GALLERIA ANTICO EGITTO AL CASTELLO SFORZESCO
Guida breve
Officina Libraria
collana Guide
ottobre 2026
176 pp 176., 156 ill. a colori, € 18,00
ISBN 9788833673806
La guida accompagna il nuovo percorso espositivo permanente dedicato all’Antico Egitto all’interno del Castello Sforzesco di Milano. Il percorso di visita, che comprende più di trecento reperti, offre una panoramica completa della civiltà dell’Antico Egitto, attraverso papiri, sarcofagi, statue e piccoli manufatti in pietra, bronzo, terracotta e faience, fino a oggetti in legno legati alla vita quotidiana. La raccolta, che fa parte delle collezioni archeologiche del Comune di Milano, nasce nel pieno dell’egittomania che percorre l’Europa agli inizi dell’Ottocento, ma vanta anche un importante nucleo di reperti proveniente dagli scavi condotti tra il 1934 e il 1939 da Achille Vogliano nell’oasi del Fayum. Il percorso di visita documenta la storia millenaria della civiltà faraonica, dall’epoca predinastica fino alle soglie della conquista islamica, attraverso una serie di sezioni tematiche che offrono al pubblico la possibilità di comprendere gli aspetti più rilevanti di questa cultura. La guida offre una selezione delle opere più significative tra quelle esposte, consentendo di apprezzarne la qualità esecutiva, il significato e il valore documentario. Il particolare valore attribuito alla raffigurazione e alla scrittura dalla civiltà dell’Antico Egitto viene illustrato attraverso una selezione di reperti, legati sia alla vita quotidiana sia all’aldilà. La memoria culturale dagli antichi abitanti della valle del Nilo viene presentata in tutti i suoi aspetti attraverso corredi funerari, immagini di uomini e dèi, amuleti e oggetti di uso quotidiano.
INTRODUZIONE di Anna Provenzali
Questa guida breve, pensata come supporto alla visita della nuova Galleria Antico Egitto al Castello Sforzesco, offre un'introduzione alla civiltà dell'antico Egitto, presentata nei suoi aspetti salienti grazie a un'accurata selezione dei reperti della collezione civica. I testi che introducono e che accompagnano le opere consentono di comprenderne l'uso e il significato in quello che era il contesto sociale e simbolico di appartenenza. Il percorso espositivo è articolato in sei sezioni tematiche che trovano qui riflesso nei diversi capitoli della guida. La natura della collezione milanese, costituitasi a partire da collezioni antiquarie e arricchitasi con materiali provenienti dagli scavi regolari condotti negli anni Trenta del Novecento nell'Oasi del Fayum, ha orientato le scelte espositive e la configurazione del percorso di visita. La pertinenza della maggior parte dei reperti alla sfera funeraria spiega l'ampio spazio dedicato a questo ambito, particolarmente significativo per la cultura dell'antico Egitto; la guida illustra le motivazioni concettuali e spirituali alla base delle pratiche funerarie e dell'elaborato corredo che accompagna il defunto nel suo viaggio ultraterreno. La devozione nei confronti del divino, di cui gli antichi abitanti del Nilo percepivano l'azione in ogni aspetto della loro esistenza, è un ulteriore tema che viene affrontato, fornendo al visitatore gli strumenti per comprendere ritualità a noi estranee, come la mummificazione di animali di diverse specie a scopo votivo. Le ritualità funerarie e di culto sono connesse all'organizzazione della società e al ruolo che in essa rivestono il faraone,garante di maat, l'equilibrio cosmico da cui dipende la sopravvivenza di tutto il creato, e chi opera per suo conto, siano funzionari, scribi o artigiani. Nell'antico Egitto, d'altronde, l'arte e la scrittura non sono meri strumenti di espressione e comunicazione, ma potenti mezzi capaci di agire sulla realtà e sul corso degli eventi. L'importanza del ricordo e della memoria, sia in ambito sociale sia nella sfera personale e familiare, si riflette non solo nei monumenti grandiosi che ancora dominano il paesaggio egiziano, ma anche in tante opere che sono esposte nella Galleria. I materiali provenienti dagli scavi condotti negli anni Trenta del secolo scorso nell'Oasi del Fayum conducono il visitatore dalla fondazione del tempio A di Medinet Madi (Il millennio a.C.) al periodo tolemaico e romano, epoca di grandi trasformazioni segnata dall'incontro con il mondo ellenistico e, in seguito, all'annessione all'Impero Romano. Il cambiamento del linguaggio formale in campo artistico andò di pari passo con i mutamenti sociali che interessarono il paese. La perdita dell'indipendenza politica non significò però la fine degli antichi dèi, che cambiarono aspetto e che accolsero nel loro pantheon nuove entità; nulla di stupefacente per un popolo che riteneva di poter conoscere l'essenza e il volto del divino solo dopo la morte. I secoli di dominio tolemaico e poi romano aprirono la conoscenza dell'Egitto a tutto il Mediterraneo; se la diffusione del culto di Iside nell'area mediterranea e oltre è uno dei fenomeni più eclatanti, anche il mito della sua arcana sapienza venne alimentato dalla progressiva scomparsa della conoscenza del geroglifico. La diffusione del Cristianesimo nel paese, a partire dai primi secoli, segna l'ultima tappa del percorso espositivo. Gli oggetti esposti, con la loro concretezza, sono lo strumento più immediato per entrare in contatto con questa antica civiltà, che diede all'immagine e alla scrittura un potere e un ruolo ineguagliato. Ai visitatori va il nostro invito a guardare queste opere con attenzione e curiosità: possono offrirci nuovi spunti per vedere da angolature diverse anche il mondo che ci circonda.
Sabrina Ceruti, egittologa, è consulente della Sezione Egizia del Civico Museo Archeologico di Milano.
Anna Provenzali è la conservatrice responsabile del Civico Museo Archeologico di Milano.

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