venerdì 30 ottobre 2026

Grazia Deledda - CANNE AL VENTO - Il ramo e la foglia

 
Grazia Deledda
CANNE AL VENTO
Il ramo e la foglia edizioni
collana Romanzi | 29
2026
pp. 232. euro 14
ISBN 9791280223784


Nella Sardegna di inizio Novecento, tra le terre aspre di Galte, vive la famiglia Pintor: tre sorelle nobili e ormai povere, Ruth, Ester e Noemi, all’ombra di Lia, la quarta sorella fuggita anni prima. Accanto a loro il vecchio servo Efix, che da una vita porta il peso di una colpa antica e segreta. Quando Giacinto, il giovane figlio di Lia, entra nella casa, tutto si rimette in moto: speranze, inganni, amori che non dovrebbero nascere e un destino di decadenza che nessuno riesce davvero a fermare.
Grazia Deledda, Premio Nobel per la Letteratura nel 1926, firma il suo capolavoro: una tragedia antica sospesa tra colpa e pietà, fede e passione. «Siamo canne, e la sorte è il vento»: la fragilità di questi personaggi ci parla ancora, con una forza che il tempo non ha scalfito. Un romanzo che chi lo conosce rilegge come la prima volta, e che chi lo incontra ora si porterà dentro come una terra, un odore, una voce.
Questo capolavoro del Novecento, arricchito da una breve postfazione critica che ne approfondisce i temi e la struttura, torna nell’edizione curata da Il ramo e la foglia edizioni, ideale per lettori appassionati, studenti e docenti.

Grazia Deledda nasce a Nuoro nel 1871. Cresciuta in una società che non prevede per le ragazze studi regolari, si forma da sola, leggendo e scrivendo con ostinazione, e a nemmeno vent’anni pubblica i primi racconti. Nel 1900 si trasferisce a Roma, dove vive per il resto della vita senza mai smettere di raccontare la sua Sardegna. Tra i suoi romanzi, Elias Portolu, Cenere, L’edera, Canne al vento, Marianna Sirca e La madre. Nel 1926 riceve il Premio Nobel per la Letteratura, seconda donna a ottenerlo dopo Selma Lagerlöf. Muore a Roma nel 1936. Il suo ultimo romanzo, Cosima, uscito postumo, è il racconto trasfigurato della sua infanzia.

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