Raoul Vaneigem
LA RESISTENZA AL CRISTIANESIMO
Le eresie dalle origini al XVIII secolo
(titolo originale La résistance au christianisme. Les hérésies des origines au XVIII-ème siècle, Fayard. 1993)
nota all'edizione italiana di Sergio Ghirardi Sauvageon
traduzione di Margherita Tepore
prefazione di Bill Brown
postfazione di Raoul Vaneigem (Al di là della religione, che fino alla disillusione finale era il cuore di un mondo senza cuore)
Edizioni Malamente
collana Inossidabili
2026
pp. 700, € 28,00
ISBN 9791280497543
In questo saggio monumentale e ambizioso, Raoul Vaneigem – figura chiave dell’Internazionale Situazionista – mette a nudo le fondamenta della civiltà occidentale mostrando come l’ascesa del cristianesimo sia stata tutt’altro che una marcia trionfale e condivisa, ma un’imposizione della menzogna fondata sulla forza e la colpevolizzazione, costantemente sfidata da un’implacabile resistenza eretica che ne ha minato l’autorità attraverso i secoli.
Dalle radici ebraiche, passando per l’era delle cattedrali e dei roghi, fino all’epoca dell’Illuminismo, l’analisi segue le tracce di una dissidenza multiforme distinguendo tra i falsi ribelli che, pur avversando la Chiesa, ne mantennero i tratti più odiosi come il fanatismo e il culto del martirio e gli spiriti liberi, portatori di luce, che esaltarono l’emancipazione dei sensi, la ricerca del piacere e il rifiuto del lavoro come forma di espiazione.
Vaneigem ci consegna così un manuale di “archeologia del vivente”: un’opera che scava sotto le macerie del dogma per recuperare quella volontà di vivere che non ha mai smesso di chiamare alla creazione e al godimento del mondo.
Dalla nota all'edizione italiana di Sergio Ghirardi Sauvageon
In più di trent’anni di amicizia ho tradotto una buona parte della mastodontica opera di Raoul Vaneigem, presentato molti suoi testi in italiano, raccolto i riferimenti, esplorato nei miei scritti personali (La falsificazione del mondo, Ortica editrice, Roma, 2024) molti temi che abbiamo condiviso in complicità e autonomia: dalle principali tesi situazioniste alla ripresa critica della sensibilità teorica di W. Reich, all’attenzione al tema della decrescita, all’appoggio ai Gilets Jaunes, fino alla riscoperta delle radici matriarcali della società umana che porta all’acrazia, rinnovando il progetto di autogestione generalizzata di una nuova società umana a venire. Raoul se n’è andato, ma resta con noi, ancor più che il suo ricordo affettuoso, il progetto rivoluzionario da lui tracciato prima, durante e dopo quel Maggio 68 che ha marcato la storia recente con la sua poesia libertaria, nonostante la sua momentanea sconfitta. Il testo qui presente, di cui ho tradotto anni fa soltanto un’introduzione alla sua riedizione francese, esplora il mondo ideologico del pensiero cristiano la cui critica diretta e radicale percorre tutta l’opera laica di Raoul, dal Trattato del saper vivere (da me presentato e integralmente tradotto per Castelvecchi, Roma, 2006) ai suoi testi più recenti, passando per Banalità di base, pubblicato nel 1962 nei numeri 7 e 8 dell’Internazionale Situazionista.
Il capitalismo e il suo mondo alienato hanno radici antiche fondate su menzogne arcaiche. Tutta la verità, nient’altro che la verità complessa da esplorare senza tabù né remore, ecco una parte importante dell’eredità di un uomo la cui umanità ha lasciato il segno altrettanto che la sua opera.
Raoul Vaneigem (Lessines, 21 marzo 1934 – Sant Pol de Mar, 28 luglio 2026) è stato uno scrittore, filosofo e saggista belga, riconosciuto come uno dei teorici più influenti e radicali del Novecento.
Dopo la laurea in filologia romanza, nel 1961 entra in contatto con l'Internazionale Situazionista, diventandone rapidamente, insieme a Guy Debord, la figura cardine fino al suo abbandono nel 1970. Nel 1967 pubblica la sua opera più famosa: il Trattato del saper vivere ad uso delle giovani generazioni (noto anche come La rivoluzione della vita quotidiana). Il testo divenne una Bibbia teorica per le rivolte del Maggio francese del 1968; i muri di Parigi vennero tappezzati con i suoi slogan più celebri e il libro passò alla storia per essere diffuso rigorosamente senza copyright e costantemente "rubato" dalle librerie come atto di riappropriazione.
Mentre Debord si concentrava sulla critica economica e politica dello "spettacolo", Vaneigem ha sviluppato una critica incentrata sulla sfera esistenziale e quotidiana. Il suo pensiero è un inno alla "gioia di vivere", al desiderio radicale, alla centralità dei piaceri e al rifiuto della sopravvivenza intesa come mera sottomissione al lavoro e alle logiche mercantili. Ha fortemente promosso l'autogestione della vita e una visione libertaria e anarchica della società.
Prolifico autore di decine di saggi storici e filosofici (spesso pubblicati sotto molteplici pseudonimi e rigorosamente lasciati nel pubblico dominio), negli ultimi decenni ha continuato a sostenere i movimenti sociali contemporanei, dalle insurrezioni zapatiste nel Chiapas negli anni novanta fino alla protesta dei gilet gialli francesi. È scomparso in Catalogna nell'estate del 2026, all'età di 92 anni.

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