Alexander Grau
IPERMORALITA'
Il nuovo piacere dell’indignazione
(titolo originale Hypermoral. Die neue Lust an der Empörung. Claudius Verlag, München 2017)
traduzione di Stanislao Leone
Liberilibri
collana Altrove
ottobre 2026
pp. 102, euro 15.00
ISBN 979-12-80447-99-9.
Arriva oggi in libreria il saggio del filosofo e giornalista tedesco Alexander Grau Ipermoralità. Il nuovo piacere dell’indignazione. Preso atto che viviamo nell’era dell’ipermoralità e che la morale ha invaso ogni spazio della vita pubblica – dalla politica all’economia, dall’ambiente all’immigrazione, al linguaggio, fino alle condotte individuali –, il testo mette a nudo le radici sociali, culturali e storico-ideologiche dell’ipermoralismo per tentare di comprendere grazie a quali meccanismi sia potuto diventare l’ideologia dominante del nostro tempo.
Ciò che affligge la società occidentale non è una moralità sobria ma un moralismo eccitato e inquisitorio, sempre pronto all’indignazione, un surrogato della religione senza Dio ma che ha i suoi dogmi, i suoi sacerdoti, i suoi peccati e anche i suoi eretici.
Una tale visione, sostiene Grau, affonda le sue radici nella secolarizzazione, nella società di massa, nel culto dell’autorealizzazione e nel bisogno dell’individuo contemporaneo di sentirsi moralmente dalla parte giusta per provare a guadagnarsi la sua fetta di salvezza. «E poiché i moralisti», egli scrive, «vivono nella convinzione di rappresentare il bene in sé, eventuali critici sono da considerarsi bersagli verbali e vengono, a seconda del tema e della situazione di partenza, bollati come neoliberisti, capitalisti, militaristi, sessisti o almeno come irresponsabili».
Ma perché un eccesso di moralità rappresenta un problema? «La moralizzazione di quasi tutte le questioni sociali e politiche», ribadisce l’autore, «serve a suscitare emozioni e quindi a mobilitare le masse nella lotta per conquistare l’opinione pubblica», e le democrazie moderne, plasmate dai mass media, non riescono più a comunicare le questioni concrete se non attraverso la modalità dell’agitazione e dell’indignazione.
collana Altrove
ottobre 2026
pp. 102, euro 15.00
ISBN 979-12-80447-99-9.
Arriva oggi in libreria il saggio del filosofo e giornalista tedesco Alexander Grau Ipermoralità. Il nuovo piacere dell’indignazione. Preso atto che viviamo nell’era dell’ipermoralità e che la morale ha invaso ogni spazio della vita pubblica – dalla politica all’economia, dall’ambiente all’immigrazione, al linguaggio, fino alle condotte individuali –, il testo mette a nudo le radici sociali, culturali e storico-ideologiche dell’ipermoralismo per tentare di comprendere grazie a quali meccanismi sia potuto diventare l’ideologia dominante del nostro tempo.
Ciò che affligge la società occidentale non è una moralità sobria ma un moralismo eccitato e inquisitorio, sempre pronto all’indignazione, un surrogato della religione senza Dio ma che ha i suoi dogmi, i suoi sacerdoti, i suoi peccati e anche i suoi eretici.
Una tale visione, sostiene Grau, affonda le sue radici nella secolarizzazione, nella società di massa, nel culto dell’autorealizzazione e nel bisogno dell’individuo contemporaneo di sentirsi moralmente dalla parte giusta per provare a guadagnarsi la sua fetta di salvezza. «E poiché i moralisti», egli scrive, «vivono nella convinzione di rappresentare il bene in sé, eventuali critici sono da considerarsi bersagli verbali e vengono, a seconda del tema e della situazione di partenza, bollati come neoliberisti, capitalisti, militaristi, sessisti o almeno come irresponsabili».
Ma perché un eccesso di moralità rappresenta un problema? «La moralizzazione di quasi tutte le questioni sociali e politiche», ribadisce l’autore, «serve a suscitare emozioni e quindi a mobilitare le masse nella lotta per conquistare l’opinione pubblica», e le democrazie moderne, plasmate dai mass media, non riescono più a comunicare le questioni concrete se non attraverso la modalità dell’agitazione e dell’indignazione.
Alexander Grau (1968) è un filosofo e giornalista tedesco. Scrive per diverse testate, tra cui «Frankfurter Allgemeine Zeitung» e «Süddeutsche Zeitung».


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