50 PASSI NELLA STORIA DEL CINEMA
contributi di Alberto Boschi
CUE Press
Collana I saggi
2018
pp. 146, 7 ill. a colori, € 22.99
ISBN 9788899737641
contributi di Alberto Boschi
CUE Press
Collana I saggi
2018
pp. 146, 7 ill. a colori, € 22.99
ISBN 9788899737641
Il cinema è un’arte giovane, per questo la sua storia è fatta di grandi passi. In questo volume ne sono stati selezionati cinquanta.
Una guida per orientarsi nella caleidoscopica storia della cinematografia mondiale.
Un progetto di Giacomo Manzoli, che si avvale di importanti contributi.
Uno strumento imprescindibile e basilare per conoscere il cinema e saper guardare oltre lo schermo.
Il primo kolossal della storia durava 13 minuti, quando i film ne duravano al massimo tre: era il 1902, e Georges Méliès, illusionista prestato al cinema, spediva persone sulla Luna. Da lì è una catena di prime volte, alcune ben note, altre meno: Griffith, per esempio, non ha ‘inventato’ il primo piano, l’ha solo reso invisibile; Welles ha fatto scavare il pavimento per inquadrare, e il pubblico ha scoperto che anche i set hanno un soffitto.
Poi ci sono qui film sopravvissuti per un soffio: il negativo dell’Âge d’or di Buñuel è stato salvato da un visconte mentre la polizia ne distruggeva le copie. La regola del gioco di Renoir, invece, persa sotto le bombe della Seconda guerra mondiale, è ricomparsa vent’anni dopo a Venezia. E la Giovanna d’Arco di Dreyer è stata ritrovata in un manicomio norvegese.
E poi ancora, dietro ogni set, ci sono anche storie di ripieghi e rifiuti: De Sica che dice no a Cary Grant per Ladri di biciclette, Fellini che prima di diventare Fellini ammorbidisce il copione di Roma città aperta, la danza della Morte del Settimo sigillo ballata da turisti di passaggio.
Sono alcune delle storie di 50 passi nella storia del cinema: cinquanta film, da quel 1902 fino ai giorni nostri, raccontati in cinquanta schede, con minuzia di dettagli e curiosi aneddoti.
Giacomo Manzoli è professore ordinario di Storia del Cinema Italiano presso l’Università di Bologna, dove ha presieduto il corso di Laurea in Dams e il corso di Laurea Magistrale in Cinema, Televisione e Produzione Multimediale. Le sue attuali ricerche riguardano principalmente l’industria cinematografica italiana e la cultura popolare. Fra le sue pubblicazioni, oltre a decine di saggi su riviste e volume italiani e stranieri, Voce e silenzio nel cinema di Pier Paolo Pasolini (Pendragon, 2001), Cinema e letteratura (Carocci, 2003), Da Ercole a Fantozzi. Cinema popolare e società italiana dal boom economico alla neotelevisione, 1958-76 (Carocci, 2012: vincitore del Premio Limina 2014 per il miglior libro italiano di cinema), Joel e Ethan Coen (Marsilio, 2013). Giorgio Avezzù è assegnista di ricerca presso il dipartimento di Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo dell’Università Cattolica di Milano. Si occupa dei rapporti tra cinema e geografia, di schermi e archeologia dei media, e di dati per l’analisi e la distribuzione digitale di contenuti audiovisivi. Claudio Bisoni è professore associato presso il Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna, nel corso di Ricezione e Consumo dei Media e Storia e Metodologia della Critica Cinematografica. Si occupa dei rapporti tra critica, estetica e processi culturali. Tra le sue pubblicazioni: Brian De Palma (Le Mani, 2002); La critica cinematografica. Metodo, storia e scrittura (Archetipolibri, 2006); Gli anni affollati. La cultura cinematografica italiana (1970-1979) (Carocci, 2009), Elio Petri. Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (Lindau, 2011). Si è occupato delle nuove forme narrative nel contesto dei new media. Ha curato (con Veronica Innocenti) Media Mutations. Gli ecosistemi narrativi nello scenario mediale contemporaneo. Spazi, modelli, usi sociali (Mucchi, 2013). Suoi saggi e articoli sono apparsi in volumi collettivi e su varie riviste, tra le quali «La valle dell’Eden», «Fotogenia», «Close-up», «Bianco e Nero», «Cinéma & Cie», «Fata morgana» e «The Italianist». Michele Fadda è professore associato presso il Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna, dove insegna Storia del Cinema Nordamericano e Cinema e Studi Culturali. Si occupa principalmente di cinema hollywoodiano, con particolare riferimento alla storia culturale del cinema statunitense e ai caratteri estetici dei film contemporanei. Paolo Noto è professore associato presso l’Università di Bologna. Il suo lavoro di ricerca è dedicato al cinema italiano del dopoguerra, in particolare a questioni relative ai generi, alla produzione e all’economia, alle pratiche di consumo e alla ricezione critica. Ha scritto Il cinema neorealista (Archetipolibri, 2010, con Francesco Pitassio), Dal bozzetto ai generi. Il cinema italiano dei primi anni Cinquanta (Kaplan, 2011) e curato The Politics of Ephemeral Digital Media (Routledge 2016, con Sara Pesce). Sara Pesce è professore associato presso l’Università di Bologna. Si occupa di studi sulla performance in ambito anglo-americano, di studi sulla celebrità e sulla memoria culturale nell’ambito cinematografico e audiovisivo – in senso ampio – di ricerca su cinema e moda. Tra le sue pubblicazioni: Dietro lo schermo. Gli immigrati ebrei che hanno inventato Hollywood (1924-46) (Carocci, 2005), Memoria e immaginario. La seconda guerra mondiale nel cinema italiano (Le Mani, 2012), Imitazioni della vita. Il melodramma cinematografico (Le Mani, 2007), Laurence Olivier nei film. Shakespeare, la star, il carattere (Le Mani, 2012). Ha curato e contribuito a un volume su temporalità, memoria e forme paratestuali nel mediascape contemporaneo: The Politics of Ephemeral Digital Media, (Routledge 2016, con Paolo Noto).







Nessun commento:
Posta un commento