Gioacchino Strano
GIOVANNI ZIMISCE
Diplomazia e grandezza militare nella Bisanzio del X secolo
Graphe.it edizioni
collana I Condottieri | 20
ottobre 2026
pp. 154, euro 15,00
ISBN 9788893722841
Nella lunga storia dell'impero bizantino, pochi sovrani incarnano con altrettanta nitidezza la contraddizione tra violenza del potere e grandezza di governo quanto Giovanni Zimisce. Salito al trono nel 969 attraverso la congiura e l'assassinio dello zio Niceforo II Foca, egli avrebbe potuto restare nella memoria come un usurpatore. Invece la storia lo consegna tra i più abili condottieri e diplomatici che Costantinopoli abbia mai espresso.
In questo saggio, Gioacchino Strano ricostruisce con rigore e fluidità narrativa un regno breve ma denso — sette anni (969–976) — durante i quali l'impero si espanse tanto in Occidente quanto nel Vicino Oriente, portando le armate bizantine fin quasi alle porte di Gerusalemme. Il profilo che emerge non è quello del semplice guerriero: Zimisce si rivela stratega politico capace di tessere alleanze con la Chiesa e con la grande aristocrazia, mentre sul campo di battaglia esprimeva una tattica militare di rara efficacia.
Un libro che invita a rileggere il Medioevo orientale attraverso la figura di un protagonista spesso trascurato dalla saggistica italiana — e che dimostra quanto la Bisanzio del X secolo fosse un laboratorio politico di straordinaria modernità.
L'attività di ricerca di Gioacchino Strano si concentra sui legami fra retorica e politica nella cultura bizantina. Si è interessato di agiografia, di omiletica, di poesia e di epistolografia, pubblicando, fra gli altri lavori, l’edizione critica della Corrispondenza di Leone Choirosphaktes (IX-X secolo) (Catania 2008), l’edizione critica del Carme apologetico di Nicola Muzalone (XI-XII secolo) (Acireale-Roma 2012), il poema di Nicola, vescovo di Corcyra, fonte importante sul ruolo di Corfù nelle relazioni fra l'area epirotica e il Mezzogiorno d'Italia (Tessalonica 2020). Nell'ottobre 2023 è uscita l'edizione critica, per la Bibliotheca Teubneriana Graeca et Latina, delle opere di Costantino Rodio (in collaborazione con Claudio De Stefani).
Altri suoi campi d’indagine sono i rapporti fra centro e periferia nell’Impero bizantino, le relazioni fra Bisanzio e l’Armenia e la storia sociale e culturale dell'Italia meridionale bizantina e postbizantina.


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