In una valle isolata dell’Appennino romagnolo, Nazario Minghetti, maresciallo della Forestale, cerca rifugio da un dolore privato che sembra non avere rimedio. Uomo schivo, amante dei boschi e dei lupi, simboli di una natura selvaggia che sente profondamente propria, viene accolto con diffidenza dagli abitanti della Valchiusa.
In questa comunità appartata, che custodisce un segreto antico quanto le sue montagne, il ritrovamento di alcune ossa umane riporta alla luce una leggenda sepolta nel tempo: quella di un vino rarissimo e prezioso, nato, si dice, da riti oscuri tramandati nei secoli. Ma è soprattutto il legame tra la figlia epilettica di Nazario e la misteriosa nonna Vera, custode delle credenze della valle, a trascinare il maresciallo in un mondo governato da leggi arcaiche, dove il confine tra giustizia, superstizione e necessità diventa ambiguo e inquietante.
Con la sua scrittura coinvolgente, capace di descrivere luoghi e tradizioni di un mondo perduto, Eraldo Baldini – considerato uno dei maestri del gotico rurale e tra i precursori del folk horror italiano – costruisce un romanzo sospeso fra mistero, memoria e forze ancestrali.
Come inizia
I quattro uomini che in fila indiana scendevano il sentiero, attenti a non scivolare su concrezioni vitree di ghiaccio, sbuffavano un fiato bianco e denso che rimaneva sospeso nell’aria.
Solo i loro passi, il loro ansimare pesante, le imprecazioni che lanciavano sottovoce a ogni scivolone e qualche grido di corvo rompevano il silenzio del bosco. Gli alberi, le rocce intaccate dai muschi, la terra indurita dal gelo, i cespugli imprigionati nella brina, tutto era fermo, come morto, o come bloccato dal timore di quel transitare rumoroso e invadente. Il monte dormiva il suo sonno invernale, o forse aspettava.
Non c’erano colori, solo un variare dal nero dei tronchi al biancastro delle chiazze di neve, sotto un cielo di un grigio uniforme. Quando, a una svolta del sentiero, il Bastardo vide esplodere il rosso di bacche fitte e brillanti, non seppe resistere alla tentazione di raccoglierne una manciata.
«Se mangi quelle», gli disse Orso, «strillerai per il mal di pancia e vomiterai fiele».
Il giovane le gettò via e abbassò la testa. «Non volevo mangiarle», disse. «Lo so che non sono buone».
In testa alla fila, il Rosso si bloccò e si voltò indietro. «Fermiamoci qui», ordinò.
Per un po’ rimasero immobili, in piedi a bocca aperta, a normalizzare il respiro. Poi, come a un segnale, tutti e quattro si liberarono delle bisacce che tenevano a tracolla e delle picche con la punta di ferro che portavano appoggiate sulle spalle, e si sedettero. [...]
Eraldo Baldini (Russi, 21 dicembre 1952) ha iniziato a dedicarsi alla narrativa dalla fine degli anni ottanta, dopo essersi specializzato in antropologia culturale ed etnografia ed averne scritto diversi saggi. La sua prima produzione mystery è la raccolta di racconti Nella nebbia pubblicata dallo stesso editore degli studi sul folklore romagnolo; la rinomanza di Baldini cresce poi gradualmente da quando, nel 1991, vince il Mystfest di Cattolica con il racconto Re di Carnevale. Per la sua narrativa viene coniato il termine di «gotico rurale» perché Baldini è riuscito a trasporre un genere tipicamente anglosassone e d'ambientazione urbana, nei siti a lui familiari della campagna romagnola.
Oltre ad essere un romanziere affermato in Italia e all'estero, Eraldo Baldini è anche sceneggiatore, autore teatrale e organizzatore di eventi culturali. Nei giorni 14 e 15 aprile 2009 viene trasmessa su Rai Uno la fiction Mal'aria, tratta dall'omonimo romanzo.
Vive a Ravenna.
► Prima presentazione: Ravenna, Libreria Feltrinelli, giovedì 19 novembre ore 18,00. Insieme all’autore ci sarà il giornalista e scrittore Matteo Cavezzali.

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