Angela Borghesi
SULLE RIVE DEL GANGE
La cultura filosofica di Elsa Morante
Quodlibet
collana Elements
2026
pp. 360, € 25,00
ISBN 9788822925589
«Io credo veramente a tutto quello che ho scritto in quella canzone. Insomma, mi pare ormai di aver capito il segreto della felicità. L’ho capito, ma non sono capace di trasformarmi in quello!» Così Elsa Morante in una lettera del gennaio 1968 sulla canzone dedicata ai Felici Pochi e agli Infelici Molti del suo poema Il mondo salvato dai ragazzini. Un «segreto» inseguito e indagato attraverso uno studio assiduo, dove il pensiero di filosofi occidentali dialoga con i classici della sapienza orientale. L’esito è una nuova concezione dell’esistenza, un’ontologia cosmica, non antropocentrica, che caratterizza tutta la seconda fase dell’opera morantiana, nel segno di una profondità speculativa finora per lo più misconosciuta.
IT. L’opera di Elsa Morante è considerata da tempo uno dei vertici della letteratura italiana del Novecento. Tuttavia l’immagine critica dell’autrice risulta ancora condizionata dal preconcetto, non immune da pregiudizi di genere, che la sua qualità prevalente sia un talento istintivo, alimentato soprattutto dalla nativa sensibilità per le emozioni e i sentimenti. Da questa monografia di Angela Borghesi, frutto di uno studio analitico dei libri morantiani conservati presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma (spesso attentamente postillati), emerge una prospettiva assai diversa. Interessata da sempre a questioni filosofiche (precoci le letture di Platone e Schopenhauer) e antropologiche (centrale la figura dello storico delle religioni Mircea Eliade), nell’intervallo che separa L’isola di Arturo (1957) dalla Storia (1974) Morante elabora una visione complessiva del mondo, una concezione dell’esistenza cosmica e non antropocentrica, che si nutre di una quantità di riferimenti filosofici, mettendo in dialogo il pensiero di Simone Weil e l’ontologia dell’immanenza di Spinoza con la sapienza orientale: l’Induismo, il Buddhismo, il Taoismo, il Buddhismo Zen. In questa luce, un ruolo cruciale assumono sia il saggio Pro o contro la bomba atomica (1965), sia e soprattutto Il mondo salvato dai ragazzini (1968), composita raccolta in versi che non a caso Morante definisce a più riprese, anche negli ultimi anni, il suo libro migliore. Ma forte è l’impronta che queste letture lasciano anche sui due grandi romanzi successivi, La Storia e Aracoeli (1982), per quanto riguarda sia il disegno d’insieme, sia i caratteri e i destini dei personaggi. Alla luce di questa indagine Elsa Morante si rivela insomma una personalità artistica in cui la creatività letteraria va di pari passo con la riflessione filosofica sul mondo, sul senso degli eventi e dei fenomeni.
Angela Borghesi insegna Letteratura italiana contemporanea all’Università Bicocca di Milano. Dopo le monografie su Giacomo Debenedetti e Francesco De Sanctis, ha continuato a dedicarsi alla storia della critica letteraria con il volume Genealogie (Quodlibet 2011). Ha pubblicato saggi su autori italiani del Novecento quali Caproni, Nove, Grisoni, Zanzotto, Fenoglio, Calvino; dai più recenti studi sull’opera di Elsa Morante e di Anna Maria Ortese sono nati il volume Una storia invisibile. Morante Ortese Weil (Quodlibet 2015), e la raccolta di inediti e dispersi di Anna Maria Ortese, Le Piccole Persone. In difesa degli animali e altri scritti (Adelphi 2016).

Nessun commento:
Posta un commento