ottantenne senza paure e traboccante di vita. Tra i due nasce un’amicizia profonda e inaspettata, che si trasforma in un amore capace di sfidare qualsiasi pregiudizio. Insieme scopriranno il valore dell’autenticità, della libertà e della gioia di vivere, in una storia che mescola umorismo nero, tenerezza e una critica sottile alle regole della società. Resa immortale nel 1971 dall’omonimo film di culto, Harold e Maude è una delle storie d’amore più dolci e inconsuete mai raccontate.
 
Colin Higgins
(1941–1988) fu uno sceneggiatore, attore, regista e produttore australiano-americano. Nato a Nouméa, Nuova Caledonia, da madre australiana e padre statunitense, crebbe a Sydney. Dopo il liceo si trasferì a Redwood City, California, frequentando Stanford con una borsa di studio, che ottenne per la sua passione per il teatro. Si spostò a New York, frequentando l’Actors Studio senza successo, poi lavorò come fattorino per ABC. Arruolatosi nell’esercito, servì in Germania per il giornale Stars and Stripes. Tornato a Stanford, si laureò in scrittura creativa. Alla UCLA, la sua tesi divenne la sceneggiatura di Harold and Maude (1971), film cult diretto da Hal Ashby con Bud Cort e Ruth Gordon, musica di Cat Stevens. Scrisse anche Silver Streak (1976), poi diresse Foul Play (1978), 9 to 5 (1980) con Jane Fonda, Lily Tomlin e Dolly Parton, e The Best Little Whorehouse in Texas (1982).
Nel 1986 fondò la Colin Higgins Foundation per giovani LGBTQ+. Apertamente gay, morì di AIDS a Beverly Hills il 5 agosto 1988, a 47 anni.