Buongiorno Flor, finalmente i nostri lettori possono fare la tua conoscenza, anche se per ora soltanto a distanza.
Puoi fare in poche parole una presentazione di te stessa, come scrittrice e come donna impegnata anche in altre attività?
Buongiorno, è un piacere salutare i lettori della
bella casa editrice Il ramo e la foglia edizioni, che ringrazio molto
per avermi aperto le porte.
Credo che, come scrittrice e donna
lavoratrice, affronto come tutti le sfide della mia generazione e
della mia classe sociale. Forse tutti noi autori nutriamo il sogno o
la fantasia di poterci dedicare esclusivamente alla scrittura, ma è
evidente che per la maggior parte di noi questo non è possibile.
Perciò dobbiamo adattarci e rendere compatibili le ore che
dedichiamo alla scrittura e alla lettura al nostro lavoro e non solo:
ci sono anche gli impegni familiari e il tempo da dedicare alle
amicizie. Nel mio caso, lavoro come docente all’Università di
Buenos Aires da più di venti anni e, in questo senso, mi ritengo
molto fortunata perché mi trovo nel contesto del mondo delle idee e
perché mi rimane molto tempo libero per la mia attività di
scrittrice. E aggiungo che “tempo libero” è un elemento
fondamentale per noi scrittori, perché possiamo continuare a
scrivere e a leggere; ciò è essenziale per il nostro lavoro anche
se non lo possiamo considerare un tempo remunerato. In particolare
questo vale per noi scrittori nati e operanti in regioni del mondo
instabili e martoriate, dove sono molto pochi gli autori che hanno
ottenuto la “professionalizzazione” della propria
scrittura.
Completo le informazioni su me stessa dicendo che sono
madre e che in questo momento mio figlio è entrato nella maggiore
età. Devo però aggiungere che per molti anni la cura e l’educazione
del figlio erano altri fattori che hanno aggiunto complessità alla
pratica della professione. Comunque la scrittura possiede la forza
per farsi spazio e per superare ogni ostacolo. Si dorme di meno, si
rubano ore al lavoro: è una pulsione che, parlo per me, non potrei
tenere a freno. Il mio primo libro è stato pubblicato nel 2015
grazie a un concorso letterario che avevo vinto con il mio romanzo
“Tette”, ma posso dire di essermi dedicata alla scrittura da una
vita, senza sapere se sarei mai riuscita a farmi pubblicare. Ci sono
molti preconcetti sull’immaginario dello scrittore, per esempio che
vive in un mondo di privilegi, di considerazione e riconoscimenti, ma
non sempre è così. In questo mondo bisogna stare sul pezzo e
lottare giorno dopo giorno. Eppure, nonostante tutto, non riuscirei
mai a immaginare un mondo senza libri.
Grazie. Per
concludere, puoi sintetizzare la trama e la poetica del romanzo “Gli
accidenti geografici” che Il ramo e la foglia sta per pubblicare e
dirci come si colloca rispetto ai tuoi lavori già usciti in Italia?
(“Tette”, “La seconda lingua madre”, “Polpa”)
“Gli accidenti geografici” è un romanzo che parla dell’amore e
delle relazioni umane, ma non in chiave realistica. Ho immaginato una
specie di multiverso, dove una stessa coppia si conosce o procede
nella propria relazione in differenti geografie. Oslo, Roma, Buenos
Aires e Manta in Ecuador. Il clima, la geografia e la società
modificano le maniere per costruire un vincolo. È un romanzo sulle
infinite possibilità e allo stesso tempo una storia di Doppelgänger,
di chi siamo agli occhi dell’altro.
Nella mia letteratura cerco
sempre di proporre contenuti differenziati. Amo particolarmente
esplorare i generi e forse questa inquietudine nasce dalla mia
formazione cinematografica. Per questo, benché tutti i miei libri
abbiano in comune una certa ossessione legata al corpo e alle
relazioni, “Tette” è un romanzo realista e pop, quasi una
commedia drammatica, mentre “Polpa” è una distopia di body
horror e sessualità esplicita in una società che proibisce il
dolore, e “La seconda lingua madre” è una storia cyberpunk su
una maternità mostruosa e malata. Tre miei romanzi sono stati
tradotti in italiano da Giovanni Barone, ormai esperto della mia
scrittura e dotato di intelligenza e sensibilità enormi. Con i
quattro romanzi tradotti in italiano, credo che ci si possa fare
un’idea abbastanza completa del mio lavoro e della mia ricerca
creativa.
Grazie Flor, ti auguriamo un
percorso letterario ricco di contributi sempre più importanti e
speriamo che il filo che ci unisce alla tua scrittura sia sempre più
forte e stimolante e anche di poter leggere in futuro altre tue
opere.
Grazie di cuore e buona lettura a chi vorrà confrontarsi
con i suggestivi contenuti del tuo romanzo “Gli accidenti
geografici”.
Sono io che ringrazio voi e tutti i lettori
italiani. Per me è un onore immenso che la letteratura argentina
possa essere letta nel vostro paese, al quale mi legano lacci
familiari e che, come viaggiatrice, amo profondamente. Verranno altri
libri senz’altro; è un impulso per me impossibile da trattenere.

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