Nella nostra esistenza la morte resta l’evento ineluttabile per eccellenza, anche se oggi si vive come se si fosse immortali. La morte viene rubata all’uomo, come se fosse qualcosa di osceno, e la nostra vita rischia di non avere più un confronto con il momento della propria finitudine. Il libro è una forte – e insieme consolante – reazione alle ideologie dell’edonismo che confina l’esperienza della morte nello spazio degli emarginati o della incoscienza.
Enzo Bianchi (Castel Boglione, 3 marzo 1943 – Torino, 1º settembre 2026) è stato un monaco cristiano e saggista italiano, fondatore della Comunità monastica di Bose, a Magnano, della quale è stato priore fino al 2017. ha insegnato teologia biblica alla facoltà di filosofia dell’Università San Raffaele di Milano e collaborato con La Stampa , La Repubblica, Avvenire e Jesus . Tra i suoi testi, che coniugano spiritualità cristiana e cammini di umanizzazione, ricordiamo i più recenti: Una lotta per la vita. Conoscere e combattere i peccati capitali , San Paolo, Cinisello Balsamo 2011; Perché avete paura? Una lettura del Vangelo di Marco , Mondadori, Milano 2011; Le vie della felicità. Gesù e le beatitudini , BUR, Milano 2011; per EDB, insieme a Luigi Ciotti ed Ernesto Olivero, ha pubblicato Michele Pellegrino. Padre della Chiesa padre della città (2012).

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